mercoledì, dicembre 19, 2007

ARTICOLO SU FARSOPOLI APPENA USCITI:

Da Repubblica (cartacea) pagine 52-53-54

CORRADO ZUNINO
Lo chiamano direttore, ancora direttore. E’ indagato per
associazione a delinquere e frode sportiva, minacce e
illecita concorrenza. In due procure diverse. Ed è stato
squalificato per cinque anni dal calcio italiano. Niente. Il
calcio italiano, un pezzo probabilmente irrecuperabile ma
sicuramente importante, chiama ancora Luciano Moggi, ne
ascolta i suggerimenti, gli fa relazioni su giovani talenti
da smistare a squadre amiche. E torna a brigare con lui, non
ha mai smesso. Lo dicono le 409 pagine di informativa dei
carabinieri che hanno riaperto un istante prima del processo
la Calciopoli 2. Rino Foschi, direttore sportivo del
Palermo, non si fa scrupolo di insultare il suo presidente
(«non sa quel che dice poverino») e il compagno di lavoro
(«Sagramola e un def... non pericoloso») pur di difendere
Moggi. «Sei l’unica persona innocente». I peggiori, secondo
Foschi, sono ancora sul trono: «Galliani, Carraro, Petrucci,
Agnolin», li elenca. «Poi ti vengo a fare compagnia in
spiaggia, ma prima faccio nomi e cognomi a reti
unificate...». Moggi non può fare a meno di questo mondo, e
continua a telefonare. Il vero disastro è che il calcio gli
dà retta, audience, un ruolo. «Io ti vengo dietro Luciano, a
costo di farlo solo con te, sono tuo», gli dice Riccardo
Calleri, uomo della Gea del figlio Alessandro. E se Foschi è
pronto a tradire Zamparini per fare posto a Flavio Briatore
— «tranquillo, vuole vendere, lo spinge la moglie e poi per
due anni sarà occupato a costruire in centro che gli han
dato il via libera » —, Aldo Spinelli, nave scuola dei
presidenti, risponde candido a Moggi: «Io non voglio
Briatore, voglio te». Poi lo incontra a Genova. Alessio
Secco, l’uomo che avrebbe dovuto sancire la rottura della
nuova Juventus con la vecchia Triade, risponde sull’attenti
all’appuntamento fissato da Moggi. Urbano Cairo, presidente
berlusconiano del Torino, ci va prendere il caffè. Moggi nel
tentativo di ricostruire una “cupoletta” resuscita degli
autentici cadaveri calcistici: l’ex presidente di
federazione Innocenzo Mazzini, quello che prometteva arbitri
a Lotito, il Meani che otteneva arbitri per conto del Milan,
il Lucchesi che oggi sverna ad Avellino covando il suo
rancore contro Franco Baldini. Al Genoa l’uomo di Moggi è
Stefano Capozucca: fece precipitare la squadra in C grazie
alla valigetta in contanti “per Maldonado”, ma Enrico
Preziosi non intende liberarsene. Moggi ordina: «Mi servono
quattro biglietti di tribuna d’onore ». Capozucca esegue:
«Te li faccio dare da Enrico». Poi gli spiffera le
iniziative del vice Pastorello, nemico di entrambi: «Ha
preso Di Vaio perché il procuratore è suo figlio e ora
caccia Gauccino». L’ex dg della Juve passa con conosciuta
nonchalance dalla serie D del sodale Punghellini agli affari
con il procuratore Petricca, fino al boicottaggio del gran
nemico Galliani. Sembra preoccupato per la campagna acquisti
fallimentare del Milan: Grimi, Olivera, «ora anche Ronaldo»
e si premura di farlo sapere «al capo, io stasera gli parlo
». Sembra Berlusconi, come poi riferirà Moggi all’ultimo
giornalista al guinzaglio: «Stanno facendo una grandine di
cazzate da paura, incompetenti. Sai, gli ho parlato. Non
vorrei che se poi non vanno in Coppa dei campioni se la
prendono con me». Moggi esulta delle disgrazie altrui: «E’
grande, Galliani e Moratti indagati per doping
amministrativo ». Poi si adopera con il Messina per fermare
il passaggio al Milan del portiere Storari. I carabinieri
del nucleo operativo di Roma spiegano così la nuova rete
d’affari: «Luciano Moggi ha continuato a esercitare
influenza su certi settori del mondo del calcio mantenendo
attivi i propri interessi attraverso dirigenti di società e
operatori del mercato». Con loro lui millanta come sempre:
«Ho conosciuto il presidente del Senegal... Volevo dire
presidente della federazione». E ancora: «L’arbitro ha
cancellato la mia squalifica». No, sono sempre cinque
anni.

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La “campagna mediatica” di Luciano
“Quando sei a Matrix devi dire così”

ANGELO CAROTENUTO
NAPOLI — La difesa di Moggi doveva passare
in tv. Doveva fare rumore. Nell’informativa spedita alla
Procura di Napoli dal nucleo dei carabinieri di Roma
comandati dal maggiore Lorenzo Sabatino si parla di
“campagna mediatica” da sviluppare per «divulgare
nell’opinione pubblica una propria versione giustificativa».
Ecco così il Moggi opinionista nella trasmissione “Lunedì di
rigore” in onda ogni lunedì sull’emittente lombarda Antenna
Tre; ecco il curatore della rubrica per il quotidiano
Libero; ed eccolo nelle vesti di commentatore per la
trasmissione radiofonica della radio napoletana “Kiss Kiss”.
Gli investigatori ritengono che Moggi si sia talvolta
servito di alcuni di questi spazi per scredita-re personaggi
coinvolti nella vicenda. In una delle intercettazioni
telefonica, Gennaro Mazzei, ex vicecommissario della Can,
confessa l’idea di prendere parte a Matrix, il programma di
Canale 5. «A fare un po’ di casino… Non vorrei che poi
vuole… come si chiama… l’esclusiva». Moggi: «No, no, te
l’organizzo io, non ti preoccupare». Mazzei: «Mi sembra ‘na
trasmissione dove ridicolizzano parecchio però». Moggi:
«Vale quattro volte il Processo di Biscardi… Fidati di me».
In una telefonata successiva i due parlano di una linea da
tenere. Moggi: «Molto cauto, ma tu puoi dire la verità,
mica, mica… Molto cauto significa che telefonavano tutti (…)
giornalisticamente devi dire: sì mi telefonavano». Mazzei:
«Dirò che non chiamavano solo me, ma io ho assistito anche
alle telefonate di Bergamo e Pairetto, e chiamavano tutti
(…) Hanno fatto un processo mediatico finora e bisogna
mediaticamente impugnarlo». Vengono tirati in ballo
carabinieri, giornalisti, il Sisde.

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I Verbali - 1

Quell’arbitro nella stanza 404
“Prendila, è la sim card segreta”


MARCO MENSURATI

ROMA — Eccola qui, finalmente, la versione
di Danilo Nucini, l’arbitro che dopo essere stato avvicinato
da Moggi e dalla sua cupola decise di non accettare la sim
svizzera e di denunciare tutto all’Inter. Un racconto
suggestivo e avvincente, il suo, dal quale, oltre alle
modalità della commedia moggiana, si evince un dato: e cioè
che se solo l’Inter lo avesse voluto, il coperchio sul
marcio di Calciopoli si sarebbe potuto sollevare già nel
2003: con tre anni di anticipo. Ma l’Inter, misteriosamente,
non volle. Sono le undici del mattino di martedì 12 ottobre
2006. Calciopoli volge al termine, l’Italia è campione del
mondo, la Juventus gioca in serie B e la furia estiva
dell’opinione pubblica è un ricordo sbiadito. Ma in un
piccolo ufficio di Bergamo, davanti a una scrivania c’è
qualcuno che ancora lavora sodo per capire cosa è successo
davvero nel calcio italiano: si tratta del procuratore
federale Francesco Saverio Borrelli e del suo collaboratore,
Federico D’Andrea. Hanno convocato Nucini. E vogliono che
gli racconti tutta la sua storia. Lui è nervoso, agitato —
come sempre, del resto, quando racconta di quel giorno —
però stavolta non può schivare, come fa di solito con i
giornalisti, allora prende fiato, si fa coraggio e comincia.
«Era il 25 marzo del 2003. Fabiani (Mariano, braccio destro
di Moggi, ndr) mi telefona e mi fissa un appuntamento, a
Bergamo, di fianco all’hotel Cristallo Palace (...)».
L’incontro si risolve con poche parole («mi dice che se mi
dimostro loro amico arbitrerò in serie A») e con la promessa
di rivedersi. Cosa che accade di lì a poco. Il 25 settembre
alle 17.30, Fabiani lo chiama e fissa un secondo
appuntamento. In un luogo più misterioso, stavolta:
«All’uscita Greggio dell’autostrada Milano- Torino. Vuole
condurmi a incontrare il suo uomo. Salgo sulla sua nuova
Ypsilon e lui si dirige al primo centro abitato». Qui
Fabiani fa una cosa strana, apparentemente incomprensibile.
Ferma l’automobile davanti a una tabaccheria, compra una
ricarica per un telefonino, poi risale e torna al punto di
partenza: all’uscita Greggio. «Di lì, ciascuno sulla propria
macchina andiamo verso Torino. A Torino andiamo direttamente
all’Hotel Concorde, in via Luigi La Grange. Lì, entriamo
direttamente nella stanza 404. Dove pochi minuti dopo arriva
Luciano Moggi. Dopo i soliti convenevoli Moggi mi dice:
“Adesso ti faccio vedere io”. Prende il telefonino e chiama
a turno i due designatori (Bergamo e Pairetto, ndr) con i
quali sponsorizza il mio utilizzo come arbitro. Poi mi
saluta invitandomi ad ascoltare il suo amico Fabiani. Quando
Moggi lascia la stanza, Fabiani mi consegna una scheda
telefonica e mi invita a comunicare con lui solamente
tramite quella. Scendiamo e ricordo che le chiavi della
Ypsilon erano state depositate nella casella del direttore,
la 303». A questo punto, Nucini fa una lunga pausa. Perché
di qui in avanti si parla dell’Inter e della parte meno
comprensibile di tutta questa storia. «Sono ripartito da
solo per tornare a casa. Ho preavvertito Facchetti che
dovevo assolutamente vederlo perché ero arrivato al cuore
del problema. Subito dopo aver parlato con Facchetti buttai
la scheda anche se della stessa ho annotato il numero ».

(E certo, la "prova" l'ha buttata, e bravo nucini )

Tra
lui e l’ex presidente dell’Inter, aveva spiegato Nucini a
Borrelli e D’Andrea, c’era un rapporto ormai consolidato.
«Con Facchetti mi vidi nei primi giorni di ottobre, a casa
sua, a Cassano D’Adda. E a Facchetti raccontai tutto. (...)
Mi disse che tutto andava denunciato. Su questo concordammo
anche se le nostre opinioni divergevano sulle modalità della
denuncia». Nucini pensava che uscendo allo scoperto da solo
il suo racconto non sarebbe stato credibile. «Facchetti non
intendeva scoprirsi, e questo non per mancanza di coraggio
personale ma solo perché un suo coinvolgimento avrebbe
coinvolto l’Inter in un ginepraio di polemiche che avrebbero
finito per danneggiare la società (...)». Così non se ne
fece niente. «Discutemmo a lungo... poi le nostre
frequentazioni si diradarono fino ad interrompersi».

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Verbali - 2

Moratti: “E io chiamai Tavaroli”

ROMA — L’altra faccia delle dichiarazioni di Nucini sono le
parole di Massimo Moratti davanti a Borrelli. «Temevo che
fosse una trappola. Ricordo che Facchetti mi disse che
Nucini gli aveva raccontato di essere stato una volta
accompagnato al cospetto di Moggi a Torino dove quest’ultimo
gli aveva offerto la disponibilità di un’utenza telefonica
cellulare riservata». Considerata l’«ipotesi trappola»,
Moratti decise di muoversi con cautela: «Ritenni opportuno
fare delle verifiche in merito e a tal fine mi rivolsi al
Tavaroli (Giuliano ex carabiniere, dirigente della Telecom
già indagato nelle inchieste Telecom dalla procura di
Milano, ndr) che conoscevo quale persona capace che curava
la sicurezza per la Pirelli. Intendo precisare che il
coinvolgimento di Tavaroli fu da me ritenuto utile per
tutelare Facchetti affinché questi non compisse passi falsi
nel rapporto con Nucini (...). Non ho mai dato alcun mandato
a Tavaroli per redigere un dossier sull’arbitro De Santis né
ho mai visto alcun documento in merito. Ho appreso solo
dalla lettura dei giornali dell’esistenza del dossier
Ladroni e mi sento di escludere che un simile mandato possa
essere stato dato da Facchetti». Insomma: a Tavaroli Moratti
chiese una consulenza generica sulla vicenda Nucini. In
ordine alla quale Tavaroli disse «che non c’era nulla di
rilevante». Per questo Moratti disse a Facchetti di non
andare nemmeno in procura: «I fatti erano talmente generici
che doveva denunciarli Nucini». Diverso, invece il capitolo
Vieri: «Nel 2001, l’ad dell’Inter, Ghelfi fece svolgere
accertamenti sul giocatore per verificare se mantenesse un
comportamento consono a quello di un atleta. Fu interessato
Tavaroli, che indicò un’agenzia specializzata in
investigazioni ». Ne venne fuori un dossier: «Ricordo
soltanto che c’era scritto che Vieri non era solito bere
alcolici ma correva molto in auto».
(ma.me.)

