giovedì, ottobre 11, 2007

CHE SCHIFO

Ma si può essere tanto stupidi e ignoranti? Non dovrei dare spazio a soggetti di questa inutilità, ma lo schifo che mi ha procurato leggere questo articolo dell'emerito Paolo Ziliani mi ha davvero schifato.

Caro Ziliani, lei come i suoi colleghi faziosi ed incompetenti (per non dire di peggio) mi fate soltanto vergognare di essere Italiano!

Caro Collina, ma è così difficile
raccontare la verità?


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Ricordate la spassosa, indimenticabile e mai troppo rimpianta rubrica che Bergamo & Pairetto, i designatori arbitrali affiliati alla Cupola di Moggi, tennero per qualche mese sulla Gazzetta dello Sport, stagione 2004-2005, giorno di pubblicazione il martedì? I nostri Eroi, che avevano la faccia … pur di giustificare le malefatte compiute dagli arbitri su loro stesso mandato, riuscivano ogni volta ad arrampicarsi sugli specchi accampando le scuse e le spiegazioni più improbabili e fantasiose: l’importante, alla fine, era promuovere l’operato dei loro sottoposti. Tanto per capirci: riuscirono nell’impresa, Bergamo & Pairetto, di glorificare persino il prode Racalbuto dopo un Roma-Juventus 1-2 entrato nella leggenda, una partita in cui l’arbitro era chiamato a svolgere un lavoro talmente sporco che un papabile alla direzione, Trefoloni, pensò bene di spedire - per sua stessa ammissione - un certificato medico che gli consentisse di essere esonerato prima del sorteggio farlocco del venerdì mattina.

Poi Calciopoli è arrivata a scoperchiare l’immondo pentolone degli orrori arbitrali; Bergamo & Pairetto sono stati allontanati con un calcio in faccia (pardon, volevamo dire nel sedere…); i più spudorati fra gli arbitri-killer (De Santis, Bertini, Pieri) sono stati messi nelle condizioni di non nuocere; e mentre mezza Italia attende che a Napoli, a metà dicembre, venga celebrata la prima udienza del processo penale ai buontemponi di Calciopoli (l’accusa: associazione a delinquere per Moggi, Bergamo, Pairetto, De Santis e la loro gang), gli amanti del calcio pulito hanno dapprima guardato con gioia, e poi applaudito, alla nomina di Pierluigi Collina a nuovo designatore arbitrale. Alleluia alleluia! Perché, diciamolo: alzi la mano chi non considera Collina una garanzia in fatto di bravura, ma soprattutto di incorruttibilità!

Ebbene: a distanza di pochi mesi, alla prima uscita che conta (leggi: ospitata alla Domenica Sportiva, Rai Due, la sera di domenica 7 ottobre), Pierluigi Collina, l’Uomo del Rinnovamento, riesce nell’impresa di far rimpiangere – o quasi – i suoi squallidi predecessori Bergamo & Pairetto. Succede infatti che Collina si trovi a dover commentare il catastrofico arbitraggio di Rizzoli in Fiorentina-Juventus 1-1; compito doppiamente imbarazzante perché Rizzoli è, a detta di tutti, il numero 1 in pectore della Nuova Scuderia Collina, l’arbitro destinato a ricalcare le orme del grande pelato, oggi suo mentore. In Fiorentina-Juventus, Rizzoli ne combina di tutti i colori: ma la cosa inquietante è che la collana di sfondoni che inanella, sotto lo sguardo attonito del mondo, si trasforma in una vera e propria Sagra dei Favori alla Juventus, roba da far impallidire le gesta dell’affiliato storico alla Cupola moggiana, De Santis.

In particolare: a una settimana dal discusso gol in fuorigioco di Trezeguet convalidato dall’arbitro in Torino-Juventus 0-1, decisione ratificata da Collina con bolla papale e a strettissimo giro di posta (”Dellafiore è andato verso il pallone per colpirlo e non è stato colpito fortuitamente. Il passaggio da considerare è quello del granata e non quello di Almiron”, spiega ufficialmente Collina, che aggiunge: “Senza alcuna possibilità di discussione la rete di Trezeguet è valida e questo non in base all’interpretazione italiana della Regola 11, quella che si occupa del fuorigioco, ma in base all’interpretazione che viene data dalla FIFA e che viene applicata in ogni Paese del mondo. Si può non essere d’accordo, ma questo non conta”), Rizzoli convalida un gol alla Juventus che a termini di regolamento, e in modo lampante, appare a tutti irregolare: sul tiro di Iaquinta, il solito Trezeguet passa davanti a Frey, portiere della Fiorentina, mettendo in atto un movimento di aperto disturbo. “Diciamo che se il guardalinee avesse alzato la bandierina per annullare il gol, non avrei protestato”, ammette lealmente Ranieri, allenatore della Juventus, a fine partita.

