venerdì, gennaio 25, 2008

MAIL DI ANTONIO LA ROSA A TUTTOSPORT

Il diritto di sbagliare ... e il dovere di scusarsi!
di Antonio La Rosa



Egregio Direttore,

ho letto con stupore il suo editoriale di martedì 22 gennaio, dal titolo "Il diritto di sbagliare".

Con stupore perchè è un editoriale che nella sostanza condividerei e sottoscriverei, come penso tutti o quasi tutti i tifosi juventini, se non fosse che denota l’ennesima prova di doppiezza ed ipocrisia nel trattare le vicende del nostro calcio.

Io mi rendo conto che il Suo arrivo alla direzione del quotidiano sportivo torinese è gesto che ha un significato ben preciso, ossia normalizzare anche l’informazione sportiva di questo quotidiano, allineandolo a quello che ormai è, o vuole essere, la nuova "eminenza grigia" del calcio italiano, ossia il suo ex quotidiano milanese dal colore rosa.

Per questo ritengo ipocrita il Suo editoriale, perchè è un editoriale che viene scritto oggi, quando nell’occhio del ciclone ci sono l’onesta Inter e l’ex l’arbitro migliore del mondo, mentre mai venne scritto quando invece nell’occhio del ciclone c’erano altri, e per situazioni sicuramente meno gravi o altrettanto "gravi", se vogliamo usare questo termine.

Io mi rendo conto che Vi fa male verificare che quanto accade da due stagioni a questa parte è perfettamente identico, se non peggiore, rispetto a quanto accadeva nell’era pre calciopoli (o "Moggiopoli" per usare un termine ad Ella sicuramente più caro), e Vi fa male perchè adesso siete in difficoltà a spiegare che è solo frutto di errori, di buona fede, ma che il calcio adesso è pulito, quando in passato proprio su episodi, su errori anche meno gravi ed evidenti, avete costruito la teoria della cupola che comanda nel calcio.

Gervasoni ha tutto il diritto di sbagliare, vero, ma perchè lo stesso diritto non ebbe a suo tempo Ceccarini?

Eppure nessun elemento di prova avete mai indicato per dimostrare che Ceccarini fosse asservito ad un sistema marcio creato da Moggi e compagnia bella, nessuno di voi volle vedere quella famigerata e maledetta gara per quello che aveva espresso come dati tecnici, ossia una Juve sicuramente più forte e padrona del campo, ed un’Inter che riuscì ad entrare in area di rigore bianconera solo al 27’ della ripresa.

Avete dato di quella gara una descrizione come se fosse l’esempio paradigmatico di intrallazzo nel calcio, per un solo, singolo e peraltro ancora discutibile episodio: ma in quel caso nessuno ebbe a dire che Ceccarini aveva anche il diritto di sbagliare e di ritenere quel famigerato contatto come non punibile con il calcio di rigore.

Lo stesso avete fatto per Juventus - Parma del 7 maggio 2000, un fischio arbitrale arrivato prima di un gol, è diventato prova di asservimento di un arbitro, De Santis, alla cupola bianconera.

Eppure nessun contatto è mai stato accertato tra questo arbitro che avete letteralmente massacrato, e Moggi o altri, neppure una scheda svizzera vera o presunta, una intercettazione o un "pizzino", che potesse dare prova di ciò, ma De Santis non aveva il diritto di sbagliare, come Ceccarini.

Perchè chi sbagliava a favore della Juventus era per voi tutti, nessuno escluso o quasi, un disonesto, un asservito al potere di Moggi, vero?

Avete enfatizzato ogni episodio nel passato che potesse essere utilizzato per quel maledetto teorema, Juve ladrona e Inter povera vittima, cancellando scientificamente quelli opposti, e dunque se tutti si ricordano delle due gare che ho sopra citato, chi si ricorda, al contrario, del lago di Perugia se non noi juventini?

E potrei andare oltre, potrei ricordare che De Santis ha più errori a danno della Juventus, nel suo palmares (Atalanta - Juventus, ultima di andata 2000 - 01; Palermo - Juventus e Juventus - Inter, stagione 2004 - 05; Juventus - Inter, finale di supercoppa italiana 2005), che errori a favore, che in fondo si limitano solo a quel famoso episodio che tante volte ci avete sbattuto in faccia.

Sui centimetri di Turone avete costruito una epopea, sul gol di Bianconi avete fatto dissertazioni di qualunque genere, ignorando invece i gol fantasma assegnati anche dallo stesso arbitro di Empoli (Rodomonti), qualche anno prima a danno della Juventus; avete fatto una prima pagina lo scorso anno, "Juve non così" a proposito del gol di Zalayeta a Bologna, lo stesso non avete fatto per il gol di domenica scorsa contro la Sampdoria.

Nè avete mai scritto "Inter non così", o in passato al quotidiano rosa, o in presente nella Sua nuova veste, quando accadono reiterati episodi a favore dei nerazzurri.

E’ questo doppiopesismo che Vi rende poco credibili quando scrivete anche cose legittime, perchè noi juventini siamo i primi a sostenere che gli arbitri hanno il diritto di sbagliare, ma la cosa non inficia le vittorie dei più forti, specie se i più forti forniscono dieci giocatori alla finale dei mondiali di calcio in Germania.

Io invece vedo in Lei e nei "normalizzatori" dell’informazione sportiva in senso filomilanese, la preoccupazione che i fatti di questo campionato, smontino i vostri teoremi del passato.

Avete pubblicato tabelle per dimostrare che negli anni della Triade, la Juventus aveva un rapporto falli fatti -ammonizioni, troppo alto, per dimostrare che gli arbitri erano asserviti ai bianconeri: oggi gli stessi dati ci dicono di un Inter ancor più protetta rispetto alla Juventus degli anni scorsi; avete pubblicato dati su rigori concessi alla Juventus negli anni scorsi, scrivendoci addirittura un libro ("Nostra Signora dei rigori"): bene, questo libro per Voi sta diventando un vero boomerang, dato che, a rileggerlo, non è dato rinvenire una serie impressionante di rigori dubbi, come quelli di cui hanno beneficiato i nerazzurri, nel giro di poche gare consecutive, ben 4 su sei gare, tutti decisivi in quando tre utili a sbloccare il risultato ed il quarto utile per recuperare un risultato sfavorevole.

Ci avete spiegato che c’era un sistema di ammonizioni pilotate, per impedire a campioni del calibro di Petruzzi, Nastase, Simone Inzaghi e Mesto, di giocare contro i bianconeri: perchè non si va a rivedere CHI sono stati gli assenti eccellenti per ammonizioni "mirate", adesso che è l’Inter la squadra diciamo al centro del sistema calcistico?

Sta qui la vostra difficoltà e il vostro essere a corto di argomenti, ossia verificare, giornata dopo giornata, che tutto quanto in passato attribuivate ad una cupola funesta che avvelenava il calcio, adesso accade come e più di prima, e dovere adesso spiegare che mentre ieri si trattava di calcio sporco, oggi siamo di fronte a calcio pulito.

Eppure ne avreste argomenti per mostrare coraggio adesso, quel coraggio che un vero giornalista dovrebbe avere nel parlare chiaro ai propri lettori ed informarli sul serio.

Basta solo porre attenzione che questo calcio è figlio delle decisioni di un ex amministratore dell’Inter, Guido Rossi, che il nostro calcio oggi è sponsorizzato dal gruppo Telecom Italia - Tim, notoriamente vicino all’Inter: che dunque c’è l’interesse di potentati che investono nel calcio, ad avere "ritorni" dai loro investimenti, e dunque se questi investitori hanno la necessità di avere una squadra vincente per avere i loro "ritorni economici", questa squadra è proprio l’Inter, per cui la sponsorizzazione del calcio fatta in questo modo, è alquanto sospetta.

Non lo dite, come non direte queste ed altre cose, le occulterete, come Ella occulterà questa mia lettera, che comunque io pubblicherò in altri siti.

Quindi, egregio Direttore, prima di scrivere "il diritto di sbagliare", Lei avrebbe avuto l’obbligo di scrivere "il dovere di scusarci".

Verso la Juventus e i milioni di tifosi juventini, per tutto quello che avete scritto contro i bianconeri in passato.

Chiudo dicendoLe, che ci creda o no, io non sono stato mai un filo Moggi.

Distinti Saluti

Antonio La Rosa

mercoledì, gennaio 23, 2008

A BREVE LADRONI-JUVE

Pronti amici? Tra meno di una inizierà Intercettatori-Juve, andata dei quarti di finale di Coppa Italia.

Juve senza Buffon, Nedved e gli infortunati Camoranesi, Chiellini, Andrade, Zabina, nonchè senza lo squalificato Almiron. Io, considerando le assenze, schiererei Belardi in porta, Salihamidzic, Legrottaglie, Grygera e Molinaro in difesa, Nocerino e Zanetti a centrocampo, Marchionni, Del Piero e Iaquinta (o Palladino) a dare man forte a Trezeguet.

Prevedo una partita bella e carica di tensione, con un risultato di 2 a 2 con due reti du rigore per la Juve (per cercare di far capire che gli onestissimi sono sempre le vitteme e non i delinquenti...)

Forza ragazzi, facciamogli il culo!!!

martedì, gennaio 22, 2008

IL CONTROEDITORIALE BY ALESSANDRO

Ricevo e pubblico con piacere


IL DIRITTO DI DUBITARE



Diciannove giornate….tante ne sono state giocate in questo ennesimo torneo aziendale TIM.

Diciannove giornate e, di queste, 12 sono passate sotto la lente delle moviole ad evidenziare favori alla supercorazzata inter…..

12 giornate in cui la squadra degli onesti meneghini ha potuto godere di omaggi arbitrali che, se non ne hanno determinato il primato, sicuramente hanno avuto l’ effetto di aumentare considerevolmente il vantaggio sulle dirette concorrenti : la Roma e la meno accreditata Juventus.

Per 12 volte gli onesti nerazzurri hanno usufruito di sviste favorevoli mentre la Roma, appunto, e la Juventus hanno avuto si sviste ma in senso diametralmente opposto…..



Inutile fare la lista degli incontri e degli episodi incriminati se qualcuno vuole puo’ tranquillamente andare a leggere/consultare le moviole delle varie testate sportive sia cartacee che televisive.

12 gare condizionate che hanno portato in dote ai campioni di taglio e cucito, circa 7 punti di vantaggio sulle avversarie…….vorrei ricordare che si sono vinti campionati con un solo punto di distacco.



Ovviamente questa situazione non poteva passare inosservata e, a partire dai tifosi, fino ad arrivare a Presidenti e dirigenti (ad eccetto di quelli bianconeri, sic!), la protesta, prima silenziosa, alla fine e’ esplosa fragorosamente…..e si ritorna a parlare della vecchia “sudditanza psicologica”, termine questo che ha visto la luce circa 41 anni fa per bocca dell’ allora designatore, Giorgio Bertotto, dopo la partita Venezia-Inter terminata 3-2 in favore dei nerrazzurri…..quando si dice corsi e ricorsi storici.

Per loro, a distanza di oltre quarant’anni, si torna a parlare di sudditanza psicologica quando fino all’altro ieri si parlava di COMPLOTTO e CUPOLA…..



Ora, a prescindere dal fatto che, seppur mai dimostrato (a tal proposito attendiamo impazienti il processo di Napoli alla famigerata Cupola per avere maggiori chiarimenti in merito), il sistema Moggi avesse realmente inficiato i campionati 2004-2005 e 2005-2006 avvantaggiando la Juventus in classifica senza alterare i risultati degli incontri (miracolo !!), al sottoscritto non risulta che tali episodi avessero un’ incidenza tale a quella riservata quest’ anno ai ragazzi del petroliere….

Ma allora, e ben prima della pubblicazione delle intercettazioni e del pro-cesso farsa, MAI si e’ dato il beneficio del dubbio a chicchessia……gli arbitri sbagliavano perche’, secondo la piazza, corrotti ed al soldo di Moggi e della Juve….



Il direttore di Tuttosport, Paolo de Paola, nel suo editoriale di oggi (Il diritto di sbagliare) ci tiene a stabilire questi 3 punti :



1)L’ arbitro puo’ sbagliare

2)Nel calcio si puo’ perdere (come in qualsiasi altro sport) anche all’ ultimo minuto e anche a causa di un errore arbitrale

3)Bisogna rispettare l’ avversario e soprattutto l’arbitro…..



Ora vorrei chiedere al rispettabilissimo Direttore :

Questi 3 punti sono mai stati presi in considerazione quando a ricevere “favori” era la Juventus ?



Personalmente non ricordo di alcun intervento di questo tono a difesa dei colori bianconeri pertanto tutto questo clamore se non sdegno, nato dalla semplice constatazione che, effettivamente, qualche vantaggio di troppo viene riservato agli onestissimi, unito alla decisione del Presidente Moratti di saltare la riunione di Lega e del Sig. Mancini di saltare la rituale conferenza stampa, sa piu’ di ammissione che di reale indignazione.



Pertanto, Egregio Direttore, fermo restando per la classe arbitrale (come per tutti gli uomini di buona volonta’) il Diritto di Sbagliare, da Juventino mi riservo IL DIRITTO DI DUBITARE.



Alessandro

GRANDE BOBONE!!!

Fa un certo effetto sentire certe cose da una ex bandiera dei perdenti, comunque queste sono le sue dichiarazioni. Mi sa tanto che andare via da quella squadra sinsalda i neuroni...