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Verbali - 3

“Luciano, io voglio te come socio”

Spinelli: no a Briatore e offre il Livorno a Moggi. Foschi chiedeva il manager F1 a Palermo

ANGELO CAROTENUTO

Il MILAN Moggi si tiene aggiornato sulle
mosse del Milan. Al telefono con Luca Cattani (un
giornalista, ndr) dice che sul contratto per Dida si informa
lui. Poi parlano dell’ingaggio di Storari. Moggi: «Stanno
facendo una grandine di cazzate (…) Ma poi è un mezzo
giocatore». C.: «L’imbecillità dei dirigenti...». M.: «No,
ma io stasera parlo co… se no mando a fanculo tutti. Ora non
ci volevo parlà, ma se mi dici di questa cosa qui stasera ci
parlo (…) È una cosa che non mi va bene». Poi, il discorso
scivola su Ronaldo. Cattani: «Gratuito. Gratuito». Moggi:
«Sai che ho pensato io. Non vorrei che mi rimproverassero
che magari non vanno in Coppa dei Campioni, e la colpa è
mia. Lasciamoli operare. Ci vuol poco, ci vuol poco a prende
le colpe che non hai. Poi dopo se no li mando a fanc… e
chiuso… ». Ancora parlando del Milan, Moggi fa riferimento a
un misterioso Capo: «Il problema vero è che potrei
rischiare, pensandoci bene… in pratica poi si ritorce contro
di me, ma se falliscono la coppa dei Campioni. Allora morale
della favola, io stasera parlo col capo… (…) Ma non gli dico
niente… faccio parlà lui e sento quello che mi dice ». C’è
poi il discorso del doping amministrativo. Cattani: «È
uscito fuori che Moratti e Galliani so’ indagati dalla
Procura di Milano». Moggi: «Per doping amministrativo? È
grande. Gua… mo voglio vedè come la mette…».

CARRARO E LETTA
Wiliam Punghellini, presidente della D, dice: «Le pressioni
le ha fatte una persona sola. Carraro (…) Anche Tavecchio ci
ha messo del suo. Addirittura gli ha telefonato Gianni
Letta, hai capito. Per salvare Carraro naturalmente». Poi,
convocato dai pm di Napoli spiega: «È stato Carlo Tavecchio
a confidarmi che lui aveva ricevuto una telefonata da Gianni
Letta il quale ultimo aveva chiesto a Tavecchio se la
decisione di primo grado per Carraro (4 anni e 6 mesi di
squalifica, ndr) era da ritenersi definitiva ovvero se vi
erano speranze di una possibile assoluzione. Tavecchio mi
disse che lui, per parte sua, aveva risposto che riteneva
Carraro estraneo ai fatti». La sentenza di secondo grado
(presidente Piero Sandulli) ridusse la squalifica a una
multa di 80mila euro più diffida. «Nell’ambiente della
Federazione - spiega ancora Tavecchio - era circostanza
notoria quella secondo cui esisteva un rapporto di amicizia
tra Sandulli e Carraro».

LA JUVE E SECCO

Il 5 gennaio Moggi
chiama Secco, ds della Juve. «M’hai cercato?». Secco: «Ieri
avevo bisogno di parlarle
per chiedere una cosa». Moggi
«Occhio mi raccomando perché stanno facendo… ti do un flash…
troppa pubblicità… non vorrei che fosse un tranello… per
tirarti dentro ». E Secco gli chiede un incontro prima di
doversi recare a un appuntamento.

CAIRO E IL TORINO
13 dicembre 2006. Moggi: «Dopo le feste ci vediamo io e te. Tu
non devi spendere tanti soldi, devi scambiare qualche
giocatore… (…) Tanto io lo so quello che vi serve (…) I
soldi falli spendere agli altri ». Cairo: «Infatti. Hai
ragione. Guarda mi sono messo prudente. Senti forse domani
vedo tuo figlio, che viene a trovarmi».

IL GENOA
Moggi chiama l’ex dg Capozucca: «Ma la Lucchese t’ha chiesto
Aurelio? ». Capozzucca: «Sì». Moggi: «A me mi interessa che
gli venda dato».

BRIATORE E IL PALERMO

Il ds Foschi a Moggi:
«Da uno a dieci quante possibilità c’è per te un Briatore
possa prendere il Palermo? ». Moggi: «Ci sono (…) Ma tanto
se venisse lui te ci resti… non ci so problemi (…) Campa
tranquillo. Tu sei il pupillo mio… io le persone non le
tradisco mai». A Foschi Moggi dice che l’arbitrato gli ha
cancellato la squalifica. Foschi: «Stasera faccio champagne…
ti giuro faccio champagne ». Poi Moggi si corregge.

IL SIENA
Per gli inquirenti Moggi si è attivato per la cessione del
club. Claudio Mangiavacchi, ex presidente Siena al ds
Perinetti: «C’è il nostro amico che mi chiama tutti i
giorni». Perinetti: «Penso che ti voglia dire qualcosa per
la società, secondo me lui ha qualcuno… (…) Vogliono fare
un’operazione, che l’unico modo per rientrare nel calcio per
lui è quello lì (…) Avrà qualcuno… con la storia di Giraudo,
Briatore». Mangiavacchi: «Ma è sempre squalificato?».
Perinetti: «Cosa significa? Uno il proprietario lo può fare…
chi ti squalifica come proprietario (…) certo non puoi
figurare direttamente ». Moggi stesso ne parla: «Ho trovato
una cosa importante penso, una finanziaria americana».
Mangiavacchi: «Fai te tanto conosci ogni cosa». E un’altra
volta: «Ti disturbo grande capo? (…) Io aspetto sempre ed
esclusivamente l’ordine tuo. Perché il capo supremo di tutte
le operazioni di tutto il mondo del calcio sei e rimarrai
sempre te». Auriemma dice a Perinetti: «Prima che decidano
hanno da parlà prima col direttore, co Moggi… perché senza
Luciano non fanno niente». Poi Auriemma a Moggi: «C’è un
amico mio che sta comprando il Siena… Diciamo lo stesso
proprietario della Salernitana… Giovanni Lombardo
».

LA SMANIA
Perinetti: «Moggi che non si rassegna e si butta
da tutte le parti, fa un casino… E vabbè… smania… però».

IL LIVORNO -
Il presidente Spinelli chiede consigli
sull’allenatore. «Cosmi lo escluderei», gli dice Moggi.
Rispunta Briatore azionista. E Spinelli: «Devo vendere e
basta. Ho perso 18 milioni. Me lo paghi in due anni, in tre
anni (…) Tu non puoi dirigerla come faresti? Mettiamo
Scapini». Moggi gli consiglia Ventrone preparatore. «Intanto
io rientro sul discorso co’ Briatore». Spinelli: «Ma tu devi
entrare, e non Briatore, a me non me ne frega niente di
Briatore».

GRAVINA E TAVECCHIO

Il 26 dicembre 2006 alle 13 e 06 Moggi chiama Carlo Tavecchio, presidente della Lega
nazionale dilettanti e attuale vicepresidente federale. «In
tutte queste disgrazie non ti sei fatto sentire». Tavecchio:
«Sono stato a vedere senza fare riflessioni, è un mondo
brutto questo». Moggi: «Senti io avrei bisogno di vederti in
questo mondo brutto». Tavecchio: «Quando vuoi».

IL MARESCIALLO

Numerose le conversazioni con Innocenzo Mazzini,
già vicepresidente della Federcalcio. I due sono anche certi
di essere intercettati. Mazzini: «Non sapevo se questo
numero è ancora in funzione…». Moggi: «Cero che funziona».
Mazzini: «Salutiamo il maresciallo e stiamo apposto».

LA NAZIONALE

L’8 gennaio 2007 Mazzini e Moggi parlano della
Nazionale. Mazzini: «Ma secondo te ma che si può fa finta
che tutto vada bene? Quando stasera alle ore 16 e 30 il capo
dello Stato riceve tutta la Nazionale e Gianfranco Carraro».
Moggi: «Addirittura ». Mazzini: «Gianfranco Carraro. Alla
premiazione della Nazionale. Noi trattati come bestie da
tutti e questo che va in televisione a fare il bello, il
puro, il buono, quello che non c’entra nulla (…) Mi sembra
si sia raggiunto il limite della sopportazione ».

IL MESSINA E IL LODO
Giovanni Carabellò, ex dg del Messina, funge
secondo gli inquirenti da collegamento tra Moggi e il
Messina, oltre che essere il riferimento per avere
aggiornamenti sul lodo arbitrale. Dei loro incontri c’è
anche traccia fotografica. Moggi: «Bene… ti sei studiato
bene tutto?». Carabellò: «Maaa. Ci sto provando, perché sa…
è molto lungo, non è una cosa normale, comunque ho visto che
le prime cose non è che sono… assolutamente negative, anzi…
». Moggi: «No, ma che negative (…)
Ci dovremmo vedere a Roma».

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Verbali - 4

“Sul lodo di Carraro
pressioni da Petrucci”

ROMA — Delle oltre quattrocento pagine depositate dalla
procura di Napoli ce ne sono alcune che riguardano
direttamente le presunte «pressioni» esercitate dal numero
uno del Coni Gianni Petrucci sul presidente della Camera di
Conciliazione e Arbitrato (la cassazione dello sport), Pier
Luigi Ronzani. A parlarne ai pm è lo stesso giudice. «La
camera di conciliazione — si legge nel verbale — ha trattato
le vicende relative alle società Lazio, Juventus, Fiorentina
e Milan. E per queste vicende non vi sono state pressioni o
comunque indicazioni o suggerimenti (...) Invece ciò si è
verificato più o meno subito dopo l’istanza da parte di
Franco Carraro ». La sentenza di secondo grado aveva già
ridotto la condanna iniziale di Carraro (4 anni e 6 mesi di
inibizione) a una multa di 80mila euro con diffida. Ma
Carraro chiedeva la completa assoluzione. «Io mi trovavo a
Roma, in albergo, e si presentò a me il presidente Petrucci
il quale ultimo nell’ambito di un contesto più generale
volle affrontare il discorso riguardante Carraro. Disse che
riteneva che un organo del Coni, ovvero la Camera di
Conciliazione, non potesse giudicare circa la posizione di
un membro di Giunta Coni. Suggeriva pertanto di adottare una
decisione di incompetenza poiché secondo il suo parere la
posizione di Carraro doveva essere trattata innanzi al Tar
del Lazio. Replicai dicendo che non accettavo suggerimenti o
indicazioni esterne, tanto più da una persona che ritenevo
non avesse sufficiente preparazione giuridica (...) È vero
che a un certo punto volarono anche parole grosse ma questo
avvenne poiché Petrucci continuamente denigrava la mia
persona (...) Deliberammo di annullare la diffida e ci
dichiarammo incompetenti quanto alla pena pecuniaria». Il
verbale si chiude con una dichiarazione tutta da
interpretare: «Voglio aggiungere che avevo delle perplessità
su talune decisioni del Tar del Lazio», in particolare
quelle relative alle retrocessioni di Messina e Torres,
prima decise dalla Camera e poi annullate dal tribunale
amministrativo: «Il nostro lavoro era giuridicamente
ineccepibile».
(ma.me.)


Qui c'è qualcunoche mente: o Moratti, o Nucini o Tavaroli. Se me ne sono accorto io, dubito passerà inosservato in sede di processo. Ma perchè Nucini non va aconfessare? Ha paura che Moggi gli faccia una macumba? Mah....

ORMAI SIAMO ALLE COMICHE! DOBBIAMO RIBELLARCI!