Ebbene: ospite della trasmissione di Rai Due, sapete cosa combina, di lì a poco, Pierluigi Collina altrimenti detto l’Uomo della Svolta? Alla richiesta di una presa di posizione ufficiale, una risposta che dica: “Rizzoli ha sbagliato”, oppure “Rizzoli ha fatto bene”, Collina comincia una manfrina indecorosa avvitandosi in un discorso che lo chiude, e lo nasconde, in un labirinto: “Solo Frey – sentenzia Collina – può dire se Trezeguet l’ha davvero disturbato!”. Come a dire: andiamoci piano a dare addosso a Rizzoli; e il regolamento buttiamolo nel cesso perchè la verità la conoscono solo Frey e il suo prete di fiducia, che però è tenuto al rispetto del segreto confessionale…

Domanda: ma che mestiere ha fatto, Collina, prima di vestire i panni del designatore? Il blbliotecario, il rappresentante di mostarda oppure l’arbitro? E se Collina ha fatto l’arbitro - e l’ha fatto bene, come a molti sembra di ricordare - l’ha forse fatto andando a chiedere ai giocatori – ad ogni azione interrotta – se per caso il fallo c’era oppure no, se il fuorigioco c’era oppure no, se l’attaccante aveva creato disturbo passeggiando davanti al portiere o se invece gli aveva chiesto educatamente il permesso? In soldoni: quando Collina dice che solo Frey può sapere se Trezeguet lo ha disturbato oppure no, chi pensa di prendere in giro? Crede di avere davanti la stessa platea di gonzi disposta a bersi le sesquipedali balle di Bergamo & Pairetto, oppure pensa che i tempi, e quindi le persone, e quindi gli appassionati di calcio, siano cambiati?

Se Collina, dopo una Mostruosità come il gol convalidato alla Juve a Firenze, non sente il dovere di fare pubblicamente chiarezza su un punto così centrale del regolamento sgomberando il campo dagli equivoci e dicendo a tutti, con semplicità: “L’arbitro ha commesso un errore”, dove pensa di condurre il malandato e sgangherato carrozzone arbitrale? E se alla prima difficoltà tutto quel che riesce a fare è alzare cortine fumogene, annebbiando ancora di più le idee a tutti, siamo proprio sicuri che stia facendo il bene del calcio?

Cent’anni fa, o quasi, Concetto Lo Bello si trovò ospite alla “Domenica Sportiva” (guarda caso!) dopo aver arbitrato un match-scudetto come Juventus-Milan. Gli fecero vedere Francesco Morini che atterrava Bigon in area, un’azione semplice e che non si prestava a molte interpretazioni, e Lo Bello disse: “Vista l’azione in tivù, posso dire di aver sbagliato a non dare rigore”.

Caro Collina: ma davvero è così difficile dire la verità?


Caro Ziliani, è così difficile smetterei di scrivere idiozie da vaecchio giornalaio prezzolato e cavarsi dai coglioni? Se vuoi possiamo fare noi juventini una bella colletta per farci leccare da te le scarpe, dato che la tua lingua è piuttosto abituata a levccare la merda dei potenti. No?

11 commenti:

Anonimo ha detto...

giornalista da fogna....essere bastardo...poi dicono di Padovan e di Tuttosport; ragazzi....questo istiga, mente e scrive cazzate esorbitanti: è già un po' di volte che mi dicono di leggere le sue cazzate...dovreste leggere quello che ha scritto durante "Calciopoli"...cose dell'altro mondo, mi incattivisce moltissimo!!!!!!!!!!!!

Anonimo ha detto...