Vieri, duecento gol ma un solo scudetto.
«Male, eh? Però ho perso due scudetti all'ultima giornata. Quel 5 maggio, contro la Lazio, è un incubo che a volte riappare. Purtroppo ho giocato sei anni in un'Inter che non era l'Inter di oggi. La Juve era più forte. E anche il Milan aveva qualcosa in più».
La Juve era più forte perché aveva alle spalle il «mondo Moggi»?
«No. Era più forte perché aveva i giocatori più forti. L'Inter ora è imbattibile perché la società bianconera è retrocessa in serie B e ha dovuto vendere i suoi campioni. Senza lo scandalo del calcio Ibra e Vieira sarebbero ancora a Torino e la Juve continuerebbe a vincere scudetti».

PARE...

Naturalmente la notizia non ha conferme ne tanta attendibilità, ma pare che la Juve sia vicinissima ad un giovane brasiliano di 15 anni, Philippe Coutinho, attuale fantasista del Vasco De Gama. Coutinho è stato eletto miglior giocatore dei recenti mondiali under 15 ed è dipinto come un vero fenomeno. Vedremo, in ogni caso la fonte di questa notizia ha rivelato che se ne saprà ufficialmente di più oggi o tra qualche giorno.

Per quanto concerne il resto del mercato bianconero, c'è da segnalare l'ufficialità della cessione di Almiron al Monaco, attesa per i prossimi minuti: il suo procuratore l'ha confermato e restano da decidere pochi dettagli prima di salutare il deludente centrocampista argentino. Stessa sorte toccherà a breve a Tiago dato che il centrocampista portoghese si è giocato, con pessime prestazioni, ogni bonus residuo. Per lui si parla di Tottenham, ma anche di un prestito all'Atletico Madrid. Per Boumsogn il discorso è diverso in quanto il difensore francese continua a rifiutare ogni trasferimento, dal Besiktas al Lione. Resta viva l'ipotesi Lazio, ma Lotito vorrebbe pagare solo1 mese di stipendio su 6, inacettabile sia per i veritici bianconeri che per qualsiasi persona non priva di attività cerebrali funzionanti.

Per quanto riguarda il mercato in entrata, sembrano ad una svolta le trattative per Sissoko e Mellberg: il centrocampista del Liverpool arriverebbe appena tagliato Tiago per un costo di circa 12 mln, per il difensore svedese si parla di un prestito fino a giugno (per l'anno prossimo è già stato preso a parametro 0) per un costo totale di 1.2 mln. Sembra fatta per un giovane esterno ceko del Brno, Kalouda, mentre c'è da registrare significativi passi avanti per Barzagli, Cigarini, Hamsik, Huntelaar, Diego ed il ritorno di Marchisio, solo quest'ultimo per gennaio. A questo punto si potrebbe ipotizzare una Juve futura, sempre se centrasse l'ingresso in Champions League, con Barzagli, Hamsik o Cigarini e Diego, oltre ai ritoni di marchisio e Giovinco e i possibili inserimenti dei giovani Ekdal e Kalouda. Certo servirebbe anche un altro attaccante e la scelta potrebbe ricadere su uno tra Huntelaar o Amauri.

Insomma le possibilità ci sono, anche se non come in passato, i soldi pure (soprattutto a qualificazione Champions conquistata) e con l'aggiunta di qualche decina di milioni (stra-risparmiati in questi anni) si può davvero creare una squadra formidabile e molto giovane (non dimentichiamoci che Hamsik è un classe 87, Diego un 85, Huntelaar un 83 mentre Barzagli e Amauri hanno qualche anno in più ma non troppi). Ma ci vuole voglia, capacità e bisogna rischiare. Gli attuali dirigenti l'avranno davvero o sbandierano solo le solite bugie?

lunedì, gennaio 21, 2008

JUVENTUS-SAMPDORIA 0-0

Scrivo solo adesso dopo aver un minimo smaltita l'incazzatura per ieri sera.

Un brutto zero a zero per la Juve, che avrebbe dovuto quanto meno significare un punto recuperato sull'Inter se tutto fosse limpido e corretto come vogliono farci credere. Primo tempo che vede una Juve volitiva e sfortunata, tra pali e salvataggi sulla linea la palla sembra proprio non voler entrare. Nella ripresa un netto calo dei bianconeri, complice anche il suicidio tattico di Ranieri che toglie Del Piero ad inizio ripresa per l'evanescente Iaquinta.

Scusate il commento breve, ma di calcio oggi ne ho davvero la nausea da quanto sono schifato.

Questi i miei voti sintetici:

Buffon n.g.
Birindelli 5.5
Legro 6.5
Grygera 6
Molinaro 6.5
Marchionni 4.5
Zanetti 6
Salihamidzic 5
Nedved 7
Del Piero 6
Trezeguet 6

Iaquinta 5
Palladino 5.5
Almiron s.v.


Ranieri 5 - Aveva pochi uomi a disposizione e ha dovuto reinventare la squadra, ma ogni tanto si dovrebbe osare di più. Trovavo molto più corretto l'avvicendamento di Iaquinta con Marchionni, inguardabile, e non Del Piero. Da rivedere...

Voto generale alla prestazione della Juve: 5.5. SI meritava la vittoria per le occasioni avute e per i rigori rubatici dall'arbitro. Lo scandalo continua, ma non è che noi siamo poi brillantissimi... Speriamo nel 4° posto finale...

Arbitro Sig. 3,5 - Non concede due rigori dei quali uno netto ed uno monumentale, è sicurissimo nel vedere il tiro di Trezeguet che non supera la linea di porta (ne siamo così sicuri???) e condiziona l'intero match a favore dei doriani. Quest'anno non è una novità... Mi chiedo se questo è il calcio pulito tanto decantato. Contenti voi...

Aspetto i vostri commenti sulla partita e le pagelle

domenica, gennaio 20, 2008

BASTA!!!

Stasera abbiamo veramente raggiunto e superato il limite della decienza. La partita di San Siro tra Ladroni e Parma è stato un inno alla sudditanza psicologica, un furto con scasso ai danni di una bellissima squadra quale quella gialloblu, che in campo ha giocato ampiamente oltre i propri limiti e aveva meritato una vittoria limpidissima contro i furbetti nerassurdi.

E invece no, l'arbitro ha prima negato 2 rigori ai parmensi, poi ha completato i lproprio capolavoro inventandosi un rigore vergognoso per un inesistente fallo di mano di Couto, che invece colpisce di testa sulla linea di porta. Si era sul 2 a 1 per il Parma e quel rigore (oltre all'espulsione del difensore portoghese) ha portato i ladoni a vincere per 3 a 2 l'ennesima partita falsata di questo falsatissimo campionato.

Mi chiedo, e vi chiedo, dov'è tutta l'aria nuova del dopo Farsopoli? Davvero far fuori Moggi e Giraudo e spedire in B la Juve ha cambiato in meglio il calcio? A me sembra veramente il contrario, con la sola eccezione che i media ritengono gli errori pro-Inter (una marea in questa prima parte di stagione) come il frutto di errori arbitrali in buona fede.

una sola parola per voi, da ogni amante del calcio che ci mette passione e soldi:


LADRI!!!

19° GIORNTA DI SERIE A

Inizia oggi una rubrica di previsioni sulla giornata di campionato. Attendo le vostre analisi e previsioni.

JUVENTUS-SAMPDORIA 2-0. Come detto in sede di presnetazione, vedo una vittoria secca dei bianconeri, ma frutto di una partita molto combattuta e probabilmente noiosa. I blucerchiati sono squadra ostica e molto umorale e l'assenza certa di Cassano e quella probabile di Volpi (i due migliori giocatori) potrebbe pesare come un macigno. I bianconeri sono in totale emergenza, ma in casa sono un rullo compressore. Doppietta di Trezeguet, un gol per tempo.

Livorno-Empoli 3-1. Gli amaranto sono in condizione strepitosa e hanno compiuto una favolosa risalita dopo l'arrivo di Camolese; gli empolesi hanno finora confezionato un campionato piuttosto anonimo (salvo la vittoria a Milano col il Milan), ma hanno le potenzialità per battere chiunque e risalire dai bassifondi della classifica. Fondamentale nel Livorno il rendimento dell'attacco affidato a Tavano ed al rediviso Tristan, per gli azzurri decisivo può essere Sebastian Giovinco. Vincono i padroni di casa con doppietta di Tavano e rete di Tristan, per gli ospiti in gol Buscè.

Napoli-Lazio 1-0. Vincono i partenopei contro una Lazio in crisi nera, ma faticando troppo. Il Napoli senza Zalayeta perde 1\3 del suo potenziale d'attacco mentre i romani hanno troppe assenze per poter pensare ad qualcosa di più del pareggio. Possibile un rigore per il Napoli, trasformato dal solito Domizzi.

Palermo-Siena 4-0. La partita della rinascita rosanero. Guidolin, come ogni allenatore del Palermo, è sempre sotto esame ma oggi ha l'occasione di riabilitare lui e tutto l'ambiente siciliano. Grande partita dell'attacco rosanero, con Amauri su tutti ma anche Fabrizio Miccoli che faranno dimenticare l'eliminazione dalla Coppa Italia causata dalla sconfitta casalinga con l'Udinese. Reti di Amauri (2), Miccoli e Barzagli, per il siena rigore sbagliato da Maccarone.

Reggina-Cagliari 1-0. Vedo la partita di Reggio come quella dal pronostico più incerto in quanto si affrontano le due peggiori squadre di questo campionato. Ulivieri sembra intenzionato a silurare Casione e rilanciare Amoruso, nonchè far partire titolare quel Brienza che il Cagliari inseguiva da un anno e mezzo. La differenza potrebbe farla il fattore campo e le assenza, pesantissime nel Cagliari. Rete di Amoruso.

Roma-Catania 3-0. Quattro gol in meno dell'anno scorso, am in condizioni decisamente peggiori. La Roma che ritrova il Catania dopo l'umiliante 7 a 0 di un anno fa è squadra decimata di infortuni e squalifiche, ma non dovrebbe avere particolari problemi contro i siciliani che faticano tremedamente in trasferta. Assente Totti, salirà in cattedra Amantino Mancini, per lui doppietta, e rete finale su autorete.

Udinese-Milan 3-2. Partita scoppiettante tra due squadre decimate dalle assenze. Tutti aspettano la riconferma di Pato, che oggi deluderà le attese; partita fenomenale di Di Natale da una parte e di Kaka dall'altra, autori entrambi di una doppietta (un gol su rigore a testa). Partita decisa da una rete di Quagliarella su erroraccio di Kalac.

Inter-Parma 4-0. Devo anche commentare o far notare eventuali differenze di organico? Vincono gli onesti in scioltezza con tripletta di Cruz e rete di Jimenez.

Giochi alla SNAI? Ecco qualche mia previsione redditizia:

UDINESE-MILAN 1X
REGGINA-CAGLIARI 1
LIVORNO-EMPOLI 1
PALERMO-SIENA 1

Giochi al Fantacalcio? Qualche consiglio sui 3 giocatori della giornata:

CRUZ
DI NATALE
TREZEGUET

sabato, gennaio 19, 2008

PRESENTAZIONE DI JUVENTUS-SAMPDORIA

Domani si torna in cmapo per l'ultima giornata d'andata del campionato di serie A. Date le assenze che ci hanno letteralmente falcidiato l'organico (Andrade, Zebina, Chiellini, Camoranesi, Belardi oltre allo squalificato Nocerino), mister Ranieri ha le scelte più che obbligate. In porta Gigi, in difesa Birindelli, Legrottaglie, Grygera e Molinaro, a centrocampo Marchionni, Salihamidzic, Zanetti e Nedved e le punte Trezeguet ed uno tra Del Piero e Iaquinta.

Se la Juve piage, la Roma ed il Milan (nostri principali concorrenti al 2° posto) di certo non ridono). Per la partita interna col Catania, i giallorossi saranno privi di Andreolli, Barusso, Juan, Totti, Panucci e Tonetto mentre i milanisti si presenteranno nella terribile Udine senza Inzaghi, Jankulovski, Maldini, Serginho, Dida e Pirlo. Va da se che per queste 3 squadre il rischio di un passo falso è altissimo.

La Samp è una squadra molto scorbutica e decisamente indecifrabile. I giocatori decisivi sono Antonio Cassano, Sergio Volpi e l'ex bolognese Claudio Bellucci. Ci vorrà quindi tutta l'abilità della difesa juventina (nemmeno uno è tra i titolari previsti per questa stagione) per fermare gli avanti blucerchiati. La fortuna è che si gioca a Torino, campo nel quale la Juve va fortissimo avebdo perso solo una volta (con l'Udinese alla terza giornata, partita vinta più dall'arbitro Farina che dai friulani) e ha subito solo 3 gol.

A mio avviso la squadra da mettere in campo domani dev'essere molto offensiva per penetrare la non impeccabile difesa a 3 doriana (Campagnaro, Gastaldello, Accardi). Il loro centrocampo è parecchio solido, ma piuttosto lento (Maggio, Sammarco, Volpi, Palombo, Pieri) ma l'attacco è atomico (Cassano, Bellucci). Come detto io li attaccherei alti, quindi schiererei un 4-3-3 a rombo con Buffon in porta, Salihamidzic, Zanetti, Grygera e Molinaro in difesa, Zanetti mediano davanti alla difesa, Marchionni e Nedved sugli esterni con Iaquinta e Del Piero a supportare David Trezeguet.

Il mio pronostico per la partita di stasera è una vittoria piuttosto facile: 2 a 0 con doppietta di Trezeguet.