E' incredibile, pazzeco, assurdo. L'unico giornale che cercava la verità, che non si era genuflesso al potere occulto dei media è stato messo a tecere. Infatti, il 9 gennaio 2008 Giancarlo Padovan, attuale direttore di Tuttosport, verrà sostituito da tal Paolo De Paola. Chi è costui? Nient'altro che l'attuale vicedirettore della Gazzetta dello Sport.

E' inutile far notare una prima grande incongruenza: sotto la guida di Padovan il giornale torinese ha vissuto un periodo di grande splendore, mai visto in tempi recenti. Tutte queste gratificazioni hanno portato all'allontanamento di padovan a favore di De Paola, che come ha già detto è l'attuale vicedirettore della Gazzetta.

Amici miei, ormai è palese quello che sostengo da sempore, ovvero che la stampa italiana è comandata da una lobby che pone e dispone ciò che vuole. Il problema è molto più ampio e non riconducibile solo ad argomenti di nicchia quali il calcio, ma piuttosto alla nostra società e la vita di tutti i giorni. In questa maniera viene meno uno dei presupposti portanti della democrazia: la libertà di stampa, che va di pari passo alla libertà di informazione e di espressione del pensiero, giacchè è spesso condizionato dai media.

Questo paese è ormai allo sbando e lo dimostrano gli stipendi allucinanti dei politici, soprattutto se rapportati ai noi poveri stronzi che lavoriamo tutto il giorno per qualche euro, lo dimostra la presa per il culo dei mutui, talmente gravosi e regolamentati in modo truffaldino, tanto è vero che in molti si sono rovinati la vita stipulando un mutuo. Lo dimostrano la disoccupazione, la povertà, le vergognose leggi che rendono il lavoratore dipendente, specialmente se giovane, peggio di uno schavo, la delinquenza e tante altre schifezze che albergano nell'ex "Bel paese". E in tutto questo marasma i media non altro da fare che condizionare il pensiero popolari su qualsivoglia argomento. Ma pensassero a difendere i poveri cittadini che pagano le tasse e che soffrono, con la stessa passione e costanza con cui trattano certi agomenti. Sono convinto che se lo stesso metodo utilizzato per imporre Calciopoli (perchè di imposizione si tratta, dato che le 0 prove hanno portato a sentenze devastanti) fosse stato utlizzato a fin di bene, ovvero per cambiare certe leggi vergognose e certe condizioni di vita che ci stanno portando al livello dei paesi del terzo mondo, ora saremmo in tutt'altra posizione sociale. Magari la Juve non sarebbe mai retrocessa, magari il calcio ora pulitissimo sarebbe ancora infestato dal mostro Moggi, ma LA NOSTRA VITA sarebbe ben diversa.

Ma come molti insegnano, Calciopoli vale bene questa condizione di merda. E allora tenetevela! Magari però un giorno qualcuno si ricrederà e comincerà a pensare a cose più serie.... Io di tempo ne ho, sono seduto da qualche anno sulla riva del fiume e non vedo l'ora che i cadaveri scorrano leggeri. Solo allora sarò veramente soddisfatto.

La domanda è: COSA POSSIAMO FARE?

La risposta è semplicissima: non dobbiamo farci condizionare dai media e non solo per il calcio, ma per qual si voglia motivo. Siamo tutti dotati di una mente pensante, capace di raccogliere informazioni, elaborarle e farsi una PRORPIA OPINIONE. Non è possibile che un giornalista possa a proprio piacere disporre del pensiero degli altri quando dovrebbe essere solo un freddo cronista. Sinceramente a me, non so a voi, non me ne frega nulla dell'opinione di Tizio sul Manifesto o di Caio, riguardo lo stesso argomento, su Libero. Come non mi deve influenzare e non devo dare importanza ad un articolo benevolo verso la Juve di Tuttosport o contro la stessa della Gazzetta. Devo leggere, acculturarmi, ma assumere una posizione equidistante e distaccata. E' difficile, ma è il primo passo verso una libertà ideologica fondamentale per una corretta democrazia.

Faccio un esempio stupido: prendiamo il giornale X che porta avanti una personale battaglia contro gli extracomunitari e che ogni giorno inserisce articoli livorosi contro costoro e li dipinge costantemente come il vero male dell'Italia, la fonte di tutti i guai. Un assiduo lettore cosa credete che penserà? Nel 99% dei casi si allineerà al pensiero del giornale e odierà gli extracomunitari. Discorso contrario se il giornale Y li dipingesse come gli unici che fanno i lavori che noi italiano non faremmo mai, che sono da capire perchè in quanto esseri unami meritano rispetto, che da noi trovano solo difficoltà data l'onda razzista che ha invaso l'Italia. Ecco, il lettore di Y sarà portato verso un atteggiamento di tolleranza ed accomodanza verso costoro. Stessa cosa per la politica, qualsiasi scandalo scoppiato, lo sport, ecc...

Potete capire che così non va bene. CI VUOLE UN ATTEGGIAMENTO DISTACCATO, LA CAPACITA' DI ASSORBIRE INFORMAZIONI, ELABORARLE E FARSI UNA PROPRIA IDEA INDIPENDENTE. E' possibile che in questo Paese non si riesca a farlo? Certo, s ei media fossero nella maggior parte appartenti ad una Lobby, se i giornlisti invece che raccontare i fatti prendouno una posizione e di conseguenza, come sempre accade, fanno di tutto per indirizzare a proprio piacimento il pensiero della popolazione, beh rendiamoci conto che la situazione è grave e facciamo tutti assieme uno sforzo per cambiarla. Non è difficile, basta volerlo.

Ogni cosa si può cambiare, basta volerlo ed impegnarsi affinchè giustizia sia fatta. Non serve violenza, ma le armi in mano ai cittadini sono tante e potenti: il voto politico ed istituzionale, il boicottaggio di determinati prodotti, la rinucnia ora a determinati beni che risultano essere troppo cari per beneficiare degli effetti in futuro.

Scusate lo sfogo mattutino, ma in questa situazione è impossibile andare avanti. Deve essere cambiata la mentalità degli italiani, ma bisogna farlo e non avere paura.

Mi piacerebbe sapere le vostre opinioni\riflessioni in merito...

lunedì, dicembre 17, 2007

LAZIO-JUVENTUS 2-3

Diciamolo forte e chiaro: bene solo alcuni aspetti della vittoria in terra romana. Innanzitutto i 3 punti, fondamentali per restare in alta quota, poi le ottime prestazioni di Buffon, Zanetti (un fenomeno) e Del Piero, finalmente tonico e decisivo. Il resto è da censurare.

La Lazio gioca molto bene e ci mette troppo in difficoltà, ma noi abbiamo Buffon e Del Piero, loro no (salvo un Pandev in forma mostruosa) e le partite le vincono spesso i campioni. Devo ammettere che non mi siano per nulla piaciute le prestazioni dei nostri sterni bassi (Zebina e Molinaro), troppo timidi e spesso schiacciati dai rispettivi dirimpettai, cosa che soprattutto nel secondo tempo, ha portato ad una continua pressione dei padroni di casa culminata con troppi tiri nello specchio bianconero, la quasi totalità neutralizzati da San Gigi da Carrara (su Rocchi un autentico miracolo che lo conferma numero 1 della storia).

Come dicevo in precedenza trovo fantastiche le prestazioni di Zanetti, autore di una partita mostruosa in contenimento e costruzione (suoi i due assist per il capitano) e Del Piero, mentre molto sottotono i sopracitati Zebina, Molinaro e Nocerino.

Avanti così, ma attenzione: Buffon non può sempre toglierci le castagne dal fuoco!!!

I miei personalissimi voti alla trasferta laziale:

Buffon 8
Zebina 5
Legrottaglie 5,5
Chiellini 6
Molinaro 4,5
Salihamidzic 6,5
Zanetti 8,5
Nocerino 5
Nedved 6
Del Piero 7,5
Trezeguet 6

Tiago 6

All. Ranieri 6,5
- Le scelte iniziali erano praticamente obbligate (anche se io avrei messo Marchionni per Salihamidzic, approvo l'ingresso di Tiago per Nedved.

Voto generale alla prestazione della Juve: 6. Buoni i 3 punti e quale singolo, male il resto. Per una volta la fortuna è stata dalla nostra parte.

Arbitro sig. Brighi 6. Qualche dubbio su 1 rigore per parte: potevano strarci entrambi. Regolare il gol di Trezeguet. Direzione di gara tutto sommato positiva, dato anche il grado di difficoltà della stessa.

sabato, dicembre 15, 2007

PRESENTAZIONE DI LAZIO-JUVENTUS

Per la sedicesima giornata del campionato di Serie A, questa sera allo stadio Olimpico di Roma andrà in scena Lazio-Juventus. I romani saranno sicuramente arrabbiati per l'eliminazione dalla Champions, ma anche stanchi per la partita giocata martedì al Bernabeu contro il Real Madrid.

Molte le defezioni su entrambi i fronti: Del Nero, Diakite, Behrami e Zauri nei biancocelesti, Andrade, Camoranesi e Iaquinta nella Juve.

La Lazio è una squdra in palese difficoltà che ha avuto l'errata presunzione di poter competere su 3 fronti con l'esigua rosa a disposizione, la stessa con la quale è arrivata 3° lo scorso anno, ma nel campionato meno competitivo della storia del calcio italiano.

A mio avviso il punto forte dei romani è il ritmo di gioco, che nelle giornate giuste è asfissiante, mentre quello debole è la difesa, soprattutto negli esterni stante l'indisponibilità di Zauri. I bianconeri devono imporre il proprio gioco attaccando dal primo minuto, anche se l'assenza per influenza di Iaquinta, tra i più in forma negli ultimi tempi, può essere grave.

Con ogni probabilità Ranieri schiererà un 4-4-2 con Buffon in porta, Zebina, Legrottaglie, Chiellini e Molinaro in difesa, Salihamidzic,Zanetti, Nocerino e Nedved in mezzo e Del Piero, Iaquinta davanti. Io, invece, per sfruttare tutti i giocatori offensivi in rosa e per provare ad attaccare sugli esterni giocherei con la difesa ipotizzata, Zanetti e Nocerino a centrocampo, Marchionni, Tiago e Nedved in appoggio a Trezeguet, ovvero con un 4-2-3-1 che da sostanza a centrocampo e grande spinta sugli esterni alti. Naturalmente Del Piero pronto ad entrare qualora ci fosse bisogno di attaccare. Legro e Cheillo dovranno stare ben attenti alla velocità di Rocchi e Panved, nonchè ai frequenti inserimenti di Stefano Mauri, obbiettivo del mercato invernale dei bianconeri (io comunque non lo prenderei). A centrocampo i laziali sono molto tosti, in virtù del modulo che prevede 3 centrali (Mudingayi, Ledesma e Mutarelli) alle spalle di Mauri. Per non andare in sofferenza servirà si una grande prova di Nocerino e Zanetti, ma anche l'aiuto dei due esterni e della seconda punta. Se tutto questo avviene, la vittoria è più che probabile.

L'errore da non commettere è quello di credere che la pessima Lazio di questa stagione sia anche starera arrendevole come contro Inter e Roma perchè non sarà così: vorranno si iscattarsi dall'eliminazione dalla Champions, ma anche fare bella figura coi propri tifosi contro gli accerrimi nemici juventini.

Il mio pronostico, questa volta, è piuttosto certo: 1-3 con reti di Nedved, Chiellini e Trezeguet, prima del gol della bandiera di Ledesma su punizione.

Forza ragazzi, vincete ancora una volta per noi!!!

giovedì, dicembre 13, 2007

STORIA DI UN GRANDE AMORE

SUPERESPERTI DI JUVE, TOCCA A VOI

Vi pongo una domanda che ci sta letteralemnte distruggendo in una discuddione su j1897.com

La coppa misteriosa

La foto qui sopra rappresenta Bettega davanti alla sala dei trofei juventini. Sappiamo tutti che le Supercoppe Europee in bacheca sono 2, ma qui ne vediamo 3. Dopo molte ricerche, e grazie anche all'aiuto di Roberto Beccantini, abbiamo convenuto che quella a sinistra è la Supercoppa vinta nel 1984 contro il Liverpool in qualità di vincitrice della Coppa delle Coppe, mentre uan delle due simili è quella vinta nel 1996 contro il PSG in qualità di Campioni d'Europa.

Dopo grandi discussioni abbiamo convenuto che la coppa misteriosa è quella mai giocata nel 1985 in seguito alla tragedia dell'Heysel (contro l'Everson squlificato come tutte le squadre inglesi) che la UEFA ci ha postumamente dato, oppure una coppa celebrativa per essere stati, nel 1987, la prima squadra ad aver vinto tutte le competizioni Europee.