Ignorate questo sottospecie di giornalaio! Qualunque cosa può scrivere o dice. NON dategli importanza, ignoriamolo completamente. Mirko, un consiglio, cancella il post "Che schifo" e saremo tutti contenti di non leggerlo più.

Mirko ha detto...

Eh capisco bene, ma tutti devono capire che viscido è costui...

roberto ha detto...

Faccio una proposta: mandiamo numerose e-mail di protesta all'indirizzo webmaster@paoloziliani.it
Questi personaggi devono finirla di romperci i koglioni! Non è bastato loro vederci in serie B??? Poi si lamentano se i tifosi si picchiano tra loro: Ziliani dovrebbe essere indagato per istigazione a delinquere, lui e tutti quelli che la pensano come lui...

roberto ha detto...

SE VOLETE FARVI DELL'ALTRO NERVOSO, LEGGETE QUELLO CHE HA SCRITTO QUEL VERME IL 14 LUGLIO SCORSO SUL SUO BLOG

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Il sacro terrore di un nuovo processo alla Juve

Mentre la Procura di Napoli critica le condanne ridicole della giustizia sportiva, parla di una Cupola che imperversava da anni e di un Moggi taroccatore anche nel 2005-2006, la parola d'ordine è: "Facciamo finta di niente!"
Cobolli Gigli, presidente della Juve del Nuovo Corso

Incredibile ma vero: col tacito assenso di tutti, nel pianeta-calcio è in atto una vera e propria riscrittura del codice di giustizia sportiva. Il principio ispiratore è: “Mai più sanzioni per i fatti di Calciopoli”. Mentre i sostituti procuratori napoletani, Narducci e Beatrice, si rendono protagonisti dei seguenti accadimenti: 1) proposta di rinvio a giudizio per 37 personaggi (molti dei quali eccellenti) del calcio italiano, la maggior parte dei quali accusati di “associazione a delinquere”; 2) invito rivolto all'Ufficio Inchieste ad indagare sui nuovi, scottanti documenti emersi dalla loro indagine e subito messi a disposizione di Borrelli; 3) aperta critica delle sentenze all'acqua di rose con cui la giustizia sportiva ha chiuso i suoi processi di calciopoli, celebrati nell'estate 2006; 4) la convinzione raggiunta, e apertamente espressa, che la Cupola di malaffare facente capo ai 6 personaggi dell'Ave Maria (leggi: Moggi, Giraudo, Mazzini, Bergamo, Pairetto e De Santis) abbia taroccato non uno, ma un numero assai superiore di campionati; mentre tutto questo accade, dicevamo, il calcio italiano fa quadrato, chiama tutti a raccolta e col soccorso di tutte le sue componenti – Palazzo, club, addetti ai lavori, mass-media – si riscopre Monolite. Non scalfibile. Inattaccabile.

Ora che lo choc della Juventus in B è superato; ora che Nostra Signora è rientrata a corte accompagnata – nientemeno – che da due paggi d'eccellenza come Napoli e Genoa; ora che il Paese del Bengodi è pronto a riaprire i battenti, non sia mai che arrivi qualcuno a rovinare questa ritrovata aria di festa. Le salamelle stanno sfrigolando sulla griglia come nemmeno alla più riuscita Festa dell'Unità. E la gente aspetta solo di sentirselo dire: “Che la festa cominci!”.

E allora? E allora niente paura! Ci sono due giudici che riaffermano l'immagine di un mondo del calcio marcio dal tetto alle fondamenta, due giudici che dicono, chiaro e tondo, che la Premiata Ditta “Moggi & Company” ha truccato le carte del calcio per chissà quanti anni, ben prima della stagione 2004-2005 e con sforo – già accertato – nella stagione 2005-2006? Okay, l'importante è non perdere la calma. E stupire la gente con piroette ed effetti speciali.