Aspetto le vostre formazioni, pronostici e indicazioni per il match di domani pomeriggio

venerdì, gennaio 18, 2008

PRESTIGIOSISSIMO TROFEO ALLE VACCHE

MILANO, 18 gennaio 2008 - L’arbitro non ha visto un rigore per la vostra squadra? Il vostro miglior giocatore è stato azzoppato prima del match del vita: "sempre a noi capita" state pensando? Un momento. La celebre rivista argentina El Grafico ricostruisce tutta la verità, e dopo uno studio su "calcio & sfiga" nel secolo appena trascorso, redige la classifica delle squadre più sfortunate, celebrando, in qualche modo, i tifosi che hanno maggior diritto al lamento.
TORINO E GENOA - In testa alla graduatoria c’è una squadra italiana. Inevitabile pensare a Superga e allo schianto del povero Meroni: la casacca della malasorte è granata. Forse la squadra migliore di ogni tempo scompare improvvisamente il 4 maggio del 1949, muore il Grande Torino, e il giocatore simbolo che cercava di ricostruire quel mito viene, anni dopo, investito proprio da un tifoso granata (che poi diventerà presidente del club, Tilli Romero) C’è un’altra squadra italiana nella top ten, e anch’essa sale sul podio: è il Genoa. La sfortuna dei rossoblù, secondo i giornalisti del periodico argentino, risiede nel fatto di aver ceduto proprio Meroni al Torino: per cercare di mantenere la non ancora "farfalla granata" a Marassi i tifosi tentarono un’autotassazione che venne però dilapidata insieme alla speranza di vedere ancora la straordinaria ala destra. Poi, c’è l’arrivo di Paolo Mantovani sotto la Lanterna, che si accende di blucerchiato, e i poveri tifosi del Grifone si devono accontentare di rincorrere.
BOTAFOGO - L’Italia tira, e i ricordi delle disavventure delle nostre squadre sono universalmente note. Attenzione però, l’autodenigrarsi a volte si trasforma in un piacere vizioso, ed è giusto, pur riconoscendo quello che non è stato, godersi in pieno le gioie che sono arrivate, che sicuramente saranno più gustose rispetto a quelle di tifosi di altri club abituati a vincere. Nella classifica delle squadre più sfortunate troviamo nomi illustri, ma quello che più fa specie è quello del Botafogo. La squadra carioca con Garrincha, Nilton Santos, Zagallo, Jairzinho o Didi era la principale benzina della Seleçao, ma in patria faceva fatica a tirare su qualche campionato, e quelli erano anni buoni: lo spettacolo, comunque, era assicurato. Infatti, poi, sono arrivati i tempi in cui lo stadio della società si è dovuto vendere per ripianare i debiti e quando si è riusciti legalmente a riprenderselo era già stato abbattuto…
RACING AVELLANEDA - Due le rappresentanti argentine: Racing Avellaneda e Gimnasia y Esgrima La Plata. I secondi in 76 anni di storia non sono mai riusciti a vincere un titolo, sfiorandolo in diverse occasioni. I concittadini dell’Estudiantes non si sono accontentati dei titoli nazionali, ma hanno raggiunto vette di assoluto prestigioso con, addirittura, Intercontinentale e Libertadores (per tre volte, più del River Plate). Il Racing, conosciuto in Argentina come "la Academia" per lo splendido calcio mostrato negli anni degli albori, dopo una serie di vicissitudini è riuscito a rivincere il titolo: l’Apertura 2001, in un momento però di estrema crisi del Paese, dove li occhi di tutti erano concentrati su altro…
ATLAS GUADALAJARA - Segnalazioni poi per squadre di nome, con un grande seguito di pubblico, ma assolutamente poco vincenti: Feyenoord, Atletico Madrid, Schalke 04, Tottenham , PSG. Poi c’è l’Atlas di Guadalajara: vinse il primo titolo dello stato di Jalisco, nel 1951. Mentre i rivali del Guadalajara, unanimemente noti come "las Chivas", ne mettevano in fila 11, "los Zorros", come sono noti in Messico, rimanevano a becco asciutto: uno era, uno è rimasto, e il tassametro corre: siamo quasi all’anniversario dei sessant’anni…

ONESTI... E SI VEDE...

Scandalo calciomercato in Romania: Si indaga anche sulla cessione di Mutu all'Inter

L'attaccante, nel 2000, era passato in nerazzurro proveniente dalla Dinamo Bucarest.



Sono ormai passati otto anni, ma il passaggio di Adrian Mutu dalla Dinamo Bucarest all'Inter torna alla ribalta a causa di un'inchiesta che sta conducendo la Procura Anti-Corruzione di Bucarest.

Sono dieci le personalità del calcio rumeno sotto il mirino della Procura e l'inchiesta riguarda dei trasferimenti di giocatori sospetti avvenuti fra il 1999 ed il 2005. I trasferimenti sotto inchiesta riguardano 12 giocatori rumeni, tra i quali Mitea (Ajax), Contra (Getafe), Codrea (attualmente al Siena) e Mutu (attualmente alla Fiorentina).

Riguardo al passaggio di Mutu all'Inter, secondo la Procura il club nerazzurro avrebbe pagato per il giocatore l'equivalente di 6 milioni di euro, mentre nella documentazione ufficiale in possesso della Dinamo ne risulterebbero solo 2,1 milioni.

lunedì, gennaio 14, 2008

CATANIA-JUVENTUS 1-1

Causa impegno non ho potuto vedere la partita di sabato sera a Catania. Non sarebbe ne giusto ne bello riprendere commenti sentiti o letti e pagelle di altri giornali, quindi lascio a voi la descrizione della partita e le valutazioni del caso.

venerdì, gennaio 11, 2008

Presentazione di Catania-Juventus

Vincere per centrare la 4° vittoria consecutiva in campionato, vincere per riprendere da dove avevamo lasciato, vincere in trasferta, in uno dei campi più ostici, per far capire a tutti che il 3° posto non è il nostro massimo e che abbiamo ambizioni ben più alte.

I bianconeri domani sera saranno di scena allo stadio Massimino di Catania nell'anticipo della 18° giornata di serie A. La squadra siciliana è molto forte tra le mura amiche, spinta dal tifo del pubblico e la foga dei suoi interpreti principali, e per noi sarà una partita terribilmente impegnativa.

Squalificati Baiocco e Sardo da una parte, indisponibili certi Camoranesi, Andrade e Zebina dall'altra, c'è da registrare anche una defezione accusata ieri dal capocannoniere David Trezeguet. Se non dovesse recuperare, spazio a Iaquinta con Del Piero in appoggio. Il resto della squadra è fatto: Gigi in porta, in difesa Salihamidzic a destra (in netto vantaggio su Grygera), Legrottaglie e Chiellini centrali, Molinaro a sinistra; qualche dubbio a centrocampo: o un 4-4-2 con Marchionni o Palladino esterno a destra, Nocerino e Zanetti centrali e Nedved a sinistra, con Del Piero e Iaquinta (Trezeguet se recupera) davanti oppure un 4-2-3-1 con Zanetti e Nocerino mediani, Nedved, Tiago e Del Piero a far raccordo con l'unica punta Iaquinta.

Io opterei per una soluzione diversa. Dato che il Catania è una squadra molto attenta in difesa, ma sarà priva di Sardo e Baiocco (fondamentale il secondo in contenimento) io lancerei una squadra più offensiva del solito, ovvero un 4-4-2 col centrocampo a rombo con la difesa descritta in precedenza, Zanetti mediano, Marchionni e Nedved esterni, Tiago a supporto di Alex e Iaqu. Fari così per sfruttare appieno le corsie laterali, cercando di mettere il più possibile in difficoltà i loro esterni bassi (Silvestri da una parte e Vargas dall'altra, ottimo giocatore soprattutto in quanto a proposizione offensiva) al fine di accentrare il maggior numero di palloni.

Attenzione in ogni caso alla squadra etnea. In casa tiene un ritmo altissimo e contro di noi giocheranno alla morte, quindi il rischio è che i nostri mediani vadano in difficoltà contro i 3 in linea del centrocampo catanese (Izco, Edusei, Colucci), ma se la difesa tiene alta la squadra e i nostri esterni attaccano alto, i 3 punti possono essere alla nsotra portata.

Per la partita di domani sera prevedo un parecchio ricco di gol: 2 a 2. Doppio vantaggio del Catania con Martinez e Spinesi su rigore, recupero Juve nella ripresa con Tiago e Nedved.

Forza ragazzi, cominciamo bene il 2008!!!

LUCIANO STYLE

Petrus', Moggi e i sepolcri imbiancati

di Gianluca Barile

CITTA’ DEL VATICANO - Luciano Moggi. Basta il nome. Lo conoscono tutti. C’è chi lo adora e chi lo detesta. Chi lo ha osannato e chi lo ha abbandonato nel momento del bisogno. Ha vinto tutto. Ha dato fastidio a molti. La sua Juventus è entrata nella storia. E nella storia è entrato pure lui. Da eterno vincente. Il calcio è così: ti glorifica e ti mortifica in un batter d’occhio. Ma non ti cancella. Chi lo ammira, lo descrive come un grande manager; chi lo odia, lo paragona ai peggiori boss della mafia. Ma, fino a prova contraria, non ha ammazzatonessuno. ‘Petrus’. Basta il nome. Significa Pietro. Lo conoscono tutti. Si occupa del Pontificato di Benedetto XVI. E non solo. Nelle ultime settimane, infatti, si sta interessando anche del rapporto tra Sport e Fede. In particolare, si è concentrato sul problematico mondo del calcio. Per dare voce ai protagonisti di questo ambiente che non è fatto solo di denaro e potere, ma anche di sentimenti, di belle storie umane, di emozioni da raccontare. Il cammino è stato lento. E tortuoso. Ma alla fine abbiamo deciso di insistere. E i risultati ci hanno premiato: i nostri lettori amano particolarmente le interviste ai personaggi del calcio. Perché si raccontano come uomini e non come divi. Perché parlano della religione, di Dio, della Speranza, della lotta tra Bene e Male, pur appartenendo ad un mondo che si vuole far passare a tutti i costi per corrotto e irrimediabilmente dannato. Come è noto, da lunedì Luciano Moggi inizierà la sua collaborazione (gratuita) con ‘Petrus’, curando una rubrica settimanale sull’ultima giornata di campionato e mescolando temi calcistici e religiosi. I moralisti di turno si sono già scandalizzati; i colpevolisti di sempre hanno immediatamente emesso sentenze di condanna; i ‘falchi’ del ‘noi siamo cattolici e non possiamo perdonare uno come lui sospettato di fatti gravi’ hanno dimenticato di doversi comportare come ‘colombe’ perché nessun uomo, agli occhi di Dio e della società, può considerarsi migliore di un altro uomo. ‘Siate invece gli uni verso gli altri benigni, misericordiosi, perdonandovi a vicenda, come anche Dio vi ha perdonati in Cristo" (Efesini 4:32). Noi siamo per l'accoglienza. Le chiacchiere, le intercettazioni, le accuse, le vendette le lasciamo ad altri, non ci interessano; il nostro obiettivo, in questo caso, è quello di fornire un contributo chiaro all’informazione religiosa per fare in modo che essa funga da faro per illuminare l’oscuro mondo del calcio. Ma tant’è: i nemici di Moggi, e nostri, sono andati all’attacco, ci hanno scritto e-mail degne delle peggiori discariche, ci hanno messi all’indice dal pulpito della loro ipocrisia. A questo punto, la domanda sorge spontanea: siamo ancora cristiani? Siamo ancora in grado di amare? ‘Amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano... Se infatti amate quelli che vi amano, che premio ne avete?... Voi dunque siate perfetti, com'è perfetto il Padre vostro celeste’ (Matteo 5:44-48). Dunque, cosa significa essere cattolici? Parlare della fede in Cristo? Dire pubblicamente che si crede nella Signoria di Gesù? Santificare la Domenica e tutte le altre feste partecipando alla Messa? Tutto questo sicuramente deve far parte della vita di un cristiano, eppure Gesù ci chiede altro: ‘Amatevi gli uni gli altri, come io ho amato voi’. E se amare significa rispettare, perché non dovremmo rispettare anche Luciano Moggi? Che qualcuno si possa sostituire in terra al Tribunale di Dio? Forse che chi giudica negativamente la persona dell’ex Direttore Generale della Juventus si senta più giusto dell’Altissimo? Qualcuno potrebbe obiettare che chi valuta negativamente questa collaborazione è laico o ateo, per cui è libero di sputare sentenze e veleno. Allora noi rispondiamo da laici, facendo riferimento alle Leggi del nostro Ordinamento: non si è colpevoli di nulla fino a che una sentenza passata in giudicato non dichiari diversamente. Di sepolcri imbiancati è pieno il mondo. ‘Chi non ha peccato, scagli per primo la pietra’, disse il Signore a coloro che volevano lapidare l’adultera. Noi di ‘Petrus’ ci professiamo cattolici e vogliamo dimostrarlo; non giudichiamo Moggi perché il giudizio spetta a Dio; non lo giudichiamo da un punto di vista penale perché ciò tocca solo alla Magistratura; non lo giudichiamo perché non siamo nessuno per farlo. Qualche ‘puritano’ benpensante (?) si è scandalizzato perché abbiamo definito ‘Big Luciano’ un galantuomo: con noi lo è stato, e forse anche con chi nei momenti di sventura gli ha voltato le spalle. Nessuno, però, ha avuto il coraggio di ammettere che ‘Petrus’ ha messo a segno un bel colpo con l’ingresso di Moggi nella scuderia dei collaboratori (che sia stato proprio questo il problema per chi avrebbe voluto tarparci le ali?). Certo, ci occupiamo di Chiesa, e principalmente del Magistero dell’amato Santo Padre Benedetto XVI, ma perché dovremmo dimenticare quei settori della società, compreso il calcio, che coinvolgono e interessano milioni di persone? Che essere cattolici sia diventata una discriminante, per cui se il prossimo è anche solo sospettato di un torto, debba essere lapidato? No, questa logica non appartiene ai seguaci di Gesù ma a quelle credenze che si basano sull’odio e la violenza. Noi cristiani siamo diversi, siamo per l’accoglienza. Perché, come ci ha ricordato proprio Benedetto XVI, ‘Dio è Amore’.