Il mistero continua e la Società Juventus, interpellata per mail, non risponde in merito.

Qualcuno di voi sa risolvere quetso mistero?

Abbiamo notato anche questa curosità relativa al sito della FIFA.

Juventus Football Club
City: Turin
Founded: 1 November 1897
Honours:
1 Intercontinental Cup (1985)
1 Toyota Cup (1996)
3 European Super Cups (1984, 1996, 2002)
2 Champions Leagues (1985, 1996)
1 Cup Winners' Cup (1984)
3 UEFA Cups (1977, 1990, 1993)
27 Italian Championships: 1905, 1926, 1931, 1932, 1933, 1934, 1935, 1950, 1952, 1958, 1960, 1961, 1967, 1972, 1973, 1975, 1977, 1978, 1981, 1982, 1984, 1986, 1995, 1997, 1998, 2002, 2003.
9 Italian Cups: 1938, 1942, 1959, 1960, 1965, 1979, 1983, 1990, 1995
Legendary players:
Giampiero Boniperti, John Charles, Omar Sivori, Dino Zoff, Roberto Bettega, Franco Causio, Claudio Gentile, Gaetano Scirea, Marco Tardelli, Paolo Rossi, Zbigniew Boniek, Michel Platini, Didier Deschamps, Alessandro Del Piero.
Record:
Juventus were the first club to win three different European titles (Champions League, Cup Winners' Cup and UEFA Cup).
Official website:www.juventus.it


Secondo questo sito la Juve ha vinto anche la Supercoppa Europe nel 2002, quando tutti sanno che l'ha vinta il Real Madrid. Ora è difficile pensare ad un errore del sito internet, quindi la verisone più gettonata è questa: quella coppa è effettivamente quella non giocata nel 1986 contro l'Everton ed è stata riconoscita nel 2002, ma senza i canoni dell'ufficilaità (infatti la Juve la espone in bacheca ma non nel palmares).

Il mistero non ha fine e prego chiunque avesse indicazioni a scriverle.

Vi lascio con altre foto:

Il palmares nel 1986
Il palmares nel 1986



La sala dei trofei da un'altra visualeUn'altra immagine della nostra bacheca, in cui si notano chiaramente 3 Supercoppe Europee



Aiutateci a risolvere l'arcano....

GOOD LUCK, MR. CAPELLO

Come felicemente anticipato lo stesso giorno dell'eliminazione dell'Inghilterra dall'Europeo, Fabio Capello si sta apprestando a firmare per la nazionale d'oltre manica. Per lui il coronamento di un sogno, per gli ex maestri del calcio la miglior scelta possibile per tornare, o almeno provarci, ai fasti di un tempo.

Fabio non è certo una persona simpatica e a modo, ma ha una caratteristica chje lo rende unico: vince e non guarda in faccia a nessuno. Esattamente ciò di cui ha bisogno una nazionale allo sbando, umilata nell'ultima partita disputata sotto la fallimentare gestione McLaren. E necessario, infatti, un'iniezione di disciplina e di fiducia nonchè una persona che imponga la propria autorità e che sia capace di scelte impopolari ma doverose.

Capello, il quale non nascondo di stimare profondamente, incarna esattamente la mentalità mia: vincere, non importa come o a che costo, purchè fatto nella più totale legalità e sportività. Non prenderle è alla base di ogni vittoria, l'organizzazione viene prima dell'estro di talenti puri ma spesso discontinui. Su questi presupposti si basa il calcio cappelliano, in totale antitesi con Arrigo Sacchi, eterno esteta del calcio, osannato da più parti nonostante i pochi successi conseguiti e tutti alla guida di una fuoriserie.

Come ho già detto in precedenza, questi sono i requisiti utili alla riscossa inglese che, potete scommetterci, ci sarà. Il tecnico di Pieris non ha mai nascosto il sogno di allenare quella nazionale ed è sempre stato attratto dalla sfide impossibili: al Milan dovette raccogliere l'eredità di Sacchi e uan squadra da tutti ritenuta finita. Furono 4 scudetti in 5 anni, 1 Champions League e altri trofei vari. Certo, il tutto alla guida di una squadra mostruosa, ma il modo in cui dominavano le partite era eloquente. Il salto poi a Madrid, in uno dei peggiori Real, qualitativamente parlando, degli ultimi anni e contro un Bercellona stellare, forte della stella Ronaldo. Contro tutte le previsioni fu anche in quel caso scudetto, prima di comemttere il rimpianto errore di tornare a Milano in una squadra terribilmente scarsa, che non avrebbe salvato nemmeno un santo. Poi la grande sfida di riportare lo scudetto a Roma: in 5 anni ne vinse uno e collezionò 2 secondi posti, un expilot difficilmente ripetibile nella capitale. Dopodichè la contestata fuga in bianconero, in una Juve mai così a terra (ricordate come eravamo messi nella stagione 2003\2004), che portò a vincere indiscutibilemnte i due scudetti revocati dall'ingiustizia sportiva, creando una squadra praticamente imbattibile. Infine, il ritorno a Madrid salutato prima enfasi dagli spagnoli: il poco gioco e i continui insuccessi gli valsero l'umiliazione dei fischi del Bernabeu, ci contro un Barcellona dei fenomeni che vinceva e incantava. Beh, ricordate chi ha vinto lo scudetto?

Questo è Fabio Capello, controso ed imprevedibile, ma vincente. Questo è ciò che serve ad una squadra a pezzi, ma profondamente ferita nel loro immmenso orgoglio. Eviterei di fare l'errore di sottovalutare l'Inghilterra cappelliana: giocherà male, ci saranno esclusioni eccellenti, ma statene certi si saprà col tempo far valere. Naturalemnte sarà da verificare l'adattamento di Fabio ad una realtà diametralmente opposta a quella del club, dove i giocatori sono seguiti da vicino 365 giorni l'anno o quasi, dove si può chiedere al predisnete qualche campione per rinforzare la rosa (tipico di Fabio), mentre in questo caso dovrà prima selezionare i giocatori, poi allenarli solo in funzione della partita da disputare, il che è molto diverso dalle sue abitudine. Ma con le capacità e la cultura del tecnico di Pieris, sono più che convinto che vincerà quest'ennesima sfida, e non mi scandalizzerei se l'11 luglio a Johannesburg la sua mascella verrà nuovamente portata in trionfo ed applaudita da una nazione intera.

Il mio cuore è totalmente bianconero, con qualche sfumatura di azzurro. Da oggi, però, una piccola parte batterà per L'Inghilterra. E, sinceramente, non me ne vergogno.

martedì, dicembre 11, 2007

SONO ORGOGLIOSO DI VOI!

Guardate questo meraviglioso topic in j1897.com

I tifosi juventini che parlano col sorriso sulle labbra degli errori arbitrali a loro favorevoli. Secondo voi esiste un altra tifoseria che riesce a ridere su queste cose e fare quasi autocritica, nonostante tutto quello che è successo e ben sapendo che interisti, milanisti, romanisti, granata, ecc... non aspettano altro?

Come ripeto da sempre: FIERO DI ESSERE BIANCONERO!

A noi sul calcio piace ancora scherzare. E a voi?

lunedì, dicembre 10, 2007

JUVENTUS-ATALANTA 1-0

E così è andata in porto un'altra vittoria sofferta, combattuta ma completamente meritata. A Torino la Juve si è imposta solo all'85° minuto grazie ad un bolide di Nedved, ma nel complesso ha dominato una buonissima Atalanta, troppo rinunciataria e che ha badato solo a difendersi. Giocando così, contro campioni quali Nedved, Trezeguet e compagnia è difficile pensare di strappare un pareggio. L'errore dei bergamaschi è stato quello di restare bassi, favorendo la continua pressione juventina, culminata con la rete del biondo di Cheb, alla prima perla del campionato.

Alla veneranda età di 36 anni, Pavel tiene in corsa la Juve con un gol dei suoi. L'Inter, sebbene aiutata sistematicamente dagli arbitri è troppo forte e farà un campionato a se, ma per i restanti 3 posti utili a qualificarsi pe rla Champions possiamo certamente dire la nostra. La Roma è forte, ma come ripeto sa sempre sbaglia spesso contro le piccole e non vince se non gioca al massimo (e giocare perfettamente per un intero campionato è impossibile), il Milan è molto indietro e nell'anno nuovo avrà un calendario fittissimo causda i recuperi di campionato e le partite ad eliminazione diretta di Champions, che inevitabilemnte toglieranno ai rossoneri preziose energie fisiche e mentali in campionato, dato che da sempre la priorità della squadra Campione d'Europa è rivolta alla competizione continenatale e non a quella nazionale. La Fiorentina è in netta discesa, ma resta una seria pretendente al piazzamento Champions, forte anche di un Frey monumentale. L'dinese non smette di stupire, ma mi sembra di rivedere la fotocopia del Catania dello scorso anno: andata di cmapionato pazzesca, con un incredibile 4° posto, poi un crollo verticale nel ritorno con salvezza all'ultima giornata. I bianconeri sono molto più forti di quel Catania, ma l'allenatore è lo stesso, ovvero quel Marino che pratica un gioco offensivo, divertente e redditizio, ma a mio avviso solo finchè gli interpreti riescono a reggere quei ritmi forsennati. Una menzione particolare per 2 giocatori friulani: Di Natale, talentuosissimo trequartista e Inler, sicuramente assieme a Legrottaglie la miglior sorpresa della stagione. A mio avviso l'Udinese non reggerà a questi livelli, ma resta una mina vagante per qualsiasi avversaria.

Tirando sue somme, per i 4 posti a disposizione inerirei naturalemnte l'Inter, la Roma e 2 tra Juventus, Milan e Fiorentina. Se devo scommettere 10 euro li giocherei sull'esclusione dei rossoneri. Il gioco che satnno facendo da qualche stagone, ovvero non impegnarsi in campionato e spendere tutte le energie in Champions è redditizia solo se finisci al 4° posto e vinci la Coppa, ma in caso contrario hai toppato. Inoltre se le avversarie sono competitive (non come la scorsa stagione) e non entri nelle prime 4, rischi le pesanti ripescussioni economiche e di immagine che l'esclusione dalla massima competizione continentale porterebbe.

Ma torniamo a noi, quindi alla Juve. Come dicevo in precedenza, buona prova ma non eccelsa, dati gli innumerevoli errori sotto porta, figli di poca precisione ma anche di alcune straordinarie parate di Coppola. Buonissima la prestazione di Molinaro, finalmente convincente e non la solita partita essenziale, così coem quella di Nedved, Nocerino e Del Piero, entrato nella ripresa e autore della scossa ai compagni. Conferme positive per Buffon, Chiellini e Legrittaglie, mentre da rivedere Palladino, Marchionni e Iaquinta. In questo caso solo l'ultimo è scusato in quanto gioca spesso e spesso è decisivo.

I miei personalissimi voto:

Buffon 6,5
Zebina 6,5
Legrottaglie 6.5
Chiellini 7
Molinaro 7
Palladino 5
C.Zanetti 6
Nocerino 7
Nedved 7
Iaquinta 5,5
Trezeguet 6

Marchionni 5.5
Del Piero 6,5
Tiago s.v.


All. Ranieri 6. La formazione inziale è quella che io avreio schierato, salvo Marchionni al posto di Palladino. Non mi è piaciuto nei cambi, tranne ovviamente l'ingresso di capitan Del Piero. Bene i tre punti, ma in certe partite si dovrebbe osare di più.

Voto generale alla prestazione della Juve: 7. Per fortuna che Pavel ci ha messo lo zampino, altrimenti sarebbe stato un scialbo 0 a 0. Ciò non toglie che i ragazzi hanno giocato molto bene, provandoci dal primo all'ultimo minuto. Bene così.

Arbitro Sig. Orsato 6. Non dirige male, ma è piuttosto allineato agli altri fischietti (nel dubbio, sempre contro alla Juve). Non fischia un rigore non nettissimo su Iaquinta, ma questa non è una novità) e uno su floccari che però non c'è. In occasione del gol partita è bravo a non farsi ingannare dal tuffo di Carrozzieri: Del Piero li contende regolarmente la palla e da li nasce il gol partita di Nedved.

domenica, dicembre 09, 2007

QUALCHE VIDEO SU JUVE-INTER 1-1

Ecco a voi qualche video, allo scopo di rendere a tutti chiaro cos'è stato per noi Juve inter.