Prendete la “Gazzetta dello Sport”: che per tutti è – da sempre - la Bibbia dell'appassionato. Per l'appunto. All'indomani delle 37 richieste di rinvio a giudizio della Procura di Napoli, in un articolo a firma del vicedirettore Ruggiero Palombo (il primo a scrivere – il 22 aprile del 2006 – che sul calcio italiano stava per abbattersi il ciclone dello scandalo-Calciopoli), a pagina 2 si legge testualmente: “Sul fronte della giustizia sportiva la questione arbitrale resta predominante perché c'è un campionato da salvaguardare. Il prossimo. Juventus, Fiorentina, Reggina, Milan e Lazio hanno già pagato il loro prezzo e questa estate dovrebbe toccare (penalizzazione in serie B) al Messina. Altri capitoli e altri campionati, complici le utenze riservate che Moggi ha continuato a dispensare fino alla primavera del 2006, finiranno presto o tardi sotto la lente dei magistrati napoletani, ma questo potrà al massimo coinvolgere uomini (arbitri e dintorni) e non club”.

Per chi non avesse capito: secondo la Gazzetta, anche se la Procura di Napoli ha appurato che Moggi ha inquinato, oltre al campionato 2004-2005, anche il campionato 2005-2006, distribuendo ai suoi affiliati – designatori, arbitri, dirigenti federali, addetti ai lavori - schede telefoniche non più svizzere, ma del Liechtenstein - perché meno facilmente intercettabili - di fatto alterando la regolarità di un'altra stagione, la sola conseguenza che potrebbe derivarne, dopo un eventuale processo sportivo, è la condanna di “uomini (arbitri e dintorni), e non di club”. Frase che citiamo testualmente. Domanda: perché? Hanno forse riscritto il codice di giustizia senza avvisare? Strano. Fino a ieri ci avevano detto che la sanzioni inflitte a club e tesserati per gli orrori della stagione 2004-2005 non sarebbero stati rivisti anche in caso di emersione di nuovi orrori commessi nella stessa stagione: questo perché le condanne inflitte a Moggi e alla Juventus, a tesserati e club coinvolti, dovevano ritenersi sanzione cumulativa di un modo di agire illecito protrattosi, in vario modo, nell'arco di un'intera stagione.

Molto bene. Ma il 2005-2006? Come direbbe Di Pietro: che ci azzecca il campionato 2005-2006 col campionato 2004-2005? Per capirci: Mettiamo il caso di un uomo condannato per omicidio, poniamo a 30 anni, perché ha ucciso – per l'appunto – un'altra persona. A processo concluso, e a sentenza emessa, si scopre che quest'uomo non è un semplice assassino, ma un serial killer; e che di persone non ne ha uccise solo una, ma diverse: ammettiamo 6 o 7. Secondo voi, che fa la giustizia? Non lo porta più alla sbarra perché sul suo conto è già stato celebrato un processo ed è già stata emessa una condanna? E le nuove vittime? E i famigliari delle nuove vittime? Converrete anche voi che se non siamo nel Paese delle Banane, l'omicida verrà portato in aula, una seconda volta, per rispondere dei nuovi crimini e sottoporsi a un nuovo giudizio. E ci mancherebbe altro: non siete d'accordo?

Questo in un paese serio. Ma il pianeta-calcio, si sa, è un carrozzone fatto a modo suo. E a bordo di questo sgangherato carrozzone, dove si viaggia sempre in gita-premio, può capitare appunto di leggere, sul più autorevole foglio sportivo, che sì, è vero, Moggi forse ha falsato un altro campionato, il 2005-2006, che è stato quindi – al pari del 2004-2005 - un Grande Tarocco. Ma niente paura: i club non subiranno conseguenze. Perché? Non si sa. C'è un motivo? Non importa. Hanno riscritto le regole. No. E allora? E allora va bene così.

Mica male, non vi sembra? Per gli adoratori del Monolite, insomma, l'importante è che la Grande Festa del ritorno della Juve in serie A non subisca intoppi, non subisca ritardi. E se Narducci e Beatrice, i piemme della Procura di Napoli, escono allo scoperto criticando duramente le sentenze “annacquate” della giustizia sportiva, sempre la “Gazzetta dello Sport”, e sempre Ruggiero Palombo (giornale di sabato, pagina 6) sono già lì, pronti a bacchettarli, e a puntualizzare: “Purchè non si voglia pensare alla Juventus in C2 e alla serie B per tutti gli altri club coinvolti. Col palese rischio di buttare via, insieme all'acqua sporca, anche il bambino”.

E allora okay, teniamoci il bambino. Ma non spaventiamoci se poi, come in “Rosemary's baby”, alla fine si scopre che il pupo era - nientemeno - che il figlio di Satana.