San Luciano


Ricordate le parole di Henry sul fatto che lasciò la Juve per colpa di Moggi? Fresca fresca è arrivata la risposta di Luciano, manco a dirlo dalle colonne dell'unico giornale che gli da voce: Libero.

Tra modalità di fair play e altre cosucce di questo genere c'è chi, come Maldini, ha riproposto un tema sempre cruciale per il calcio, che è quello della cura dei vivai, suscitando un mezzo putiferio. Comprendo il Milan, che non poteva gradire il rimbrotto del vecchio capitano. Ma anche qui basta intendersi: se invece di reprimenda la prendiamo come uno stimolo a non trascurare certi principi basilari, cambia tutto. Il problema esiste, è stato il cardine sul quale da sempre si sono poggiati i piccoli club (preparare, sfornare e poi cedere i giovani talenti facendo cassa). Sicuramente, tra le grandi squadre, ne ha fatto un punto fondamentale la Juventus (soprattutto durante la mia gestione), e i risultati si vedono e si sono visti: tanto per dirne una, nel 2006, oltre al titolo conquistato dalla squadra di Capello, la Juve ha vinto anche quattro campionati a livello giovanile.

Giovani e vivai dei club: alla Juve ho fatto scuola

Paolo Maldini ha avuto sicuramente davanti a sé il quadro bianconero di oggi rispetto a quello rossonero. Semmai è sembrato un po' ardito e anche generoso accomunare la Juve all'Inter. Se c'è oggi una squadra dove un giovane incontra più difficoltà a trovar spazio è proprio l'Inter. Il che non significa che il club di Moratti non curi i vivai, ma i tempi sono più lunghi e l'arrivo in prima squadra più complicato. Se nell'Inter multinazionale di oggi c'è un solo italiano, Materazzi, figuriamoci come un giovane può pensare di accedervi.
La Juve ha fatto e sicuramente continuerà a fare un discorso diverso. L'obiettivo è proprio quello di preparare i campioncini di domani da utilizzare in proprio, dopo che si siano fatti le ossa altrove. E' vero come dice Ancelotti (ma è sembrata una scusante per se stesso e per il club rossonero) che l'anno malaugurato della B ha aperto maggiori possibilità ai giovani bianconeri, ma più di qualcuno in prima squadra vi era già arrivato o stava per arrivarci. Maldini avrà pensato a se stesso, come esempio di chi è stato lanciato e ce l'ha fatta, rispetto a quello che non vede adesso. Chiaro che gli inserimenti debbono essere graduali e non solo - come dice Ancelotti - perché lo standard di rendimento deve essere mantenuto ad alto livello, ma anche perché le giovani promesse non vanno bruciate.
Provo adesso a spiegare perché nell'organizzazione dei grandi club la cura dei giovani avvenga con una certa parsimonia. Il ragionamento che viene fatto, di fronte ai costi che comporta il settore giovanile e ai rischi di fuga all'estero del giovane promettente che ti allevi in casa, è che forse conviene andare a mettere l'occhio direttamente in campo estero e trovare lì chi ti abbisogna.
Sembra facile, ma non lo è, perché se i giovanotti sono talenti ti costano un occhio anche a 18 anni o giù di lì (caso Pato); se poi invece pensi a frontiere meno conosciute - come quando si è scoperto il mercato africano - allora è tutto un altro discorso.
Ci sono club che operano in città non grandi, prive della pressione assillante di media e pubblico, che su taluni mercati hanno operato quasi a pacchetti, e non lo dico in termini critici. Ne provano venti, ne riuscirà uno solo, a loro sta bene così e nessuno li crocifigge. Taluni club possono perseguire queste strategie, altri no. Il meglio possibile è una via di mezzo tra la cura dei vivai all'interno del settore giovanile (da non trascurare mai) e una giusta visione dell'"esterno", intendendo per "esterno" i campi minori della penisola e anche al di fuori dei confini nazionali. Chiaro che a questo punto occorre una rete capillare e particolarmente efficiente di osservatori, operazione nella quale la Juve dei miei tempi eccelleva: i risultati sono documentati dai giovani ormai stanziali nella rosa di prima squadra (Palladino, Nocerino, Molinaro, Criscito ora ritrasferito al Genoa) e dai molti altri "baby" bianconeri in giro per l'Italia dei quali mi limito a ricordare (la lista sarebbe lunga) Giovinco e Marchisio all'Empoli, De Ceglie al Siena, Mirante alla Sampdoria, Paolucci all'Udinese, Lanzafame al Bari, Paro al Genoa ecc. Che poi la strada per imporsi in prima squadra, anche per un talento emergente, non sia facile, questo è un altro discorso. Bisogna avere pazienza, tenacia e carattere, ricordando che anche celebrati campioni stranieri finiscono a volte per fare panchina.

Le inutili chiacchiere dell'attaccante francese

A tal proposito merita un approfondimento l'uscita dell'attaccante Thierry Henry: «Con Moggi accadde qualcosa che non mi piaceva: non voglio entrare nei dettagli». Bene, allora nei dettagli entro io. C'è innanzitutto da dire che Henry ha avuto la sfortuna di arrivare alla Juventus in una delle sue rarissime stagioni negative. In 13 anni si è vinto praticamente sempre, raccogliendo soddisfazioni ovunque, ma non in quella stagione. E' stata un'annata particolarmente tormentata, culminata con l'avvicendamento in corsa tra Lippi e Ancelotti. Ebbi il fiuto di investire sul giovane attaccante del Monaco e devo dire che neppure lo pagai poco: 18 miliardi delle vecchie lire.
Ricordo che Henry faticava ad inserirsi per problemi legati alla giovane età, alla durezza del campionato italiano, alle difficoltà di mettersi in mostra in una grande squadra (peraltro in crisi): forse era troppo per lui in quel momento.
Le qualità tecniche non si potevano discutere, ma il giocatore aveva bisogno di spazio palla al piede e il suo gioco non si adattava a quello della squadra che giocava sempre in pressing sull'avversario. Faticava a rendersi utile alla squadra e si esponeva a critiche che neppure meritava: quell'anno disputò 16 partite delle quali 9 non portate a termine (ed io non ero certo l'allenatore).
Visto e considerato che un po' di esperienza l'avevo già maturata, pensai di darlo in prestito un anno in una squadra meno esigente nei suoi confronti, che potesse dargli l'opportunità di crescere e adattarsi al nostro campionato con più tranquillità. Individuai l'Udinese come soluzione opportuna, raccogliendo la disponibilità entusiasta dei Pozzo.
Henry se la prese a male e ancora oggi non riesco a capire il perché. Se dovessi fare un elenco di giocatori che attraverso questo percorso sono poi diventati dei campioni affermati mi servirebbero almeno un paio di pagine di questo giornale. Ma comunque non fa nulla.
Questa storia si concluse con la partenza di Henry: fui costretto a cederlo e, nonostante la stagione non certo esaltante, riuscii a ottenere dall'Arsenal 32 miliardi. Comprato per 18 e rivenduto poco dopo a 32. Una plusvalenza non da poco che non ha nemmeno sminuito il valore della squadra: infatti nelle stagioni successive (quelle in cui Henry ha dato il meglio) la Juventus ha ripreso a vincere con regolarità. Più dell'Arsenal. E alla Juve arrivò un certo Trezeguet...

La classifica dell'Iffhs e quelle strane polemiche...


Ha fatto scalpore la classifica delle squadre migliori di sempre fatte dall'Istituto mondiale di storia e statistica del calcio di Bonn che ha indicato il Barcellona e la Juve ai primi due posti, con il Milan al quinto e l'Inter al settimo. Andate a vedere con quanta pignoleria e partigianeria sono state fatte le pulci all'Istituto tedesco, in sostanza per deriderne criteri e risultati. Immagino che se fosse uscito il solito peana all'Inter la questione si sarebbe risolta con i soliti titoli ad effetto, un altro riconoscimento all'Inter di Moratti e di Mancini. Così non è stato e semmai ha da lamentarsi il Milan (ma il dato partiva dal '91 e si fermava al 2006).
Con una differenza di un anno (in partenza) è in sostanza tutto il periodo della triade, e fa piacere che qualcuno, al di sopra delle parti (!), ripaghi i tanti sforzi di quel management riconoscendo a quella Juve una posizione inferiore solo al Barcellona.

OBIETTIVO GIUSTIZIA

IL TAR CI RIDARA' GLI SCUDETTI


Riprendiamo da Tuttosport di ieri, 5 gennaio, un'intervista al presidente dell'Associazione Giù le mani dalla Juve:

IL RICORSO DEI PICCOLI AZIONISTI

«Ci restituiranno i due scudetti che ci hanno tolto: sarà come se la sentenza della giustizia sportiva dell’estate 2006 non fosse mai stata emessa».
Giuseppe Belviso, presidente dell’associazione "Giù le mani dalla Juve", indica senza giri di parole cosa succederebbe sei il Tar del Lazio accogliesse il ricorso presentato dai piccoli azionisti che l’associa­zione raccoglie.
L’organo giudiziario, che esaminerà il caso il 15 maggio, non potrebbe però cancellare altri effetti di quella sentenza: la retrocessione in serie B della Juve, la mancata partecipazione alla Champions League e la cessione di giocatori fondamentali e tuttora rimpianti, da Ibrahimovic a Zambrotta, passando per Cannavaro.
«Purtroppo - si rammarica Belviso - nessuno può restituirci i campioni che la società ha venduto, né ridarci la stagione passata sui campi della serie B. Però, per quanto riguarda il campionato cadetto, speriamo che un’eventuale sentenza favorevole del Tar possa cancellare la partecipazione della Juve dagli annali. Per il resto, se il nostro ricorso venisse accolto, si aprirebbe una strada per chiedere dei risarcimenti nell’ambito della giustizia civile. Ma a quel punto le possibili vie da percorrere sarebbero davvero molte e le valuteremo quando e se sarà il momento».
Per adesso, l’obiettivo principale di "Giù le mani dalla Juve" è uno, anzi, due: «La restituzione degli scudetti conquistati nel 2004- 05 e nel 2005- 06. È prima di tutto questo che chiediamo al Tar», ribadisce Belviso. Una richiesta che, secondo lui, ha tutti i requisiti per essere presentata e anche per essere accolta. «Ci sono precedenti confortanti - spiega ­ che dimostrano come anche i piccoli azionisti, e non soltanto l’azionista di maggioranza, abbiano il diritto di presentare ricorso al Tar» . Belviso è abbastanza fiducioso anche per quanto riguarda l’esito finale della battaglia sua e della sua Associazione: «I motivi per cui chiediamo di annullare la sentenza sono le numerose violazioni del diritto che sono state fatte durante il processo del 2006, a cominciare dall’assenza del contraddittorio. I presupposti per vincere ci sono».

COMMENTO DELLA REDAZIONE
La stima e la simpatia per l'uomo Belviso è tanta. Dal nulla, dalla rabbia e dallo sdegno per lo stupro, uguale a quella di tanti altri juventini, lui ha tirato fuori l'idea della class action quando sembrava un'utopia. Ha raccolto intorno a se azionisti e semplici tifosi, ha dato ufficialità e trasparenza alle azioni costituendo la prima vera Assocazione di tifosi che lotta nelle aule dei tribunali, di Italia ed Europa, perchè venga sanata una pagina nera per la giustizia, sia pur sportiva, nella quale sono state calpestate regole scritte.

Un vero juventino, però, non può limitarsi a vedere come gioca la partita "Giu le mani dalla Juve" e gioire se vincerà o dire "lo avevo previsto io" se dovesse essere necessario rivolgersi ad altro Tribunale.
Un vero juventino la partita deve giocarla anche lui, dando FORZA e numeri alla SUA ASSOCIAZIONE.
Associarsi NON comporta neppure l'esborso di denaro. La donazione, per sostenere le spese delle diverse cause in piedi in Italia ed Europa, è VOLONTARIA e nella misura che ciascuno vuole e può.

A chi è scettico e ritiene che alla fine i "poteri forti" condizioneranno tutto, come sempre, diciamo solo una cosa: la nostra Juve non gioca forse la gara di ritorno anche se all'andata ha perso per 2-0? Lo fa e noi tifiamo, ci incolliamo ai televisori. Bene, Guido Rossi&Co hanno vinto la prima partita ma noi TUTTI giocheremo la seconda, se serve giocheremo i supplementari, tireremo i rigori. Uno Juventino vero lotta fino all'ultimo secondo dell'ultima partita. Per vincere!
Vi invitiamo ad Associarvi a "Giù le mani dalla Juve", visitate il loro sito, informate anche i vostri amici: più siamo più forza abbiamo.

