giovedì, dicembre 20, 2007

DALLA PARTE DI LUCIANO

CALCIOPOLI BIS
Moggi e il reato di dare consigli (inascoltati)
ALESSANDRO DELL'ORTO MILANO


Un giorno un ragazzo si avvicina a Luciano Moggi e lo guarda con aria da sfida: «Moggi, i giornali scrivono che lei avrebbe preso una stecca di 6 milioni per la cessione di Zidane al Real Madrid». Sguardo sorpreso, risposta seccata, tensione. «E non è veeeero, non è vero nienteeee!!!». Silenzio. Imbarazzo (degli altri). Poi una tirata di toscanello. Pausa con tempi comici, sorrisone: «È una notizia falsa perché è impossibileeee: ai tempi non c'era ancora l'eurooo. Al massimo 12 miliardi!». E tutti a ridere. Segnatevela, segnatevela pure che è verissima. E se ancora non c'è nelle nuove intercettazioni di Calciopoli Bis, mettetela anche a verbale: non è poi tanto lontana dalle accuse e dalle insinuazioni della nuova inchiesta. Perché Luciano Moggi sarà anche arrogante e maneggione, avrà anche dei modi di fare bizzarri, schede telefoniche tarocche e amici ovunque che-ci-pensa no-loro-e-vedrai-che-si-aggiusta-tutto , ma non per questo deve essere sempre colpevole di qualcosa. Soprattutto, non per questo deve essere il cattivo per ogni cosa che dice (oltretutto al telefono), che sia una battuta come quella sulla cessione di Zidane, oppure un serio consiglio di lavoro. Sia chiaro, uno che - secondo le accuse del primo processo - chiude un arbitro nello spogliatoio e che parla con i direttori di gara su telefonini segreti e che ha un figlio procuratore (Gea) che gestisce gli interessi anche di alcuni suoi giocatori e che ha rapporti con tutto il calcio che conta e bla bla bla, non è uno sprovveduto né un santerello. E nessuno vuole farlo passare per tale. Ma per tutto questo, Luciano Moggi ha pagato e sta pagando con una squalifica di 5 anni e la proposta di radiazione. Fin troppo. Il problema, è che Luciano Moggi colpevole fa comodo a tutti. E tutti cercano di farlo passare per colpevole. Ancora una volta. L'accusa di questo nuovo procedimento (409 pagine di carte inedite, intercettazioni e interrogatori), però, appare davvero buffa, almeno per quello che si conosce attualmente, cioè le intercettazioni uscite fino a ieri. Moggi, secondo le accuse, starebbe ancora guidando le sorti del calcio italiano malgrado la squalifica. Come? Con manovre segrete, spostamenti di soldi all'estero e intermediari mascherati? Macché. Sentite un po': dispensando consigli tecnico-tattici e pareri, come fa un vecchio esperto, lo zio saggio o il collega appena andato in pensione. Già, Moggi avrebbe la grave colpa di essere ancora cercato e interpellato dal mondo del calcio e di dire la sua su Juventus, Torino, Palermo, Ascoli, Siena, Federcalcio e pure arbitri: «Io prenderei il tal allenatore», «Io licenzierei quel dirigente», «Io difenderei il tecnico che vi sta facendo vincere». Beh, e perché Moggi non potrebbe dire quello che pensa? Cosa dovrebbe fare, tapparsi la bocca? Chiudersi in casa? Isolarsi? Ma dai, non scherziamo: che differenza passa tra rilasciare un'intervista commentando gli eventi del calcio o consigliare ad Alessio Secco, ex collega e attuale direttore sportivo bianconero, di difendere Deschamps che è primo in classifica? Nessuna, se i toni e gli argomenti sono quelli delle telefonate che abbiamo letto finora. Tutto questo, anzi quel poco che è uscito dalle prime intercettazioni, al momento non dimostra proprio un bel niente. Anzi, se proprio vogliamo andare fino in fondo e giocare un po' sdramma tizzando, potrebbe dimostrare addirittura il contrario: cioè che Lucianone, anzichè guidare il calcio, non conta quasi più nulla. Ecco perché. 1) 10 aprile 2007, Moggi suggerisce a Secco di difendere l'allenatore della Juve: «Adesso devi fa' 'na cosa: dire che sembrano assurde tutte le critiche rivolte a Deschamps. Siamo primi in classifica... L'alle natore ha fatto bene... L'allenatore resta con noi... L'allenatore ha la fiducia dei giocatori». Risultato: dopo poco più di un mese Deschamps se ne andrà. 2) 27 febbraio 2007, telefonata con Cairo, presidente del Torino: «Urbano, vuoi da' retta a me, guarda devi piantarla di dar retta a centomila persone... Io il calcio lo conosco com'è fatto. Quanto ti metti intorno gente come Antonelli... spostali». Risultato: Stefano Antonelli è tuttora l'amministratore delegato del Torino». 3) Moggi parla con De Nicola, dirigente dell'Ascoli. Il club deve scegliere il sostituto di Tesser, esonerato alla 12ª giornata. Il dubbio è tra Papadopulo e Sonetti. «Papadopulo, Papadopulo, dai, ma che vai a cerca' adesso...». E poi al presidente Benigni: «Io ti dico che tra Papadopulo e Sonetti non c'è dialogo, è molto meglio Papadopulo». Risultato: l'Ascoli sostituisce Tesser con Sonetti. Alla faccia di chi starebbe ancora guidando il mondo del football italiano...

