Avete vinto voi. Voi che volevate questo calcio, voi che avete urlato gran voce per cambiare il calcio e avete permesso di creare questa schifezza. Avete vinto voi che volevate la Juve fuori dalle palle, che volevate la tanto decantata pulizia nel mondo del calcio.
Avete vinto voi di Milano e Roma, che chiaramente avete la strada spianata da istituzioni e media per fare quello che volete, che prima strillavate la vostra indignazione e ora balbettate di buona fede ed errori umani.
Avete vinto voi, ha perso il calcio.
Io sono stanco, stremato. Non ho la forza di commentare una partita così e un campionato che più falsato non si può. Lo proposi allo scoppio di Farsopoli, lo ribadisco ora: RITIRATE LA SQUADRA. Cari dirigenti, fate uno sforzo e capite che così nn si puà davvero andare avanti. Noi ci mettiamo soldi, passione e cuore; a voi chiedo di mettere una sola cosa: le palle! Martedì contro il Torino deve andare in campo la squadra allievi, e così via fino alla fine di questo assurdo torneo. Salvi ormai lo siamo e non venitemi a dire che ci giochiamo la qualificazione in Champions: è chiaro come il sole che non ci dobbiamo andare, o meglio che non ci vogliono far andare, quindi tanto vale fare una protesta ferma ed esemplare. Sono più che convinto che ogni singolo tifoso bianconero sarebbe d'accordo con me.
Vi prego, Cobolli, Elkann, Blanc e chiunque altro... ritirate la squadra. Non chiedo altro.
domenica, febbraio 24, 2008
sabato, febbraio 23, 2008
PRESENTAZIONE DI REGGINA-JUVENTUS
Cattivi presagi passano per la mia testa in questo sabato di fine febbraio. La Juve si presenta a Reggio Calabria, campo notoriamente piuttosto ostico, con tantissime assenze: Andrade, Marchionni, Trezeguet, Zebina, Iaquinta infortunati e Nocerino squalificato. Va da se che la formazione, volendo sperare che Ranieri schieri le due punte rimastegli a disposione, sarà presumibilmente un 4-4-2 con Belardi in porta, Grygera, Legrottaglie, Chiellini e Molainaro in difesa, Camoranesi, Sissoko, anetti e Nedved a metà campo, Palladino e Del Piero davanti.
Come si può ben notare la squadra è piuttosto leggerina e ritengo gravissime le assenze contemporanee di David e Vincenzone, gli unici che sanno fare la prima punta. Certo che anche Palladino (e sporadicamente Alex) hanno intrapreso con alterne fortune quel ruolo, ma si eprimono nettamente con maggior profitto da seconde punte.
La Reggina che abbiamo visto in questa stagione è ben poca cosa, ma tra le mura amiche spesso riescono a superare i propri limiti e portare a casa risultati insperati. Ulivieri, a rischio esonero, schiererà con ogni probabilità il tridente formato da Makinwa, Brienza e Amoruso, sorretto da 4 centrocampisti e 3 difensori in linea. Un 3-4-3 in perfetto stile Marino (o Zeman), l'allenatore di quella Udinese che ci ha battuti in casa e massacrati al ritorno, salvo poi perdere la partita grazie ad un ottimo 2° tempo bianconero. Questo per dire che quest'anno la squadra di Ranieri sofre tremendamente le squadre che la attaccano alta, come la già citata Udinese e il Catania (pareggio in extremix di Alex in terra siciliana dopo una pessima partita della Juve).
Da tenere ben presnete anche la situazione diffidati in vista del derby di martedì. Nella Juve a rischio squalifica ci sono Zebina (non convocato oggi) e Chiellini (imprescindibile), mentre nel Torino i diffidati sono Bottone e Lazetic, ovvero non certo dei giocatori fondamentali.
Personalmente, date le innumerevoli defezioni, proverei a giocare con una squadra più offensiva, ricorrendo al 3-4-3 e rilanciando il portoghese Tiago. So benissimo che Ranieri è fissato col 4-4-2 e che probabilemnte non varierà mai sistema di gioco, ma io ci proverei. A questo proposito schiererei Belardi in porta, Grygera, Legrottaglie e Chiellini in difesa, Camoranesi, Zanetti, Sissoko a sostegno di Tiago, con Palladino e Nedved attaccanti esterni a supporto di Alex centrale.
Il mio pronostico è molto incerto. La vittoria può essere a portata di mano, ma sarà faticatissima. Direi 1-0 per la Juve oppure 1-1, rispettivamente con rete decisiva di Chiellini oppure vantaggio di Amoruso e pareggio del numero 3 bianconero.
Come si può ben notare la squadra è piuttosto leggerina e ritengo gravissime le assenze contemporanee di David e Vincenzone, gli unici che sanno fare la prima punta. Certo che anche Palladino (e sporadicamente Alex) hanno intrapreso con alterne fortune quel ruolo, ma si eprimono nettamente con maggior profitto da seconde punte.
La Reggina che abbiamo visto in questa stagione è ben poca cosa, ma tra le mura amiche spesso riescono a superare i propri limiti e portare a casa risultati insperati. Ulivieri, a rischio esonero, schiererà con ogni probabilità il tridente formato da Makinwa, Brienza e Amoruso, sorretto da 4 centrocampisti e 3 difensori in linea. Un 3-4-3 in perfetto stile Marino (o Zeman), l'allenatore di quella Udinese che ci ha battuti in casa e massacrati al ritorno, salvo poi perdere la partita grazie ad un ottimo 2° tempo bianconero. Questo per dire che quest'anno la squadra di Ranieri sofre tremendamente le squadre che la attaccano alta, come la già citata Udinese e il Catania (pareggio in extremix di Alex in terra siciliana dopo una pessima partita della Juve).
Da tenere ben presnete anche la situazione diffidati in vista del derby di martedì. Nella Juve a rischio squalifica ci sono Zebina (non convocato oggi) e Chiellini (imprescindibile), mentre nel Torino i diffidati sono Bottone e Lazetic, ovvero non certo dei giocatori fondamentali.
Personalmente, date le innumerevoli defezioni, proverei a giocare con una squadra più offensiva, ricorrendo al 3-4-3 e rilanciando il portoghese Tiago. So benissimo che Ranieri è fissato col 4-4-2 e che probabilemnte non varierà mai sistema di gioco, ma io ci proverei. A questo proposito schiererei Belardi in porta, Grygera, Legrottaglie e Chiellini in difesa, Camoranesi, Zanetti, Sissoko a sostegno di Tiago, con Palladino e Nedved attaccanti esterni a supporto di Alex centrale.
Il mio pronostico è molto incerto. La vittoria può essere a portata di mano, ma sarà faticatissima. Direi 1-0 per la Juve oppure 1-1, rispettivamente con rete decisiva di Chiellini oppure vantaggio di Amoruso e pareggio del numero 3 bianconero.
venerdì, febbraio 22, 2008
FINALMENTE!!! VIA LA POLITICA DEL SORRISO!!!
Il difensore della Juventus Giorgio Chiellini fa sfoggio di grande sincerità ammettendo che la sconfitta dell'Inter a Liverpool ha regalato alla Juventus un momento di buon umore: "Di sicuro non ci ha fatto dispiacere. Alla fine, sappiamo che la rivalità c'è".
Intervista a Del Piero:
Il rigore contro l'Inter nel 1998, subito dopo il fallo di Iuliano su Ronaldo. L'hai sbagliato apposta?
"Era sfondamento di Ronaldo. Forse ci poteva stare un calcio di punizione a due per l'Inter. Il rigore non l'ho sbagliato apposta, però c'era un clima surreale perchè in quel momento si pensava a tutto tranne che al rigore che dovevo battere".
Intervista a Del Piero:
Il rigore contro l'Inter nel 1998, subito dopo il fallo di Iuliano su Ronaldo. L'hai sbagliato apposta?
"Era sfondamento di Ronaldo. Forse ci poteva stare un calcio di punizione a due per l'Inter. Il rigore non l'ho sbagliato apposta, però c'era un clima surreale perchè in quel momento si pensava a tutto tranne che al rigore che dovevo battere".
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JUVE FOREVER,
Trovato per il web
INTERESSANTE
L'incentivazione alle fonti di energia rinnovabili è stata introdotta dalla legge n. 9 del 1991 e dalla successiva delibera n. 6 emessa dal Cip nel 1992 che ha aggiunto le parole "ed assimilate".
Tali normative hanno previsto che i finanziamenti, in parte, gravino (indirettamente) sul singolo utente finale, quale parte del sovrapprezzo del costo della energia.
Non esiste, peraltro, una specifica norma che stabilisca un obbligo per il singolo di provvedere al pagamento di una data somma a titolo di finanziamento delle fonti di energia: la normativa in materia, infatti, come sopra accennato, stabilisce che il costo della energia per il pubblico applicato dall'Enel sia costituito da un sovrapprezzo in parte destinato a tale scopo.
La "quota" CIP6 viene corrisposta dal singolo utente all'Enel che, a sua volta, la versa allo Stato.
Dal momento che questa quota è "annegata" nel prezzo del chilowatt e non esiste una norma che specificamente impone all'utente di pagare quella somma a quel titolo, l'eventuale mancato pagamento da parte del singolo di questa parte dell'intero corrispettivo della fornitura costituisce un inadempimento contrattuale.
Il Cip6 è un tassa sui tumori. Serve a costruire inceneritori che ti termovalorizzano le cellule.
Non la vogliono capire con le buone di smettere e di passare alla raccolta differenziata e a forme di smaltimento non nocive per la salute.
L'uso criminoso dei NOSTRI soldi per avvelenare le NOSTRE FAMIGLIE deve finire.
Vogliamo energie rinnovabili, non respirare diossina e nano particelle.
Non pagate più la tassa CIP6 all'ENEL. Io ho già iniziato.
L'ENEL ha tolto dalla bolletta la voce A3 con il contributo per gli inceneritori.
Calcolare l'importo esatto è quasi impossibile, vale circa il 7%.
L'ENEL deve reintrodurre la voce A3 per consentirci di dedurlo correttamente.
Nel frattempo:
- notificate l'autoriduzione all'ENEL nella form all'indirizzo: (Enel/Informazioni) con la causale: Detrazione CIP6 per gli inceneritori
- togliete il 7% forfettario dall'importo senza IVA esposto in bolletta.
Fonte:http://www.beppegrillo.it/
Usatelo per l'indirizzo Enel/informazioni
Tali normative hanno previsto che i finanziamenti, in parte, gravino (indirettamente) sul singolo utente finale, quale parte del sovrapprezzo del costo della energia.
Non esiste, peraltro, una specifica norma che stabilisca un obbligo per il singolo di provvedere al pagamento di una data somma a titolo di finanziamento delle fonti di energia: la normativa in materia, infatti, come sopra accennato, stabilisce che il costo della energia per il pubblico applicato dall'Enel sia costituito da un sovrapprezzo in parte destinato a tale scopo.
La "quota" CIP6 viene corrisposta dal singolo utente all'Enel che, a sua volta, la versa allo Stato.
Dal momento che questa quota è "annegata" nel prezzo del chilowatt e non esiste una norma che specificamente impone all'utente di pagare quella somma a quel titolo, l'eventuale mancato pagamento da parte del singolo di questa parte dell'intero corrispettivo della fornitura costituisce un inadempimento contrattuale.
Il Cip6 è un tassa sui tumori. Serve a costruire inceneritori che ti termovalorizzano le cellule.
Non la vogliono capire con le buone di smettere e di passare alla raccolta differenziata e a forme di smaltimento non nocive per la salute.
L'uso criminoso dei NOSTRI soldi per avvelenare le NOSTRE FAMIGLIE deve finire.
Vogliamo energie rinnovabili, non respirare diossina e nano particelle.
Non pagate più la tassa CIP6 all'ENEL. Io ho già iniziato.
L'ENEL ha tolto dalla bolletta la voce A3 con il contributo per gli inceneritori.
Calcolare l'importo esatto è quasi impossibile, vale circa il 7%.
L'ENEL deve reintrodurre la voce A3 per consentirci di dedurlo correttamente.
Nel frattempo:
- notificate l'autoriduzione all'ENEL nella form all'indirizzo: (Enel/Informazioni) con la causale: Detrazione CIP6 per gli inceneritori
- togliete il 7% forfettario dall'importo senza IVA esposto in bolletta.
Fonte:http://www.beppegrillo.it/
Usatelo per l'indirizzo Enel/informazioni
MOGGI SUL VIDEO COBOLLI-VOCALELLI
Lo hanno scoperto i navigatori del web su You Tube, ne ha parlato diffusamente Gigi Moncalvo al “Processo di Biscardi” e debbo dire che quando l’ho sentito, neanche io credevo alle mie orecchie. E’ il video di un forum al “Corriere dello Sport” con il presidente della Juventus Cobolli Gigli. Risale ai primi di dicembre e, finora, se ne era avuta notizia solo attraverso il resoconto cartaceo che non diceva tutto e qualcosa diceva in maniera incompleta e sibillina. Cobolli Gigli spiegava perché la Juve non era andata al Tar e ad altri organismi di giustizia sovranazionali, osservando anzitutto che “alcune importanti autorità dello sport, e lo stesso commissario Guido Rossi, avevano emesso sentenze prima ancora che cominciasse il processo”; in secondo luogo che “leggendo i giudizi sportivi ci siamo trovati poi di fronte a una somma di tanti peccati veniali e a nessun peccato mortale” e quindi “ad una serie B che come pena era superiore a quello che avremmo meritato”. E allora ? Ecco la rivelazione inattesa : “ In lunghe conversazioni telefoniche, Vocalelli (direttore del Corriere dello Sport) mi ha aiutato a convincermi che ad un certo momento devi accettare una situazione sia pure amara, bere e andare avanti”.
Ora, io non so se trovandosi al “Corriere dello Sport” Cobolli Gigli abbia in certo modo ecceduto sull’opera di convincimento fatta da Vocalelli, ma poiché non si può pensare che il presidente della Juve cambi opinione e antefatti a seconda del luogo in cui si trova, bisogna stare a quello che dice. In tal senso l’hanno presa i tifosi juventini, che si sono sfogati a tinte forti nei loro siti. D’altra parte Cobolli Gigli, sempre nello stesso forum, ha detto che i tifosi juventini più anziani, tra i quali si è inserito anche lui (proprio così !), erano e sono “rancorosi”, che per loro la Juve doveva andare avanti nei ricorsi e doveva farsi restituire i due scudetti che, guarda un po’, anche Cobolli Gigli ritiene “vinti sul campo”.
Tra le reazioni furibonde dei tifosi juventini (veri), molte non sono pubblicabili, almeno in questa sede, ma il senso ruota intorno ad un unico concetto, “i nemici la Juventus li ha in casa, loro hanno voluto la serie B, i due scudetti in meno, l’umiliazione”. E’ intervenuta anche l’associazione “giulemanidallajuve” tramite il presidente Giuseppe Belviso, che giudica quelle dichiarazioni “gravemente lesive degli interessi dei piccoli azionisti” e sostiene che da esse emerge che Cobolli Gigli “riteneva le decisioni della FIGC illegittime” e tuttavia “decise di non tutelare l’immagine del club, ritirando il ricorso al Tar, grazie ai consigli del direttore di un giornale”. Qualcuno l’ha messa sull’ironia :”Ha parlato con Vocalelli, se si faceva convincere da Verdelli andavamo in serie C”, altri hanno ricordato il ringraziamento di Blatter a Montezemolo, quando il presidente della FIFA disse : “E’ merito di Luca Cordero di Montezemolo se la Juve non si è rivolta ai tribunali ordinari”. Anche in questo caso la reazione dei siti juventini fu furibonda. “Almeno adesso – diceva un messaggio – sappiamo nome e cognome di chi dobbiamo ringraziare”.
In questa vicenda voglio rimarcare quello che più mi ha sorpreso. Nel resoconto cartaceo che fu dato di quel forum (resoconto recuperabile ancora sul web) le parti dolenti di cui sopra sono riportate in tutt’altro modo. Nessun riferimento alla valutazione fatta da Cobolli Gigli sulla “somma dei peccati veniali e nessun peccato mortale” e dunque sulla sproporzione tra l’accusa e la sanzione. Ma, attenzione, sul punto delle conversazioni pregresse con Vocalelli, il resoconto dice esattamente quanto segue : “Non era semplice accettare la B e il direttore Vocalelli ricorderà quanto ne abbiamo parlato anche con lui” e più avanti “abbiamo deciso di prendere la B, ricordo bene le molte telefonate anche con il direttore Vocalelli: insomma, abbiamo capito anche grazie a chi ci è stato vicino che ogni tanto bisogna mandare giù un calice, anche se amaro”. E dov'è l’opera di convincimento di Vocalelli ? Dov’è la parola (epurata) in cui Cobolli Gigli nel video dice: “mi ha aiutato a convincermi (ripeto, convincermi) ad accettare” ? Sparita, cassata, e a questo punto mi chiedo il perché. Chi ha avuto paura di scriverla ? Eppure la dichiarazione è chiarissima, non si presta ad alcun dubbio, a meno che Cobolli Gigli non abbia detto più di quello che era avvenuto (e sarebbe altrettanto grave), ma in quel caso Vocalelli avrebbe dovuto “correggere” la portata della dichiarazione già nel forum.