Iniziamo con l'atmosfera che si respirava all'Olimpico:



Proseguiamo con qualche coro





E finiamo con un bel video sulla partita:

sabato, dicembre 08, 2007

PRESENTAZIONE DI JUVENTUS-ATALANTA

Per la 15° giornata di campionato i bianconeri affronteranno all'Olimpico di Torino una delle squadre più in forma del momento, ovvero l'Atalanta di Gigi Del Neri.

Con Camoranesi ed Andrade infortunati, mister Ranieri ha molte scelte da poter fare. Sembra infatti che giocherà la formazione tipo, con Iaquinta e Trezeguet in attacco. A mio avviso, dato anche il modulo e o stile di gioco di Del Neri, quella che il nostro mister dovrebbe mettere in campo è esattamente a formazione che io schiererei, ovvero Gigi in porta, Zebina, Legrottaglie, Chiellini e olinaro in difesa, Marchionni, Zanetti, Nocerino e Ndved a centrocampo, Iaquinta e Trezeguet davanti, con Tiago e Del Piero pronti ad entrare a partita in coso.

Il pronostico, questa volta, è più facile che in precedenti occasioni. L'Atalanta è forte e gioca bene, ma avrà la pancia piena dal successo col Napoli e se si riesce a fermare il fantastico Doni, la vittoria è più che probabile. Direi un 3 a 0 con doppietta di Nedved e rete di Trezeguet.

Forza ragazzi, come contro il Palermo, vincete per noi!!

venerdì, dicembre 07, 2007

CONFRONTO MOGGI-LUNA-RENGA

Voglio proporvi, per chi non l'avesse visto, il confronto tra Moggi, Luna e Renga andato in onda a Temporale, trasmissione di Canale Italia e diretta da Pierluigi Diaco.

Innanzitutto 2 parole su Diaco. Devo ammttere che è davvero un bravo giornalista, forse uno dei pochi, se non l'unico, che FA vero giornalismo, trattando temi scottanti con imparzialità e competenza. Nel caso specifico ha posto domande scomode sia a Moggi che a due giornalisti, ma soprattutto non ha messo Moggi tra i cattivi e i due moralisti tra i buoni come qualsiasi altro avrebbe fatto.

Complimenti vivissimi a Diaco. Non fatevi trarre in inganno dal fatto che lavora in una piccola emittente locale, ma anzi sono convinto che il suo modo di fare (che apprezzo molto) gli sia costata una crescita professionale sicura. A leccare i piedi si fa carriere, specialmente in Italia, e merita menzione un vero professionista che non si fa metetre i piedi in testa da nessuno. Esattamente il contrario della maggior parte dei giornalisti italiani.

Di seguito il dibattito completo, scaricabile da www.ju29ro.com sezione download.