(P.S. Come diceva Celentano: “Si fece una grande festa / da fare girar la testa / si fecero dei banchetti / scoppiarono i mortaretti / per tutti ci fu un sorriso / che giorni di paradiso...”)

roberto ha detto...

PER NON PARLARE DELLE KAZZATE CHE HA SCRITTO, SEMPRE SUL SUO BLOG DA DEFICIENTI, IL 3 SETTEMBRE SCORSO

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I tarantolati juventini con licenza d'insulto

Lo scandaloso secondo tempo di Cagliari, con Chiellini e Zebina che già ammoniti "danno fuori di matto" e svillaneggiano l'arbitro senza essere espulsi, è stata una vergogna: Ranieri e Collina dovrebbero intervenire
Buffon: ha salvato il risultato e Chiellini dal cartellino rosso

Dopo aver assistito a Cagliari-Juventus 2-3, seconda di campionato, arbitro Tagliavento, la domanda che sorge spontanea – e che vorremmo indirizzare al designatore Collina e agli oxfordiani Ranieri e Cobolli Gigli, rispettivamente allenatore e presidente juventini – è: la Juventus 2007-2008 ha diritto all'isteria? E come i ciclisti del Giro e del Tour, ha presentato forse, a inizio stagione, un certificato medico che attesta le sue congenite irritabilità e suscettibilità e le concede dunque il permesso a ricorrere, in partita, ai comportamenti più esagitati e alle reazioni più incontrollate? In una parola: i giocatori della Juventus, a differenza dei loro colleghi comuni mortali della serie A, hanno per caso la licenza di “dare fuori di matto”?

È questo che ci siamo chiesti, domenica, mentre allibiti seguivamo Cagliari-Juventus. Una partita che da un lato ha sancito una svolta: l'arbitro Tagliavento ha fischiato due rigori contro la Juve per “affondamento di avversario in area” (Legrottaglie con Matri, Zebina con Larrivey), un reato che ai tempi di Calciopoli non era nemmeno lontanamente perseguibile, in area juventina (ricordate lo scandalo del doppio affondamento di Crespo e Kaladze in uno Juve-Milan 0-0, arbitro il “cupoliano” Bertini?). Cagliari-Juventus, però, ha lasciato irrisolto un interrogativo: i giocatori della Juve, in caso di decisione sfavorevole da parte degli arbitri, hanno il permesso di fare tutte le scene turche che vogliono, roba che nemmeno Linda Blair ne L'Esorcista?

Domenica, nel secondo tempo di Cagliari-Juventus, è successo che: 1) quando Tagliavento fischia il primo rigore a favore del Cagliari per una trattenuta di Legrottaglie a Matri più netta di quella subìta da Iaquinta in Juve-Livorno 8 giorni prima (eppure, non si ricordano sceneggiate isteriche del povero Grandoni), si vede Zebina scagliarsi contro l'arbitro e insultarlo pesantemente; per la cronaca, Zebina era ammonito e avrebbe dovuto essere espulso; 2) quando Tagliavento fischia il rigore – poi annullato dietro suggerimento del guardalinee – per l'intervento in scivolata di Chiellini su Conti, sulla palla e non sull'uomo, Chiellini dà vita ad una sceneggiata in stile-Merola – con insulti ripetuti rivolti ai direttori di gara - che l'arbitro, ancora una volta, finge di non vedere; Buffon prima e Del Piero dopo lo trattengono a stento, e a provare a calmarlo ci prova – pensate un po' – persino Zebina! Per la cronaca, Chiellini era ammonito e avrebbe dovuto essere espulso; 3) quando Tagliavento fischia il secondo rigore a favore del Cagliari per affondamento di Larrivey da parte di Zebina, fallo pacchiano ed evidentissimo, si vede dapprima Chiellini andare ad insultare l'arbitro (che fa finta di nulla); poi, a trasformazione avvenuta, a tarantolarsi è di nuovo Zebina, con l'arbitro che non può esimersi – stavolta - dall'estrarre il cartellino rosso. Lo stesso Del Piero – preoccupato di arginare la furia del francese, che si abbatterà poi su uno steward a bordo campo - di fronte alla decisione dell'arbitro non fa una piega.