Sta di fatto che i tifosi bianconeri hanno ora le idee chiarissime, sanno che la Juve si è fatta convincere a non andare ai ricorsi non solo dalle “autorità sportive”, le stesse che avevano emesso sentenze anticipate, ma anche dai giornali e, segnatamente, dal “Corriere dello Sport”. Quotidiano stimabilissimo, ma sorprendentemente di un bacino di utenza lontano da Torino, e per questo interessato editorialmente e precipuamente ad altre tifoserie. Quello che Cobolli Gigli non dice è che la rinuncia della Juve a difendersi ad oltranza ha dato vita parallelamente all’ampia piattaforma sulla quale Moratti lancia le sue periodiche accuse, ale sue rivendicazioni di altri scudetti (non c’è limite alla faccia tosta), anche quelli persi incipientemente da lui e dalla sua “armata Brancaleone” dell’epoca.
Allo stesso modo suggerisco a quegli stessi tifosi di inviare un caloroso ringraziamento a Gigi Moncalvo per aver portato in televisione quella vicenda. Nella sua appassionata “requisitoria” Moncalvo giudica il video “un documento allucinante” e afferma che il presidente di una Spa quotata in borsa, che dice le cose che ha detto Cobolli Gigli, che riconosce di essersi fatto condizionare nelle sue scelte dal direttore di un giornale, dovrebbe essere immediatamente rimosso.
Fonte: Libero
Ora, io non so se trovandosi al “Corriere dello Sport” Cobolli Gigli abbia in certo modo ecceduto sull’opera di convincimento fatta da Vocalelli, ma poiché non si può pensare che il presidente della Juve cambi opinione e antefatti a seconda del luogo in cui si trova, bisogna stare a quello che dice. In tal senso l’hanno presa i tifosi juventini, che si sono sfogati a tinte forti nei loro siti. D’altra parte Cobolli Gigli, sempre nello stesso forum, ha detto che i tifosi juventini più anziani, tra i quali si è inserito anche lui (proprio così !), erano e sono “rancorosi”, che per loro la Juve doveva andare avanti nei ricorsi e doveva farsi restituire i due scudetti che, guarda un po’, anche Cobolli Gigli ritiene “vinti sul campo”.
Tra le reazioni furibonde dei tifosi juventini (veri), molte non sono pubblicabili, almeno in questa sede, ma il senso ruota intorno ad un unico concetto, “i nemici la Juventus li ha in casa, loro hanno voluto la serie B, i due scudetti in meno, l’umiliazione”. E’ intervenuta anche l’associazione “giulemanidallajuve” tramite il presidente Giuseppe Belviso, che giudica quelle dichiarazioni “gravemente lesive degli interessi dei piccoli azionisti” e sostiene che da esse emerge che Cobolli Gigli “riteneva le decisioni della FIGC illegittime” e tuttavia “decise di non tutelare l’immagine del club, ritirando il ricorso al Tar, grazie ai consigli del direttore di un giornale”. Qualcuno l’ha messa sull’ironia :”Ha parlato con Vocalelli, se si faceva convincere da Verdelli andavamo in serie C”, altri hanno ricordato il ringraziamento di Blatter a Montezemolo, quando il presidente della FIFA disse : “E’ merito di Luca Cordero di Montezemolo se la Juve non si è rivolta ai tribunali ordinari”. Anche in questo caso la reazione dei siti juventini fu furibonda. “Almeno adesso – diceva un messaggio – sappiamo nome e cognome di chi dobbiamo ringraziare”.
In questa vicenda voglio rimarcare quello che più mi ha sorpreso. Nel resoconto cartaceo che fu dato di quel forum (resoconto recuperabile ancora sul web) le parti dolenti di cui sopra sono riportate in tutt’altro modo. Nessun riferimento alla valutazione fatta da Cobolli Gigli sulla “somma dei peccati veniali e nessun peccato mortale” e dunque sulla sproporzione tra l’accusa e la sanzione. Ma, attenzione, sul punto delle conversazioni pregresse con Vocalelli, il resoconto dice esattamente quanto segue : “Non era semplice accettare la B e il direttore Vocalelli ricorderà quanto ne abbiamo parlato anche con lui” e più avanti “abbiamo deciso di prendere la B, ricordo bene le molte telefonate anche con il direttore Vocalelli: insomma, abbiamo capito anche grazie a chi ci è stato vicino che ogni tanto bisogna mandare giù un calice, anche se amaro”. E dov'è l’opera di convincimento di Vocalelli ? Dov’è la parola (epurata) in cui Cobolli Gigli nel video dice: “mi ha aiutato a convincermi (ripeto, convincermi) ad accettare” ? Sparita, cassata, e a questo punto mi chiedo il perché. Chi ha avuto paura di scriverla ? Eppure la dichiarazione è chiarissima, non si presta ad alcun dubbio, a meno che Cobolli Gigli non abbia detto più di quello che era avvenuto (e sarebbe altrettanto grave), ma in quel caso Vocalelli avrebbe dovuto “correggere” la portata della dichiarazione già nel forum.
Sta di fatto che i tifosi bianconeri hanno ora le idee chiarissime, sanno che la Juve si è fatta convincere a non andare ai ricorsi non solo dalle “autorità sportive”, le stesse che avevano emesso sentenze anticipate, ma anche dai giornali e, segnatamente, dal “Corriere dello Sport”. Quotidiano stimabilissimo, ma sorprendentemente di un bacino di utenza lontano da Torino, e per questo interessato editorialmente e precipuamente ad altre tifoserie. Quello che Cobolli Gigli non dice è che la rinuncia della Juve a difendersi ad oltranza ha dato vita parallelamente all’ampia piattaforma sulla quale Moratti lancia le sue periodiche accuse, ale sue rivendicazioni di altri scudetti (non c’è limite alla faccia tosta), anche quelli persi incipientemente da lui e dalla sua “armata Brancaleone” dell’epoca.
Allo stesso modo suggerisco a quegli stessi tifosi di inviare un caloroso ringraziamento a Gigi Moncalvo per aver portato in televisione quella vicenda. Nella sua appassionata “requisitoria” Moncalvo giudica il video “un documento allucinante” e afferma che il presidente di una Spa quotata in borsa, che dice le cose che ha detto Cobolli Gigli, che riconosce di essersi fatto condizionare nelle sue scelte dal direttore di un giornale, dovrebbe essere immediatamente rimosso.
Fonte: Libero
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Ciò che rende brutto il calcio,
Controinformazione
giovedì, febbraio 21, 2008
THE BEST
Stasera mi ha preso così... vi regalo questo video con i migliori gol del mitico Alex. Un consiglio: guardatelo tutto d'un fiato e ditemi se non è uno dei calciatori più forti mai visti!
Mi fa ridere che lo paragona a Totti e anche Ibra ne deve ancora fare di strada prima di avvicinarlo. O sbaglio?
Mi fa ridere che lo paragona a Totti e anche Ibra ne deve ancora fare di strada prima di avvicinarlo. O sbaglio?
ARSENAL-MILAN
Non è che i rossoneri abbiano gicato meglio o solo diversamente dai cugini perdenti, ma (essedo in 11 e non in 10) hanno retto l'urto dell'Arsenal per 94 minuci, cedendo solo all'ultimo quando Adebayor ha colpito una traversa da 0 metri.
Non che sia una novità ne una gran scoperta, ma ieri sera mi ha davvero impressionato Cesc Fabregas, un giocatore davvero formidabile che a soli 20 anni ed al cospetto di mostri sacri quali Pirlo, Seedorf, Kaka e Maldini ha letteralmente rubato la scena a tutti.
Il pareggio 0 a 0 a mio avviso mette il Milan in una leggera condizione di vantaggio, suffragata anche dalla proverbiale capacità e fortuna dei rossoneri nella Champions.
Percentuali qualificazione: Milan 60% - Arsenal 40%
Non che sia una novità ne una gran scoperta, ma ieri sera mi ha davvero impressionato Cesc Fabregas, un giocatore davvero formidabile che a soli 20 anni ed al cospetto di mostri sacri quali Pirlo, Seedorf, Kaka e Maldini ha letteralmente rubato la scena a tutti.
Il pareggio 0 a 0 a mio avviso mette il Milan in una leggera condizione di vantaggio, suffragata anche dalla proverbiale capacità e fortuna dei rossoneri nella Champions.
Percentuali qualificazione: Milan 60% - Arsenal 40%
mercoledì, febbraio 20, 2008
AGGHIACCIANTE!
Guardade questa intevista a Cobolli... Io sono senza parole!
Se volete ci sono ben altri 9 spezzoni di questa intervista e li trovate cliccando qui e aprendo a sinistra del filmato i video collegati.
E noi che pensavamo di esagerare parlando di congiura organizzata...
Se volete ci sono ben altri 9 spezzoni di questa intervista e li trovate cliccando qui e aprendo a sinistra del filmato i video collegati.
E noi che pensavamo di esagerare parlando di congiura organizzata...
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JUVE FOREVER
AGGIORNAMENTO SUL SISTEMA MOGGI
Trezeguet 15 gol
Ibrahimovic 14 gol
Mutu 14 gol
Del Piero 10 gol
Zalayeta 7 gol
Totale:60 reti in 23 partite
Ci sono commenti da fare?
Ibrahimovic 14 gol
Mutu 14 gol
Del Piero 10 gol
Zalayeta 7 gol
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Miei pensieri
STUDIO SUI RIGORI
Cliccate sul link per vedere un bellissimo studio sui calci di rigore fatto da Cirdan E Kafeo su ju29ro.com
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COME GODO!!!!!
QUesto è il post della goduria... Esprimete nei commenti la vostra felicità...
Riguardo la partita c'è poco da dire: l'Inter ha disputato l'ennesima partita ridicola al di fuori dei confini aziendlai, dove gli arbitri non sono caserecci e casualmente hanno meritatamente perso.
I perdazzurri hanno perso ben prima dell'espulsione (forse un pò affrettata, ma comunque non vergognosa) di Macellazzi, scendendo in campo con la solita sfacciataggine di chi è solito dominare e vincere, e con la convinzione (dettata dagli eventi passati) che prima o poi un episodio arbitrale gli permetterà di vincere.
E così, esattamente come accadeva alla Juve (voglio vedere ora quanti diranno come a noi che vincevamo solo in Italia grazie agli arbitri mentre in Europa andava diversamente), nessun errore favorevole si è verificato e la meritata sconfitta è giunta dopo 80 minuti di dominio assoluto dei Reds. Ora per i nerassurdi il discorso qualificazione di fa parecchio duro. Ricordo infatti come gli inglesi si difesero a Torino 3 anni fa dopo il 2 a 1 maturato tra le mura amiche.
Percentali qualificazione: Liverpool 85% - Inter 15%
La Roma, invece, ha subito il Real, passato in vantaggio grazie a Raul, fino alla rete di Pizarro, riuscendo poi ad imporre il proprio gioco in velocità e passando in vantaggio con Mancini su assist di Totti. Ma il risultato non inganni: ai giallorossi in terra spagnola aspetterà un'altra serata stile Manchester. Continuo a ritener eil Real favorito, anche s emeno nettamente.
Percentali qualificazione: Real Madrid 60% - Roma 40%
Stasera toccherà al Milan, che difficilmente potrà fare meglio dei cugini. L'Arsenal è un'ottima squadra, specialmente in casa, e i rossoneri sono in piena emergenza, ma possono contare sulla loro proverbiale capacità nelle sfide Europee. Ho pronosticato un secco 3-0 per gli inglesi e resto sulle mie posizioni. Stasera vedremo...
Riguardo la partita c'è poco da dire: l'Inter ha disputato l'ennesima partita ridicola al di fuori dei confini aziendlai, dove gli arbitri non sono caserecci e casualmente hanno meritatamente perso.
I perdazzurri hanno perso ben prima dell'espulsione (forse un pò affrettata, ma comunque non vergognosa) di Macellazzi, scendendo in campo con la solita sfacciataggine di chi è solito dominare e vincere, e con la convinzione (dettata dagli eventi passati) che prima o poi un episodio arbitrale gli permetterà di vincere.
E così, esattamente come accadeva alla Juve (voglio vedere ora quanti diranno come a noi che vincevamo solo in Italia grazie agli arbitri mentre in Europa andava diversamente), nessun errore favorevole si è verificato e la meritata sconfitta è giunta dopo 80 minuti di dominio assoluto dei Reds. Ora per i nerassurdi il discorso qualificazione di fa parecchio duro. Ricordo infatti come gli inglesi si difesero a Torino 3 anni fa dopo il 2 a 1 maturato tra le mura amiche.
Percentali qualificazione: Liverpool 85% - Inter 15%
La Roma, invece, ha subito il Real, passato in vantaggio grazie a Raul, fino alla rete di Pizarro, riuscendo poi ad imporre il proprio gioco in velocità e passando in vantaggio con Mancini su assist di Totti. Ma il risultato non inganni: ai giallorossi in terra spagnola aspetterà un'altra serata stile Manchester. Continuo a ritener eil Real favorito, anche s emeno nettamente.
Percentali qualificazione: Real Madrid 60% - Roma 40%
Stasera toccherà al Milan, che difficilmente potrà fare meglio dei cugini. L'Arsenal è un'ottima squadra, specialmente in casa, e i rossoneri sono in piena emergenza, ma possono contare sulla loro proverbiale capacità nelle sfide Europee. Ho pronosticato un secco 3-0 per gli inglesi e resto sulle mie posizioni. Stasera vedremo...
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Milan
martedì, febbraio 19, 2008
A GENTILE RICHIESTA... UN PO' DI CONTROINFORMAZIONE!
Vi riporto un interessantissimo articolo di Marco Liguori, in cui si parla della transazione IRAP sulle plusvalenze dei calciatori, effettuata dal Palermo.
Questo comportamento è diverso da quello seguito dall'Inter.
Il Palermo rateizza l’Irap sulle plusvalenze dei calciatori
Marco Liguori
Il Palermo ha trovato un accordo con il fisco sull’applicazione dell’Irap alle plusvalenze calciatori. Lo spiega il presidente Maurizio Zamparini nelle relazioni sulla gestione dei bilanci consolidato (chiuso con una perdita di 245mila euro, in calo dai 541mila del 2005/06) e civilistico 2006/07, nella parte relativa a un controllo dell’Agenzia delle Entrate. In esse si legge che "l’esito del procedimento è di tale utilità per l’intero sistema che la Lega Nazionale professionisti ne ha fatto oggetto di apposita comunicazione a tutte le società". La vicenda ha inizio il 21 novembre 2006 quando l’Agenzia svolse "un accesso mirato ai fini Irap relativamente ai periodi di imposta 1998/1999, 2001/2002, 2002/2003, 2003/2004, al fine di acquisire dati e notizie necessari a verificare il trattamento fiscale" sulle plusvalenze da cessioni di calciatori. Il successivo 12 dicembre "è pervenuto un avviso di accertamento" che ha contestato il mancato assoggettamento all’Irap di plusvalenze da vendita giocatori per l’esercizio 2001/02, e di quelle "da cessione dei calciatori provenienti dal settore giovanile che, negli esercizi d’imposta 98/99 e 01/02 furono evidenziate come "sopravvenienze attive" non assoggettabili e non assoggettate all’imposta". L’Agenzia contestò anche che la società non aveva applicato l’Irap sui "proventi da compartecipazioni per gli esercizi 01/02, 02/03 e 03/04". Totale per imposte, sanzioni e interessi: 2,1 milioni. Il Palermo ha ottenuto che la Lega calcio richiedesse il parere del professore Maurizio Leo "nell’interesse di tutte le associate" che "confortava la correttezza della impostazione seguita". Zamparini spiega che "d’intesa con i nostri consulenti si è quindi ritenuto attivare la procedura della "istanza di accertamento con adesione" che, senza pregiudicare la possibilità di un successivo ricorso" avrebbe consentito il raggiungimento a un "soddisfacente accordo transattivo". "L’Agenzia delle entrate ha accettato – sottolinea Zamparini – buona parte delle nostre argomentazioni e il 19 aprile si è proceduto a definire la procedura con il pagamento rateizzato di 907.000 euro".
Nella relazione si legge che la società ha effettuato nel novembre 2006 un lease back sul marchio. L’operazione, di durata 9 anni, è stata svolta con Locat (Unicredit) ed "ha generato una plusvalenza di 30 milioni di euro". La quota di competenza per l’esercizio 2006/07 è di 2,22 milioni: i restanti 27,78 milioni sono stati iscritti nei risconti passivi. Essa non include il titolo sportivo e prevede la retrolocazione del marchio alla squadra siciliana "con opzione di riacquisto da esercitare al più tardi alla scadenza dei 9 anni". Ciò ha consentito, prosegue Zamparini, di raggiungere due obiettivi "con la generazione di disponibilità liquide nette per 21 milioni". Il primo: ristrutturazione della "esposizione bancaria maturata a seguito dell’esito negativo degli esercizi scorsi". L’altro è di "fare efficacemente ed autonomamente fronte ai fabbisogni della gestione corrente".
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Fonte: Liberomercato 26 gennaio 2008 pagina 8
E http://www.ilportaledelsud.org/marco_liguori.htm
Se qualcuno dell'inter ha letto questa notizia, secondo me inizierà a tremare, altro che colpo del centenario!
Vi spiego il perché riportandovi il comportamento dell’Inter, in materia di IRAP,negli ultimi tre bilanci di pubblico dominio.