L'INIZIO: DIACO-MOGGI
Diaco: Oggi per la prima volta a Temporale proveremo ad uscire fuori dalla dialettica politica per occuparci di calcio. Chi vi parla è un modesto tifoso della Roma e non conosce a fondo la questione ma se ne è occupato parecchio in questi mesi e ha studiato le carte per capire perché un protagonista del calcio si dice vittima di una campagna mediatica. Come sapete i garantisti sono quelli dell'ultimora e si svegliano in ritardo, le intercettazioni telefoniche sono diventate uno strumento abituale per condanne morali che vengono date immediamente... Questa sera Ne parliamo con un protagonista autore di un libro di cui si sta parlando molto, "Un calcio nel cuore". L'autore è Luciano Moggi.
Moggi: Buonasera. Grazie dell'invito.
Diaco: Accanto a lui: è stato per molti anni un giornalista molto vivace di Repubblica e del gruppo Espresso e dal qualche tempo dirige Il Romanista che è un quotidiano che fa parecchio parlare. Riccardo Luna.
Luna. Buonasera.
Diaco: Accanto a lui un autorevole giornalista del Messaggero, Roberto Renga.
Renga: Buonasera.
Diaco: Prima di entrare nel merito e guardare la copertina che ricostruisce i fatti, vorrei fare alcune domande a Moggi. So che nei mesi scorsi ha avuto molte proposte. Alcune si possono dire altre no. So che se Lippi andrà al Milan, Berlusconi la vorrebbe lì. In quel caso, è non è fantapolitica, Moggi sarebbe pronto?
Moggi: Prima vorrei sistemare le mie cose, che mi stanno a cuore molto perché tutto quello che è stato detto è fatto deve avere un fine e deve avere una fine.
Diaco: Ma è vero che c'è stata proposta di Berlusconi?
Moggi È vero, è vero. Ma Ancelotti sta facendo un buon lavoro con il materiale che ha che non è il non plus ultra e che di fronte all'Inter non abbia da poter controbattere...
Diaco: Ma se il ricorso al Tar sulla sua squalifica il 13 dicembre dovesse avere un buon esito?
Moggi: Proprio su questo ho ricevuto oggi la notizia che il Tar è stato rinviato improvvisamente al 13 marzo.
Diaco: È una cosa di poche ore fa, ma se la vicenda si dovesse risolvere, lei sarebbe pronto ad accettare proposta del presidente Berlusconi?
Moggi: Se il presidente Berlusconi fosse ancora d'accordo non ci sono dubbi. Ma il discorso della mia squalifica è comico se non fosse una cosa che agli interessati non fa sorridere. Tenga presente che nel secondo processo sportivo, dove il presidente Sandulli ha detto che io dovevo essere processato perché non avevo dato le dimissioni in tempo... successivamente il 21 giugno di quest'anno è venuto fuori il problema della telefonata che io feci per Alessandro (suo figlio, Luciano fece pressioni e minacce a dirigenti Figc per evitargli una squalifica, ndr) per la quale mi sono stati comminati sei mesi di squalifica. Io mi ribellai, feci dei passi con gli avvocati e questa squalifica mi è stata tolta perché faceva fede lo status... E sa chi era presidente di questa commissione?
Diaco: Lo dica lei.
Moggi: Sandulli (il presidente della Corte federale che in appello ha confermato i 5 anni di squalifica a Moggi, ndr).
Diaco: Ci torneremo meglio dopo. Se lei dovesse tornare in campo come dirigente di una squadra e se questa squadra dovesse essere il Milan, quale valore aggiunto potrebbe portare?
Moggi: La mia esperienza. E la capacità di sapere vedere giocatori e formare le squadre. Ma dopo averle formate le squadre devi saperle tenere in pugno.
Diaco: A proposito di politici, qualche giorno fa ho letto sulla Gazzetta dello sport, una intervista di Antonio Di Pietro, che so averle chieste anche dei biglietti, in cui sostiene di non averla mai incontrata, di non avere nulla a che fare con lei e si spende in aggettivazioni pesanti nei suoi confronti...Come stanno le cose?
Moggi: Di Pietro ha detto che non mi conosce, ma ci siamo incontrati in tempi per lui abbastanza burrascosi, quando c'è stata la partita con il Real Madrid o con il Barcellona a Torino. Lui è venuto ed è stato due ore con me Bettega e Giraudo, addirittura ci ha detto che aveva 260 cause...
Diaco: Sta dicendo che il ministro ha detto il falso?
Moggi: Esatto.
Diaco: Le ha chiesto qualcosa?
Moggi: Non avevamo grandi rapporti...
Diaco: Qualche biglietto?
Moggi: Si, in quell'occasione sì. Aveva anche un codazzo abbastanza numeroso e li sistemammo tutti. Non c'era nulla di male, ma quello che mi ha turbato è leggere che non mi ha mai visto e conosciuto.
Diaco: In questi mesi ha avuto manifestazioni di attenzione o solidarietà da esponenti di governo e del centrosinistra?
Moggi: Nooo, mai cercato solidarietà.
Diaco: Con Mastella ha un rapporto telefonico però.
Moggi: Con Mastella siamo amici ma l'amicizia non vuol dire telefonarsi centomila volte. Ma ho anche fatto trasmissioni tv come Confronti con Moncalvo dove c'era Baccini che è una persona che...
Diaco: Lei è stato a Confronti, a Buona Domenica il giorno della tragica vicenda del tifoso Sandri e quindi ci tornerà domenica. E poi ha avuto una terza partecipazione, dolorosa per la sua immagine, da Daria Bignardi. Ma è vero che Quelli che il calcio le ha chiesto di andare e lei ha detto no?
Moggi: No. Guardi l'anno scorso sono andato anche da Ravezzani ad Antenna 3. Perché era un momento per in cui mi dovevo difendere e dovevo fare sapere agli italiani quello che non avevo fatto... ma quest'anno non c'è nemmeno bisogno di difendersi, avevo parlato di sorteggio regolare e un tribunale lo ha accertato, avevo parlato di Telecom ed è venuto fuori lo spionaggio, avevo parlato di processi sportivi aggiustati e nelle dichiarazioni del presidente Ronzani ad un pm di Bologna è stato confermato... Avevo visto giusto su tutto. È inutile difendersi, sono i fatti....
Diaco: Ok, ripercorriamo i fatti con la copertina. (parte il filmato)
LUNA-MOGGI: IL CONFRONTO 1
Diaco: Vorrei ripercorrere la situazione legale. La Procura di Torino ha archiviato dopo sei mesi di indagine sia l'inchiesta sui sorteggi truccati che sulle intercettazioni. Il tribunale di Roma dopo due gradi di giudizio ha scagionato Bergamo e Pairetto per i sorteggi truccati condannando il giornalista Teotino. Il tribunale di Roma ha iniziato le udienze per la Gea. Davanti tribunale di Napoli il 15 dicembre si discuterà il rinvio a giudizio per 37 indagati, fra cui anche Moggi, per associazione a delinquere e frode sportiva. E, è notizia di adesso, è stato spostato al 13 marzo il ricorso al Tar sulla squalifica di 5 anni di Moggi con proposta di radiazione. Bene, Luna e Renga, chi abbiamo davanti a noi oggi? So che Renga ha avuto anche querele con Moggi...
Moggi: Ma gli facevo uno sconto...
Diaco: Luna chi è Moggi? Uno che millanta, uno che si sta difendendo una vittima di una campagna mediatica?
Luna: Abbiamo davanti il più grande bugiardo del calcio italiano. Una volta era un vanto per lui, era famoso per le sue bugie, diceva delle fantastiche bugie, si diceva. Poi abbiamo scoperto che non erano fantastiche: erano gravi. Ora io mi chiedo: perché dovremmo credergli oggi che le legge, in quanto imputato, gli dà il diritto di dirle le bugie? Dopo che le ha dette per una vita.
Moggi: Posso rispondere con tutta tranquillità. Le bugie ai giornalisti erano un obbligo, io rispetto il lavoro dei giornalisti ma va rispettato anche quello di una società di calcio. Se dico a un giornalista che voglio comprare un giocatore...
Diaco: Ma quanto gli interessi di una società possano e debbano invitare un direttore generale ad avere un rapporto scorretto con le comunicazioni da dare all'esterno?
Moggi: Ma coi giornalisti parlavamo solo di calciomercato. Chi compri, chi vendi...
Luna: E no. C'è almeno una bugia grave. Ogni volta noi le chiedevamo: possibile che lei abbia rapporti con la Gea che è di suo figlio? E lei rispondeva: mio figlio alla Juve non parla con Luciano Moggi, parla con Bettega e Giraudo.
Moggi: Ed è la verità.
Luna: No, nelle intercettazioni lei con suo figlio parla tutti i giorni di giocatori della Gea. E nel caso specifico di Mutu lei tratta un giocatore, dice al figlio di prendersi la procura e di parcheggiarlo al Livorno. E poi lo riprende alla Juve. La Gea, per cui c'è un processo per associazione a delinquere che la vede imputato.
Moggi: Posso rispondere? E' stata fatta una indagine sui giocatori della Gea alla Juve e ne hanno trovati 2. Uno mi sembra Chiellini e uno Mutu.
Diaco: Scusi erano tre, c'era anche Blasi.
Moggi: Sì ma vorrei dire... io non guardo in faccia alla Gea o ad altri, vado a comprare giocatori buoni e basta. E non posso evitare di parlare con mio figlio. Primo, perché è mio figlio e un padre deve parlare con il figlio...
Luna: Ma non dei giocatori. È lei che ha sostenuto il contrario.
Moggi: Caro Riccardo Luna io parlo con mio figlio, questo è un rapporto padre e figlio. Lei però non ha notato o non ha voluto notare una cosa importante. Quando mio figlio mi dice: vuoi Oddo, vuoi Liverani? Io gli dico: non mi interessano, non fanno per la Juve. Se mi propone Mutu, perché è lui che mi propone Mutu, io gli dico sì.
Diaco: Appare singolare se non sorprendente per un giornalista che il piano privato e quello pubblico si intreccino in modo diabolico.
Moggi: Ma sa come ho preso Mutu? A parametro zero. E poi l'hanno venduto male. Il signor Riccardo Luna mi dovrebbe dire che sono stato bravo.
Luna: Lei è stato ancora più bravo con Zidane. Lo vende per 150 miliardi di lire. Ma non ho capito perché l'affare viene perfezionato a Lugano, in Svizzera. E l'agente Fifa è suo figlio. Quanto prese di commissione su quell'affare?
Moggi: Lei ha sbagliato tutto, su questo non ha preso nessuna commissione.
Luna: Lei ha querelato Marc Roger che ha raccontato che suo figlio prese 6,1 milioni di euro in banconote di piccolo taglio?
Moggi: Lei nemmeno sa chi è Marc Roger.
Luna: Per me lui e lei siete pari.
Moggi: Allora lei è molto peggio di Marc Roger.
Diaco: Dite al pubblico di cosa state parlando.
Luna: Io Moggi non lo capisco.
Diaco: Mi sa invece che vi siete capiti benissimo.
Moggi: Tenga presente che Marc Roger è in galera. Ora Roger dovrà dimostrare quello che ha detto.
Luna: Lei però non lo ha più querelato.
Moggi: Lei che ne sa?
Luna: Lo dice Roger.
Moggi: Ma il suo libro non è uscito. Mi dica, è uscito il libro?
Luna: Ancora no, è uscita una intervista.
Moggi: E allora vede, lo faccia uscire e poi vedrà se lo querelo.
Luna: Ma suo figlio quel giorno era a Lugano con lei?
Moggi: No. A Lugano c'era Fiorentino Perez,
Diaco: Renga, chi è Luciano Moggi.
Renga: Ce ne sono due. Uno simpatico a tutti. All'inizio. Io lo chiamavo Pinocchio quando era alla Lazio.
Diaco: Beh, se le cose stanno come dice Riccardo Luna c'è una complicità dei giornalisti...
Renga. Certo. Era il momento in cui lui era per tutti i giornalisti italiani "il re del mercato". Tutti lo chiamavano: Lucianino, Lucianino, dammi una notizia. Io pure una volta gli chiesi un favore, la Lazio mi aveva lasciato a piedi e mi trovò un posto sull'aereo.
Diaco: Vabbé, ma queste cose che non si possono sindacare.
Renga: Questo era il Moggi fino a Napoli, il miglior direttore sportivo d'Italia. Moggi alla Juventus è un'altra persona, perché è un altro ambiente. Inserito nella Triade, arrivavano negli stadi accolti dagli insulti. Alla Juventus, Moggi, Bettega e Giraudo pensavano che lì tutto fosse permesso. Dicevano sempre: lo fanno tutti. Ricordate il processo per eccesso di medicine? E poi calciopoli? E loro sempre a dire: lo fanno tutti lo facevamo per difenderci. Non si sono resi conti che hanno ecceduto.
Diaco: Qualcuno ha fatto il paragone con Tangentopoli. Un sistema politico andava mandato a casa, hanno pagato il partito socialista, Bettino Craxi, la Dc, poi la storia fa il suo corso e ha persino rivalutato Craxi. Sui moggi l'Italia è preparata. Se Moggi ha questa simpatia e solidarietà e il libro sta vendendo, forse il Paese ha capito che in Calciopoli chi ha dovuto pagare per tutti è questo signore.
Renga: Non c'è dubbio che sia un personaggio simpatico, e la gente diceva: ha la battuta pronta. Andava alla Rai e non era l'ospite ma il padrone.
Diaco: Per padrone che intende?
Renga: La maggior parte dei colleghi giornalisti erano pronti a dire, dai ti faccio da zerbino. Quando è stato in difficoltà, io scrissi un pezzo per dire ma porca miseria ma in Italia fino a ieri tutti a dirgli "dai calpestami" e adesso tutti a dire mai visto? Mi erano arrivate anche brutte storie, che poteva anche tentare il suicidio e io, che ero stato il suo peggior nemico, scrissi: "Preferisco Moggi".E lui il giorno dopo mi ha telefonato per ringraziarmi. Io ho visto una volta la famosa cena delle beffe degli arbitri italiani che si mettono in ginocchio e quasi gli baciano la mano
Luna: E lui con l'altra gli dava le schede telefoniche.
Moggi: C'era chi aveva l'S120 in tasca che poteva intercettare e non essere intercettato...!
Luna: E le schede telefoniche gli arbitri da chi le hanno avute? Da una persona che diceva di averle prese per lei.
Moggi: Vai a domandarlo all'arbitri. Io ho visto i grafici con le partite incriminati e telefonate. Per tuo parere, la somma di quelle partite dà alla Juve 17.5 punti e al Milan 21.5 punti. Il che vuol dire che o ero un cattivo centralinista o che gli arbitri non facevano il loro dovere.
Diaco: Prima di concludere. Lei mandava un collaboratore a Chiasso per prendere le schede. Quante ne ha acquistate? E perché?
Moggi: Quando capito che mi sono accorto che mi stavano intercettando ho cercato di nascondere le mie cose, mi sono difeso.
Diaco: Chi le ha detto che non fossero intercettabili?
Moggi: Ho provato a fare qualcosa di diverso, a fuorviare le cose.
Diaco: Ma lei stato informato che Telecom aveva tutto l'interesse ad ascoltare le sue telefonate? E dietro Telecom c'era l'inter?
Moggi: Non so, il presidente era Tronchetti Provera, il vice era Buora.
Diaco: Quindi c'era l'Inter?
Moggi: Tronchetti era l'alter ego di Moratti e Buora era vice presidente dell'Inter. E poi Riccardo Luna le dice tutte, ma non tutte. Si legge una deposizione di Tavaroli in cui si dice che Tavaroli viene chiamato nell'ufficio di Moratti, c'era Facchetti, e viene deciso di incaricare Cipriani di fare quello che è stato fatto.
Luna: Di pedinare De Santis.
Moggi: È lì che ti sbagli, i fascicoli sono due "Ladroni" e "Como", ci siamo dieci o undici persone e tutti questi chiederanno i danni. Lì verrà fuori la verità di Calciopoli. Ti faccio una domanda.
Diaco: Si improvvisa conduttore.
Luna: Il vecchio vizio di fare il padrone.
Moggi: Ma con persone come te serve il vecchio vizio. Perché tra telecom e Inter si litiga per chi debba pagare il conto?
Luna: E io le chiedo perché lei chiama l'arbitro Racalbuto la notte prima di Roma-Juve?
Moggi: Una associazione a delinquere ha dei sodali, no?, se sono sodali a che serve telefonare?
Luna: Non lo so, ma lei ha telefonato.
Moggi: No, non ho mai telefonato a nessuno.
Luna: E' falso.
Moggi: Sì, l'hai sentito tu.
Diaco: Renga, a quali domande Moggi non mai risposto?
Renga: Una che gli vorrei fare. Sei stato tu a corrompere il calcio italiano? Ho letto il libro, conosco Moggi da trent'anni...
Moggi: Non lo dire che poi fanno i conti.
Renga: Qui c'era la Juve, la Triade che teneva i rapporti col potere politico, le medicine, gli arbitri, il presidente Carraro che ho eletto io... E dall'altra parte c'era una società, il Milan che, secondo il libro, si sarebbe mosso pesantemente dopo che Berlusconi aveva chiamato Moggi per affidargli il Milan, e quindi sarebbe stata una vendetta da parte di certi settori del Milan. E poi c'è l'Inter che non aveva mai vinto, con queste famose intercettazioni. Sono tre, ma chi ha fatto nascere tutto? Di Moggi si dice è il più bravo di tutti, e che vuol dire? Che sa corrompere meglio gli arbitri! Nel calcio italiano questo vuol dire essere il più bravo.
Diaco: Renga lei è insidioso perfido. Sembra che faccia dei complimenti ma poi dipinge Moggi come il Marilyn Manson del calcio italiano.
Renga: No, è il figlio del sistema del calcio italiano. Se non sai strizzare l'occhio non sei nessuno, se non fai millantato credito. Lui è il più bravo per stare a questo mondo.
Diaco: Moggi ma guardandosi indietro, il suo comportamento è perseguibile se non penalmente almeno moralmente?
Moggi: Io ho sbagliato solo una cosa. A difendere troppo la società mia. La Juventus, morti l'Avvocato Agnelli e Umberto Agnelli era senza padre e senza madre. Era considerata potente ma non era più niente, era considerata piena di soldi ma non aveva una lira....Se poi una volta nella vita ho detto qualcosa, non è mica un reato farsi considerare più forti di quelli che siamo?
Renga: Ma Paparesta l'hai chiuso nello stanzino?
Moggi: Questo se non facesse piangere farebbe ridere. Con Paparesta c'era un problema serio, che lui con noi non ne aveva azzeccata mai una e nessuno gli aveva chiesto di azzeccarla... Effettivamente io e Giraudo andammo a protestare, era una delle poche volte che una arbitro modifica una partita di calcio nel risultato pieno. L'assistente era Coppelli. Tenete presente una cosa: che l'assistente Coppelli si trova nelle intercettazioni a parlare con quelli del Milan e dell'Inter. Un caso? In quella partita lì non ci fece dare un gol valido e non ci fece dare un rigore. Me lo ritrovo a Torino nella partita con l'Inter di Supercoppa, e, guarda caso, ci fa annullare il gol regolare di Trezeguet e noi perdiamo la coppa. Allora io andai da lui e da Paparesta e gliele cantai...
Renga: Ma tu non potevi andare lì.
Moggi: Alla fine della gara sì.
Renga: No, non potevi andare a protestare.
Moggi: Allora Zamparini e Cellino dovrebbero essere squalificati a vita. Io non posso andare fra primo e secondo tempo, ma alla fine sì.
Renga: A salutare non a protestare.
Moggi: Effettivamente io e Giraudo eravamo abbastanza arrabbiati.
Renga: Ti posso dire dov''è lo scandalo? Che Paparesta non lo abbia messo nel referto.
Moggi: Ti dico io dov'è lo scandalo. L'Inter non le ha mai fatte queste cose? L'Inter non ha mai chiamato i designatori? Eh, Luna?
Luna: Nel campionato 2004/5 evidentemente no.
Moggi: Allora la trasmissione può finire qui.
Diaco: No, andiamo avanti, quella è la posizione di Luna.
Luna: Per esempio anche la Roma non ha mai chiamato gli arbitri.
Moggi: E che c'entra la Roma?
Luna: C'entra, come c'entra l'Inter. Niente.
Moggi: L'inter l'hanno tolta.
Luna: E' una accusa grave ai magistrati.
Moggi: Lo ha fatto la Telecom. Lo ha detto Bergamo che chiamavano tutti. E lo ha detto Mazzei. Facchetti...
Luna: Ma non può tirare fuori un morto per difendersi.
Moggi: Lei ha troppa fantasia.
Luna: No, lei sta accusando un galantuomo che non c'è più.
Moggi: A me dispiace parlare di un morto perché io in queste cose credo molto più di lei.
Luna: Come fa a dirlo?
Diaco: Non possiamo metterci a fare queste classifiche sull'aldilà.
Moggi: Lei, Luna, lei parla di macchine sul suo giornale.
Luna: No.
Moggi: Lei ha parlato di macchine!
Luna: Veramente no.
Moggi: Lei lo ha fatto.
Luna: No.
Moggi: Ne parli ora! E allora perché non ha mai detto che il suo vice ha preso due auto con lo sconto del 23 per cento?
Luna: E che c'entra?
Moggi: Lei lo ha detto per Pairetto. Lo dica per Campanella.
Luna: Veramente Francesco Campanella è morto due anni fa. Moggi lei sta cadendo in basso come mai prima.
Moggi: Lei è caduto in basso da tanto tempo
Diaco: Stiamo parlando di persone defunte ci sono familiari in ascolto. Scusate...
Luna: Scusate lui con quello che ha detto.
Diaco: Mi scuso a nome della trasmissione. Facciamo una pausa a tra poco.