Ricapitolando. Se Cagliari-Juventus fosse stata giocata alla pari, e cioè se gli juventini non avessero avuto la licenza di insultare, “sclerare” e dare di matto, a metà del secondo tempo la Juve si sarebbe trovata in 9 uomini: e tanto per fare un esempio, Chiellini non avrebbe mai potuto segnare di testa, al 90', il gol del 3-2, perché impegnato a fare la doccia negli spogliatoi dello stadio di Cagliari, con Zebina già al phone, nel tentativo di raffreddare i suoi bollenti spiriti. E insomma: il Cagliari, in 10 contro 9, magari la partita non l'avrebbe persa. Oppure l'avrebbe vinta, chissà...

Forse, ricordando anche le scene isteriche della stagione trascorsa in serie B (Nedved che dà un pestone all'arbitro Farina in Genoa-Juventus, Del Piero che perde la testa in Juventus-Cesena e in Modena-Juventus), sarebbe il caso che succedessero due cose: 1) che Ranieri tenesse a rapporto i suoi focosi ragazzi, spiegando loro che l'educazione è un valore fondamentale, nel calcio come nella vita (e magari chiarendo che nel dopo-Moggi può anche succedere di veder fischiato un rigore a Zebina, o a Legrottaglie, o a Chiellini; e che anzi, giocando come a Cagliari di rigori contro ne potrebbero arrivare venti); 2) che Collina tenesse a rapporto i suoi giovani arbitri, spiegando loro – appunto – che l'educazione è un valore fondamentale, nel calcio come nella vita, e che se un giocatore ti manda affanculo davanti a tutti, semplicemente lo sanzioni. Se non vuoi passare per Fracchia.

Mirko ha detto...

Le mail non servono a nulla. Se le legge e si fa una grassa risata alla faccia nostra.

Dobbiamo colpirlo dove gli fa più male, ovvero nel portafoglio. Minacciare Mediaset di boicottarla finche quell'essere è alle lori dipendenze, stessa cosa per gli sponsor di Mediaset.

Solo facendo i bastardi si combatte un bastardo.

roberto ha detto...

Certo, Mirko, ma questo è da internare! E subito!

I primi due "deliri" li ho copincollati, ora vi segnalo una serie di link:

www.paoloziliani.it/news.asp?id=223

www.paoloziliani.it/news.asp?id=221

www.paoloziliani.it/news.asp?id=207

www.paoloziliani.it/news.asp?id=188

www.paoloziliani.it/news.asp?id=169

www.paoloziliani.it/news.asp?id=142

www.paoloziliani.it/news.asp?id=129

www.paoloziliani.it/news.asp?id=121

www.paoloziliani.it/news.asp?id=110

www.paoloziliani.it/news.asp?id=106

www.paoloziliani.it/news.asp?id=91

www.paoloziliani.it/news.asp?id=31

www.paoloziliani.it/news.asp?id=14

www.paoloziliani.it/news.asp?id=12

www.paoloziliani.it/news.asp?id=11

DULCIS IN FUNDO, LEGGETEVI QUESTA!!!

www.paoloziliani.it/news.asp?id=2

Ger.666 ha detto...

E pensare che Piccinini si esalta dicendo che Pz è tornato a commentare le partite della Juve con le sue pagelle; veramente ridicolo

Anonimo ha detto...

il commento di Cagliari-Juventus mi mancava. INCONCEPIBILE. INCREDIBILE. DELIRANTE. Ma questo è matto matto...ma nemmeno io sotto effetto di droghe pesanti potrei scrivere così tante cazzate contro la squadra che odio (l'inter)!!!!! Questo ragazzi è veramente e totalmente FULMINATO. La cosa più mostruosa è la gente che scrive e apprezza ciò che dice sto cretino.....MA COME SI FA???????????????????
Boicottare Mediaset??? No Mirko, qui c'è da gambizzarlo.....

Mirko ha detto...

Non esageriamo.

Io sono categoricamente ed assolutamente come ogni forma di violenza, anche contro soggetti come il sig. Ziliani che fa di tutto per fomentarla e tirarsi addosso le antipatie di coloro che maltratta.

La violenza è da animali, il boicottaggio è da persone civili che vogliono farsi rispettare



juve

juve/


NON UN EURO ALLA GAZZETTA!!!

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