Nel bilancio consolidato al 30/06/2006 di F.C. Internazionale nella relazione della società di revisione KPMG a pagine 2 si legge:
4 L’IRAP accantonata in bilancio non comprende l’imposta relativa alla plusvalenza di € 158 milioni generata dalla operazione di cessione dei marchi dalla Capogruppo F.C. Internazionale Milano S.p.A. alla controllata Inter Brand S.r.l.. Gli amministratori, come indicato in nota integrativa, supportati da autorevoli professionisti indipendenti stanno attentamente se l’imposta sia dovuta in conseguenza di dubbi sulla legittimità della norma. Tuttavia, sulla base della attuale normativa il debito per l’IRAP dovrebbe essere rilevato in bilancio. Pertanto, qualora il Gruppo avesse rilevato quanto sopra descritto secondo i principi contabili di riferimento, le voci “Imposte sul reddito dell’esercizio” e “Debiti tributari” sarebbero superiori per € 6,7 milioni e , conseguentemente, la perdita d’esercizio consolidata ed il patrimonio netto consolidato al 30 giugno 2006 sarebbero rispettivamente superiore e inferiore per € 6,7 milioni.
Nella nota integrativa a del medesimo bilancio a pagina 23 si legge:
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Nella nota integrativa al bilancio del 30/06/2005 di F.C. Internazionale è scritto:
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Nella nota integrativa al bilancio del 30/06/2004 di F.C. Internazionale è scritto:
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Come noto, l’IRAP è stata dichiarata legittima.
Dalla lettura del bilancio al 30.06.2007, non ancora di pubblico dominio, aspetto di conoscere il comportamento dell’Inter sia per quanto riguarda l’IRAP sulle plusvalenze derivanti dalla cessione dei diritti pluriennali delle prestazioni degli sportivi professionisti
sia per quanto riguarda l’IRAP sulla plusvalenza conseguita in esito alla cessione dei marchi Inter
Il Cagliari calcio ricorre contro il Fisco sull'Irap
di Marco Liguori
Il Cagliari ha aderito alla moda della cessione del marchio a una controllata. Sull’esempio di quanto compiuto in passato da Milan, Inter e Chievo, il presidente Massimo Cellino ha descritto l’operazione nella relazione sulla gestione al bilancio 2006/07, che ha fruttato una plusvalenza di 29,42 milioni di euro iscritta alla voce "proventi straordinari". Nel testo si legge che essa è stata svolta tramite la sottoscrizione da parte del Cagliari dell’aumento del capitale sociale "da euro 10mila a euro 100mila della Ec Sport service srl, liberato mediante conferimento di ramo d’azienda" composto da quattro elementi. Oltre al marchio ci sono anche il complesso sportivo Ercole Cellino di Assemini, la partecipazione totalitaria nella Sgs (che ha il 30% della squadra rossoblù) e la library delle immagini delle partite di calcio del Cagliari. "Il valore del ramo di azienda – scrive Cellino nella relazione – è stato determinato da un’apposita perizia giurata di stima" per "complessivi euro 45.000.000, di cui euro 90.000 destinati all’aumento all’aumento del capitale sociale della conferitaria Ec Sport Service". La restante somma di 44,91 milioni è stata destinata "ad apposita riserva del patrimonio netto della stessa". Con ciò il Cagliari ha acquisito il 90% della Ec Sport Service, mentre quest’ultima è subentrata in tutti i contratti in essere riguardanti il ramo d’azienda ceduto. In esso è compreso il debito residuo di 1,72 milioni del mutuo verso Intesa Mediocredito.
Il Cagliari motiva l’operazione "al fine di razionalizzare, nell’ambito delle varie società, le attività svolte dal gruppo". Dall’analisi del conto economico si evidenzia però che la plusvalenza straordinaria di 29,42 milioni è stata determinante per la formazione dell’utile netto di 26,60 milioni: il conto economico presenta uno squilibrio costi/ricavi di 5,34 milioni, in diminuzione dai 6,86 del 2005/06. Tra i ricavi spiccano 2,32 milioni di plusvalenze calciatori: non c’è quella di Suazo all’Inter, probabilmente imputata sul 2007/08. Nel verbale dell’assemblea sociale di approvazione del bilancio si legge che 10,99 milioni dell’utile finale sono stati destinati "a totale copertura delle perdite pregresse" e 14,83 milioni "al fondo di riserva straordinaria".
Sempre nella relazione sulla gestione, Cellino spiega anche di un "processo verbale di constatazione della Guardia di Finanza-Nucleo di Polizia Tributaria di Cagliari consegnato il 16/7/2007". In seguito a ciò, l’Agenzia delle Entrate ha notificato avvisi di accertamento con cui "viene contestato il mancato assoggettamento ad Irap delle plusvalenze derivanti dalla cessione dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori realizzate negli esercizi dal 30/6/2002 al 30/6/2006". Per questo problema la società aveva già istituito un fondo rischi senza includere le sanzioni, poiché si è avvalsa di diversi pareri legali richiesti dalla Figc (allo Studio Uckmar, allo Studio Vitali e al prof. Marongiu) che escludono l’applicazione dell’Irap su questi proventi. Il Cagliari proporrà ricorso alla commissione tributaria.
Per completezza di informazione, vi riporto la Risoluzione dell'Agenzia delle Entrate, che ribadisce l'assoggetamento ad IRAP delle plusvalenze realizzate con la cessione del contratto di prestazione sportiva dei calciatori.
RISOLUZIONE N. 213/E
Agenzia delle Entrate
Direzione Centrale Roma, 19 dicembre 2001
Normativa e Contenzioso
Oggetto: Trattamento IRAP delle plusvalenze realizzate dalle società calcistiche in sede di cessione del contratto di prestazione sportiva dei calciatori.
Con la nota prot. 29754 del 9 aprile 2001, una Direzione Regionale ha chiesto alla scrivente un parere sull’imponibilità ai fini IRAP dei proventi che le società calcistiche realizzano all’atto del trasferimento dei calciatori.
Il dubbio interpretativo è sorto in seguito alle indicazioni fornite dalla Federazione Italiana ….. - Lega Nazionale Professionisti che, da ultimo con nota del 1° marzo 2001, ha affermato che “l’eventuale maggior somma conseguita nella cessione del contratto di un calciatore non costituisce plusvalenza tassabile agli effetti IRAP.”
Normativa di riferimento
Il contratto di prestazione sportiva tra le società e gli sportivi professionisti è attualmente disciplinato dalla legge 23 marzo 1981, n. 91, e dal decreto-legge 20 settembre 1996, n. 485 convertito, con modificazioni, dalla legge 18 novembre 1996, n. 586.
In precedenza, l’atleta professionista era legato alla società, oltre che dal contratto di prestazione sportiva, anche dal cosiddetto “vincolo sportivo” che configurava un rapporto autonomo e distinto rispetto al contratto di prestazione sportiva, in base al quale la società acquisiva un diritto, esclusivo ed alienabile a terzi, all’utilizzo dell’atleta per l’intera durata della sua carriera sportiva.
A seguito della legge di riforma n. 91 del 1981, invece, tutti gli elementi del rapporto di lavoro tra società e atleta professionista, compresa la durata del rapporto stesso, sono esclusivamente fissati nel contratto di prestazione sportiva.
In particolare, in base all’art. 5 della citata legge, “il contratto…….può contenere l’apposizione di un termine risolutivo, non superiore a cinque anni dalla data di inizio del rapporto…….E’ ammessa la cessione del contratto, prima della scadenza, da una società sportiva ad un’altra, purché vi consenta l’altra parte e siano osservate le modalità fissate dalle federazioni sportive nazionali”.
Va peraltro precisato che, ai sensi dell’art. 6 della legge suindicata, come modificato dall’art. 1 del decreto-legge n. 485 del 1996, alla società presso la quale l’atleta ha svolto la sua ultima attività dilettantistica o giovanile è riconosciuto un premio di addestramento e formazione tecnica.
La tesi sostenuta dalla Federazione Italiana …. In dottrina esistono opinioni contrastanti in merito alla natura del contratto con cui avviene il trasferimento dell’atleta.
Parte della dottrina, tra cui quella alla quale fa riferimento la FEDERAZIONE ITALIANA ..., considera tale fattispecie caratterizzata dalla commistione di almeno tre atti, o contratti, distinti. Il primo è l’accordo tra due società sportive e l’atleta per il trasferimento di quest’ultimo; il secondo è l’accordo tra le due società sportive per la risoluzione anticipata del contratto di prestazione sportiva in essere; il terzo è la stipulazione del nuovo contratto di prestazione sportiva, tra l’atleta e la nuova società.
Questa ricostruzione della fattispecie è giustificata dalla circostanza che, nella pratica, la nuova società sportiva e l’atleta rinegoziano il contenuto del contratto di prestazione sportiva, in merito alla scadenza, al corrispettivo e ad altri elementi accessori.
In sostanza, si afferma che il corrispettivo versato dalla società che acquisisce le prestazioni sportive dell’atleta, non ha come causa la cessione del contratto esistente, ma solo la sua anticipata cessazione. La società cessionaria non acquista il contratto in essere, ma solo il diritto di concludere un nuovo contratto con l’atleta, peraltro subordinato alla concorde volontà di quest’ultimo.
Secondo questa tesi il diritto a concludere un nuovo contratto con l’atleta, per quanto bene immateriale, non sarebbe annoverabile tra quelli strumentali all’esercizio dell’attività sportiva. Ciò perché, in assenza della stipulazione del successivo contratto di prestazione sportiva, questo diritto “non è suscettibile di alcuna autonoma funzione produttiva”. Di conseguenza, “le somme pattuite tra le società sportive per l’anticipata risoluzione del contratto di lavoro del calciatore professionista non costituiscono plusvalenze relative a beni strumentali, soggette all’imposta regionale sulle attività produttive.”
Interpretazione
Diverse sono le ragioni che inducono la scrivente a non poter condividere la tesi sostenuta dalla FEDERAZIONE ITALIANA ....
In primo luogo, pur riconoscendo che l’accordo per il trasferimento di un atleta è a volte il risultato di trattative complesse e di più atti tra loro collegati, soprattutto nel caso della cessione di calciatori professionisti molto quotati o nel caso del trasferimento del calciatore da o per l’estero, si ritiene che la fattispecie non si discosti dallo schema tipico della cessione del contratto.
Infatti, oggetto del contratto tra la società sportiva e l’atleta è il diritto alla prestazione sportiva esclusiva per la durata del contratto stesso. Con la cessione del contratto, la società sportiva cessionaria acquista, con il consenso dell’atleta ceduto, proprio il diritto oggetto del contratto e succede in tutti gli obblighi e i diritti connessi.
La società cessionaria, in base agli accordi con l’atleta, potrà:
- continuare il rapporto contrattuale con i medesimi contenuti;
- regolarlo in modo diverso (quanto a durata, corrispettivo ed altri elementi accessori);
- cedere, a sua volta, il diritto alla prestazione sportiva, prima della scadenza pattuita.
Questa interpretazione della fattispecie è confermata dal tenore letterale del già citato art. 5 della legge n. 91 del 1981, che definisce cessione del contratto il trasferimento di un atleta da una società ad un’altra, in pendenza della durata del contratto stesso.
Ulteriore conferma emerge anche dall’esame della normativa speciale relativa alle società calcistiche. Gli articoli 95 e seguenti delle Norme Organizzative Interne, con le quali la FEDERAZIONE ITALIANA ... ha disciplinato la “variazione di tesseramento” del calciatore, fanno riferimento espresso alla cessione del contratto. In particolare, la variazione di tesseramento di un calciatore consegue alla scadenza di un precedente contratto di prestazione sportiva o alla cessione dello stesso prima della scadenza. Inoltre è espressamente previsto che il rapporto conseguente alla cessione del contratto possa avere scadenza diversa da quella originaria.
In sostanza, con la cessione del contratto, ciò che viene ceduto è il diritto all’utilizzo esclusivo della prestazione dell’atleta dietro corrispettivo, che costituisce l’elemento essenziale del contratto. L’eventuale modifica di elementi accessori del contratto ceduto, quali la scadenza o la quantificazione del corrispettivo, non influisce sulla qualificazione giuridica della fattispecie.
Il diritto all’utilizzo esclusivo della prestazione dell’atleta, oggetto del contratto ceduto, deve essere considerato un bene immateriale strumentale.
Secondo corretti principi contabili di redazione del bilancio, il relativo costo è un’immobilizzazione, in quanto non esaurisce la propria utilità in un solo esercizio, ma manifesta i suoi benefici economici lungo un arco temporale di più esercizi. Non può, tuttavia, essere considerato un onere pluriennale, in quanto il costo è collegato all’acquisizione di uno specifico diritto.
Pur nella sua atipicità, il diritto all’utilizzo della prestazione sportiva dell’atleta può essere meglio assimilato ai beni immateriali, come le concessioni, che danno diritto ad un facere esclusivo da parte dell’utilizzatore.
Il Ministero delle Finanze aveva già espresso un orientamento conforme a tale tesi nella riunione degli ispettori compartimentali delle II.DD. del 24-25 novembre 1988. In quella sede, anche se con riferimento al vincolo sportivo, il Ministero aveva affermato che quest’ultimo andava compreso tra gli altri diritti iscritti nell’attivo dello stato patrimoniale, suscettibili di generare plusvalenze e ammortizzabili ai sensi dell’art. 68 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.
Tale orientamento ha rappresentato una novità rispetto alla posizione assunta dal Ministero nella risoluzione n. 1694 del 21 novembre 1981, nella quale si era affermato che “il prezzo pagato dalla società cessionaria, in quanto costo che partecipa alla produzione del reddito di più esercizi, può essere ricompreso, in mancanza di specifica previsione normativa, nella categoria dei costi di cui al terzo comma dell’art. 71 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 597”, ossia tra gli altri costi ad utilizzazione pluriennale.
L’ultima pronuncia del Ministero, che si ritiene di poter confermare anche oggi dopo l’abolizione del vincolo sportivo, è giustificata dalla modifica subita dalla disciplina dell’ammortamento dei beni immateriali contenuta nell’art. 68 del TUIR.
Il testo dell’art. 69 del DPR n. 597 del 1973 individuava in modo preciso i diritti rientranti tra i beni immateriali ammortizzabili; di conseguenza, in mancanza di specifica previsione normativa, i diritti diversi da quelli enunciati dovevano, necessariamente, rientrare nella previsione normativa del terzo comma del successivo art. 71.
Il comma 2 dell’art. 68 del TUIR, invece, include tra i beni immateriali la categoria residuale degli “altri diritti iscritti nell’attivo di bilancio”, le cui quote di ammortamento sono deducibili in misura corrispondente alla durata di utilizzazione prevista dal contratto o dalla legge.
In sostanza, qualsiasi diritto iscritto nell’attivo di bilancio costituisce bene immateriale ammortizzabile ai sensi dell’art. 68 del TUIR, quindi fiscalmente a rilevanza strumentale.
Dal punto di vista del legislatore fiscale, infatti, per i beni immateriali il concetto di strumentalità coincide con quello di ammortizzabilità.
Se, quindi, il diritto in questione è un bene immateriale strumentale, il compenso derivante dalla sua cessione genera plusvalenze o minusvalenze classificabili tra i componenti ordinari.
Le società calcistiche, infatti, hanno come oggetto sociale l’esercizio di attività sportive e delle attività connesse o strumentali, quali la preparazione e la gestione di squadre di calcio. Il trasferimento di un calciatore è un atto che rientra nella gestione di una squadra di calcio, e rappresenta un evento collegato all’attività ordinaria della società calcistica.
Nello schema di bilancio che il legislatore ha recepito dalla IV Direttiva CEE, il carattere ordinario o meno di un provento deve essere valutato con riferimento alla sua estraneità all’attività ordinaria dell’impresa, circostanza che non è sicuramente riscontrabile nel caso in esame.
In base ai principi contabili, la gestione ordinaria si distingue in gestione caratteristica e gestione accessoria. Le plusvalenze e le minusvalenze derivanti dall’alienazione di immobilizzazioni, quando la cessione del bene costituisce, come nel caso in esame, un evento ordinario della gestione dell’impresa, fanno parte dei proventi e oneri della gestione ordinaria accessoria.
Nello schema di conto economico di cui all’art. 2425 del codice civile, le plusvalenze e le minusvalenze devono essere imputate rispettivamente alle voci A) Valore della produzione - 5) altri ricavi e proventi e B) Costi della produzione – 14) oneri diversi di gestione e non alla voce E) Proventi ed oneri straordinari.
Infine, si osserva che la FEDERAZIONE ITALIANA ... si limita ad affermare che i proventi in questione “non costituiscono plusvalenze relative a beni strumentali, soggette all’imposta regionale sulle attività produttive” senza addivenire a una qualificazione degli stessi, utile ai fini del loro corretto trattamento tributario. Si può supporre che, contrariamente a quanto sopra affermato, essi siano considerati proventi straordinari, classificabili nella voce di conto economico E) – 20) e che in quanto tali non siano da assoggettare ad IRAP.
Tale conclusione non sarebbe condivisibile. Nell’ipotesi in cui si volesse considerare tali proventi componenti straordinari di reddito, essi sarebbero comunque imponibili ai fini dell’IRAP sulla base del principio di correlazione, sancito all’art. 11, comma 3, del d.lgs. n. 446/97. E ciò, in quanto tali componenti sono chiaramente correlati al costo, deducibile ai fini IRAP, a suo tempo sostenuto dalla società di calcio per acquisire il diritto alle prestazioni sportive dell’atleta.
Conclusioni
L’importo pagato dalla società sportiva cessionaria per ottenere la cessione del contratto dell’atleta deve essere iscritto nell’attivo dello Stato Patrimoniale, tra le altre immobilizzazioni immateriali, alla voce B.I.7. Esso rappresenta il corrispettivo dovuto per succedere nel contratto di prestazione sportiva esistente e in tal modo acquisire il diritto alla prestazione esclusiva dell’atleta, sia pure a tempo determinato.
Tale diritto costituisce un bene immateriale, strumentale all’esercizio dell’impresa, sia fiscalmente, perché ammortizzabile ai sensi dell’art. 68 del TUIR, sia civilisticamente, perché necessario per conseguire l’oggetto sociale.