LUNA-MOGGI: IL CONFRONTO 2
(torna in studio dopo la pubblicità)
Diaco: Siccome non abbiamo dato una bella lezione di tv negli ultimi minuti scomodando persone che non ci sono più...
Moggi: Io non sapevo che Campanella era morto e mi scuso con la famiglia.
Diaco: Lei lo portava ad esempio di tante cose simili.
Luna: Per me la cosa è finita lì, mi fa piacere che Moggi abbia chiesto scusa.
Moggi: Io ho chiesto scusa solo per quello.
Luna: Ma quando uno inizia a chiedere scusa è un buon inizio.
Moggi: Io ho chiesto scusa solo per quello!
Diaco: Lei ha mai chiesto scusa a se stesso?
Moggi: Tante volte, se lavoravo meno e la Juve vinceva meno, tutti erano contenti.
Diaco: Parliamo del rapporto con gli Agnelli, il fatto di lavorare per una famiglia non famiglia. Divisa, con equilibri molto particolari, che aveva lasciato la squadra da una parte poi Moggi l'ha riportata dove sappiamo. Lei come ha vissuto?
Moggi: Io avevo contatti sempre e comunque, oltre che con Giraudo e Bettega, con l'Avvocato Agnelli e il Dottor Agnelli. Non conoscevo le diatribe familiari né mi interessavano perché i miei interlocutori erano loro.
Diaco: Però c'era una parte avversa?
Moggi: Non c'è dubbio.
Renga: Anche l'Avvocato?
Moggi: No, l'Avvocato e il Dottore erano uniti. A testimoniare questo due giorni prima che morisse, l'Avvocato chiamò me e Lippi e passammo due ore insieme e ci salutò dicendoci: Chissà se ci rivedremo. Ecco quali erano i nostri rapporti.
Diaco: Ma Lapo Elkann in una intervista ha fatto il suo nome (lo ha accusato di avergli teso la trappole col travestito e la droga, ndr), poi ha detto di essere stato mal interpretato, ma certe cose le ha dette.
Moggi: No, sul Times lui disse che io avevo litigato in precedenza con una persona della Juventus e il giornalista pensò che fossi io. Anche qui il tempo è galantuomo, la Triade è stata scagionata.
Diaco: Vi siete chiariti con Lapo?
Moggi: E' chiarissimo. Lapo Elkann non ha mai fatto il nome mio.
Diaco: Perché si è dimesso dalla Juve in maniera così tempestiva? E lo rifarebbe?
Moggi: Assolutamente no. Io mi sono dimesso dalla Juve con una dichiarazione esemplificativa dello stato d'animo mio. Il primo mese che ho passato non lo auguro a nessuno, con problemi familiari anche per mio figlio, voi sapete che la lealtà arriva a far fare interviste a chi non dovrebbe farle (quella di Ilaria D'Amico sul viaggio a Parigi con Alessandro Moggi, ndr). Quel primo mese fu terribile... Noi siamo stati abbandonati e colpevolizzati. Tenga presente che nessuno sapeva di queste cose qua, non era stata accertata una colpevolezza, ci siamo trovati soli. Io ho ritenuto di dovermi difendere, prestando la mia faccia, non fuggo mai da certe cose e devo combattere.... Dicono che è difficile fare i contradditori con me e vi spiego perché
Diaco: Ma c'è qualcuno che evita il contraddittorio con lei?
Moggi: Vede, uno dei punti di incriminazione mia è che alle 11 e 53 di un certo giorno mi chiama la segretaria mia e mi dice l'arbitro estratto. Lei sa benissimo che lo estrae un giornalista e alle 11 e 1 lo sanno tutti. E sa che gli assistenti non vengono estratti ma designati alle 11.40. Insomma, io ho telefonato e mi hanno detto i nomi dei due assistenti. Alla mia segreteria ho fatto una battuta, gli ho fatto due nomi, Baglioni e Alvino. Poi dopo io vado a cercare le carte processuali e mi accorgo che sono stati intercettati degli sms, in cui sette minuti prima si comunicava al Milan, se non vado errato, si comunicavano gli assistenti. E mi ricordo che c'era una disposizione che diceva che era vietato sapere queste cose prima delle 12.15. Bene, sette minuti prima che lo sapevo io lo sapevano altri. Non è vero questo, Luna?
Luna: Io credo che di questo calcio di cui parla Moggi non se ne può più. Oggi che si parla di terzo tempo, di salutarsi alla fine, di non discutere le decisioni dell'arbitro di non avere timore che un dirigente entri nello spogliatoio dell'arbitro... Io non voglio conoscere il nome del guardalinee, io voglio andare allo stadio sereno, senza timori sui guardalinee. Di quel tipo di calcio, di cui Moggi non era l'unico colpevole ma, come diceva Renga, il migliore, non se ne può più. Io voglio credere che l'arbitro sbagla ma non ruba, sono due cose diverse.
Moggi: Io sono d'accordo con Riccardo.
Renga: Anch'io.
Diaco: Lei sarà pure d'accordo con Luna. Però lei è accusato per sequestro di persona. Io vorrei capire se il modello che Luna e non solo Luna critica è un modello che lei riconosce come modello sbagliato.
Moggi: Lasciate stare il modello e prendete il sequestro. C'è stato Soviero che era stato portiere della Reggina ed era addetto agli arbitri che ha detto che sono usciti tranquillamente, purtroppo sulle battute mie si fanno capi di imputazione... E' vera una cosa: che in questo calcio non dovremmo riconoscerci, ha detto Luna. Ma prendete il pm di Napoli ha detto che se non fosse per la passione che c'è allo stadio non bisognerebbe andarci più. Se lo dice il pm dobbiamo credergli.
Renga: Il calcio sarebbe bellissimo se fosse come dice Riccardo ma è tutto come prima. Non credo affatto che avendo penalizzato Mazzini che mi sembra un goliarda che la dava calda a tutti, o Bergamo o Pairetto, o Luciano Moggi si sia risolto il problema. Se pensiamo che senza Moggi funziona tutto, abbiamo sbagliato. Funziona tutto come prima. Per esempio Moggi, quanti colpevoli stanno ancora dentro?
Moggi: Colpevoli è una parola grossa. Ma lo dimostra il caso Lorbek e lo ha detto Guido Rossi quando è stati preso per un orecchio e mandato via, che il calcio non vuol cambiare.
Renga: Ma chi è il capo?
Moggi: Petrucci.
Luna: A proposito di capo. Perché lei nell'anno intercettato lei continuava a frequentare il banchiere Cesare Geronzi, allora presidente di Capitalia? Da che nasce questo rapporto? Prendevate anche l'aereo privato assieme.
Moggi: Non posso essere amico delle persone?
Luna: Certo ma il 9 giugno del 2005 lei va da Cesare Geronzi con suo figlio e Rosella Sensi. Lo racconta il Messaggero. E nelle telefonate intercettate viene fuori che lei chiede in continuazione a Geronzi di mettere suo figlio alla Roma.
Moggi: Le porti qui quelle telefonate!
Luna: Lo dice suo figlio ogni giorno.
Moggi: Ah lo vede, lo dice mio figlio...
Luna: E quell'incontro a quattro?
Moggi: Quale?
Luna: A via Minghetti.
Moggi: Via Minghetti è a via del Corso? Mai successo.
Luna: Allora sarà a via Tupini?
Moggi: Mai successo.
Luna: Lo ha scritto il Messaggero.
Moggi: Non c'è mai stato.
Luna: Lei nega di aver chiesto a Geronzi, di mettere suo figlio alla Roma?
Moggi: Lo nego, mi porti le telefonate. Prenda il 415 bis, lei sta dicendo una castroneria.
Luna: Non è una castroneria.
Moggi: Prenda il 415 bis. Se mi trova una telefonata del genere vengo qui a chiedervi scusa.
Luna: Mi riservo di portarle.
Diaco: Guardi Moggi che Luna sulle carte è meglio di Travaglio. Moggi, chi è Petrucci?
Moggi: Il capo dello sport italiano. So quello che ha deposto Ronzani che era presidente della camera arbitrale e so che interferiva direttamente o attraverso i suoi sulle decisioni della Ramera arbitrale. Di più che devo dire?
Diaco: Se certi elementi per lei hanno portato ad una condanna morale, la stessa tesi vale per Petrucci. Dobbiamo essere garantisti sempre.
Moggi: Ma le dichiarazioni al pm non le ho fatte io.
Renga: Andiamo avanti per teoremi, manca l'illecito classico, quello con la valigetta.
Moggi: Infatti Roberto nel secondo processo sportivo è stato detto che non c'era un illecito classico ma una serie di slealtà, ma slealtà è tutto. E slealtà vengono fuori da tutte le parti.
Diaco: C'è stato da parte del governo e del ministro Melandri un atteggiamento molto distratto nei suoi confronti?
Moggi: No, al contrario, molto attento.
Diaco: Lei gira la risposta. Molto attento e quindi appassionato con una tesi...
Moggi: Colpevolista.
Diaco: Le faccio questa domanda perché è noto un intreccio fra politica e magistratura. Per sapere se lei crede che la magistratura che è chiamata ad esaminare le carte abbia il sostegno politico del governo...
Moggi: Mi auguro di no. La presunzione di innocenza è un fatto basilare di una democrazia. Non per me ma per i 37 imputati, perché siamo 37 e sembro solo io.
Luna: Lei era il capo dei capi.
Moggi: Tu come fai a dire il capo dei capi?
Luna: Il capo dei capi del calcio italiano.
Moggi: Adesso si sta correggendo.
Luna: La magistratura dice che c'era una cosca e a capo c'era lei.
Moggi: Può darsi pure che chi ha meno responsabilità si scopra più responsabile. Lei invece è uno che in uno stato democratico...
Luna: Io non mi auguro nemmeno la condanna in tribunale di Moggi, non mi interessa, mi interessa dire che in un calcio normale e sano le slealtà di Moggi non le voglio più vedere. La condanna processuale non mi spetta.
Moggi: E allora non deve andare più allo stadio.
Renga: Ti risulta che ci siano stati ancora illeciti e tentativi....
Moggi: Non lo so.
Renga: Tu sai tutto.
Moggi: Io so che l'Inter non si sente più lamentarsi degli arbitri e perché...
Renga: Perché Collina è legato all'Inter?
Moggi: No perché quando una squadra è più forte salta anche queste cose, possono anche dargli un rigore contro e lo recupera. L'Inter in passato non era la più forte. Ora si e può subire danni arbitrali anche se finora non mi pare che ne ha subiti...
Diaco: Lei Moggi dice che il sistema è ancora c'è.
Moggi: Non lo dico io, lo dice il pm di Napoli.
Luna: Il pm di Napoli non può essere credibile o meno a seconda delle circostanze. Se dice che c'era un associazione a delinquere no, se dice che il calcio non cambia sì. Non lo prenda solo quando le fa comodo, è credibile o no il pm di Napoli?
Moggi: Lo spiego. Per me sono solo ipotesi, ma quando il pm dice che qualcosa non funziona è una certezza. Avrà sentito del caso Lorbek, avrà sentito del lodo Carraro e quindi c'è una bella differenza!
Diaco: Adesso stare a tirare per la giacchetta i pm, mi sembra...
Moggi: Ma quello che ha detto Ronzani è avvenuto!
Diaco: Ci sono personaggi che ancora applicano il metodo Moggi?
Moggi: Il metodo Moggi è capire di calcio e fare le squadre bene. Mi hanno fatto passare per quello che non sono.
Diaco: Lei un grande incassatore. Se lei da un direttore di un giornale si fa dire in tv, magari sotto forma di battuta, che lei è il capo dei capi...
Moggi: Ma io al direttore di un giornale gli ho risposto.
Diaco: Ma quello che dice Luna magari lo pensano in tanti.
Moggi: Un direttore di un giornale tempo fa, mostrandomi le lettere che riceve in redazione, mi fa detto che se ci fosse un referendum sulla presidenza della Juve vincerei undici milioni a zero.
Renga: Perché lui si è definito un eroe popolare. È normale quello che dice Moggi. In quel dato vengono fuori i tifosi traditi delle Juve e dirigenti che sono costretti a lamentarsi degli arbitri. Pensate, la Juve che si lamenta degli arbitri! Tutti pensano che con Moggi non accadrebbe.
Moggi: Tu hai detto una cosa importante. Io quando parlavo con gli arbitri volevo solo che non facessero errori, e quando ho fatto dei rimproveri ad un arbitro l'ho fatto perché arbitrassero meglio non perché mi facessero favori.
Renga: Gli arbitri pensavano che rispettando il potere avrebbero fatto carriera. E nel potere vedevano anche te. Una volta c'erano due arbitri che si contendevano la piazza per diventare internazionali, riuscirci voleva dire diventare ricchi. Erano Tombolini e Farina. Poi salta fuori De Santis. Sai perché è importante avere potere? Perché è il presidente federazione che scrive all'Uefa suggerendo chi fare internazionale? E il presidente federale lo eleggevano loro .... Questo è il sistema, l'ambiente del calcio italiano.
Luna: Vorrei ricordare cosa è accaduto all'assemblea degli azionisti della Juve. E mi auguro anzi sono certo che undici milioni di juventini siano migliori di quello che pensa Moggi. Boniperti, storico presidente della Juve e negli anni '80 e bandiera vivente della storia bianconera, ha detto: con quel che ha fatto Moggi è andata bene che non siamo andati in serie C. Questo lo ha detto Boniperti, non Riccardo Luna. A me basta e avanza.
Moggi: Questo sta a dimostrare il suo pensiero. Intanto boniperti non ha parlato di Moggi.
Moggi: Ha detto: "Con quello che abbiamo fatto" è lo stesso.
Moggi: Lo vedi? Ti correggi.
Luna: Non cambia la tesi.
Moggi: Intanto cambia questo: "Con quello che abbiamo fatto". E poi hai mai visto uno che uccide una persona e dice: sono colpevole? Nooo. Hai mai sentito uno che dice mandateci in B con penalizzazione? Sììì! E senza difesa.
Luna: Perché la B era poco. Con due campionati alterati era poco.
Moggi: Ma come fai ad alterare due campionati se non ci sono illeciti?
Renga: Però c'è la slealtà.
Moggi: Dal lunedì al sabato c'è un calcio e poi c'è il campo. Se lui, Luna, seguisse il calcio dal lunedì al sabato, al campo non ci andrebbe più. Si lotta per gli sponsor, i giocatori. Altro che slealtà.
Luna: Moggi, questa è concorrenza, la informo che si può essere concorrenti senza essere sleali.
Moggi: Ah sì? Io dovrei dire ad un'altra squadra: vorrei un giocatore che ne pensi? Luna, o vivi nella luna davvero oppure ci fai.
Diaco: Scusate, Moggi sostiene che ha fatto gli interessi della sua squadra e della sua società. Senza interessi personali.
Luna: Questo è da dimostrare. E' vero che lei è proprietario solo a Roma di una ventina di immobili?
Moggi: Prima mi hai detto che non ti ho mai fatto querela, beh, te lo faccio adesso!
Luna: Per una domanda non si può.
Moggi: Venti immobili non so nemmeno dove stanno.
Renga: Ma ce l'hai un tesoretto?
Moggi: Sì, allo Ior! Ma va...
Luna: Lei è ricco?
Moggi: Io sto bene. Per questo mi batto per dimostrare che il calcio è uno dei settori più puliti...
Luna: Si sente corresponsabile per gli stadi vuoti, la gente che non crede più al pallone?
Moggi: No è colpa della violenza. Quando voi raccontate che domenica c'è stato fair play mi viene da ridere. Al pullman del Palermo gli hanno tirato di tutto. Vatti a rileggere le dichiarazioni di Guidolin.
Diaco: Moggi il tempo le darà ragione?
Moggi: Sì perché non ho fatto niente.
Diaco: Lei si è dimesso e quindi non era processabile dalla giustizia sportiva. Se il 13 marzo 2008 non dovesse essere spostata questa data, dal Tar cosa si aspetta?
Moggi: Che venga confermato quanto ha detto Sandulli che era presidente della Corte federale che ha fatto la sentenza il 21 giugno.
Diaco: Intanto come vive?
Moggi: Mi sto divertendo, è molto più facile criticare che essere criticati. Mi sono messo dalla parte dei giornalisti.
Diaco: Chi sono suoi avversari
Moggi: Io non ho...
Diaco: Ne ha parecchi.
Moggi: Io ho tanti amici. Cannavò, è un amico per la pelle. E la Gazzetta dello sport eheh!
Diaco: Qualche politico la corteggia per le elezioni.
Lasciamo stare questo. Io ho tanti amici sparsi per l'Italia.
Renga: Gli stessi di prima?
Moggi: Più di prima. Non mi posso lamentare. Ho sempre fatto del bene. Il mio modo di fare potrà essere pure antipatico, potrà essere pure, lo dico a Riccardo, che abbia millantato, ma negli ultimi mesi mi hanno creato un piedistallo, mi hanno detto ero padrone del mondo e io non mi ero reso conto....
Diaco: Ma lei è contento che ci sia questa definizione non da capo dei capi ma di più bravo del sistema?
Moggi: Mi trovo in una situazione particolare. Capiscono Maradona quando faticava ad uscire da casa. Basta che esco e faccio fotografie ed autografi.
Renga: E' la fama.
Diaco: Gran parte dei protagonisti di vicende giudiziarie di questi anni diventano anche dei miti. Ma si fa fatica a sostenere che sono modelli non solo per i più giovani ma per tutti.
Moggi: Se qualcuno emula me, emula una persona seria. Io non ho mai dato soldi a nessuno per comprare o vendere partite. Ho sempre lavorato da mattina a sera, se qualcuno mi emula, e ci sono, c'è uno di 14 anni che fa il ds in Abruzzo che mi ha scritto che vuole emulare il sottoscritto per la carriera che ha fatto. Io guardo l'uomo: sono colpito e ferito e certe volte mi chiedo il perché di tanta cattiveria nei miei confronti.
Luna: Forse perché lei è stato cattivo con tante persone. Penso a De Sisti, ad Agroppi.
Moggi: De Sisti è un ragazzo eccezionale, lo segnalai a Rozzi per fargli fare l'allenatore dell'Ascoli. E' colpa mia se non è andato bene?
Luna: Lui ha detto che lei gli ha rovinato la vita.
Renga: Si è rifiutato di comprare dei tuoi giocatori?
Moggi: No, la cosa funzionava diversamente, i giocatori li proponevo a Rozzi non a De Sisti...
Renga: Ma se l'allenatore diceva di non volerli...
Diaco: Siamo alla fine, una battuta per uno.
Luna: Il libro di Moggi si chiama "Un calcio nel cuore". Ma il cuore del calcio lui l'ha ammazzato. Gli auguro di continuare a difendersi bene, dicendo tutte le bugie che ha diritto di dire, perché qui siamo tutti garantisti. Credo che qualcosa stia migliorando credo che la gente voglio calcio diverso sereno
Renga: Io sono meno ottimista di Riccardo. Il Milan trattava con i guardalinee, l'Inter aveva il suo bel daffera con le intercettazioni...
Moggi: Ma per Luna non contano!
Renga: Si sono spartiti le spoglie tue?
Moggi: Oggi possono lavorare in tranquillità anche perché economicamente sono superiori. Io senza soldi riuscivo a fare cose... Per quanto riguarda Luna, lui dice di essere contento che io non faccio più parte del calcio. E io sono scontento che lui sia ancora nel giornalismo. Lui non ha il concetto di innocenza, ma un preconcetto di colpevolezza.
Luna: No ho un post concetto di slealtà.
Moggi: Se prendessero a te due anni di telefonate l'articolo 1 lo ammazzeresti!
Luna: Anche di questo un giorno ci chiederà scusa.
Moggi: Mi spiace che sei nel giornalismo perché nel giornalismo non c'entri nulla.
Diaco: Affermazione pesante con la storia che ha Riccardo Luna.
Moggi: Posso dire una cosa, è una di quelle persone che cercano di aggrapparsi a cose più importanti di lui per...
Renga: Guarda che su Calciopoli lui uscito benissimo sul Romanista.
Luna: In passato quelli come Moggi hanno provato ha farmi fuori non ci sono riusciti.
Diaco: Ma non Moggi?
Luna: Quelli come Moggi.
Moggi: Allora sono tanti.
Luna: Tanti.
Diaco: Vi saluto ricordandovi a Natale di comprare il libro di Moggi. Moggi: Posso concludere: comprate questo libro e non farete piacere a Riccardo Luna.
Luna: Allora io vi consiglio di comprare e leggere un altro titolo con un titolo simile, "Un calcio nei coglioni", di Carlo Petrini che racconta tutto un altro calcio rispetto a Moggi.
Moggi: Ah questa no! Tu stai parlando di una persona che non conosci.
Luna: Lo conosco, è un collaboratore del Romanista.
Moggi: Perfetto, andate a cercare il passato di Petrini che collabora col Romanista. Luna si è autocondannato.
Diaco: Buonanotte a tutti.

