sabato, giugno 03, 2006

Anche le MERDE nella MERDA


Anche il Milan nel mirino
di Andrea Malaguti

Dopo un anno di intercettazioni, analisi e ricostruzioni, i magistrati di Napoli una cosa credono di averla capita. Di fianco al sistema Moggi esisteva - sostengono - un sistema Milan. Diverso, forse meno ramificato, sicuramente non meno efficace. I tasselli che compongono questa parte del puzzle destinato a venire presto alla luce, sono numerosi, ma ce n’è uno, in particolare, che emerge in queste ore e che avrà un primo riflesso la prossima settimana con la convocazione in Procura, come persona informata dei fatti, di Luciano Spalletti, oggi tecnico della Roma e nel 2004-2005 allenatore dell’Udinese. Fu un anno straordinario per i friulani, quello.

Campionato spettacolare, 62 punti, quarto posto (dietro Juve, Milan, Inter) e prima Champions League della storia. Entusiasmante e faticoso, perché per raggiungere il traguardo fu necessario aspettare l’ultima giornata, quando al Friuli, il 29 maggio, arrivò la squadra di Carlo Ancelotti. Finì 1-1, segnarono Di Michele e Serginho e il giorno successivo Marek Jankulovski diventò un giocatore rossonero. E allora?

I magistrati ritengono che il rapporto tra i due club fosse troppo stretto, per non dire malato, e che il passaggio di proprietà del ceko si inserisca bene nello strano presepe allestito da Udinese e Milan. Assieme ai soldi, i friulani avrebbero portato a casa anche un accordo per l’ultima giornata di campionato. A dimostrare le innaturali affinità societarie sarebbe una serie di telefonate intercorse prima e dopo la partita tra Leonardo Meani, adetto agli arbitri del Milan, e Lorenzo Toffolini, team manager dei bianconeri. Dialoghi fitti, amichevoli, decisamente discutibili. Vediamo.

E’ il 28 maggio, vigilia della sfida e il contesto aiuta a capire. Per il Milan la partita è senza significato, la Juve è troppo avanti, l’Inter troppo indietro. Va in campo perché deve, tutto qui. L’Udinese no. Ha bisogno di punti, perché la Sampdoria, che gioca a Bologna, è vicinissima. I bianconeri sono tesi, l’intera città è in fibrillazione, il risultato sportivo a portata di mano. Il quarto posto vuole dire soldi e prestigio. Restare calmi è impossibile perché il Milan, anche se poco motivato, è potenzialmente devastante.

Così mentre la città attende, la diplomazia lavora. Nel primo pomeriggio, alle 15.13, Meani chiama Toffolini e fornisce una serie di informazioni che generalmente è sconveniente dare agli avversari. Con un eccesso di generosità, infatti, racconta che Ancelotti non porterà a Udine Maldini e Shevchenko e ricorda all’amico che Rui Costa è squalificato. Per non avere dubbi sulla qualità della comunicazione legge a Toffolini l’intera rosa dei convocati. Bel servizio.

Il dirigente bianconero però non è soddisfatto, vuole di più. Freme, è insicuro, perciò domanda diretto: «Ah, ma non giocherete mica con le tre punte?». Paura vera. Meani ne approfitta per tenerlo sulla corda e mette in scena una gag da amiconi, rispondendo allegramente che il Milan giocherà una grande gara perché la squadra è furiosa per la sconfitta bestiale rimediata nella finale di Champions con il Liverpool e aggiunge che un traguardo come l’Europa dei grandi ce lo si deve guadagnare. Testualmente: «oh, veniamo giù incazzati neri... e vi facciamo il culo... cazzo, te la devi guadagnare la Champions League». Brillante.

Toffolini non è tanto in vena di scherzi, capisce lo spirito del collega ma ha bisogno di rassicurazioni concrete. Le chiede a modo suo. «Ma va a cagare, se ci fai il culo ti spacco le gambe, bastardo». E poi allude all’accordo invernale per il passaggio di Jankulovski al Milan, lasciando immaginare ai magistrati la presenza di un patto scellerato. «Ma va a cagare - insiste monotono - È già tutto a posto vi do un altro giocatore dai». Meani chiude con un secco «sì» che secondo la Procura confermerebbe la combine. Un salto logico eccessivo?