La plusvalenza, o la minusvalenza, realizzate su tale diritto a seguito della cessione del contratto di prestazione sportiva, sono relative ad un bene strumentale e devono essere considerate componenti ordinari e non straordinari di reddito, classificabili rispettivamente nelle voci di conto economico A) – 5), ovvero B) – 14).
Ne consegue che esse concorrono a formare la base imponibile IRAP della società sportiva ai sensi dell’art. 5, comma 1, del d.lgs. 446 del 1997.
Infine, si ritiene che le società calcistiche, che si siano uniformate alle indicazioni fornite dalla FEDERAZIONE ITALIANA ... e non abbiano, pertanto, assoggettato ad IRAP le plusvalenze in questione, non possano invocare, ai fini della disapplicazione delle sanzioni, la causa di non punibilità consistente nell’errore sul fatto o sull’obiettiva condizione di incertezza della portata della norma, prevista dall’art. 6 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, la cui applicazione presuppone l’assunzione di comportamenti comunque ispirati alla normale diligenza da parte del contribuente. Circostanza quest’ultima che non ricorre necessariamente per il semplice fatto di aver uniformato il proprio comportamento alle indicazioni dell’associazione della categoria di appartenenza.
Bilancio al 30/06/2007 S.S.Lazio spa
< Si segnala che la S.S. Lazio S.p.A., aderendo all’impostazione fornita da Lega nazionale Professionisti (di seguito L.N.P.) e dalla stessa confermata con parere di professionista del 4 settembre 2007, nonostante l’orientamento contrario espresso dall’Agenzia delle Entrate con risoluzione del 19 dicembre 2001, n. 213, ritiene di non dover assoggettare a tassazione ai fini IRAP le plusvalenze generate dalla cessione dei diritti alle prestazioni sportive dei calciatori.
L’adesione alla Sanatoria Fiscale 2002, avvenuta in data 16 maggio 2003, estesa automaticamente anche all’IRAP, ha superato tale problematica per tutti i periodi di imposta oggetto della definizione (pertanto, fino al 30 giugno 2001).
Appare opportuno precisare che tale problematica non è stata superata per il periodo di imposta 2001/2002, in quanto l’interpretazione ministeriale esclude la possibilità di adesione alla Sanatoria Fiscale prevista dalla Legge 350/03, per le imposte dirette, alle società con esercizi a chiusura infrannuale prima del 31 dicembre 2002.
Il 23 luglio 2007 l’Agenzia delle Entrate-Direzione Regionale del Lazio (Ufficio Roma 3), ha notificato alla Società due avvisi di accertamento a seguito di una verifica iniziata il 19 marzo 2007, avente ad oggetto il controllo del trattamento tributario, ai fini IRAP, dei proventi ed oneri straordinari (segnatamente plusvalenze e minusvalenze) realizzate dalla S.S. Lazio S.p.A., sulla base dei contratti di prestazione sportiva dei calciatori, dalla stagione 02/03 alla stagione 04/05. Da tali avvisi sono emersi due rilievi, consistenti nel recupero di base imponibile IRAP per Euro 49,07 milioni, pari ad imposte per circa Euro 1,84 milioni.La S.S. Lazio S.p.A. ha, comunque, accantonato nel Fondo rischi e oneri l’ammontare complessivo delle potenziali imposte relative alle stagioni 01/02, 02/03, 03/04 e 04/05 (nella stagione 05/06 non vi sono state plusvalenze da cessione dei diritti alle prestazioni sportive dei calciatori; nella stagione 06/07, pur considerando le plusvalenze maturate, non vi è stato imponibile IRAP) e l’importo minimo per sanzioni previste dall’articolo 32 comma 2 D.Lgs. 446/1997 nella considerazione di provvedere al pagamento nei termini indicati negli avvisi di accertamento ricevuti il 23 luglio 2007.>>
Nella Relazione sulla gestione del Bilancio chiuso al 30/06/2000, tra i fatti di rilievo accaduti dopo la chiusura dell'esercizio, è scritto:
<>
L’italiano, non proprio corretto, è dell’Inter, evidentemente ci sono troppi stranieri.
Bilancio al 30/06/2001
Nota Integrativa All. 7
Proventi e Oneri Straordinari
(voce E20 e 21 di bilancio)
Plusvalenze – Minusvalenze Cessione Diritto Prestazioni Calciatori
Nominativo Calciatore Ceduto
Vampeta
Società Cessionaria
Paris SG
Ricavo
47.229.120.000
Costo Originario
35.119.800.000
Fondo Rip.Costo Diri Prest.Calc.
4.282.902.440
Costo Residuo
30.836.897.560
Plusvalenze
16.392.222.440
Dopo qualche anno, su una rivista, furono pubblicate delle foto di Vampeta, che avrebbe dovuto “rafforzare ulteriormente l’organico” dell’Inter, nella stagione 2000/2001.
Dopo qualche anno ancora, scoppiò uno scandalo, si parlò di alcune convocazioni della nazionale brasiliana, non fatte per merito, ma per altre finalità.
Il nome di Vampeta riappare misteriosamente nel bilancio al 30/06/2002
ecco i dati:
Fonte:Bilancio al 30/06/2002
Nota Integrativa All. 7
Vampeta
Società cessionaria
Paris St. Germain
Ricavo
9.757 migliaia di euro
Costo originario
12.196 migliaia di euro
Costo residuo
12.196 migliaia di euro
Minusvalenza
2.439 migliaia di euro
Traduciamo in Lire il costo originario
12.196.000 x 1936,27 = 23.614.748.920 x 2 = 47.229.497.840
Ricordiamo che nel bilancio al 30/06/2001 risulta ceduto al Paris St Germain per Lire 47.229.120.000.
Che io sappia per le cessioni all'estero non esistono le compartecipazioni, ma solo cessioni definitive con diritto di riacquisto ad un prezzo determinato.
Nel Bilancio al 30/06/2002
Il nome di Vampeta figura anche tra i giocatori in compartecipazione ex art. 102 NOIF a pagina 24.
Marcos S. Vampeta
Squadra compartecipante
Paris St Germain
saldo al 30/06/2001
12.196 migliaia di euro
compartecipazione chiusa nell'anno
12.196 migliaia di euro
Riguardo al bilancio in rosso dell'Inter ed un'eventuale ripianazione di Moratti:
Il discorso è particolarmente complesso
(e a dire il vero bisogna lanciarsi anche in qualche previsione... non troppo azzardata però!)
io suddividerei l'analisi in tre fasi:
1) fase I nella quale si analizzano le possibili cause scatenanti che potrebbero portare a perdite maggiori del previsto, diminuzioni del fatturato ecc. della società inter. Vedere se queste cause possano portare ad un accellerazione (dopo capirete perchè parlo di accellerazione ) della politica di credito che viene fatta nei confronti del moratti. (chiaramente se vi sono queste cause scatenanti)
2) Analisi della situazione economica generale (e del quadro giuridico) che può portare ad accellerazione dell'attuale fase di crisi (economica) latente che a mio avviso esiste nell'inter.
3) Possibili contromisure che il Morattino II può adottare per limitare i danni.
Premesso che la crisi latente dell'inter stava per esplodere (di fatto lo ha ammesso lo stesso Moratti quando ha detto che aveva dato incarico ad una Banca d'Affari di trovare acquirenti per il suo "gioiello)
da questo possiamo dedurre che le intercettazioni sono state quanto mai provvidenziali...una fantastica coincidenza, non c'è che dire.
Detto questo passo all'analisi delle varie fasi:
FASE I
L'elemento che potrebbe portare ad una perdita rilevante è l'uscita dalla CL dell'inter ed in prospettiva qualche guaio giudiziario....che ormai può arrivare solo da un eventuale coinvolgimento ufficiale nell' affaire intercettazioni-telecom....vedremo.
Altri possibili guai, a voler cercare il pelo nell'uovo, potrebbero arrivare dal mercato...molti giocatori cardine sono in la con gli anni, inoltre vi è la possibilità che veramente si facciano le norme contro il proliferare degli stranieri....
ragazzi io non vedo altri possibili guai....
FASE II
La fase economica come sappiamo è estremamente complessa....inesorabilmente le banche dovranno cambiare politica....a Londra i governanti delle 4 "potenze" europee hanno chiesto ai mercati finanziari
maggior trasparenza....ovvero esattamente il contrario di ciò che fa l'inter e la sua interbanca dove siede quale consigliere Morattino II (alla faccia dei "conflitti d'interesse"!!!!)...inoltre vi è una variazione del quadro giuridico (giuridico in senso lato sia chiaro...gli avvocati non mi bacchettino!)
ovvero l'entrata in vigore delle norme di Basilea II.
In definitiva l'inter avrà senz'altro un atterraggio.....ma la questione quindi è:
l'atterraggio sarà morbido e controllato?
Oppure sarà uno schianto?
FASE III
Le possibili contromisure potrebbero essere queste:
1) Moratti copre le perdite con il suo patrimonio personale
2)Moratti trova soci che lo "aiutino" nella gestione del gioiello di via Durini
3) Moratti cede (a prezzi di saldo probabilmente) l'inter
4)Intervengono "aiuti di stato".....vedo la cosa particolarmente difficile da giustificare per la politica di fronte all'opinione pubblica.
5) Un Mix delle quattro precedenti soluzioni.
INTER INARRESTABILE (NELL’ACCUMULARE DEBITI) – MORATTI SPENDE 80 MILIONI L’ANNO PER ABBATTERE LE PERDITE DEL CLUB NERAZZURRO – NELL’ULTIMA STAGIONE IL “ROSSO” È AUMENTATO DEL 31% RISPETTO AL 2006…
Marco Liguori per “LiberoMercato”
"Si segnala che negli ultimi tre esercizi gli utilizzi per coperture perdite ammontano a 247.755 migliaia". Questa esorbitante cifra è scritta nella nota integrativa del bilancio al 30 giugno 2007 dell’Inter depositato in Camera di Commercio. Il documento specifica che 26,5 milioni di euro, sul totale di 247,8 milioni, derivano da "abbattimento del capitale sociale".
In pratica, la società controllata da Massimo Moratti (tramite la Internazionale Holding) ha speso in ciascuno degli esercizi 2004/05, 2005/06 e 2006/07 ben 82,6 milioni per ripianare le passività. Nell’ultimo di essi, il rosso è ammontato a 206,8 milioni, in consistente aumento dai 31,14 dell’anno precedente quando era stata effettuata la plusvalenza di 160 milioni derivante dalla vendita dei marchi alla controllata Inter Brand.
Nonostante ciò, l’Inter non ha problemi grazie alle consistenti disponibilità finanziarie del suo azionista di riferimento. Sempre nella nota integrativa si legge infatti che in "seguito al deficit patrimoniale al 30 giugno 2007, la società si sarebbe trovata nella situazione prevista dall’art. 2447 del Codice Civile se il socio di riferimento non avesse provveduto, successivamente al 30 giugno 2007, ad effettuare versamenti a completamento dell’aumento di capitale sociale già deliberato dall’assemblea dei soci del 22 giugno 2007 per l’importo complessivo di euro 70.670.903".
L’Inter presentava alla fine dello scorso esercizio un patrimonio netto negativo di 70,2 milioni. Il primo aumento di capitale è stato interamente sottoscritto e versato: nell’assemblea del 27 dicembre scorso è stato approvato un altro incremento di capitale di circa 100 milioni. Nella nota si sottolinea ancora che "è in corso di attuazione un ulteriore versamento di 35 milioni a copertura delle perdite in formazione". Inoltre Moratti "ha espresso la consueta volontà di supportare anche per il futuro, in caso di necessità, economicamente e finanziariamente la società".
Riguardo al conto economico, i costi superano per 188 milioni i ricavi. Tra questi, vi sono 24 milioni di plusvalenze calciatori. Lo stato patrimoniale presenta un aumento dei crediti da 49,9 milioni a 75,2 milioni. Nonostante ciò, lo squilibrio rispetto ai debiti risulta di 348,4 milioni. Lo stato debitorio, ammontante a 423,7 milioni (424,4 milioni nel 2005/06) presenta l’importo più elevato di 144,3 milioni verso la Inter Brand per l’uso dei marchi.
Tra gli 80,8 milioni di altre passività, vi sono 36,7 milioni riferiti "a una cessione pro soluto ad un primario istituto di credito di parte dei corrispettivi derivanti dal contratto di cessione" di diritti tv per la stagione 2007/08. Soldi già spesi dall’Inter, che presenta tra i ricavi la ragguardevole somma di 91,5 milioni per diritti televisivi.
Infine, sull’applicazione dell’Irap sulle plusvalenze calciatori, l’Inter "ha ricevuto un avviso di accertamento a tali plusvalenze per l’esercizio chiuso al 30 giugno 2002. Inoltre nel mese di luglio 2007 è stato notificato analogo accertamento sull’esercizio chiuso al 30 giugno 2003. L’Agenzia delle entrate ha accertato complessivamente maggiore Irap per euro 5,3 milioni più interessi e sanzioni per euro 2 milioni". La società ha presentato ricorso.
http://dagospia.excite.it/articolo_index_37761.html
F.C.Internazionale Spa - Bilancio al 30/06/2007 - Nota integrativa pagina 21
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Questo comportamento è diverso da quello seguito dall'Inter.
Il Palermo rateizza l’Irap sulle plusvalenze dei calciatori
Marco Liguori
Il Palermo ha trovato un accordo con il fisco sull’applicazione dell’Irap alle plusvalenze calciatori. Lo spiega il presidente Maurizio Zamparini nelle relazioni sulla gestione dei bilanci consolidato (chiuso con una perdita di 245mila euro, in calo dai 541mila del 2005/06) e civilistico 2006/07, nella parte relativa a un controllo dell’Agenzia delle Entrate. In esse si legge che "l’esito del procedimento è di tale utilità per l’intero sistema che la Lega Nazionale professionisti ne ha fatto oggetto di apposita comunicazione a tutte le società". La vicenda ha inizio il 21 novembre 2006 quando l’Agenzia svolse "un accesso mirato ai fini Irap relativamente ai periodi di imposta 1998/1999, 2001/2002, 2002/2003, 2003/2004, al fine di acquisire dati e notizie necessari a verificare il trattamento fiscale" sulle plusvalenze da cessioni di calciatori. Il successivo 12 dicembre "è pervenuto un avviso di accertamento" che ha contestato il mancato assoggettamento all’Irap di plusvalenze da vendita giocatori per l’esercizio 2001/02, e di quelle "da cessione dei calciatori provenienti dal settore giovanile che, negli esercizi d’imposta 98/99 e 01/02 furono evidenziate come "sopravvenienze attive" non assoggettabili e non assoggettate all’imposta". L’Agenzia contestò anche che la società non aveva applicato l’Irap sui "proventi da compartecipazioni per gli esercizi 01/02, 02/03 e 03/04". Totale per imposte, sanzioni e interessi: 2,1 milioni. Il Palermo ha ottenuto che la Lega calcio richiedesse il parere del professore Maurizio Leo "nell’interesse di tutte le associate" che "confortava la correttezza della impostazione seguita". Zamparini spiega che "d’intesa con i nostri consulenti si è quindi ritenuto attivare la procedura della "istanza di accertamento con adesione" che, senza pregiudicare la possibilità di un successivo ricorso" avrebbe consentito il raggiungimento a un "soddisfacente accordo transattivo". "L’Agenzia delle entrate ha accettato – sottolinea Zamparini – buona parte delle nostre argomentazioni e il 19 aprile si è proceduto a definire la procedura con il pagamento rateizzato di 907.000 euro".
Nella relazione si legge che la società ha effettuato nel novembre 2006 un lease back sul marchio. L’operazione, di durata 9 anni, è stata svolta con Locat (Unicredit) ed "ha generato una plusvalenza di 30 milioni di euro". La quota di competenza per l’esercizio 2006/07 è di 2,22 milioni: i restanti 27,78 milioni sono stati iscritti nei risconti passivi. Essa non include il titolo sportivo e prevede la retrolocazione del marchio alla squadra siciliana "con opzione di riacquisto da esercitare al più tardi alla scadenza dei 9 anni". Ciò ha consentito, prosegue Zamparini, di raggiungere due obiettivi "con la generazione di disponibilità liquide nette per 21 milioni". Il primo: ristrutturazione della "esposizione bancaria maturata a seguito dell’esito negativo degli esercizi scorsi". L’altro è di "fare efficacemente ed autonomamente fronte ai fabbisogni della gestione corrente".
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Fonte: Liberomercato 26 gennaio 2008 pagina 8
E http://www.ilportaledelsud.org/marco_liguori.htm
Se qualcuno dell'inter ha letto questa notizia, secondo me inizierà a tremare, altro che colpo del centenario!
Vi spiego il perché riportandovi il comportamento dell’Inter, in materia di IRAP,negli ultimi tre bilanci di pubblico dominio.
Nel bilancio consolidato al 30/06/2006 di F.C. Internazionale nella relazione della società di revisione KPMG a pagine 2 si legge:
4 L’IRAP accantonata in bilancio non comprende l’imposta relativa alla plusvalenza di € 158 milioni generata dalla operazione di cessione dei marchi dalla Capogruppo F.C. Internazionale Milano S.p.A. alla controllata Inter Brand S.r.l.. Gli amministratori, come indicato in nota integrativa, supportati da autorevoli professionisti indipendenti stanno attentamente se l’imposta sia dovuta in conseguenza di dubbi sulla legittimità della norma. Tuttavia, sulla base della attuale normativa il debito per l’IRAP dovrebbe essere rilevato in bilancio. Pertanto, qualora il Gruppo avesse rilevato quanto sopra descritto secondo i principi contabili di riferimento, le voci “Imposte sul reddito dell’esercizio” e “Debiti tributari” sarebbero superiori per € 6,7 milioni e , conseguentemente, la perdita d’esercizio consolidata ed il patrimonio netto consolidato al 30 giugno 2006 sarebbero rispettivamente superiore e inferiore per € 6,7 milioni.