Il sito di GiùlemaniallaJuve

giovedì, gennaio 10, 2008

SI RICOMINCIA!

Da domani riprenderà a pieno ritmo l'aggiornamento del blog, per oggi vi lascio con qualche notizia. Prevista per domani, come di consuetudine, la presentazione di Catania-Juve e le vostre opinioni sul match in Sicilia.


BRIATORE: "MOGGI ERA UN MALE NECESARIO"

“Calcio e F1 sono i due sport per eccellenza e noi abbiamo unito i mondi: competenze, marketing, sponsor, chi viene con noi risparmia”. Sono le parole di Flavio Briatore a GQ - in edicola in questi giorni con il numero 100 del mensile - in cui racconta in esclusiva cosa pensa del mondo del calcio inglese (e italiano) in seguito all’acquisto dei Queen Park Rangers.

Avete pagato i Queen Park Rangers 90 milioni di euro. Cifra con cui avreste acquistato una dignitosa squadra italiana di A. Perché prenderne una di B inglese?
“È un challenge. Qui sei sul mercato e giochi in una competizione pulita, dove le regole non hanno chiaroscuri. Una sfida con un unico metro di giudizio: il merito. Ecco perché qui ci sono investitori da tutto il mondo, mentre in Italia neanche uno”.

Novanta milioni, comunque, son mica bruscolini, per venti seviziatori di pallone
“Non è mai importante a quanto compri, ma importa a quanto vendi dopo cinque anni”.

Avete appena acquistato e già programmate di rivendere?
“È un discorso teorico. Poi, non va dimenticato che la cifra comprende anche lo stadio. Trovo scandaloso che in Italia abbiano permesso alle società di calcio di quotarsi in Borsa. Ci sono tante società ben gestite, una su tutte il Milan. Ma sono società il cui unico capitale sono undici persone che corrono dietro a una palla. Che consistenza finanziaria possono avere?”.

Una solidità tenuta insieme con gli spilli del decreto spalmadebiti.
“Qui un’ora dopo la chiusura dei transfer, senza copertura finanziaria, c’è solo la bancarotta. Gli stipendi si pagano ogni settimana, e se dopo trenta giorni non li hai pagati tutti, ti tolgono 15 punti. Poi ti chiudono, senza possibili obiezioni. Per questo sono tutti onesti e solvibili”.

Come si può invertire la tendenza italiana?
“È impossibile. La casta degli eletti, che gestisce il calcio e ogni altro aspetto della società, dalla finanza alla politica, non ti permette nemmeno di partecipare. Figurati di vincere. Quindi, me ne sto alla larga. A me piace essere giudicato solo per i risultati”.

Intanto, un problema i QPR l’hanno risolto: quello economico.
“Su 19 mila posti di capienza totale, abbiamo una media di 16 mila spettatori: i biglietti costano molto più che in Italia, così facciamo il 50 per cento degli incassi del Milan campione d’Europa. La partita col Chelsea di FA Cup vale, da sola, un milione di sterline. Se arriviamo in Premier, ne prendiamo come minimo 60 di diritti televisivi, basta arrivare decimi e diventano 70. Poi, lo stadio è nostro: ci faremo concerti, lo renderemo davvero polifunzionale. Per questo abbiamo potuto riunire il gruppo d’azionisti migliore del mondo. Sono sei, tutti nella classifica di Forbes degli uomini più ricchi del pianeta”.

Da juventino all’estero, che idea si è fatto di Calciopoli?
“È lo specchio di quello che succede in Italia. Qual è il vero scandalo? Ognuno cercava di ottenere tutti i vantaggi che poteva, ma non c’è mai stato scambio di denaro. E la Juve ha pagato un prezzo decisamente troppo alto. Tutti avrebbero voluto fare quello che faceva Moggi: non ci riuscivano. Tutti lo cercavano e poi, dopo le intercettazioni, tutti pronti a saltare giù dal carro. Intendiamoci: Moggi era un male necessario per chi voleva vincere in Italia”.

Qual è la differenza più grande tra il calcio britannico e il nostro?
“La cultura sportiva. Non vedrai mai un giocatore chiedere il cartellino giallo per l’avversario. E l’arbitro non è mai discusso, perché non si sente protagonista. In Italia sono tutti belli, atletici, telegenici. Qui hanno la pancetta e fischiano pochissimo, perché non smaniano per farsi notare”.

La importerà in Italia?
“Neanche per idea! In Italia non ci torno più. In Inghilterra vivo, lavoro, ho casa. In Italia non ho niente, non mi lega niente”.



LA SCOMPARSA DI INTER CAPITAL S.R.L.

Analizziamo una notizia
Partiamo dalla fonte Ufficiale
Fonte: Inter.it
ASSEMBLEA DEI SOCI: COMUNICATO UFFICIALE
Martedì, 09 Gennaio 2007 18:46:35
MILANO - Si è svolta nel tardo pomeriggio di oggi, presso la Sala delle Colonne della Banca Popolare di Milano, l’assemblea straordinaria dei soci di F.C. Internazionale Milano s.p.a.
L’ordine del giorno prevedeva la fusione per incorporazione di Inter Capital s.r.l e le deliberazioni conseguenti, che sono state approvate all’unanimità dall’Assemblea (26 soci portatori in proprio o per delega, di 312.928.290 azioni su 314.500.000).
L’incorporazione mediante fusione di Inter Capital si inserisce all’interno del progetto di riorganizzazione strutturale di F.C. Internazionale. A tale scopo sono state poste in essere alcune operazioni di carattere straordinario, quale quella in oggetto, con la finalità di porre in ambito societario la gestione del pacchetto di controllo nonché fornire a F.C. Internazionale quelle strutture patrimoniali e quelle risorse finanziarie necessarie per conseguire le specifiche finalità di gestione. In tal modo si avrà il trasferimento a F.C. Internazionale di consistenti strumenti finanziari a pari alla liquidità risultante nella disponibilità di Inter Capital (70 milioni di euro). Inoltre, si registrerà un oggettivo incremento della consistenza patrimoniale di F.C. Internazionale in virtù del disavanzo di fusione determinato dall’operazione. Inter Capital porterà, come dote patrimoniale dell’operazione di fusione, circa 230 milioni di euro costituiti per circa 222 milioni dalle riserve derivanti dalle differenze di fusione e per 9 milioni circa da nuovo capitale sociale.
------------------------------
Passiamo ad alcuni passi salienti del verbale di assemblea:
<INTERNAZIONALE MILANO S.P.A. e INTER-CAPITAL S.R.L.
a proporre la fusione tra le due società, mediante incorporazione di INTER-CAPITAL S.R.L. in F.C. INTERNAZIONALE MILANO S.P.A., della quale INTER-CAPITAL S.R.L. possiede n. 282.544.437 azioni pari all'89,84% del capitale sociale.
…
Della relazione del consiglio di amministrazione il presidente riassume alcune parti a titolo di informativa dei soci: La fusione per incorporazione di Capital in Inter va inquadrata alla luce del ridisegno della struttura di controllo di F.C. Internazionale Milano s.p.a., realizzato con l'attuazione di alcune operazioni di carattere straordinario. Tali operazioni sono state poste in essere con il duplice scopo di collocare in un ambito societario la gestione del pacchetto di controllo e di dotare Inter delle strutture patrimoniali e delle risorse finanziarie necessarie per perseguire in modo efficace le proprie finalità di gestione.
Il primo scopo è stato raggiunto con la allocazione delle partecipazioni in Inter detenute dai soci Massimo Moratti, C.M.C. s.p.a. ed Hellas International S.A. nella nuova società denominata Internazionale Holding s.r.l.
Il secondo scopo verrà raggiunto con la fusione che viene oggi proposta e che consentirà:
+ in primo luogo il trasferimento in capo a F.C. Internazionale Milano s.p.a. di nuovi consistenti mezzi finanziari a titolo di capitale di pieno rischio, per un importo di 70 milioni di euro, pari alla liquidità di cui dispone l'incorporanda Inter-Capital;
+ in secondo luogo l'incremento delle consistenze patrimoniali di F.C. Internazionale Milano, grazie
al disavanzo di fusione che si determina per effetto
della operazione.
La fusione consentirà quindi a F.C. Internazionale Milano s.p.a. di disporre di nuove disponibilità li
quide per 70 milioni di euro e di nuove riserve derivanti dalle cosiddette differenze di fusione per
circa 222 milioni di euro e da nuovo capitale per circa 9 milioni di euro. Il patrimonio netto di F.C.
Internazionale post fusione ammonterà quindi a circa 260 milioni di euro. …
L'operazione di fusione comporta l'assegnazione al socio di Inter-Capital s.r.l. di tre azioni di F.C.
INTERNAZIONALE MILANO S.P.A. ogni due euro di quota di capitale di Inter-Capital s.r.l. Il rapporto di cambio è stato stabilito in relazione al valore delle società interessate alla stessa, valore determinato di comune accordo dagli organi amministrativi delle due società a norma dell'art. 2501 quinquies del codice civile e dichiarato congruo dall'esperto dott.ssa Morena Magagna nominata dal Tribunale di Milano con provvedimento del 10 ottobre 2006 nella relazione sulla congruità del rapporto di cambio da lei redatta, a norma dell'art. 2501 sexies del codice civile, in data 23 novembre 2006, asseverata con giuramento nella stessa data e allegata in originale a quest'atto "G".
Tenuto conto del rapporto di cambio come sopra determinato, al socio di Inter-Capital s.r.l. dovranno essere attribuite n. 384.225.000 azioni di F.C. Internazionale Milano s.p.a. (capitale di Inter-Capital euro 256.150.000 : 2 x 3= 384.225.000).
Al fine di far conseguire al socio di Inter-Capital detta attribuzione, verranno utilizzate le n.
282.544.437 azioni di F.C. Internazionale Milano attualmente di proprietà di Inter-Capital; verranno
inoltre utilizzate n. 101.680.563 nuove azioni rivenienti dall'aumento del capitale che l'assemblea è
oggi chiamata a deliberare.>>

lunedì, gennaio 07, 2008

2008

Inizia il nuovo anno, che speriamo vivamente sia portatore di buone notizie sul fronte Farsopoli, di buoni acquisti sul mercato e di ottime prove della squadra bianconera.

Si partirà dal durissimo anticipo di sabato sera a Catania, per poi terminare il girone d'andata la settimana successiva a Torino contro la Samp. Due vittorie sarebbero perfette per rimanere in scia della prime due e non perdere terreno su un Milan che dovrà recuperare in questi giorni le tre partite che ha saltato nelle scorse giornate.

Per iniziare vi posto l'articolo di Moggi apparso ieri su Libero


I peccati di Matarrese,l'ex amico che ama le poltrone e si dimentica del passato

Antonio Matarrese mi ha dedicato attenzione nei pensieri di fine anno con la cattiva eleganza che lo contraddistingue e, soprattutto, con scarsa memoria.

Abbarbicato alla sua poltrona, Matarrese (quello dalla dichiarazione "folle" - giudizio di prodi)sulla morte dell'ispettore raciti ("i morti fanno parte del sistema") mi da' del "disperato", a me e a chi parla con me.

Classico caso di chi vuol liberarsi non di un personaggio scomodo, ma di un testimone scomodo.

Evidentemente Matarrese non ricorda i viaggi a Torino e le suppliche rivolte al sottoscritto e a Giraudo ("io sono un amico vostro, aiutatem!").il tutto per tornare a spadroneggiare in lega.

Qualcuno ricordera'che durante la prima presidenza Galliani (2002-2004)fu creata appositamente una carica (vicepresidente vicario della lega),per saziare la sua sete insopprimibile di potere.

Matarrese ha dimenticato questi percorsi,parla di mele marce(da che pulpito!) e dice di non volersi "sporcare con questi personaggi".

Chi e' senza peccato scagli la prima pietra.

Da vecchio boiardo DC (cinque legislature con poche presenze nelle aule parlamentari), non appena risale sulla sedia dimentica i compagni di viaggio.

Un anno fa,subito dopo l'elezione a presidente della lega, riservo' a coloro che lo avevano eletto una valutazione sconcertante,"i miei presidenti?ci sono imbecilli e molti millantatori",truccata sotto la premessa che"pero' non c'erano delinquenti".

Matarrese, che e' anche quello del clamoroso fallimento gioco calcio,si accoda ora a chi vorrebbe impedirmi di vivere e anche solo di parlare,meglio farebbe a valutare le cose con animo meno esacerbato e una dose minima di imparzialita'.

Vada a rileggersi le conclusioni del processo sportivo,quando lo stesso sandulli ha dovuto riconoscere che non era emerso nessun illecito,ma solo comportamenti inquadrabili nell'articolo 1 del codice sportivo.

Una situazione che non sara' certo del processo ordinario, davanti al quale mi sento garantito e ho piena fiducia.

Per qualcuno non potrei sentire gli amici che mi sono rimasti (e sono tanti, anzi tantissimi),non potrei dare suggerimenti a chi me li chiede (suggerimenti,non ordini).

Matarrese ha gia' stabilito il suo "j-accuse",senza riserve,senza esitazioni,senza dubbi.

A questo punto il dubbio e' che si e' formata un'intesa tra potenti e potentati per far fuori i pochi (ma bravi)nel calcio.

Mi chiedo perche' mai Matarrese non citi tra le "mele marce" il suo amico-nemico Carraro,perche' metta sempre in mezzo il sottoscritto come se fossi stato l'unico dirigente della Juventus? Quanto poi all'immagine del "disperato",evidentemente Matarrese ha fatto dei sogni, perche' io sono invece ben presente a me stesso tanto che nei suoi confronti ho deciso di presentare querela con relativa richiesta danni.