Fonte: Libero (19\12)


CALCIOPOLI Caro Luciano, fatti frate
Intercettazioni assurde, hanno scoperto che Moggi telefonava a Libero


[v.f.] - Le ultime intercettazioni telefoniche a Moggi - come le prime, del resto - sono molto utili per capire una cosa: che sono inutili e non dimostrano altro che in Italia si gettano nella pattumiera pacchi di soldi per origliare privatissime conversazioni penalmente irrilevanti. Siamo di fronte a un fenomeno da baraccone. Una schiera di persone pagate dallo Stato si occupa senza costrutto di legittimi affari altrui. Calciopoli, come ha detto Berlusconi, è stata una frescaccia. Ma ha attecchito grazie al tifo-letame di cui è lordo il mondo del pallone. Moggi è odiato dagli interisti perché era alla Juve che vinceva di brutto. Fosse stato all'Inter sarebbe odiato a sangue dagli juventini. Gran parte del popolo delle curve e delle gradinate non ragiona; e vede storto attraverso i colori sociali della squadra per la quale tiene. Non c'è speranza di ricondurre Calciopoli nel suo alveo, quello della buffonata. Gli arbitri sbagliano oggi quanto allora, ma nessuno grida più allo scandalo. Già. L'importante è continuare a colpire il capro espiatorio: Moggi non dovrebbe neppure telefonare a gente che conosce da anni e con la quale ha lavorato. Gli consigliamo di farsi frate, anzi suora. Solo così sarebbe lasciato in pace. Lo accusano anche di avere rapporti telefonici con Libero. Che scoperte del menga. Ovvio che parli col giornale di cui è collaboratore e che detti ai nostri redattori i suoi pezzi. Cosa dovrebbe fare, inviarci gli articoli mediante piccioni viaggiatori? È una storia sempre più paradossale. Inoltre lo accusano di dare delle dritte tecniche a chi gliele chiede. Per esempio all'Ascoli, al Torino. E chi glielo vieta? Stiamo precipitando nel ridicolo e non ce ne accorgiamo. Moggi non è stato condannato da alcun tribunale, è un cittadino innocente fino a prova contraria. Eppure nessuno se ne rende conto. Il Paese è pieno di garantisti a orologeria, però se c'è di mezzo Luciano la suoneria si inceppa, e si leva subito un coro: crocifiggetelo. Questo doppiopesismo è uno schifo che ci fa disonore. Chissà perché le intercettazioni e la loro pubblicazione vengono condannate senza riserve, sempre, tranne se riguardano l'ex direttore della Juventus. Non un politico, non un giornalista, non un frequentatore del bar sport hanno fiatato per difendere quest'uomo incensurato. Perché Moggi è in disgrazia e non è popolare tutelare i suoi diritti. Quando era in piedi tutti facevano a gara per leccargli le scarpe; ora che è caduto, dopo accuse mai provate, gli sputano addosso. Qualcuno dovrebbe vergognarsi.

Fonte: Libero (20\12)


Radio Serva- la Procura di Napoli ha inventato per Moggi il reato di frequentazione

Ma lo sapevate che la Procura di Napoli sta indagando con i vostri soldi da contribuenti sul "mancato trasferimento" di Nocerino? Si. Oltre che sulle ballerine del San Carlo di passaggio alla Rai, anche sulla sospetta riconferma alla Juve di quel bel giovane di belle speranze. Sospetta perché farina non del sacco dei suoi dirigenti. Certo che no. Ma del migliore di tutti. E si perché tale mancato trasferimento costituisce, sempre a carico di voi altri che pagate le tasse, la prova provata di un nuovo reato di nuovissima fabbricazione.

La procura di Napoli oltre a rinverdire i fasti del reato di raccomandazione inventato dalla procura di Potenza ha inventato a sua volta per il signor Luciano Moggi il reato di frequentazione. Basta alzare la cornetta, comporre il numero e fargli gli auguri di Buon Natale o chiedergli consigli del terzo tipo (e non sul terzo tempo), quelli di tipo calcistico, chissà perché. E zac. Sei dentro l'associazione, con la nuova fattispecie. Un cittadino italiano non condannato da alcuna legge razziale a perdere la cittadinanza e la capacità giuridica, non inibito da alcuna sentenza a starsene isolato a ruminare, è tuttora considerato un delinquente solo perché ha dei contatti. Gente, vecchia gente di calcio, persino notoriamente onesta (brr) come Mazzone che gli chiede lumi. Un pericolo sol perché ha degli amici.

Un augurio, dottor Moggi. Questi non potendosi più inventare e perseguire la Razza Padrona perché l'han dentro le mura si son costretti a ripiegare sulla Razza Moggi.

Fonte: blog lavocedelpadrone.net

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