Nella nota integrativa a del medesimo bilancio a pagina 23 si legge:
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Nella nota integrativa al bilancio del 30/06/2005 di F.C. Internazionale è scritto:
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Nella nota integrativa al bilancio del 30/06/2004 di F.C. Internazionale è scritto:
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Come noto, l’IRAP è stata dichiarata legittima.
Dalla lettura del bilancio al 30.06.2007, non ancora di pubblico dominio, aspetto di conoscere il comportamento dell’Inter sia per quanto riguarda l’IRAP sulle plusvalenze derivanti dalla cessione dei diritti pluriennali delle prestazioni degli sportivi professionisti
sia per quanto riguarda l’IRAP sulla plusvalenza conseguita in esito alla cessione dei marchi Inter
Il Cagliari calcio ricorre contro il Fisco sull'Irap
di Marco Liguori
Il Cagliari ha aderito alla moda della cessione del marchio a una controllata. Sull’esempio di quanto compiuto in passato da Milan, Inter e Chievo, il presidente Massimo Cellino ha descritto l’operazione nella relazione sulla gestione al bilancio 2006/07, che ha fruttato una plusvalenza di 29,42 milioni di euro iscritta alla voce "proventi straordinari". Nel testo si legge che essa è stata svolta tramite la sottoscrizione da parte del Cagliari dell’aumento del capitale sociale "da euro 10mila a euro 100mila della Ec Sport service srl, liberato mediante conferimento di ramo d’azienda" composto da quattro elementi. Oltre al marchio ci sono anche il complesso sportivo Ercole Cellino di Assemini, la partecipazione totalitaria nella Sgs (che ha il 30% della squadra rossoblù) e la library delle immagini delle partite di calcio del Cagliari. "Il valore del ramo di azienda – scrive Cellino nella relazione – è stato determinato da un’apposita perizia giurata di stima" per "complessivi euro 45.000.000, di cui euro 90.000 destinati all’aumento all’aumento del capitale sociale della conferitaria Ec Sport Service". La restante somma di 44,91 milioni è stata destinata "ad apposita riserva del patrimonio netto della stessa". Con ciò il Cagliari ha acquisito il 90% della Ec Sport Service, mentre quest’ultima è subentrata in tutti i contratti in essere riguardanti il ramo d’azienda ceduto. In esso è compreso il debito residuo di 1,72 milioni del mutuo verso Intesa Mediocredito.
Il Cagliari motiva l’operazione "al fine di razionalizzare, nell’ambito delle varie società, le attività svolte dal gruppo". Dall’analisi del conto economico si evidenzia però che la plusvalenza straordinaria di 29,42 milioni è stata determinante per la formazione dell’utile netto di 26,60 milioni: il conto economico presenta uno squilibrio costi/ricavi di 5,34 milioni, in diminuzione dai 6,86 del 2005/06. Tra i ricavi spiccano 2,32 milioni di plusvalenze calciatori: non c’è quella di Suazo all’Inter, probabilmente imputata sul 2007/08. Nel verbale dell’assemblea sociale di approvazione del bilancio si legge che 10,99 milioni dell’utile finale sono stati destinati "a totale copertura delle perdite pregresse" e 14,83 milioni "al fondo di riserva straordinaria".
Sempre nella relazione sulla gestione, Cellino spiega anche di un "processo verbale di constatazione della Guardia di Finanza-Nucleo di Polizia Tributaria di Cagliari consegnato il 16/7/2007". In seguito a ciò, l’Agenzia delle Entrate ha notificato avvisi di accertamento con cui "viene contestato il mancato assoggettamento ad Irap delle plusvalenze derivanti dalla cessione dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori realizzate negli esercizi dal 30/6/2002 al 30/6/2006". Per questo problema la società aveva già istituito un fondo rischi senza includere le sanzioni, poiché si è avvalsa di diversi pareri legali richiesti dalla Figc (allo Studio Uckmar, allo Studio Vitali e al prof. Marongiu) che escludono l’applicazione dell’Irap su questi proventi. Il Cagliari proporrà ricorso alla commissione tributaria.
Per completezza di informazione, vi riporto la Risoluzione dell'Agenzia delle Entrate, che ribadisce l'assoggetamento ad IRAP delle plusvalenze realizzate con la cessione del contratto di prestazione sportiva dei calciatori.
RISOLUZIONE N. 213/E
Agenzia delle Entrate
Direzione Centrale Roma, 19 dicembre 2001
Normativa e Contenzioso
Oggetto: Trattamento IRAP delle plusvalenze realizzate dalle società calcistiche in sede di cessione del contratto di prestazione sportiva dei calciatori.
Con la nota prot. 29754 del 9 aprile 2001, una Direzione Regionale ha chiesto alla scrivente un parere sull’imponibilità ai fini IRAP dei proventi che le società calcistiche realizzano all’atto del trasferimento dei calciatori.
Il dubbio interpretativo è sorto in seguito alle indicazioni fornite dalla Federazione Italiana ….. - Lega Nazionale Professionisti che, da ultimo con nota del 1° marzo 2001, ha affermato che “l’eventuale maggior somma conseguita nella cessione del contratto di un calciatore non costituisce plusvalenza tassabile agli effetti IRAP.”
Normativa di riferimento
Il contratto di prestazione sportiva tra le società e gli sportivi professionisti è attualmente disciplinato dalla legge 23 marzo 1981, n. 91, e dal decreto-legge 20 settembre 1996, n. 485 convertito, con modificazioni, dalla legge 18 novembre 1996, n. 586.
In precedenza, l’atleta professionista era legato alla società, oltre che dal contratto di prestazione sportiva, anche dal cosiddetto “vincolo sportivo” che configurava un rapporto autonomo e distinto rispetto al contratto di prestazione sportiva, in base al quale la società acquisiva un diritto, esclusivo ed alienabile a terzi, all’utilizzo dell’atleta per l’intera durata della sua carriera sportiva.
A seguito della legge di riforma n. 91 del 1981, invece, tutti gli elementi del rapporto di lavoro tra società e atleta professionista, compresa la durata del rapporto stesso, sono esclusivamente fissati nel contratto di prestazione sportiva.
In particolare, in base all’art. 5 della citata legge, “il contratto…….può contenere l’apposizione di un termine risolutivo, non superiore a cinque anni dalla data di inizio del rapporto…….E’ ammessa la cessione del contratto, prima della scadenza, da una società sportiva ad un’altra, purché vi consenta l’altra parte e siano osservate le modalità fissate dalle federazioni sportive nazionali”.
Va peraltro precisato che, ai sensi dell’art. 6 della legge suindicata, come modificato dall’art. 1 del decreto-legge n. 485 del 1996, alla società presso la quale l’atleta ha svolto la sua ultima attività dilettantistica o giovanile è riconosciuto un premio di addestramento e formazione tecnica.
La tesi sostenuta dalla Federazione Italiana …. In dottrina esistono opinioni contrastanti in merito alla natura del contratto con cui avviene il trasferimento dell’atleta.
Parte della dottrina, tra cui quella alla quale fa riferimento la FEDERAZIONE ITALIANA ..., considera tale fattispecie caratterizzata dalla commistione di almeno tre atti, o contratti, distinti. Il primo è l’accordo tra due società sportive e l’atleta per il trasferimento di quest’ultimo; il secondo è l’accordo tra le due società sportive per la risoluzione anticipata del contratto di prestazione sportiva in essere; il terzo è la stipulazione del nuovo contratto di prestazione sportiva, tra l’atleta e la nuova società.
Questa ricostruzione della fattispecie è giustificata dalla circostanza che, nella pratica, la nuova società sportiva e l’atleta rinegoziano il contenuto del contratto di prestazione sportiva, in merito alla scadenza, al corrispettivo e ad altri elementi accessori.
In sostanza, si afferma che il corrispettivo versato dalla società che acquisisce le prestazioni sportive dell’atleta, non ha come causa la cessione del contratto esistente, ma solo la sua anticipata cessazione. La società cessionaria non acquista il contratto in essere, ma solo il diritto di concludere un nuovo contratto con l’atleta, peraltro subordinato alla concorde volontà di quest’ultimo.
Secondo questa tesi il diritto a concludere un nuovo contratto con l’atleta, per quanto bene immateriale, non sarebbe annoverabile tra quelli strumentali all’esercizio dell’attività sportiva. Ciò perché, in assenza della stipulazione del successivo contratto di prestazione sportiva, questo diritto “non è suscettibile di alcuna autonoma funzione produttiva”. Di conseguenza, “le somme pattuite tra le società sportive per l’anticipata risoluzione del contratto di lavoro del calciatore professionista non costituiscono plusvalenze relative a beni strumentali, soggette all’imposta regionale sulle attività produttive.”
Interpretazione
Diverse sono le ragioni che inducono la scrivente a non poter condividere la tesi sostenuta dalla FEDERAZIONE ITALIANA ....
In primo luogo, pur riconoscendo che l’accordo per il trasferimento di un atleta è a volte il risultato di trattative complesse e di più atti tra loro collegati, soprattutto nel caso della cessione di calciatori professionisti molto quotati o nel caso del trasferimento del calciatore da o per l’estero, si ritiene che la fattispecie non si discosti dallo schema tipico della cessione del contratto.
Infatti, oggetto del contratto tra la società sportiva e l’atleta è il diritto alla prestazione sportiva esclusiva per la durata del contratto stesso. Con la cessione del contratto, la società sportiva cessionaria acquista, con il consenso dell’atleta ceduto, proprio il diritto oggetto del contratto e succede in tutti gli obblighi e i diritti connessi.
La società cessionaria, in base agli accordi con l’atleta, potrà:
- continuare il rapporto contrattuale con i medesimi contenuti;
- regolarlo in modo diverso (quanto a durata, corrispettivo ed altri elementi accessori);
- cedere, a sua volta, il diritto alla prestazione sportiva, prima della scadenza pattuita.
Questa interpretazione della fattispecie è confermata dal tenore letterale del già citato art. 5 della legge n. 91 del 1981, che definisce cessione del contratto il trasferimento di un atleta da una società ad un’altra, in pendenza della durata del contratto stesso.
Ulteriore conferma emerge anche dall’esame della normativa speciale relativa alle società calcistiche. Gli articoli 95 e seguenti delle Norme Organizzative Interne, con le quali la FEDERAZIONE ITALIANA ... ha disciplinato la “variazione di tesseramento” del calciatore, fanno riferimento espresso alla cessione del contratto. In particolare, la variazione di tesseramento di un calciatore consegue alla scadenza di un precedente contratto di prestazione sportiva o alla cessione dello stesso prima della scadenza. Inoltre è espressamente previsto che il rapporto conseguente alla cessione del contratto possa avere scadenza diversa da quella originaria.
In sostanza, con la cessione del contratto, ciò che viene ceduto è il diritto all’utilizzo esclusivo della prestazione dell’atleta dietro corrispettivo, che costituisce l’elemento essenziale del contratto. L’eventuale modifica di elementi accessori del contratto ceduto, quali la scadenza o la quantificazione del corrispettivo, non influisce sulla qualificazione giuridica della fattispecie.
Il diritto all’utilizzo esclusivo della prestazione dell’atleta, oggetto del contratto ceduto, deve essere considerato un bene immateriale strumentale.
Secondo corretti principi contabili di redazione del bilancio, il relativo costo è un’immobilizzazione, in quanto non esaurisce la propria utilità in un solo esercizio, ma manifesta i suoi benefici economici lungo un arco temporale di più esercizi. Non può, tuttavia, essere considerato un onere pluriennale, in quanto il costo è collegato all’acquisizione di uno specifico diritto.
Pur nella sua atipicità, il diritto all’utilizzo della prestazione sportiva dell’atleta può essere meglio assimilato ai beni immateriali, come le concessioni, che danno diritto ad un facere esclusivo da parte dell’utilizzatore.
Il Ministero delle Finanze aveva già espresso un orientamento conforme a tale tesi nella riunione degli ispettori compartimentali delle II.DD. del 24-25 novembre 1988. In quella sede, anche se con riferimento al vincolo sportivo, il Ministero aveva affermato che quest’ultimo andava compreso tra gli altri diritti iscritti nell’attivo dello stato patrimoniale, suscettibili di generare plusvalenze e ammortizzabili ai sensi dell’art. 68 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.
Tale orientamento ha rappresentato una novità rispetto alla posizione assunta dal Ministero nella risoluzione n. 1694 del 21 novembre 1981, nella quale si era affermato che “il prezzo pagato dalla società cessionaria, in quanto costo che partecipa alla produzione del reddito di più esercizi, può essere ricompreso, in mancanza di specifica previsione normativa, nella categoria dei costi di cui al terzo comma dell’art. 71 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 597”, ossia tra gli altri costi ad utilizzazione pluriennale.
L’ultima pronuncia del Ministero, che si ritiene di poter confermare anche oggi dopo l’abolizione del vincolo sportivo, è giustificata dalla modifica subita dalla disciplina dell’ammortamento dei beni immateriali contenuta nell’art. 68 del TUIR.
Il testo dell’art. 69 del DPR n. 597 del 1973 individuava in modo preciso i diritti rientranti tra i beni immateriali ammortizzabili; di conseguenza, in mancanza di specifica previsione normativa, i diritti diversi da quelli enunciati dovevano, necessariamente, rientrare nella previsione normativa del terzo comma del successivo art. 71.
Il comma 2 dell’art. 68 del TUIR, invece, include tra i beni immateriali la categoria residuale degli “altri diritti iscritti nell’attivo di bilancio”, le cui quote di ammortamento sono deducibili in misura corrispondente alla durata di utilizzazione prevista dal contratto o dalla legge.
In sostanza, qualsiasi diritto iscritto nell’attivo di bilancio costituisce bene immateriale ammortizzabile ai sensi dell’art. 68 del TUIR, quindi fiscalmente a rilevanza strumentale.
Dal punto di vista del legislatore fiscale, infatti, per i beni immateriali il concetto di strumentalità coincide con quello di ammortizzabilità.
Se, quindi, il diritto in questione è un bene immateriale strumentale, il compenso derivante dalla sua cessione genera plusvalenze o minusvalenze classificabili tra i componenti ordinari.
Le società calcistiche, infatti, hanno come oggetto sociale l’esercizio di attività sportive e delle attività connesse o strumentali, quali la preparazione e la gestione di squadre di calcio. Il trasferimento di un calciatore è un atto che rientra nella gestione di una squadra di calcio, e rappresenta un evento collegato all’attività ordinaria della società calcistica.
Nello schema di bilancio che il legislatore ha recepito dalla IV Direttiva CEE, il carattere ordinario o meno di un provento deve essere valutato con riferimento alla sua estraneità all’attività ordinaria dell’impresa, circostanza che non è sicuramente riscontrabile nel caso in esame.
In base ai principi contabili, la gestione ordinaria si distingue in gestione caratteristica e gestione accessoria. Le plusvalenze e le minusvalenze derivanti dall’alienazione di immobilizzazioni, quando la cessione del bene costituisce, come nel caso in esame, un evento ordinario della gestione dell’impresa, fanno parte dei proventi e oneri della gestione ordinaria accessoria.
Nello schema di conto economico di cui all’art. 2425 del codice civile, le plusvalenze e le minusvalenze devono essere imputate rispettivamente alle voci A) Valore della produzione - 5) altri ricavi e proventi e B) Costi della produzione – 14) oneri diversi di gestione e non alla voce E) Proventi ed oneri straordinari.
Infine, si osserva che la FEDERAZIONE ITALIANA ... si limita ad affermare che i proventi in questione “non costituiscono plusvalenze relative a beni strumentali, soggette all’imposta regionale sulle attività produttive” senza addivenire a una qualificazione degli stessi, utile ai fini del loro corretto trattamento tributario. Si può supporre che, contrariamente a quanto sopra affermato, essi siano considerati proventi straordinari, classificabili nella voce di conto economico E) – 20) e che in quanto tali non siano da assoggettare ad IRAP.
Tale conclusione non sarebbe condivisibile. Nell’ipotesi in cui si volesse considerare tali proventi componenti straordinari di reddito, essi sarebbero comunque imponibili ai fini dell’IRAP sulla base del principio di correlazione, sancito all’art. 11, comma 3, del d.lgs. n. 446/97. E ciò, in quanto tali componenti sono chiaramente correlati al costo, deducibile ai fini IRAP, a suo tempo sostenuto dalla società di calcio per acquisire il diritto alle prestazioni sportive dell’atleta.
Conclusioni
L’importo pagato dalla società sportiva cessionaria per ottenere la cessione del contratto dell’atleta deve essere iscritto nell’attivo dello Stato Patrimoniale, tra le altre immobilizzazioni immateriali, alla voce B.I.7. Esso rappresenta il corrispettivo dovuto per succedere nel contratto di prestazione sportiva esistente e in tal modo acquisire il diritto alla prestazione esclusiva dell’atleta, sia pure a tempo determinato.
Tale diritto costituisce un bene immateriale, strumentale all’esercizio dell’impresa, sia fiscalmente, perché ammortizzabile ai sensi dell’art. 68 del TUIR, sia civilisticamente, perché necessario per conseguire l’oggetto sociale.