Caro Antonio, racconta un po' dei tuoi rapporti con personaggi che sono dovuti espatriare, racconta delle telefonate con quelle persone di casa-Juve con le quali adesso ti sporcheresti solo a parlarne.

Allora, non ti sporcavi.

Racconta quando recentemente in lega sei stato sfiduciato.

Avevi detto "se l'assemblea al completo non sara' tutta con me, mi dimettero'" altro che dimetterti, ti sei incollato alla poltrona, com'e' tua abitudine.

Potresti anche raccontare delle tua breve avventura alla presidenza dell'UNIRE, dove ti avevano mandato e fatto eleggere quelli che ti avevano suggerito di darti all'ippica, ma poco dopo hanno mandato a correre te, non i cavalli.

E vivaddio tu l'hai ammesso "mi hanno fatto fuori in pochi mesi".

Caro Antonio, quelli dell'UNIRE ti avevano scoperto.

Qualcuno nel calcio non l'ha ancora capito.ma per fortuna il calcio non e' fatto solo di persone come te.

C'e' anche di meglio.

La tua non e' solo l'insopprimibile voglia di scrivania ma e' anche l'inestinguibile voglia di parlare.

Tanto ti dovevo, con gli auguri che il 2008 ti possa, portare a riflettere prima di parlare e offendere persone che hai sempre ritenuto amiche (almeno cosi' dicevi).

Tranquilli amici bianconeri, moggi al processo di Napoli fara' saltare diverse poltrone in figc e lega.

L'ha detto pure la Stefanova " il 2008 sara'un anno di grandi stravolgimenti.

Anzi, di terremoti istituzionali.

Ci saranno cambi al vertice della lega calcio e della figc.

Come non sara' un anno facile x collina:potrebbe dimettersi

Luciano Moggi su LIBERO 6/1/2008

giovedì, gennaio 03, 2008

FINALMENTE!!!

Il Tribunale Amministrativo del Lazio ha fissato la data per la discussione del ricorso presentato dall'associazione GiulemanidallaJuve per l’annullamento delle decisioni assunte dagli organi della FIGC nei confronti della Juventus nell’estate 2006.

L'annuncio è arrivato direttamente dall'associazione, attraverso un comunicato stampa: "Il 15 maggio 2008 - si legge nel comunicato - il TAR del Lazio è chiamato a giudicare un’ importante battaglia di civiltà e di democrazia. Fino ad oggi le istituzioni italiane non hanno di certo brillato per equità ed efficienza.

Proprio per tale motivo la nostra Associazione ha adito, anche, la
Commissione Europea attraverso uno dei più importanti e rinomati studi legali europei. La nostra speranza è che anche la giustizia amministrativa italiana accolga, attraverso un atto di fermezza, il nostro ricorso per ristabilire il rispetto delle regole democratiche violate nell’estate del 2006".

lunedì, dicembre 24, 2007

BUON NATALE A TUTTI

Buon Natale a tutti, juventini e non; speriamo vivamente che l'anno nuovo porti al calcio serenità, sportività ed una netta diminuizione della violenza.

Auguri a tutti e.... semrpe forza magica Juve!!!

domenica, dicembre 23, 2007

JUVENTUS-SIENA 2-0

Molto bene nche in quest'ultima fatica del 2007. Tutto come previsto: facile vittoria per noi, 2 a 1 per l'Inter sul Milan che fa restare invariati i punti di distacco da loro (ma come sostengo sa inizio anno, non dobbiamo fare la corsa sui nerazzurri), ma mantiene lontanissimo il Milan, che anche vincendo tutti e 3 i recuperi resterebbe ad 8 punti da noi.

Riguardo la partita c'è da registrare il lieto ritorno a decenti livelli di Tiago, la conferma d'eccellenza per legrottaglie, la solita puntualità di trezeguet sotto porta e di Buffon alla difesa di pali.

Ranieri mischia a sorpresa le carte e manda in campo un 4-3-1-2 molto offensivo con Salihamidzic, tra i migliori, terzino destro, Legrittaglie e Chiellini centrali e Molinaro a sinistra; Zanetti vertice di centrocampo basso, Nocerino e nedved esterni, Tiago dietro le punte Del Piero e Trezeguet. Mossa intelligente quella del mister, ovvero inserire il portoghese protetto dai due mastini Nocerino e Zanetti, in pratica esentandolo totalmente da compiti di marcatura per concentrarsi anima e corpo alla costruzione. E proprio dai suoi piedi nasce l'azione che mette in ghiaccio il match: Alex insiste sulla sinistra, palla all'ex Lione che di prima lancia David che controlla di tacco e sigla il suo 13 gol stagionale.

Mossa intelligente, dioevo, di Ranieri, ma che costa la confusione totale per Nedved. pavel parte sull'out di destra, ma si trova spesso ad accentrarsi per rendersi pericoloso. Ad destra invece gli accentramenti di Nocerino lasciano spazio alle costanti proposizioni di Salihamidzic, autore del primo gol e pericoloso su 2 colpi di testa (il primo sulla traversa ed il secondo fuori di pochissimo).

Il Siena ha provato a difendersi, com'era prevedibile, fino al vantaggio bianconero, poi ha cercato di pareggiare i conti trovando però davanti a se una difesa che giornata dopo giornata sta divenendo sempe più imprenetabile. Infatti a Torino Buffon ha incassato solo 3 gol (alla prima giornata da loviso del Livorno, alla terza da Di Natale e da Cruz nel big match contro gli onesti all'11°) e poi ha chiuso la saracinesca.

Tutto sommato una prima parte della stagione molto positiva, direi ampiamente e felicemente oltre le più rosee aspettative. Il terzo posto attuale, ad una sola lunghezza dalla Roma, è frutto sia dell'ottimo lavoro di ranieri ma anche della voglia e della costanza di 25 ragazzi che finora hanno dato tutto, talvolta oltre i prorpio limiti, per riuscire in un'autentica impresa.

L'anno nuovo si aprirà con la partita di catania, avversario tostissimo in casa propria: vincere li ci potrebbe permettere di non perdere terreno su Inter e Roma, nell'attesa che la Champsion porti via energie fisiche e psichiche alle nostre avversarie. Resto convinto che il nostro obiettivo reale dev'essere il secondo posto, ma chissà che un miracolo non accenda una nuova, bellissima possibilità. E così, 1 anno dopo, tutto tornerebbe come prima. Come sempre è stato, checchè ne dicano i media...

Buffon 6.5
Salihamidzic 7
Legrottaglie 7
Chiellini 6,5
Molinaro 6
Nocerino 6
Zanetti 6.5
Nedved 6
Tiago 7
Trezeguet 7
Del Piero 6

Grygera 6
Palladino s.v.
Almiron s.v.

All. Ranieri 7
- Supisce, a ragione, inserendo Salihamidzic terzino destro e Tiago per Marchionni. esegue bene i cambi e mantiene trai ragazzi la tensione alta. Bravo mister!

Voto generale alla prestazione della Juve: 7-
. Non eravamo contro il Real Madrid, ma sono queste le classiche partite in cui si ha tutto da perdere e nelle quali la concentrazione può calare. Bene così...

Arbitro Sig. Damato 6. Tiene in pungo una partita per nulla difficile. Qualche dubbio sul gol del vantaggio juventino, ma nessun errore grave.

PRESENTAZIONE DI JUVENTUS-SIENA

Vincere per terminare in bellezza il 2007, vincere per approfittare del derby Inter-Milan, vincere per ribadire a tutti che la Juve c'è e lotterà fino alla fine.

Tra i bianconeri che oggi pomeriggio scendereanno in campo contro il Siena mancheranno sicuramente gli infortunati Andrade e Camoranesi, mentre Zanetti e Nocerino sono febbricitanti ed il loro impiego resta molto incerto, a favore di un rilancio in grande stile di Tiago.

Finora Ranieri ha fatto molta pretattica mascherando gli undici che partiranno titolari, ma la sensazione è che i ballottaggi Zebina-Grygera, Salihamidzic-Marchionni e Del Piero-Iaquinta saranno risolti in favore dei primi.

Attenzione al Siena, che nelle ultime partite (in particolare la trasferta di Genova) ha dato il mieglio di se tirandosi fuori dalla zona pericolosa. I toscani hanno in Loria un costante pericolo sulle palle inattive, in Galloppa un ottimo cursore ed in Mario Frick una ritrovata punta dal colpo in canna.

A mio personale avviso, stanti le condizioni dei bianconeri, schiererei la classica difesa a 4 (Zebina, Legrottaglie, Chellinii, Molinaro) davanti a Buffon, un centocampo propositivo (Marchionni, Zanetti, Tiago, Nedved) e davanti le due punte Del Piero e Trezeguet. Tanta pressione sugli esterni e palleggio frequente grazie al portoghese. Il Siena è uan squadra da attaccare frontalmente, dato che i due centrali di difesa non sono certo dei fenomeni (Loria e Portanova), quindi giocherei con un baricentro altissimo, aiutato da una costante proiezione offensiva dei due larerali bassi. Alex a fungere da cordone ombellicale tra la mediana e Trezeguet, David davanti ad insaccare come solo lui sa fare.

Sono parecchio ottimista per la partita di oggi: direi un 3 a 0 secco con doppietta di Trezeguet e rete di Nedved. Vado un pizzico fuori tema e vorrei fare una previsione per il derby milanese. A mio avviso sarà una partita parechio monotona, in cui l'appagamento di entrambe ed il freddo prenderanno rapidamente il sopravvento sulla competizione. Vincerà l'Inter per 2 a 1 con i gol di Ibrahimovic e Samuel, rete di Kaka su rigore alla fine.

Per chi dobbiamo tifare noi juventini? Per l'Inter, in modo tale che il Milan perda punti e si distacchi ulteriormente da noi? Per il Milan, nella speranza di acchiappare l'Inter e vincere lo scudetto? Per il pari, un mezzo pazzo avanti di entrambi?

Mio personalissimo parere: lungi da me l'idea di tifare per i perdassurdi, ma in questa particolare occasione spero in una loro vittoria, o al limite in un pari. Dico questo perchè non credo che in questa stagione potremmo mai raggiungere un Inter troppo superiore, ma piuttosto dobbiamo fare la corsa sulla Roma per il 2° posto che vale l'accesso diretto ai gioroni della Champions e guardarci le spalle dai possibili ritorni di Milan, Fiorentina e Udinese. Indì per cui, spero in una vottoria degli onesti.

Forza ragazzi, come Roma, vincete per noi!!!!

venerdì, dicembre 21, 2007

CHE GUSTO!!!!!

Oggi i sorteggi di Champison e per le tre italiane le partite peggiori in assoluto. Per una volta la fortuna ci ha sorriso.... A breve non saremp più l'unica squadra a non fare le coppe!!

INTER-LIVERPOOL
BARCELLONA-LIONE
PORTO-SCHALKE 04
MANCHESTER UTD-CELTIC
ROMA-REAL MADRID
ARSENAL-MILAN

CHELSEA-OLYMPIAKOS
FENERBACHE-SIVIGLIA

OTTO DOMANDE ED UNA RISPOSTA

Ho appena letto il pezzo di Rocca che posto di seguito e che rende benissimo la situazione del nostro povero paese. Nulla di più da aggiungere se non profonda amarezza per la nostra amata Italia, una volta terra di cultura, di diritto e soprattutto civile:


Otto domande ed una risposta

"Come è possibile che telefonate private vengano pubblicate sui giornali?
Come è possibile che telefonate private addirittura senza nessuna rilevanza penale vengano pubblicate sui giornali?
Come è possibile che le telefonate di persone inintercettabili per legge vengano ugualmente pubblicate sui giornali?
Come è possibile che non si sappia chi ha passato il testo e addirittura l'audio delle telefonate ai medesimi giornali?
Come è possibile che non venga mai indagato e condannato nessuno, in procura, per aver illegalmente passato verbali, testi e file audio ai giornali?
Come è possibile che il ministro della Giustizia e dell'Interno, chiunque essi siano, non chiudano quegli uffici colabrodo?
Come è possibile che la sinistra denunci la violazione della privacy e si indigni soltanto quando sono i suoi rappresentanti a essere sputtanati e poi come se niente fosse ricomincia quando c'è di mezzo Berlusconi, Moggi, il re o una valletta?
Come è possibile che abbiamo dei giornali così di quella-cosa-che-piace-a-luttazzi?
Io lo so come è possibile, è possibile perché siamo un paese ridicolo"

C.Rocca 20/12/2007

FAUSTO NARDUCCI, GIORNALISTA GAZZETTA...

Nella nuova tornata di intercettazioni vi sono moltissime chicche.
Una gustosa si ricava dalla conversazione tra Giulio Pazzanese e Armando Aubry del 12/02/2007.
Documento pubblicato da repubblica ieri (forse oggi scomparso) pg. 36/409:

G: poi non so se vi ric. se avete avuto modo di leggere a gazzetta
A: e ma li è stato Palombo è stato proprio
G: eh
A: diciamo cosi ha fatto proprio.....
G: 'Ncoppa a procura e Napoli avete letto?
A: eh ha fatto quattro cose... pero io ho saputo che loro hanno letto le 3000 telefonate di torino e nun cè stesse niente 'ncoppa a chille telefonate di torino dicono! nel suo clan...
G: eh
A pero Palompo ha fatto chelle quattro righe che dice che sta.....è na pioggerellina
G eh mo chell che purtroppo...che purtroppo sappiamo tutti insomma!
A e viene na tempesta perche ci saranno delle sorprese...mo o questo è cattivo proprio..... o è bene informato Giulio!
G eh
A però non so chi mi ha detto che Fausto Narducci è a gazzetta ro sport potrebbe essere il fratello di Narducci....
G E' quello ..ma guardate quello il Narducci della gazzetta è napoletano sportivamente....