I carabinieri, oltre a raccogliere le intercettazioni, vanno a riguardare la partita in videocassetta e si convincono che il gol del pari milanista è del tutto casuale - un cross che si trasforma in tiro imprendibile - come dimostrerebbe a loro avviso anche il comportamento dei giocatori in campo. Ma queste sono solo sensazioni.

Meno ambiguo il dialogo telefonico tra Meani e Toffolini dopo la partita. Il team manager friulano è ovviamente euforico, la Samp ha pareggiato a Bologna e con il punto ottenuto col Milan anche lui, Toffolini, si è preso un piccolo pezzo di storia. Meani lo coccola paterno: «eh... sei contento?», Toffolini si lascia andare riconoscente. «eh... ci avete aiutato un casino... dai sennò l’avevamo nel culo... hai visto loro là... hai visto quante palle gol hanno sbagliato». Ride, parla della Samp, che a Bologna ha sbagliato l’impossibile. Ha il quarto posto in tasca, la vita gli pare meravigliosa. E’ convinto di avere dato il suo contributo e in fondo anche i magistrati la pensano come lui.

Oh, era ora che "La Stampa" si svegliasse. Complimenti ad Andrea Malaguti per l'articolo (speriamo non gli vengano fatte vendette trasversali...). Finalmente, un giornale che non si sottomette al "vero potere"! E, caro signor Galliani, non è vero che parteggiano per noi, perchè non si sono esentati dal tirarci merda addosso quando era il momento. Ora è il VOSTRO momento, e questo è l'unico giornale NON OMERTOSO e IN BUONA FEDE, di tutto il panorama della carta stampata, della TV e dell'etere! Qualcosa si muove.....

La risposta di Galliani:

È in atto un tentativo di coinvolgere il Milan per alleggerire la posizione di chi tutti sappiamo». Così il vicepresiednte della società rosso-nera, Adriano Galliani, prima di dare inizio al tradizionale work shop con gli sponsor in Sardegna, replica ad un articolo apparso oggi sul quotidiano "La Stampa" secondo il quale vi sarebbero state telefonate "sospette" l'anno scorso tra alcuni dirigenti dell'Udinese e della stessa società di via Turati.

«Non so di che telefonata si tratti - sottolinea Galliani - ma è evidente e ovvio, e appare anche a un bambino, che c'è in atto uno scorretto tentativo, proveniente da Torino, attraverso i suoi quotidiani politici e sportivi, e attraverso anche gli avvocati, di coinvolgere appunto il Milan. Evidentemente - aggiunge Galliani - ci opporremo con tutte le nostre forze, ma chiunque capisce come mai tutto arrivi, con considerazioni varie, dalla città di Torino».

«Quali assicurazione ha avuto dai suoi legali?», è stato chiesto al presidente rosso-neso: «Io mi occupo di sport - risponde - di queste cose se ne occupano gli avvocati, ma mi sembra che tutto sia chiaro anche a loro e credo lo sia anche ai nostri tifosi».

«Cercano di fare passare il concetto secondo cui il sistema Juve e il sistema Milan siano la stessa cosa ma non è così: c'era solo il sistema Juventus e tutti gli altri erano i danneggiati. Non ci fanno però paura, non ci fermeremo».

«Il ritorno in campo di Silvio Berlusconi è la prova provata dell'assoluta tranquillità che c'è in questa società e dell'assoluta voglia di fare sempre meglio». Secondo Gallian il ritorno alla presidenza del vicepremier Berlusconi conferma la completa estraneità della società nello scandalo che sta colpendo il mondo del calcio in questi mesi.

Dal prossimo 15 giugno, ricorda Galliani, «Silvio Berlusconi tornerà a fare il presidente, anche se non è mai cambiato il suo interessamento per la squadra. Si ricostituisce così la coppia che ha retto il Milan per oltre vent'anni: Berlusconi presidente e il sottoscritto amministratore delegato. La società ha assolutamente intenzione di rimanere grande con una squadra forte che continuerà a lottare per vincere».

Sembra il latrato di un condannato a morte... Correte nel miglio vedre, correte cari... In fondo troverete quintali di vasella!

Ripeto: Accetterei la C2 per vedere Milan ed Inter almeno in B o in C! Inoltre, uqlche personaggio in galera... In questo caso accetterei pure l'interregionale...

FORZA JUVE SEMPRE!!!!!

3 commenti:

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