La plusvalenza, o la minusvalenza, realizzate su tale diritto a seguito della cessione del contratto di prestazione sportiva, sono relative ad un bene strumentale e devono essere considerate componenti ordinari e non straordinari di reddito, classificabili rispettivamente nelle voci di conto economico A) – 5), ovvero B) – 14).
Ne consegue che esse concorrono a formare la base imponibile IRAP della società sportiva ai sensi dell’art. 5, comma 1, del d.lgs. 446 del 1997.
Infine, si ritiene che le società calcistiche, che si siano uniformate alle indicazioni fornite dalla FEDERAZIONE ITALIANA ... e non abbiano, pertanto, assoggettato ad IRAP le plusvalenze in questione, non possano invocare, ai fini della disapplicazione delle sanzioni, la causa di non punibilità consistente nell’errore sul fatto o sull’obiettiva condizione di incertezza della portata della norma, prevista dall’art. 6 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, la cui applicazione presuppone l’assunzione di comportamenti comunque ispirati alla normale diligenza da parte del contribuente. Circostanza quest’ultima che non ricorre necessariamente per il semplice fatto di aver uniformato il proprio comportamento alle indicazioni dell’associazione della categoria di appartenenza.
Bilancio al 30/06/2007 S.S.Lazio spa
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L’adesione alla Sanatoria Fiscale 2002, avvenuta in data 16 maggio 2003, estesa automaticamente anche all’IRAP, ha superato tale problematica per tutti i periodi di imposta oggetto della definizione (pertanto, fino al 30 giugno 2001).
Appare opportuno precisare che tale problematica non è stata superata per il periodo di imposta 2001/2002, in quanto l’interpretazione ministeriale esclude la possibilità di adesione alla Sanatoria Fiscale prevista dalla Legge 350/03, per le imposte dirette, alle società con esercizi a chiusura infrannuale prima del 31 dicembre 2002.
Il 23 luglio 2007 l’Agenzia delle Entrate-Direzione Regionale del Lazio (Ufficio Roma 3), ha notificato alla Società due avvisi di accertamento a seguito di una verifica iniziata il 19 marzo 2007, avente ad oggetto il controllo del trattamento tributario, ai fini IRAP, dei proventi ed oneri straordinari (segnatamente plusvalenze e minusvalenze) realizzate dalla S.S. Lazio S.p.A., sulla base dei contratti di prestazione sportiva dei calciatori, dalla stagione 02/03 alla stagione 04/05. Da tali avvisi sono emersi due rilievi, consistenti nel recupero di base imponibile IRAP per Euro 49,07 milioni, pari ad imposte per circa Euro 1,84 milioni.La S.S. Lazio S.p.A. ha, comunque, accantonato nel Fondo rischi e oneri l’ammontare complessivo delle potenziali imposte relative alle stagioni 01/02, 02/03, 03/04 e 04/05 (nella stagione 05/06 non vi sono state plusvalenze da cessione dei diritti alle prestazioni sportive dei calciatori; nella stagione 06/07, pur considerando le plusvalenze maturate, non vi è stato imponibile IRAP) e l’importo minimo per sanzioni previste dall’articolo 32 comma 2 D.Lgs. 446/1997 nella considerazione di provvedere al pagamento nei termini indicati negli avvisi di accertamento ricevuti il 23 luglio 2007.>>
Nella Relazione sulla gestione del Bilancio chiuso al 30/06/2000, tra i fatti di rilievo accaduti dopo la chiusura dell'esercizio, è scritto:
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L’italiano, non proprio corretto, è dell’Inter, evidentemente ci sono troppi stranieri.
Bilancio al 30/06/2001
Nota Integrativa All. 7
Proventi e Oneri Straordinari
(voce E20 e 21 di bilancio)
Plusvalenze – Minusvalenze Cessione Diritto Prestazioni Calciatori
Nominativo Calciatore Ceduto
Vampeta
Società Cessionaria
Paris SG
Ricavo
47.229.120.000
Costo Originario
35.119.800.000
Fondo Rip.Costo Diri Prest.Calc.
4.282.902.440
Costo Residuo
30.836.897.560
Plusvalenze
16.392.222.440
Dopo qualche anno, su una rivista, furono pubblicate delle foto di Vampeta, che avrebbe dovuto “rafforzare ulteriormente l’organico” dell’Inter, nella stagione 2000/2001.
Dopo qualche anno ancora, scoppiò uno scandalo, si parlò di alcune convocazioni della nazionale brasiliana, non fatte per merito, ma per altre finalità.
Il nome di Vampeta riappare misteriosamente nel bilancio al 30/06/2002
ecco i dati:
Fonte:Bilancio al 30/06/2002
Nota Integrativa All. 7
Vampeta
Società cessionaria
Paris St. Germain
Ricavo
9.757 migliaia di euro
Costo originario
12.196 migliaia di euro
Costo residuo
12.196 migliaia di euro
Minusvalenza
2.439 migliaia di euro
Traduciamo in Lire il costo originario
12.196.000 x 1936,27 = 23.614.748.920 x 2 = 47.229.497.840
Ricordiamo che nel bilancio al 30/06/2001 risulta ceduto al Paris St Germain per Lire 47.229.120.000.
Che io sappia per le cessioni all'estero non esistono le compartecipazioni, ma solo cessioni definitive con diritto di riacquisto ad un prezzo determinato.
Nel Bilancio al 30/06/2002
Il nome di Vampeta figura anche tra i giocatori in compartecipazione ex art. 102 NOIF a pagina 24.
Marcos S. Vampeta
Squadra compartecipante
Paris St Germain
saldo al 30/06/2001
12.196 migliaia di euro
compartecipazione chiusa nell'anno
12.196 migliaia di euro
Riguardo al bilancio in rosso dell'Inter ed un'eventuale ripianazione di Moratti:
Il discorso è particolarmente complesso
(e a dire il vero bisogna lanciarsi anche in qualche previsione... non troppo azzardata però!)
io suddividerei l'analisi in tre fasi:
1) fase I nella quale si analizzano le possibili cause scatenanti che potrebbero portare a perdite maggiori del previsto, diminuzioni del fatturato ecc. della società inter. Vedere se queste cause possano portare ad un accellerazione (dopo capirete perchè parlo di accellerazione ) della politica di credito che viene fatta nei confronti del moratti. (chiaramente se vi sono queste cause scatenanti)
2) Analisi della situazione economica generale (e del quadro giuridico) che può portare ad accellerazione dell'attuale fase di crisi (economica) latente che a mio avviso esiste nell'inter.
3) Possibili contromisure che il Morattino II può adottare per limitare i danni.
Premesso che la crisi latente dell'inter stava per esplodere (di fatto lo ha ammesso lo stesso Moratti quando ha detto che aveva dato incarico ad una Banca d'Affari di trovare acquirenti per il suo "gioiello)
da questo possiamo dedurre che le intercettazioni sono state quanto mai provvidenziali...una fantastica coincidenza, non c'è che dire.
Detto questo passo all'analisi delle varie fasi:
FASE I
L'elemento che potrebbe portare ad una perdita rilevante è l'uscita dalla CL dell'inter ed in prospettiva qualche guaio giudiziario....che ormai può arrivare solo da un eventuale coinvolgimento ufficiale nell' affaire intercettazioni-telecom....vedremo.
Altri possibili guai, a voler cercare il pelo nell'uovo, potrebbero arrivare dal mercato...molti giocatori cardine sono in la con gli anni, inoltre vi è la possibilità che veramente si facciano le norme contro il proliferare degli stranieri....
ragazzi io non vedo altri possibili guai....
FASE II
La fase economica come sappiamo è estremamente complessa....inesorabilmente le banche dovranno cambiare politica....a Londra i governanti delle 4 "potenze" europee hanno chiesto ai mercati finanziari
maggior trasparenza....ovvero esattamente il contrario di ciò che fa l'inter e la sua interbanca dove siede quale consigliere Morattino II (alla faccia dei "conflitti d'interesse"!!!!)...inoltre vi è una variazione del quadro giuridico (giuridico in senso lato sia chiaro...gli avvocati non mi bacchettino!)
ovvero l'entrata in vigore delle norme di Basilea II.
In definitiva l'inter avrà senz'altro un atterraggio.....ma la questione quindi è:
l'atterraggio sarà morbido e controllato?
Oppure sarà uno schianto?
FASE III
Le possibili contromisure potrebbero essere queste:
1) Moratti copre le perdite con il suo patrimonio personale
2)Moratti trova soci che lo "aiutino" nella gestione del gioiello di via Durini
3) Moratti cede (a prezzi di saldo probabilmente) l'inter
4)Intervengono "aiuti di stato".....vedo la cosa particolarmente difficile da giustificare per la politica di fronte all'opinione pubblica.
5) Un Mix delle quattro precedenti soluzioni.
INTER INARRESTABILE (NELL’ACCUMULARE DEBITI) – MORATTI SPENDE 80 MILIONI L’ANNO PER ABBATTERE LE PERDITE DEL CLUB NERAZZURRO – NELL’ULTIMA STAGIONE IL “ROSSO” È AUMENTATO DEL 31% RISPETTO AL 2006…
Marco Liguori per “LiberoMercato”
"Si segnala che negli ultimi tre esercizi gli utilizzi per coperture perdite ammontano a 247.755 migliaia". Questa esorbitante cifra è scritta nella nota integrativa del bilancio al 30 giugno 2007 dell’Inter depositato in Camera di Commercio. Il documento specifica che 26,5 milioni di euro, sul totale di 247,8 milioni, derivano da "abbattimento del capitale sociale".
In pratica, la società controllata da Massimo Moratti (tramite la Internazionale Holding) ha speso in ciascuno degli esercizi 2004/05, 2005/06 e 2006/07 ben 82,6 milioni per ripianare le passività. Nell’ultimo di essi, il rosso è ammontato a 206,8 milioni, in consistente aumento dai 31,14 dell’anno precedente quando era stata effettuata la plusvalenza di 160 milioni derivante dalla vendita dei marchi alla controllata Inter Brand.
Nonostante ciò, l’Inter non ha problemi grazie alle consistenti disponibilità finanziarie del suo azionista di riferimento. Sempre nella nota integrativa si legge infatti che in "seguito al deficit patrimoniale al 30 giugno 2007, la società si sarebbe trovata nella situazione prevista dall’art. 2447 del Codice Civile se il socio di riferimento non avesse provveduto, successivamente al 30 giugno 2007, ad effettuare versamenti a completamento dell’aumento di capitale sociale già deliberato dall’assemblea dei soci del 22 giugno 2007 per l’importo complessivo di euro 70.670.903".
L’Inter presentava alla fine dello scorso esercizio un patrimonio netto negativo di 70,2 milioni. Il primo aumento di capitale è stato interamente sottoscritto e versato: nell’assemblea del 27 dicembre scorso è stato approvato un altro incremento di capitale di circa 100 milioni. Nella nota si sottolinea ancora che "è in corso di attuazione un ulteriore versamento di 35 milioni a copertura delle perdite in formazione". Inoltre Moratti "ha espresso la consueta volontà di supportare anche per il futuro, in caso di necessità, economicamente e finanziariamente la società".
Riguardo al conto economico, i costi superano per 188 milioni i ricavi. Tra questi, vi sono 24 milioni di plusvalenze calciatori. Lo stato patrimoniale presenta un aumento dei crediti da 49,9 milioni a 75,2 milioni. Nonostante ciò, lo squilibrio rispetto ai debiti risulta di 348,4 milioni. Lo stato debitorio, ammontante a 423,7 milioni (424,4 milioni nel 2005/06) presenta l’importo più elevato di 144,3 milioni verso la Inter Brand per l’uso dei marchi.
Tra gli 80,8 milioni di altre passività, vi sono 36,7 milioni riferiti "a una cessione pro soluto ad un primario istituto di credito di parte dei corrispettivi derivanti dal contratto di cessione" di diritti tv per la stagione 2007/08. Soldi già spesi dall’Inter, che presenta tra i ricavi la ragguardevole somma di 91,5 milioni per diritti televisivi.
Infine, sull’applicazione dell’Irap sulle plusvalenze calciatori, l’Inter "ha ricevuto un avviso di accertamento a tali plusvalenze per l’esercizio chiuso al 30 giugno 2002. Inoltre nel mese di luglio 2007 è stato notificato analogo accertamento sull’esercizio chiuso al 30 giugno 2003. L’Agenzia delle entrate ha accertato complessivamente maggiore Irap per euro 5,3 milioni più interessi e sanzioni per euro 2 milioni". La società ha presentato ricorso.
http://dagospia.excite.it/articolo_index_37761.html
F.C.Internazionale Spa - Bilancio al 30/06/2007 - Nota integrativa pagina 21
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lunedì, febbraio 18, 2008
MODIFICHE AL BLOG
Come deve cambiare, secondo te, il blog? Vota il sondaggio e scrivi qui eventuali specificazioni.
Naturalmente mi atterrò scrupolosamente alle vostre indicazioni
Naturalmente mi atterrò scrupolosamente alle vostre indicazioni
SONDAGGI
Terminano oggi tre dei sondaggi proposti da antiinformazioneJuve. Ringraziando tutti i partecipanti, elenco di seguito i risultati:
1) QUAL'E' IL MIGLIOR GIOCATORE DELLA JUVE IN QUESTO PRIMO SCORCIO DI CAMPIONATO?
GIANLUIGI BUFFON (34%)
Cristiano Zanetti (26%)
David Trezeguet (18%)
Nicola Legrittaglie (16%)
Vincenzo Iaquinta (6%)
2) QUAL'E' IL PORTIERE PIU' FORTE DELLA STORIA DEL CALCIO?
GIANLUIGI BUFFON (74%)
Dino Zoff (13%)
Lew Yashin (10%)
Ricardo Zamora (2%)
Schmeichel Peter (1%)
3)Quale tra queste Juve è secondo te la più forte?
LA PRIMA JUVE DI LIPPI (38%)
Quella del biennio con Fabio Capello (37%)
Quella dei primi anni 80 (11%)
La prima Juve di Trapattoni (10%)
Quella del quinquiennio di Carcano (2%)
Come si puù ben notare c'è stata vera incertezza solo soll'ultimo sondaggio, che ha visto prevalere la prima Juve di Lippi su quella del biennio con Fabio Capello per un solo punto percentuale (72 voti contro 70). Nel sondaggio sul miglior giocatore del primo scorcio di stagione ha trionfato Gianluigi Buffon, staccati sul podio troviamo Zanetti e Trezeguet. Infine il prevedibile plebiscito popolare su Buffon come miglior portiere della storia del calcio: per lui ben il 74% dei voti, davanti a mostri sacri come Zoff, Yashin, Zamora e Schmeicheal.
Personalmente avevo votato per Cristiano Zanetti come migliore Juve, la Juve del biennio di Capello e, ovviamente, Buffon come miglior portiere di sempre.
Resta in piedi il sondaggio sull'obbiettivo da cogliere per la Juve in questa stagione, mentre ne verranno aggiunti 2. Vi invito a partecipare come sempre numerosi ed esprimere la vostra idea.
1) QUAL'E' IL MIGLIOR GIOCATORE DELLA JUVE IN QUESTO PRIMO SCORCIO DI CAMPIONATO?
GIANLUIGI BUFFON (34%)
Cristiano Zanetti (26%)
David Trezeguet (18%)
Nicola Legrittaglie (16%)
Vincenzo Iaquinta (6%)
2) QUAL'E' IL PORTIERE PIU' FORTE DELLA STORIA DEL CALCIO?
GIANLUIGI BUFFON (74%)
Dino Zoff (13%)
Lew Yashin (10%)
Ricardo Zamora (2%)
Schmeichel Peter (1%)
3)Quale tra queste Juve è secondo te la più forte?
LA PRIMA JUVE DI LIPPI (38%)
Quella del biennio con Fabio Capello (37%)
Quella dei primi anni 80 (11%)
La prima Juve di Trapattoni (10%)
Quella del quinquiennio di Carcano (2%)
Come si puù ben notare c'è stata vera incertezza solo soll'ultimo sondaggio, che ha visto prevalere la prima Juve di Lippi su quella del biennio con Fabio Capello per un solo punto percentuale (72 voti contro 70). Nel sondaggio sul miglior giocatore del primo scorcio di stagione ha trionfato Gianluigi Buffon, staccati sul podio troviamo Zanetti e Trezeguet. Infine il prevedibile plebiscito popolare su Buffon come miglior portiere della storia del calcio: per lui ben il 74% dei voti, davanti a mostri sacri come Zoff, Yashin, Zamora e Schmeicheal.
Personalmente avevo votato per Cristiano Zanetti come migliore Juve, la Juve del biennio di Capello e, ovviamente, Buffon come miglior portiere di sempre.
Resta in piedi il sondaggio sull'obbiettivo da cogliere per la Juve in questa stagione, mentre ne verranno aggiunti 2. Vi invito a partecipare come sempre numerosi ed esprimere la vostra idea.
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Sondaggio bianconero
E' MOLTO BRUTTO NOTARE CHE...
Non per fare polemica, ma ieri si è gravemente infortunato il giovane attaccante dell'Empoli Nicola Pozzi. L'infortunio è stato molto simile come dinamica e come conseguenze a quello di Ronaldo, ma nessuno ne ha praticamente parlato, mentre per il brasiliano messaggi, attestati da ogni dove e anche una raccolta fondi.
Ora non volgio assolutamente sminuire il dolore di Ronaldo, che tanto ha patito e tutt'ora sta soffrendo, ma ancora una volta TV e giornali hanno dimostrato la solita disparità di trattamenti.
Andiamo pure avanti così...
Buona fortuna Nicola, torna presto tra noi!