A voi le conclusioni...

LA RISPOSTA DI MOGGI

L'espressione l'hanno coniata per primi gli americani e dice: "Mettere il fango nel ventilatore". In Italia, dove tutto quello che viene da Oltreoceano viene copiato - male e con qualche anno di ritardo - qualcuno ha sostituito la parola "fango" con un'altra che comincia per m... Significa che quando si vuole fare del male a qualcuno, tentare di deturparne l'immagine, fare il vuoto intorno a lui, rovinarne la reputazione e l'onore, basta prendere un po' di fango e accendere il ventilatore. Anche con me, qualche mese fa ma anche in questi ultimi giorni, si va ripetendo questa operazione. Io so chi è colui, e chi sono coloro che hanno raccolto il fango, lo hanno scelto e selezionato, lo hanno predisposto con cura. So anche chi sono coloro che hanno premuto l'interruttore del ventilatore e che hanno cercato di "spararlo" contro di me. Non mi riferisco certo ai magistrati, tanto e tale è il rispetto per il loro lavoro e la mia fiducia negli Organismi Giudiziari. Mi riferisco a qualcun altro, e mi permetto di dargli un piccolo consiglio: fare bene attenzione, perché può accadere talvolta, come in questo caso, che gli schizzi di fango vadano a colpire qualcun altro (magari lo stesso che non ha fatto in tempo a uscire dalla stanza dopo aver azionato il ventilatore...), può capitare che si sbagli bersaglio, che il ventilatore cambi direzione, che l'operazione sia così sgangherata e pacchiana da ottenere risultati contrari a quelli che si prefiggeva. Mi fermo qui. Faccio solo qualche piccola osservazione.
1) Vorrei sapere quali elementi di rilievo penale ci sono in questa nuova "ondata" di intercettazioni. Le mie conversazioni contengono elementi di reato, fanno emergere violazioni del codice penale? Direi di no. Anzi il contrario. Quindi vorrei sapere perché io, che continuo ad avere la coscienza più che tranquilla, dovrei preoccuparmi.
2) Sono molto lieto, paradossalmente, che la magistratura abbia indagato su di me per altri mesi, anche dopo la richiesta di rinvio a giudizio: questo ha consentito e consente di avere la conferma che non avevo e non ho nulla da nascondere, non avevo e non ho fatto niente di male, non avevo e non ho commesso alcun reato. Sì certo ho fatto e ricevuto telefonate, ma che cosa deve fare un cittadino: smettere di telefonare o di rispondere a chi lo chiama, chiudersi in un monastero sul Monte Athos e sparire dalla circolazione, fare il gioco di coloro che vorrebbero che fosse trattato come un lebbroso da evitare per timore di contagio?
3) Chi ha "distillato", scelto, selezionato - parlo di giornalisti e non di magistrati - queste "nuove" mie conversazioni, entrando nella mia sfera privata e in quella di coloro che parlavano con me e violando la legge sulla protezione dei dati personali e il diritto alla riservatezza, ha un solo scopo: quello di far "candidamente" ripartire l'"operazione" e soprattutto quello di cercare, visto che l'altra volta non c'è riuscito, di fare il vuoto intorno a me. Mi sembra che la "cupola" sia proprio questa, composta da chi accende i ventilatori e da chi distilla e seleziona il fango: è un messaggio diretto a intimidire chi parla con me. Il messaggio sembra essere questo: "Attenti voi che continuate ad avere contatti con Moggi! Vi sputtaniamo sui giornali, pubblichiamo quello che dite».
4) Qui il tema si fa caldo. Prima di tutto, perché io - nel periodo di questo controllo telefonico - telefonavo e ricevevo telefonate anche nella mia nuova veste di opinionista e giornalista. Chi legge questa rubrica sa o suppone che io raccolga informazioni, cerchi notizie, dia anteprime, insomma onori la fiducia e la stima che il Direttore Feltri ha avuto nei miei confronti affidandomi questa rubrica e cerchi di fornire un "prodotto" giornalistico di qualità. I "custodi" della professione giornalistica non hanno niente da dire sul fatto che il collaboratore di un quotidiano abbia il telefono controllato?
5) E veniamo al signor Ministro di Grazia e Giustizia. Vorrei chiedergli che fine hanno fatto le sue promesse, la sua indignazione allorché si trovò coinvolto anch'egli in operazioni "fango nel ventilatore" e dove sono finiti i progetti di legge e le proposte a tutela dei cittadini che vedono pubblicate dai giornali brandelli di conversazioni private e prive di rilievo. Vorrei chiedere a Mastella se la sua indignazione raggiunge la punta più alta quando c'è di mezzo lui o D'Alema o Fassino o qualche altro politico e si abbassa quando ci sono di mezzo cittadini comuni. Vorrei sapere dal Ministro che cosa ha fatto di concreto per far proseguire il cammino di quel suo progetto di legge che, secondo quanto dice, è stato fermato. Ci dica da chi: nomi, cognomi e partiti di appartenenza.
6) In questi mesi ho dimostrato di non aver nulla da nascondere e il contenuto di queste mie telefonate "distillate" in questi giorni lo dimostrano. "Dì la verità", dico a un interlocutore. "Racconta tutto ciò che è vero", esorto a fare. Vi pare che se avessi paura di qualcosa o avessi da nascondere qualcosa esorterei a dire la verità, tutta la verità, nient'altro che la verità?
7) In questi mesi non sono stato colpito solo io da queste violazioni continue operate dai giornali. Ci sono stati altri personaggi, più potenti di me, che ne hanno fatto le spese, per casi diversi, in settori diversi, per aspetti diversi. Non voglio entrare nei singoli casi, ma mi domando e vi domando (e domando a lei, ministro): è un paese civile quello in cui accadono queste cose? È un paese civile quello che non offre al cittadino alcun mezzo per tutelare la propria onorabilità e la propria reputazione, cioè i beni più preziosi che una persona ha? Possibile che sia consentito a chiunque di rovinare una persona in un attimo distruggendo ciò che ha costruito in anni e anni? Non parlo per me, io sono corazzato, impermeabile a questa nuova ondata sgangherata, so come difendermi e non lesinerò alcun mezzo legale per veder affermata la verità. Ma chi non ha mezzi, chi non ce la fa, chi ha un carattere meno forte del mio, chi non sopporta la vergogna o la solitudine o i vicini di casa che lo guardano in cagnesco, o i compagni di scuola del proprio figlio che lo isolano e lo evitano, che cosa deve fare? Chi ci pensa a queste persone?
Paradossalmente dovrei essere lieto di questa nuova ondata di fango, perché questo fango non è. E anche perché in questi mesi sono riuscito, a poco a poco, ad arrivare vicino al ventilatore e a girarlo in direzione opposta alla mia, verso coloro che avevano acceso l'interruttore. Ora vorrei solo che qualcuno togliesse la corrente. Non solo per me, ma anche per molti altri danneggiati come me, meno forti di me.
P.S. Ho letto che Franco Carraro va di malavoglia alle riunioni dell'esecutivo UEFA e che è stato "costretto" da Abete a rimanere in quella carica altrimenti l'Italia avrebbe perso il posto... Complimenti ad Abete. E una domanda: era meglio perdere il posto o avere uno seduto a quel tavolo che si annoia e quando c'è da difendere o tutelare l'Italia calcistica sbadiglia, guarda l'orologio e non vede l'ora di prendere l'aereo per tornare a casa

Luciano Moggi

Fonte: Libero

giovedì, dicembre 20, 2007

MA DAI???

Berlusconi: "Intercettazioni atto criminale. Alla Rai tutti ...

Roma - Dopo la pubblicazione online delle intercettazioni, addirittura dell'audio della conversazione telefonica con Saccà, Silvio Berlusconi è su tutte le furie: "Non ho sentito le intercettazioni" pubblicate sui siti del gruppo Espresso "ma non c’e nulla di preoccupante salvo che siamo in un paese dove non c’è più la libertà". Così il Cavaliere poco prima di pranzare con gli eurodeputati di Forza Italia ha commentato la pubblicazione delle sue conversazioni con il responsabile di Rai Fiction. Si tratta, ha aggiunto, "di una entrata violenta, di un attacco violento" e di "una cosa veramente criminale".
"Alla Rai o ti prostituisci o sei di sinistra" "Voglio essere chiaro - ha tenuto a precisare il leader di Forza Italia -. Lo sanno tutti nel mondo dello spettacolo, in certi situazioni, in Rai, si lavora soltanto se ti prostituisci oppure se sei di sinistra. In Rai non c’è nessuno che non sia stato raccomandato, a partire dal direttore generale che non è certo stato scelto attraverso una ricerca di mercato ".

Pronte azioni giudiziarie I legali di Berlusconi, Niccolò Ghedini e Michele Cerabona, sono pronti ad avviare azioni giudiziarie in seguito alla pubblicazione di intercettazioni di una conversazione telefonica tra il presidente di Forza Italia e Agostino Saccà, relative all’inchiesta di Napoli. "Ad appena 24 ore dal deposito degli atti alla difesa - scrivono in una nota - sul sito del quotidiano La Repubblica e del settimanale L’Espresso vi sono già delle intercettazioni di conversazioni, addirittura in audio, fra il presidente Berlusconi e il dottor Saccà. Dopo la clamorosa ed evidente violazione del segreto d’indagine avvenuta nei giorni scorsi e sulla quale sta investigando la procura della Repubblica di Napoli, non è dato comprendere come sia pervenuta anche la versione audio al quotidiano, in ulteriore violazione di legge. Abbiamo provveduto - riferiscono i due avvocati - ad un immediato esposto al Garante della Privacy e provvederemo altresì ad ogni conseguente azione giudiziaria in merito".
Fonte: Il Giornale

Sono illegali tutte tranne quelle su Moggi e la Juve? giusto per capire....

LA REPLICA DI LUCIANO

Moggi: "Non ho commesso nessun reato"
L'ex dg della Juve replica alle accuse e spiega le nuove intercettazioni

"Sono chiacchere da bar e dimostrano come non ci sono e non ci sono stati reati". Così Luciano Moggi, ex direttore generale della Juventus, commenta la pubblicazione di nuove intercettazioni a suo carico relative al periodo successivo alle sentenze sportive su calciopoli. Moggi, in un'intervista a 'Tuttosport', ribadisce che: "Da quando sono stato squalificato, non mi sono mai occupato attivamente di calcio. Ma come possono pensare di obbligarmi a troncare delle amicizie che ho costruito in 40 anni?. Prendete Secco. L'ho cresciuto io professionalmente. Se ha dei dubbi, delle cose da chiedermi, come faccio a dirgli di no? Mi ha telefonato per questioni personali". Moggi nega di aver parlato con il ds bianconero del mercato della Juve e sottolinea: "Ma secondo voi, se mi avesse chiesto dei consigli, io gli avrei fatto comprare questa gente qui? Giocatori che se ne stanno sempre in panchina?".

L'ex dg si difende anche per le telefonate che riguardano l'acquisto del Siena ("non ho mai partecipato attivamente alla trattativa") e con il presidente Cairo ("mi ha telefonato perchè avevo criticato il Torino in un articolo") e insiste: "Io ho fiducia nella magistratura ordinaria, tanto più che le ultime intercettazioni dimostrano che non ho fatto nulla. Vogliono tagliarmi fuori dal calcio, però non possono impedirmi di continuare a guardare le partite, di fare l'opinionista e il giornalista. E da giornalista sono libero di essere amico e di criticare chi voglio".