Ora non volgio assolutamente sminuire il dolore di Ronaldo, che tanto ha patito e tutt'ora sta soffrendo, ma ancora una volta TV e giornali hanno dimostrato la solita disparità di trattamenti.
Andiamo pure avanti così...
Buona fortuna Nicola, torna presto tra noi!
JUVENTUS-ROMA 1-0
Grandi, grandi, grandi! Come avevo felicemente auspicato alla vigilia, la Juve contro la Roma ha interpretato nel migliore dei modi la sfida e, con merito, ha portato a casa una vittoria tanto difficile quanto meritata. C'è da dire anche che la squadra giallorossa non ha giocato, probabilmente anche per merito dell'atteggiamento offensivo dei nostri, ma devo fare i complimenti e ringraziare il mister e tutti i ragazzi scesi in campo per l'atteggiamento, lo spirito di sacrificio e la voglia di vincere messi in campo sabato sera.
Favolosa la prestazione di Del Piero, sempre più decisivo, e di Legrottaglie, un autentico muro difensivo. Conferme anche per Zanetti e nedved, mentre devo registrare i progressi di Zebina (il vero titolare della corsia difensiva destra, peccato per le frequenti amnesie) e di Sissoko, che sembra davvero una muraglia a protezione della difesa.
Ammetto che mi ha molto colpito positivamente la formazione schierata inizialmente da Ranieri: sicuramente un pò rischiosa data la spregiudicatezza nello schierare un solo incontrista (Zanetti), 3 punte supportate da due centrocampisti offensivi. Il rischio era quello di andare in svantaggio numerico a metà campo, il vantaggio quello di intimidire la squadra giallorossa. Così è stato, anche in virtù dello spirito di sacrificio di tutti i bianconeri che hanno subito contretto gli avversari nella propria metà campo. Unici rischi l'auto palo di Legrottaglie in anticipo su Totti e la conculione di Mancini deviata dallo stesso capitano romanista che stava per beffare Buffon. La Roma sta tutta qui, nonostante qualche forcing finale, che comuqnue non ha prodotto tiri verso l'inoperoso Buffon. Su una netta punizione dal limite (fallo di Mexes su Nedved) arriva la magia di Del Piero, proprio allo scadere del primo tempo. Nella ripresa la Juve controlla e posta a casa i 3 punti.
Queste le mie personalissime pagelle:
Buffon s.v. - A parte il tiro da metà campo di De Rossi, una partita da spettatore non pagante.
Zebina 7 - Ottimo sulla fadcia, fondamentale in chiusura su Mancini. E' tornatop il Zebina che conoscevamo.
Legrottaglie 8 - Un muro. Non c'è molto altro da aggiungere. Annulla Totti, si immola sulle incursioni di Mancini, offre una sicurezza difensiva degna del miglior Cannavaro. E pensare che doveva andare via. Grande Nicola!!!
Chiellini 7 - E' un caso che tornato lui la difesa si è risistemata? Imprescindibile. SIamo proprio sicuri che serva un centrale titolare per la prossima stagione?
Molinaro 7 - Finalmente una partita positiva sotto ogni punto di vista: annulla Taddei, si propone spesso per crossare o tentare la conclusione. In costante crescita.
Camoranesi 6,5 - Esce alla fina del primo tempo per un riacutizzarsi del male alla schiena, ma offre comunque 45 minuti di ottimo calcio. Favoloso un suo duetto con Del Piero.
Zanetti 7 - La solita diga in mezzo al campo. Posto come unico interditore, lavora per due. Ormai è da considerarsi un vero e proprio cmapione.
Nedved 7,5 - E' in condizione favolosa. Sembra un ragazzino per la voglia e la passione che ci mette. Il richiamo di preparazione invernale sembra dare i suoi frutti. Lotta come ai tempi d'oro, non tira mai indietro la gamba e si procura la punizione da cui scaturisce il gol vittoria. Bentornata furia ceka!
Iaquinta 6 - SI danna l'anima come suo solito, ma non incide, salvo una girata al 40' che avrebbe meritato miglior sorte.
Del Piero 7,5 - Decide un altra sfida fondamentale con una punizione alla Totti, più che alla Del Piero. Dopo tanti anni è ancora l'uomo simbolo bianconero. Grazie mitico Alex!
Trezeguet 5,5 - Si vede poco o nulla, salvo l'assit per la girata di Iaquinta. Viene sostituito per dare peso al centrocampo, ma si vede che non è al meglio.
Nocerino 6 - Entra per fare legna a centrocampo e fa il suo.
Sissoko 7 - Lo ammetto: avevo un pò storto il naso al momento del suo acquisto, soprattutto per le ripetute panchine. Ma negli spezzoni di gara finora disputati ha mostrato notevoli qualità fisiche e tecniche. Insuperabile nell'1 contro 1, deve solo adattarsi al nostro campionato e "limitare" la sua esuberanza fisica.
Palladino s.v. Entra e si vede poco.
All. Ranieri 7. Schiera a sorpresa una squadra offensiva e scombussola i piani a Spalletti. Giusti i cambi e l'atteggiamento.
Voto generale alla prestazione della Juve: 7,5. Vittoria fondamentale sia in ottica campionato che futura. Ottimo lo spirito e la voglia di cercare i 3 punti, contro una grandissima squadra (con la testa al Real). Ora c'è da confermare i progressi fatti nei prossimi 2 turni a Reggio e nel derby di martedì.
Arbitro sig. Saccani 5,5. Non commette errori tali da compromettere la partita, ma doveva espellere Mexes già in occasione della punizione dalla quale è nato il gol partita. Anche nel secondo tempo il difensore francese ha potuto maltrattare allegramente il capitano bianconero senza finire anticipatamente negli spogliatoi. Per il resto nessun grave errore.
Grazie ragazzi, ora prendiamoci il 2° posto!!!
Favolosa la prestazione di Del Piero, sempre più decisivo, e di Legrottaglie, un autentico muro difensivo. Conferme anche per Zanetti e nedved, mentre devo registrare i progressi di Zebina (il vero titolare della corsia difensiva destra, peccato per le frequenti amnesie) e di Sissoko, che sembra davvero una muraglia a protezione della difesa.
Ammetto che mi ha molto colpito positivamente la formazione schierata inizialmente da Ranieri: sicuramente un pò rischiosa data la spregiudicatezza nello schierare un solo incontrista (Zanetti), 3 punte supportate da due centrocampisti offensivi. Il rischio era quello di andare in svantaggio numerico a metà campo, il vantaggio quello di intimidire la squadra giallorossa. Così è stato, anche in virtù dello spirito di sacrificio di tutti i bianconeri che hanno subito contretto gli avversari nella propria metà campo. Unici rischi l'auto palo di Legrottaglie in anticipo su Totti e la conculione di Mancini deviata dallo stesso capitano romanista che stava per beffare Buffon. La Roma sta tutta qui, nonostante qualche forcing finale, che comuqnue non ha prodotto tiri verso l'inoperoso Buffon. Su una netta punizione dal limite (fallo di Mexes su Nedved) arriva la magia di Del Piero, proprio allo scadere del primo tempo. Nella ripresa la Juve controlla e posta a casa i 3 punti.
Queste le mie personalissime pagelle:
Buffon s.v. - A parte il tiro da metà campo di De Rossi, una partita da spettatore non pagante.
Zebina 7 - Ottimo sulla fadcia, fondamentale in chiusura su Mancini. E' tornatop il Zebina che conoscevamo.
Legrottaglie 8 - Un muro. Non c'è molto altro da aggiungere. Annulla Totti, si immola sulle incursioni di Mancini, offre una sicurezza difensiva degna del miglior Cannavaro. E pensare che doveva andare via. Grande Nicola!!!
Chiellini 7 - E' un caso che tornato lui la difesa si è risistemata? Imprescindibile. SIamo proprio sicuri che serva un centrale titolare per la prossima stagione?
Molinaro 7 - Finalmente una partita positiva sotto ogni punto di vista: annulla Taddei, si propone spesso per crossare o tentare la conclusione. In costante crescita.
Camoranesi 6,5 - Esce alla fina del primo tempo per un riacutizzarsi del male alla schiena, ma offre comunque 45 minuti di ottimo calcio. Favoloso un suo duetto con Del Piero.
Zanetti 7 - La solita diga in mezzo al campo. Posto come unico interditore, lavora per due. Ormai è da considerarsi un vero e proprio cmapione.
Nedved 7,5 - E' in condizione favolosa. Sembra un ragazzino per la voglia e la passione che ci mette. Il richiamo di preparazione invernale sembra dare i suoi frutti. Lotta come ai tempi d'oro, non tira mai indietro la gamba e si procura la punizione da cui scaturisce il gol vittoria. Bentornata furia ceka!
Iaquinta 6 - SI danna l'anima come suo solito, ma non incide, salvo una girata al 40' che avrebbe meritato miglior sorte.
Del Piero 7,5 - Decide un altra sfida fondamentale con una punizione alla Totti, più che alla Del Piero. Dopo tanti anni è ancora l'uomo simbolo bianconero. Grazie mitico Alex!
Trezeguet 5,5 - Si vede poco o nulla, salvo l'assit per la girata di Iaquinta. Viene sostituito per dare peso al centrocampo, ma si vede che non è al meglio.
Nocerino 6 - Entra per fare legna a centrocampo e fa il suo.
Sissoko 7 - Lo ammetto: avevo un pò storto il naso al momento del suo acquisto, soprattutto per le ripetute panchine. Ma negli spezzoni di gara finora disputati ha mostrato notevoli qualità fisiche e tecniche. Insuperabile nell'1 contro 1, deve solo adattarsi al nostro campionato e "limitare" la sua esuberanza fisica.
Palladino s.v. Entra e si vede poco.
All. Ranieri 7. Schiera a sorpresa una squadra offensiva e scombussola i piani a Spalletti. Giusti i cambi e l'atteggiamento.
Voto generale alla prestazione della Juve: 7,5. Vittoria fondamentale sia in ottica campionato che futura. Ottimo lo spirito e la voglia di cercare i 3 punti, contro una grandissima squadra (con la testa al Real). Ora c'è da confermare i progressi fatti nei prossimi 2 turni a Reggio e nel derby di martedì.
Arbitro sig. Saccani 5,5. Non commette errori tali da compromettere la partita, ma doveva espellere Mexes già in occasione della punizione dalla quale è nato il gol partita. Anche nel secondo tempo il difensore francese ha potuto maltrattare allegramente il capitano bianconero senza finire anticipatamente negli spogliatoi. Per il resto nessun grave errore.
Grazie ragazzi, ora prendiamoci il 2° posto!!!
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sabato, febbraio 16, 2008
PRESENTAZIONE DI JUVENTUS-ROMA
Stasera la partitissima tra la squadra bianconera e quella giallorossa. Un pareggio non servirebbe a nessuno, una vittoria dei padroni di casa la lanceredde con decisione verso il 2° posto ora detenuto dai capitolini, che con una vittoria salirebbero a 7 punti sui rivali e ipotecherebbero la piazza d'onore.
Ovvio, quindi, che l'imperativo per quetsa serata è la vittoria. Noi ci arriviamo con quasi tutti gli effettivi a disposizione di mister Ranieri (uniche defezioni Andrade e Marchionni), quindi i problemi ora sono di abbondanza.
Sembrano certi gli impieghi di Grygera, Legrottaglie, Chiennini e Molinaro davanti a Buffon, Camoranesi, Zanetti, Nocerino (favorito su Sissoko) e Nedved a centrocampo, Trazeguet e Del Piero (in vantaggio su Iaquinta) a cercare di perforare la rete di Doni. La formazione che inserirei io è la stessa con Sissoko al posto di Zanetti. A centrocampo servono muscoli e forze fresche ed il centrocampista maliano le può assicurare.
Per stasera ho una sensazione forte, ovvero quella di vedere una grandissima Juve e una Roma con la testa alla partita di Mercoledì col Real. Quindi il mio pronostico si posiziona su una vittoria juventina: 3 a 1 con tripletta di Trezeguet e rete su rigore di Totti.
Aspetto i vostri numerosi commenti sulla partita, la formazione che adottereste e le vostre previsioni.
P.S.: Altre brevi previsoni:
Inter-Livorno 3-0 (Stankovic, Suazo, Crespo)
Parma-Milan 0-2 (Kaka (rig), Kaka)
Liverpool-Inter 1-0
Arsenal-Milan 3-0
Roma-Real Madrid 2-2
Forza ragazzi, distruggete la Roma!!!
Ovvio, quindi, che l'imperativo per quetsa serata è la vittoria. Noi ci arriviamo con quasi tutti gli effettivi a disposizione di mister Ranieri (uniche defezioni Andrade e Marchionni), quindi i problemi ora sono di abbondanza.
Sembrano certi gli impieghi di Grygera, Legrottaglie, Chiennini e Molinaro davanti a Buffon, Camoranesi, Zanetti, Nocerino (favorito su Sissoko) e Nedved a centrocampo, Trazeguet e Del Piero (in vantaggio su Iaquinta) a cercare di perforare la rete di Doni. La formazione che inserirei io è la stessa con Sissoko al posto di Zanetti. A centrocampo servono muscoli e forze fresche ed il centrocampista maliano le può assicurare.
Per stasera ho una sensazione forte, ovvero quella di vedere una grandissima Juve e una Roma con la testa alla partita di Mercoledì col Real. Quindi il mio pronostico si posiziona su una vittoria juventina: 3 a 1 con tripletta di Trezeguet e rete su rigore di Totti.
Aspetto i vostri numerosi commenti sulla partita, la formazione che adottereste e le vostre previsioni.
P.S.: Altre brevi previsoni:
Inter-Livorno 3-0 (Stankovic, Suazo, Crespo)
Parma-Milan 0-2 (Kaka (rig), Kaka)
Liverpool-Inter 1-0
Arsenal-Milan 3-0
Roma-Real Madrid 2-2
Forza ragazzi, distruggete la Roma!!!
giovedì, febbraio 14, 2008
IL MILAN CONTRO LA CAZZETTA
TRA NUMERI E PRETESTI
14/02/2008 12.03.00
La Gazzetta dello Sport di oggi rifila una nutrita serie di colpi bassi al Milan e al suo presidente, Silvio Berlusconi, che, martedì sera, si riferiva solo ed esclusivamente a trofei e successi internazionali
Un passo falso? Forse, anzi, sicuramente, ma non certo da parte di Silvio Berlusconi. Al contrario, il presidente del Milan con una semplice considerazione ha preso i classici due piccioni della vulgata: ha scovato una sacca di malafede allo stato puro e ha comunque detto la verità.
Tra le persone e le storie calcistiche che vengono prese di mira oggi dalla Gazzetta dello Sport, ci sono infatti soprattutto quelle di Piero Sansonetti e Mario Orfeo. Se l’avesse seguita con attenzione o se l’avessero raccontata bene al giornalista Claudio Gregori la puntata di “Porta a Porta” di martedì sera, avrebbe scoperto che i due direttori, rispettivamente di “Liberazione” e “Il Mattino”, erano non solo presenti in studio ma anche molto attenti. Appartenenti a orientamenti politici diversi, Sansonetti e Orfeo non hanno alcun bisogno di almanacchi da consultare o di siti internet da esplorare. Sono stra-appassionati di calcio e super-tifosi rossoneri: snocciolano formazioni e aneddoti a volontà. Sapevano perfettamente quello che stava dicendo Silvio Berlusconi sul Milan e Santiago Bernabeu. Infatti non l’hanno contraddetto. Non ce n’era motivo.
Loro, Gregori, loro, avevano capito bene, loro, che il presidente del Milan si riferiva unicamente ai trofei internazionali vinti nella sua gestione in rapporto a quelli festeggiati da uno straordinario mito del calcio mondiale come lo storico numero uno madridista Santiago Bernabeu. Del resto Milan e Real Madrid si misurano, lealmente, solo sulla scena internazionale. Non giocano, aggiungiamo con tenerezza, nello stesso campionato nazionale. Non poteva Silvio Berlusconi pensare a un confronto in termini di scudetti o coppe nazionali. Anche perché è sufficiente essere minimamente aggiornati sulla stretta attualità, per sapere che in questo momento Silvio Berlusconi è orgoglioso sia della scritta che il Milan esibisce sulla maglia, Il Club più titolato al mondo, per via dei 18 trofei internazionali vinti dal 1963 ad oggi (contro i 17 del Boca Juniors), che dello storico scudetto mondiale varato per la prima volta dalla Fifa e assegnato fino al Dicembre 2008 proprio al Milan.
Senza pretesti e strumentalizzazioni i conti sono presto fatti: il Milan di Silvio Berlusconi, nel contesto cui si riferiva il presidente, ha conquistato 5 Coppe dei Campioni, 1 Mondiale per Club, 3 Coppe Intercontinentali e 5 Super Coppe Europee. Fanno 14. Contro i 7 trofei del mitico Bernabeu (6 Coppe dei Campioni, 1 Intercontinentale). E’ vero, 14 a 7. La metà. Non “meno della metà”. Eccolo il peccato veniale di Silvio Berlusconi. Infinitamente meno veniale rispetto al guazzabuglio di colpi bassi inferti dalla Gazzetta dello Sport di oggi. Silvio Berlusconi non raccatta, Gregori, Super Coppe Italiane o altri trofei. Semmai li esibisce. E meriterebbe forse altra considerazione, in un Paese che, ahinoi, non vince la Champions League tutti gli anni e che da più di dieci anni a questa parte deve ringraziare solo il Milan se arriva a conquistarla. E comunque non si riferiva ad altri trofei che non fossero internazionali. Né tantomeno alla Mitropa Cup che smaschera la perfidia di chi cerca con finta ironia di attribuire a Silvio Berlusconi un trofeo conquistato dal Milan cinque anni prima dell’elezione alla massima carica di via Turati dell’attuale presidente rossonero, notoriamente avvenuta nel 1986, non nel 1981.
Il Milan non ha mai vinto a Madrid in Coppa dei Campioni? Credevamo che l’1-1 del 1989, imposto al Real in Semifinale di Coppa dei Campioni con una superiorità di gioco mai ostentata prima dalle squadre italiane in quel tempio del calcio, meritasse altra considerazione. Tant’è. Ma dal momento che il giornalista Gregori è così bene informato, saprà che le due grandi di Spagna, il Barcellona e il Real Madrid, tengono tantissimo ai loro due trofei storici, il “Gamper” per il Club blaugrana e proprio il “Santiago Bernabeu” per il Club merengue. Bene, il Trofeo Bernabeu, allo stadio “Santiago Bernabeu”, il Milan di Silvio Berlusconi l’ha vinto due volte con altrettante lezioni di calcio, sia nel 1988 che nel 1990. In un Paese come il nostro che ricorda, giustissimamente, la storica prima vittoria a Wembley in amichevole della Nazionale italiana il 14 Novembre 1973 con il gol di Fabio Capello, quelle due triplette rossonere corredate da tanto spettacolo davanti al tutto esaurito del “Bernabeu” un loro valore storico e simbolico l’avranno comunque. O No?
Se fra i due milioni e mezzo di telespettatori di “Porta a Porta”, ce ne fosse stato uno un po’ più attento e meno prevenuto, forse, questa mattina, avremmo potuto pensare solo all’operazione di Ronie.
(acmilan.com)
Fa piacere notare che anche il Milan si è schierato contro la testata giornalistica interista, ma fa molta tristezza (e fa molto riflettere) il fatto che una società come il Milan(sicuramente NON più importante della Juve, sotto qualsiasi punto di vista) si difenda ogni qualvolta vede qualcosa che non le va a genio, mentre la dirigenza juventina, che ne avrebbe ripetutamente ed ampiamente modo, tende a chinarsi a 90° in nome di quella politica del sorriso che fa tanto girare le scatole ad ogni tifoso bianconero.
COntinuo a ripeterlo: a prescindere da quello che ha fatto o meno Moggi, a prescindere dalla nostra colpevolezza o meno, se ci fossimo difesi (se chi di dovere avesse voluto difenderci davvero) in serie B non saremmo mai stati e l'Inter avrebbe qualche scudetto (di cartone) in meno in bacheca.
14/02/2008 12.03.00
La Gazzetta dello Sport di oggi rifila una nutrita serie di colpi bassi al Milan e al suo presidente, Silvio Berlusconi, che, martedì sera, si riferiva solo ed esclusivamente a trofei e successi internazionali
Un passo falso? Forse, anzi, sicuramente, ma non certo da parte di Silvio Berlusconi. Al contrario, il presidente del Milan con una semplice considerazione ha preso i classici due piccioni della vulgata: ha scovato una sacca di malafede allo stato puro e ha comunque detto la verità.
Tra le persone e le storie calcistiche che vengono prese di mira oggi dalla Gazzetta dello Sport, ci sono infatti soprattutto quelle di Piero Sansonetti e Mario Orfeo. Se l’avesse seguita con attenzione o se l’avessero raccontata bene al giornalista Claudio Gregori la puntata di “Porta a Porta” di martedì sera, avrebbe scoperto che i due direttori, rispettivamente di “Liberazione” e “Il Mattino”, erano non solo presenti in studio ma anche molto attenti. Appartenenti a orientamenti politici diversi, Sansonetti e Orfeo non hanno alcun bisogno di almanacchi da consultare o di siti internet da esplorare. Sono stra-appassionati di calcio e super-tifosi rossoneri: snocciolano formazioni e aneddoti a volontà. Sapevano perfettamente quello che stava dicendo Silvio Berlusconi sul Milan e Santiago Bernabeu. Infatti non l’hanno contraddetto. Non ce n’era motivo.
Loro, Gregori, loro, avevano capito bene, loro, che il presidente del Milan si riferiva unicamente ai trofei internazionali vinti nella sua gestione in rapporto a quelli festeggiati da uno straordinario mito del calcio mondiale come lo storico numero uno madridista Santiago Bernabeu. Del resto Milan e Real Madrid si misurano, lealmente, solo sulla scena internazionale. Non giocano, aggiungiamo con tenerezza, nello stesso campionato nazionale. Non poteva Silvio Berlusconi pensare a un confronto in termini di scudetti o coppe nazionali. Anche perché è sufficiente essere minimamente aggiornati sulla stretta attualità, per sapere che in questo momento Silvio Berlusconi è orgoglioso sia della scritta che il Milan esibisce sulla maglia, Il Club più titolato al mondo, per via dei 18 trofei internazionali vinti dal 1963 ad oggi (contro i 17 del Boca Juniors), che dello storico scudetto mondiale varato per la prima volta dalla Fifa e assegnato fino al Dicembre 2008 proprio al Milan.
Senza pretesti e strumentalizzazioni i conti sono presto fatti: il Milan di Silvio Berlusconi, nel contesto cui si riferiva il presidente, ha conquistato 5 Coppe dei Campioni, 1 Mondiale per Club, 3 Coppe Intercontinentali e 5 Super Coppe Europee. Fanno 14. Contro i 7 trofei del mitico Bernabeu (6 Coppe dei Campioni, 1 Intercontinentale). E’ vero, 14 a 7. La metà. Non “meno della metà”. Eccolo il peccato veniale di Silvio Berlusconi. Infinitamente meno veniale rispetto al guazzabuglio di colpi bassi inferti dalla Gazzetta dello Sport di oggi. Silvio Berlusconi non raccatta, Gregori, Super Coppe Italiane o altri trofei. Semmai li esibisce. E meriterebbe forse altra considerazione, in un Paese che, ahinoi, non vince la Champions League tutti gli anni e che da più di dieci anni a questa parte deve ringraziare solo il Milan se arriva a conquistarla. E comunque non si riferiva ad altri trofei che non fossero internazionali. Né tantomeno alla Mitropa Cup che smaschera la perfidia di chi cerca con finta ironia di attribuire a Silvio Berlusconi un trofeo conquistato dal Milan cinque anni prima dell’elezione alla massima carica di via Turati dell’attuale presidente rossonero, notoriamente avvenuta nel 1986, non nel 1981.
Il Milan non ha mai vinto a Madrid in Coppa dei Campioni? Credevamo che l’1-1 del 1989, imposto al Real in Semifinale di Coppa dei Campioni con una superiorità di gioco mai ostentata prima dalle squadre italiane in quel tempio del calcio, meritasse altra considerazione. Tant’è. Ma dal momento che il giornalista Gregori è così bene informato, saprà che le due grandi di Spagna, il Barcellona e il Real Madrid, tengono tantissimo ai loro due trofei storici, il “Gamper” per il Club blaugrana e proprio il “Santiago Bernabeu” per il Club merengue. Bene, il Trofeo Bernabeu, allo stadio “Santiago Bernabeu”, il Milan di Silvio Berlusconi l’ha vinto due volte con altrettante lezioni di calcio, sia nel 1988 che nel 1990. In un Paese come il nostro che ricorda, giustissimamente, la storica prima vittoria a Wembley in amichevole della Nazionale italiana il 14 Novembre 1973 con il gol di Fabio Capello, quelle due triplette rossonere corredate da tanto spettacolo davanti al tutto esaurito del “Bernabeu” un loro valore storico e simbolico l’avranno comunque. O No?
Se fra i due milioni e mezzo di telespettatori di “Porta a Porta”, ce ne fosse stato uno un po’ più attento e meno prevenuto, forse, questa mattina, avremmo potuto pensare solo all’operazione di Ronie.
(acmilan.com)
Fa piacere notare che anche il Milan si è schierato contro la testata giornalistica interista, ma fa molta tristezza (e fa molto riflettere) il fatto che una società come il Milan(sicuramente NON più importante della Juve, sotto qualsiasi punto di vista) si difenda ogni qualvolta vede qualcosa che non le va a genio, mentre la dirigenza juventina, che ne avrebbe ripetutamente ed ampiamente modo, tende a chinarsi a 90° in nome di quella politica del sorriso che fa tanto girare le scatole ad ogni tifoso bianconero.
COntinuo a ripeterlo: a prescindere da quello che ha fatto o meno Moggi, a prescindere dalla nostra colpevolezza o meno, se ci fossimo difesi (se chi di dovere avesse voluto difenderci davvero) in serie B non saremmo mai stati e l'Inter avrebbe qualche scudetto (di cartone) in meno in bacheca.
A PENSAR MALE SI FA PECCATO, MA...
Cesare Gussoni è Presidente dell’Associazione Italiana Arbitri, Medico e imprenditore milanese.
LA SUA ELEZIONE
Moratti è amico di CESARE GUSSONI (imprenditore milanese come lui e nuovo presidente AIA), il quale nel novembre 2006 fu sostenuto da ABETE e dallo stesso Moratti affinchè venisse eletto (doveva battere la concorrenza di Marcello Nicchi), facendogli ottenere così 173 voti contro 117. Indignati, i rappresentanti della Lega uscirono dalla sala al momento della votazione, perché quel posto spettava alla Lega.
Per effetto del voto di lista, con lui venne eletto Vice Presidente Bruno Di Cola (Avezzano) e Responsabile del Settore Tecnico Maurizio Mattei (Macerata).
GLI AFFARI CON MORATTI
Al di fuori dello sport, Gussoni è un imprenditore di successo nel campo degli imballaggi, ed è stato anche presidente dell`Istituto Nazionale del settore.
E’ proprietario dello SCATOLIFICIO MODERNO SAS DI C.GUSSONI E L.VANZINI & C di Varese e usa molto LE MATERIE PLASTICHE che, scientificamente vengono separate in due grandi famiglie: termoplastiche e termoindurenti. Si calcola che il 44,8% della produzione totale di imballaggi è riservata al settore carta-cartone, il 41,3% ALLA PLASTICA, il 10,3 ai poli-accoppiati e il 3,4 al metallo. Si stima che nel settore della plastica si producano oltre un miliardo di pezzi di imballaggi ogni anno e che la sua fabbrica di imballaggi sia una delle più importanti in Europa. Tuttavia, PER FARE LA PLASTICA OCCORRE IL PETROLIO che viene messo all'interno di enormi torri, scaldato e fatto bollire: in questo modo le varie sostanze si separano e si sistemano all'interno della torre in posizioni diverse. Si ottengono così gas, benzine, cherosene, nafta e un prodotto chiamato virgin nafta da cui derivano le plastiche.
Moratti possiede la raffineria “Saras” di Sarroch (CA), una delle più importanti del Mediterraneo (i suoi clienti sono Shell, Repsol, Total, Eni, Q8, Tamoil) e fornisce a Gussoni molta materia prima per la sua attività industriale.
COINCIDENZE
La figlia del nostro eroe, Annalisa Gussoni (nominata dal sindaco di Milano LETIZIA MORATTI, Dirigente Servizio Bonifiche Ambientali del Comune di Milano) il 03.03.2003 alle ore 15.00 presso la facoltà di Giurisprudenza di Milano (dove – GUARDA CASO- Docente a contratto di “Diritto” c’era ancora (SIGH!) un altro eroe della banda, tale GUIDO ROSSI), presenta una Tesi dal titolo: “Il ruolo del Comune nel procedimento per le attività di Bonifica - il caso di Milano”.
Leggi qui
LA SUA ELEZIONE
Moratti è amico di CESARE GUSSONI (imprenditore milanese come lui e nuovo presidente AIA), il quale nel novembre 2006 fu sostenuto da ABETE e dallo stesso Moratti affinchè venisse eletto (doveva battere la concorrenza di Marcello Nicchi), facendogli ottenere così 173 voti contro 117. Indignati, i rappresentanti della Lega uscirono dalla sala al momento della votazione, perché quel posto spettava alla Lega.
Per effetto del voto di lista, con lui venne eletto Vice Presidente Bruno Di Cola (Avezzano) e Responsabile del Settore Tecnico Maurizio Mattei (Macerata).
GLI AFFARI CON MORATTI
Al di fuori dello sport, Gussoni è un imprenditore di successo nel campo degli imballaggi, ed è stato anche presidente dell`Istituto Nazionale del settore.
E’ proprietario dello SCATOLIFICIO MODERNO SAS DI C.GUSSONI E L.VANZINI & C di Varese e usa molto LE MATERIE PLASTICHE che, scientificamente vengono separate in due grandi famiglie: termoplastiche e termoindurenti. Si calcola che il 44,8% della produzione totale di imballaggi è riservata al settore carta-cartone, il 41,3% ALLA PLASTICA, il 10,3 ai poli-accoppiati e il 3,4 al metallo. Si stima che nel settore della plastica si producano oltre un miliardo di pezzi di imballaggi ogni anno e che la sua fabbrica di imballaggi sia una delle più importanti in Europa. Tuttavia, PER FARE LA PLASTICA OCCORRE IL PETROLIO che viene messo all'interno di enormi torri, scaldato e fatto bollire: in questo modo le varie sostanze si separano e si sistemano all'interno della torre in posizioni diverse. Si ottengono così gas, benzine, cherosene, nafta e un prodotto chiamato virgin nafta da cui derivano le plastiche.
Moratti possiede la raffineria “Saras” di Sarroch (CA), una delle più importanti del Mediterraneo (i suoi clienti sono Shell, Repsol, Total, Eni, Q8, Tamoil) e fornisce a Gussoni molta materia prima per la sua attività industriale.
COINCIDENZE
La figlia del nostro eroe, Annalisa Gussoni (nominata dal sindaco di Milano LETIZIA MORATTI, Dirigente Servizio Bonifiche Ambientali del Comune di Milano) il 03.03.2003 alle ore 15.00 presso la facoltà di Giurisprudenza di Milano (dove – GUARDA CASO- Docente a contratto di “Diritto” c’era ancora (SIGH!) un altro eroe della banda, tale GUIDO ROSSI), presenta una Tesi dal titolo: “Il ruolo del Comune nel procedimento per le attività di Bonifica - il caso di Milano”.
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UN CAMPIONE CONTRO IL DESTINO
Premetto subito che non provo una simpatia smodata per Ronaldo, complice il suo passato all'Inter e, soprattutto, le sue continue dichiarazioni livorose verso la Juva, ma ieri sera mi sono davvero angosciato.
Entrato in campo nel secondo tempo per aiutare il Milan a vincere una partita che lo vedeva sotto per 1 a 0 a San Siro contro il Livorno, si procura subito il rigore del pareggio per una fallo di mano di Knezevic, ma nell'occasione si rompe nuovamente. Sempre il tendine rotuleo del ginocchio che parte, smepre il destino che si accanisce su questo incredibile campione. Ma stavolta potrebbe essere diverso.
Ormai si è capito chiaramente che si tratta dello stesso infortunio che l'ha messo fuori causa per 2 anni ai tempi dell'Inter, ovvero la frattura totale del tendine rotuleo. Il destro (per due volte) allora, il sinistro oggi. La differenza sta nell'età: allora nel fior fiore della giovinezza ha recuperato, sebbene le ricadute fisiche siano state frequenti, oggi difficilemnte il suo debole fisico glielo permetterà. Spero di essere smentito, ma ho la netta sensazione che non lo vedremo più calcare un campo di calcio, almeno ad altissimi livelli.
Il calcio mondiale sta per perdere uno dei suoi più grandi interpreti, sicuramente il più sfortunato. A lui, alla società rossonera e ai milioni di suo sfegatati fans vanno i miei più sinceri auguri di pronta guarigione e la speranza che l'infortunio si riveli meno pesante di quanto ipotizzato.
Tutti (juventini compresi, ne sono certissimo) ti vogliamo ricordare così....
piuttosto che così....

Ti aspettiamo per deliziarci ancora con le tue magie, sfortunatissimo Fenomeno!
Entrato in campo nel secondo tempo per aiutare il Milan a vincere una partita che lo vedeva sotto per 1 a 0 a San Siro contro il Livorno, si procura subito il rigore del pareggio per una fallo di mano di Knezevic, ma nell'occasione si rompe nuovamente. Sempre il tendine rotuleo del ginocchio che parte, smepre il destino che si accanisce su questo incredibile campione. Ma stavolta potrebbe essere diverso.
Ormai si è capito chiaramente che si tratta dello stesso infortunio che l'ha messo fuori causa per 2 anni ai tempi dell'Inter, ovvero la frattura totale del tendine rotuleo. Il destro (per due volte) allora, il sinistro oggi. La differenza sta nell'età: allora nel fior fiore della giovinezza ha recuperato, sebbene le ricadute fisiche siano state frequenti, oggi difficilemnte il suo debole fisico glielo permetterà. Spero di essere smentito, ma ho la netta sensazione che non lo vedremo più calcare un campo di calcio, almeno ad altissimi livelli.
Il calcio mondiale sta per perdere uno dei suoi più grandi interpreti, sicuramente il più sfortunato. A lui, alla società rossonera e ai milioni di suo sfegatati fans vanno i miei più sinceri auguri di pronta guarigione e la speranza che l'infortunio si riveli meno pesante di quanto ipotizzato.
Tutti (juventini compresi, ne sono certissimo) ti vogliamo ricordare così....
piuttosto che così....

Ti aspettiamo per deliziarci ancora con le tue magie, sfortunatissimo Fenomeno!
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NON UN EURO ALLA GAZZETTA!!!