DALLA PARTE DI LUCIANO

CALCIOPOLI BIS
Moggi e il reato di dare consigli (inascoltati)
ALESSANDRO DELL'ORTO MILANO


Un giorno un ragazzo si avvicina a Luciano Moggi e lo guarda con aria da sfida: «Moggi, i giornali scrivono che lei avrebbe preso una stecca di 6 milioni per la cessione di Zidane al Real Madrid». Sguardo sorpreso, risposta seccata, tensione. «E non è veeeero, non è vero nienteeee!!!». Silenzio. Imbarazzo (degli altri). Poi una tirata di toscanello. Pausa con tempi comici, sorrisone: «È una notizia falsa perché è impossibileeee: ai tempi non c'era ancora l'eurooo. Al massimo 12 miliardi!». E tutti a ridere. Segnatevela, segnatevela pure che è verissima. E se ancora non c'è nelle nuove intercettazioni di Calciopoli Bis, mettetela anche a verbale: non è poi tanto lontana dalle accuse e dalle insinuazioni della nuova inchiesta. Perché Luciano Moggi sarà anche arrogante e maneggione, avrà anche dei modi di fare bizzarri, schede telefoniche tarocche e amici ovunque che-ci-pensa no-loro-e-vedrai-che-si-aggiusta-tutto , ma non per questo deve essere sempre colpevole di qualcosa. Soprattutto, non per questo deve essere il cattivo per ogni cosa che dice (oltretutto al telefono), che sia una battuta come quella sulla cessione di Zidane, oppure un serio consiglio di lavoro. Sia chiaro, uno che - secondo le accuse del primo processo - chiude un arbitro nello spogliatoio e che parla con i direttori di gara su telefonini segreti e che ha un figlio procuratore (Gea) che gestisce gli interessi anche di alcuni suoi giocatori e che ha rapporti con tutto il calcio che conta e bla bla bla, non è uno sprovveduto né un santerello. E nessuno vuole farlo passare per tale. Ma per tutto questo, Luciano Moggi ha pagato e sta pagando con una squalifica di 5 anni e la proposta di radiazione. Fin troppo. Il problema, è che Luciano Moggi colpevole fa comodo a tutti. E tutti cercano di farlo passare per colpevole. Ancora una volta. L'accusa di questo nuovo procedimento (409 pagine di carte inedite, intercettazioni e interrogatori), però, appare davvero buffa, almeno per quello che si conosce attualmente, cioè le intercettazioni uscite fino a ieri. Moggi, secondo le accuse, starebbe ancora guidando le sorti del calcio italiano malgrado la squalifica. Come? Con manovre segrete, spostamenti di soldi all'estero e intermediari mascherati? Macché. Sentite un po': dispensando consigli tecnico-tattici e pareri, come fa un vecchio esperto, lo zio saggio o il collega appena andato in pensione. Già, Moggi avrebbe la grave colpa di essere ancora cercato e interpellato dal mondo del calcio e di dire la sua su Juventus, Torino, Palermo, Ascoli, Siena, Federcalcio e pure arbitri: «Io prenderei il tal allenatore», «Io licenzierei quel dirigente», «Io difenderei il tecnico che vi sta facendo vincere». Beh, e perché Moggi non potrebbe dire quello che pensa? Cosa dovrebbe fare, tapparsi la bocca? Chiudersi in casa? Isolarsi? Ma dai, non scherziamo: che differenza passa tra rilasciare un'intervista commentando gli eventi del calcio o consigliare ad Alessio Secco, ex collega e attuale direttore sportivo bianconero, di difendere Deschamps che è primo in classifica? Nessuna, se i toni e gli argomenti sono quelli delle telefonate che abbiamo letto finora. Tutto questo, anzi quel poco che è uscito dalle prime intercettazioni, al momento non dimostra proprio un bel niente. Anzi, se proprio vogliamo andare fino in fondo e giocare un po' sdramma tizzando, potrebbe dimostrare addirittura il contrario: cioè che Lucianone, anzichè guidare il calcio, non conta quasi più nulla. Ecco perché. 1) 10 aprile 2007, Moggi suggerisce a Secco di difendere l'allenatore della Juve: «Adesso devi fa' 'na cosa: dire che sembrano assurde tutte le critiche rivolte a Deschamps. Siamo primi in classifica... L'alle natore ha fatto bene... L'allenatore resta con noi... L'allenatore ha la fiducia dei giocatori». Risultato: dopo poco più di un mese Deschamps se ne andrà. 2) 27 febbraio 2007, telefonata con Cairo, presidente del Torino: «Urbano, vuoi da' retta a me, guarda devi piantarla di dar retta a centomila persone... Io il calcio lo conosco com'è fatto. Quanto ti metti intorno gente come Antonelli... spostali». Risultato: Stefano Antonelli è tuttora l'amministratore delegato del Torino». 3) Moggi parla con De Nicola, dirigente dell'Ascoli. Il club deve scegliere il sostituto di Tesser, esonerato alla 12ª giornata. Il dubbio è tra Papadopulo e Sonetti. «Papadopulo, Papadopulo, dai, ma che vai a cerca' adesso...». E poi al presidente Benigni: «Io ti dico che tra Papadopulo e Sonetti non c'è dialogo, è molto meglio Papadopulo». Risultato: l'Ascoli sostituisce Tesser con Sonetti. Alla faccia di chi starebbe ancora guidando il mondo del football italiano...

Fonte: Libero (19\12)


CALCIOPOLI Caro Luciano, fatti frate
Intercettazioni assurde, hanno scoperto che Moggi telefonava a Libero


[v.f.] - Le ultime intercettazioni telefoniche a Moggi - come le prime, del resto - sono molto utili per capire una cosa: che sono inutili e non dimostrano altro che in Italia si gettano nella pattumiera pacchi di soldi per origliare privatissime conversazioni penalmente irrilevanti. Siamo di fronte a un fenomeno da baraccone. Una schiera di persone pagate dallo Stato si occupa senza costrutto di legittimi affari altrui. Calciopoli, come ha detto Berlusconi, è stata una frescaccia. Ma ha attecchito grazie al tifo-letame di cui è lordo il mondo del pallone. Moggi è odiato dagli interisti perché era alla Juve che vinceva di brutto. Fosse stato all'Inter sarebbe odiato a sangue dagli juventini. Gran parte del popolo delle curve e delle gradinate non ragiona; e vede storto attraverso i colori sociali della squadra per la quale tiene. Non c'è speranza di ricondurre Calciopoli nel suo alveo, quello della buffonata. Gli arbitri sbagliano oggi quanto allora, ma nessuno grida più allo scandalo. Già. L'importante è continuare a colpire il capro espiatorio: Moggi non dovrebbe neppure telefonare a gente che conosce da anni e con la quale ha lavorato. Gli consigliamo di farsi frate, anzi suora. Solo così sarebbe lasciato in pace. Lo accusano anche di avere rapporti telefonici con Libero. Che scoperte del menga. Ovvio che parli col giornale di cui è collaboratore e che detti ai nostri redattori i suoi pezzi. Cosa dovrebbe fare, inviarci gli articoli mediante piccioni viaggiatori? È una storia sempre più paradossale. Inoltre lo accusano di dare delle dritte tecniche a chi gliele chiede. Per esempio all'Ascoli, al Torino. E chi glielo vieta? Stiamo precipitando nel ridicolo e non ce ne accorgiamo. Moggi non è stato condannato da alcun tribunale, è un cittadino innocente fino a prova contraria. Eppure nessuno se ne rende conto. Il Paese è pieno di garantisti a orologeria, però se c'è di mezzo Luciano la suoneria si inceppa, e si leva subito un coro: crocifiggetelo. Questo doppiopesismo è uno schifo che ci fa disonore. Chissà perché le intercettazioni e la loro pubblicazione vengono condannate senza riserve, sempre, tranne se riguardano l'ex direttore della Juventus. Non un politico, non un giornalista, non un frequentatore del bar sport hanno fiatato per difendere quest'uomo incensurato. Perché Moggi è in disgrazia e non è popolare tutelare i suoi diritti. Quando era in piedi tutti facevano a gara per leccargli le scarpe; ora che è caduto, dopo accuse mai provate, gli sputano addosso. Qualcuno dovrebbe vergognarsi.

Fonte: Libero (20\12)


Radio Serva- la Procura di Napoli ha inventato per Moggi il reato di frequentazione

Ma lo sapevate che la Procura di Napoli sta indagando con i vostri soldi da contribuenti sul "mancato trasferimento" di Nocerino? Si. Oltre che sulle ballerine del San Carlo di passaggio alla Rai, anche sulla sospetta riconferma alla Juve di quel bel giovane di belle speranze. Sospetta perché farina non del sacco dei suoi dirigenti. Certo che no. Ma del migliore di tutti. E si perché tale mancato trasferimento costituisce, sempre a carico di voi altri che pagate le tasse, la prova provata di un nuovo reato di nuovissima fabbricazione.

La procura di Napoli oltre a rinverdire i fasti del reato di raccomandazione inventato dalla procura di Potenza ha inventato a sua volta per il signor Luciano Moggi il reato di frequentazione. Basta alzare la cornetta, comporre il numero e fargli gli auguri di Buon Natale o chiedergli consigli del terzo tipo (e non sul terzo tempo), quelli di tipo calcistico, chissà perché. E zac. Sei dentro l'associazione, con la nuova fattispecie. Un cittadino italiano non condannato da alcuna legge razziale a perdere la cittadinanza e la capacità giuridica, non inibito da alcuna sentenza a starsene isolato a ruminare, è tuttora considerato un delinquente solo perché ha dei contatti. Gente, vecchia gente di calcio, persino notoriamente onesta (brr) come Mazzone che gli chiede lumi. Un pericolo sol perché ha degli amici.

Un augurio, dottor Moggi. Questi non potendosi più inventare e perseguire la Razza Padrona perché l'han dentro le mura si son costretti a ripiegare sulla Razza Moggi.

Fonte: blog lavocedelpadrone.net

PENNIVENDOLI...

Ho letto le intercettazioni di questa nuova Farsopoli. Se uno solo si azzarda a dire che la juventus rischia qualcosa, è la volta buona che col calcio chiudiamo una volta per tutte.

Ragionandoci sopra, ho notato come Moggi fosse un riferimento per tutto e tutti. Da consigli su calcio e altro, propone uomini di fiducia o in base alle necessità di altri. Ma sinceramente e con tutta la buona volontà non riesco a trovare ne illeciti ne comportamenti sbagliati (in particolar modo da ascrivere alla Juventus).

Mettiamoci bene in testa che ora Luciano Moggi NON E' PIU' un tesserato bianconero, quindi non possiamo rischiare nulla in quanto non fa personalità giuridica per nome e conto della società Juventus F.C. Al tempo di Farsopoli il discorso, seppur vergognoso per sviluppo e conclusione, aveva un senso in quanto era nostro rappresentante ed in virtù della responsabilità oggettiva anche la società ha pagato, ma in questo caso NO! Maggi è solo persona fisica, per di più NON TESSERATO FIGC, quindi è punibile dalla giustizia sportiva SOLO PER REATI PENALMENTE E CIVILMENTE RICONOSCUTI, non per violazioni del codice di (in)giustizia sportiva, che possono essere contestati solo ai tesserati. Che sia ben chiaro, altrimenti sfociamo non solo nel ridicolo, ma anche nell'anticostituzionale e nell'antidemocratico (principi già largamente calpestati da maggio 2006).

Ho letto stamattina della richiesta di Moratti di un altro scudetto a tavaroli (ops... a tavolino...) e la cosa mi ha fatto parecchio riflettere? Come definite voi una persona che prosegue su questa strada, che imperterrito continua ad utilizzare i media al fine di perseguire i suoi truffaldini scopi, che utilizza le sue viscide protesi (Telecom, agenzie di spionaggio) per affossare sempre di più una squadra, una società, una tifoseria, un cospiquo numero di ESSERI UMANI? Avete presente la reazione che scatena sui vergognosi media italiani questo tipo di dichiarazioni? Avete presente il celeberrimo "diffoso sentimento popolare", ovvero la motivazione per la retrocessione in serie B con penalizzazione, la revoca di due scudetto, la perdita di 10 fuoriclasse, l'immenso danno economico e d'immagine e soprattutto l'igiene mentale di una decina di tifosi che da maggio 2006 l'hanno notevolemnte compromessa?

Signor Moratti faccia il bravo e si occupi della sua squadra di onesti, delle sue aziende che vanno benissimo e che sono di grande aiuto per questo magnifico Paese in cui tutto funziona alla perfezione e nel quale i diritti del cittadino sono sempre e comunque rispettati.

Voglio, al termine di questo mio delirio mattutino, far notare come le ultime intercettazioni (puntualmente pubblicare da tutti i media e che riguardano solo Luciano Moggi e mai dirigenti di altre squadre, e sappiamo quali) non provino nulla, se non che il nostro ex DG abbia proseguito ad usare la sua utenza telefonica, per di più sapendo perfettamente di essere intercettato. I casi sono 2: o è scemo oppure quello che ha detto, come è stato in passato e come sicuramente sarà ora, non ha nulla di illecito, bensì personali consigli ad amici o colleghi. Che poi una persona squalificata non possa darli è un altro paio di maniche e ne pagherà le conseguenze, ma riflettete bene e ditemi se è giusto tirare nuovamente in ballo la Juventus, l'unica squadra che ha pagato (e molto pesamentemente) per Farsopoli, l'unica che ha azzerato i vertiici societari prendendo immediatamente le distanze (giusto o non giusto che sia) da tutti i personaggi invischiati nel processo prima ancora che ci fossero condanne, l'unica che ha pagato e continua a farlo ancora oggi dato il trattamento riservatogli da arbitri, instituzioni, media ed avversari, l'unica che si è posta un codice morale atto a cambiare davvero il mondo del calcio. E se Zamparini, il cui carattere fumante lo conosciamo, prende le difese del suo DS Foschi reo di averlo insultato al telefono con Moggi, giustificandolo che quelle erano conversazioni private e che è vergognoso che finiscano sui giornali (ma in Italia ormai tutto è permesso) ma soprattutto che anche lui parla tutt'ora con Moggi perchè essendo il migliore si fida dei suoi consigli, beh io davvero non ci vedo nulla di male. E oltre Zamparini lo fa Cairo e tantissimi altri personaggi illustri del mondo del calcio e non.

Insomma amici miei, siamo ben oltre il limite della decenza e così non si può ne si deve andare avanti. La Juventus, con una squadra abbastanza pietosa, cerca di progettarsi una futuro decoroso puntando alla qualificazione in Champions ed ecco che saltano nuovamente fuori delle intercettazioni che finiranno nel migliore dei casi per scuotere un ambiente che aveva finalmente trovato la stabilità dopo i 15 mesi più difficili e traumantici della sua ultra centenaria storia. Per quanto ancora deve continuare questa situazione? Ai posteri l'ardua sentenza...


juve

juve/


NON UN EURO ALLA GAZZETTA!!!

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