martedì, dicembre 04, 2007

DA JU29RO

Abbiamo informato l'informazione.
di Redazione

Nei giorni passati, sui forum j1897.com e Giulemanidallajuve/forum, si è molto discusso sulla correttezza dell'informazione a proposito di due articoli, a firma Ruggiero Palombo per la Gazzetta e Fulvio Bianchi per Spy-Story di Repubblica, nei quali si leggeva che il super Procuratore Palazzi dovrebbe deferire Inter e Milan per violazione dell'articolo 1 del CGS. Se pure questa fosse la reale intenzione di Palazzi, che noi continuiamo a vedere immobile sul caso "Bilanciopoli", resta il fatto che i due giornalisti non hanno dato informazione che del fatto che, nel caso dell'Inter, si dovrebbe parlare di articolo 7 comma 3. I loro lettori, quindi, sono disinformati sull'esistenza di questo articolo del CGS e indotti a pensare che il deferimento per solo articolo 1 sarebbe la giusta conseguenza per le violazioni imputate all'Inter. Così non è.
Abbiamo, quindi, deciso di "informare" tutti i media che abbiamo diritto ad un'informaziomne corretta.
La mail che riportiamo è stata inviata a tutti i quotidiani ed emittenti nazionali e locali, ai direttori di rete, alle più note "firme" del giornalismo che si occupano anche di calcio e all'USSI (Unione Stampa Sportiva Italiana):

Gentilissimi Signori,
nei giorni passati si è potuto leggere su 2 articoli che il Super Procuratore Palazzi potrebbe deferire Inter e Milan per violazione dell’articolo 1 del Codice di Giustizia Sportiva.
In merito al gravissimo reato di falso in bilancio attribuito dalla Procura di Milano all’Inter, si fa rilevare che se avvenisse quanto previsto nei suddetti articoli si tratterebbe di uno scandalo che ci auguriamo non veda l’approvazione complice dei media, visto che “è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti, osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e della buona fede. Devono essere rettificate le notizie che risultino inesatte e riparati gli eventuali errori.” (Carta dei Doveri del Giornalista – Premessa).

Lamentiamo che a tutt’oggi il silenzio dei media, salvo qualche rara eccezione, sta avallando un campionato irregolare visto che, come scrive Moretti su Tuttosport del 21 giugno, “ci sono indagini che possono portare a deferimenti e processi sportivi che possono influenzare la classifica di A e B in piena stagione”.
Secondo la richiesta di rinvio a giudizio del pm Nocerino, della Procura di Milano, l’Inter non avrebbe potuto iscriversi al campionato della stagione 2005-06, conclusa al terzo posto, senza ricorrere al falso in bilancio (con allegato parere della Covisoc). Nella motivazione il pm scrive, a proposito dell’Inter: "L'equilibrio finanziario sarebbe saltato se la società avesse evidenziato le perdite connesse alle plusvalenze fittizie e l'Inter non avrebbe superato i parametri chiesti dalla Covisoc per l'iscrizione al campionato 2005-2006".

Vista la disattenzione di molti ci permettiamo di segnalarVi che nel Codice di Giustizia Sportiva esiste l’articolo 7 comma 3 che recita:

Art. 7
Violazioni in materia gestionale ed economica
3. La società che, mediante falsificazione dei propri documenti contabili o amministrativi, tenta di ottenere od ottenga l'iscrizione ad un campionato a cui non avrebbe potuto essere ammessa sulla base delle disposizioni federali vigenti al momento del fatto, è punita con una delle sanzioni previste dall’art. 13, lettere f), g), h) e i)

Questa, descritta dall’art. 7 comma 3, e non altra (art. 1), è la fattispecie di reato contestata dal pm milanese all’Inter e, per la precisione, non al Milan.
Tenetene conto e datene conto ai lettori/telespettatori quando tratterete il “caso” e se il Procuratore Palazzi dovesse decidere di procedere con deferimento, per l’Inter, diverso dalla violazione dell’Art. 7 comma 3.

La scorsa estate è stato assegnato all’Inter uno scudetto proprio per la stagione nella quale non aveva i requisiti per iscriversi, mentre questa estate non si è celebrato il proceso sportivo, pur avendo il Dr. Borrelli risposto all’Associazione GiulemanidallaJuve che “gli atti sono stati trasmessi alla Procura Federale in data 7 giugno 2007 con il corredo della documentazione fornita dalla Procura della Repubblica di Milano”.
Si poteva e doveva fare il processo sportivo prima dell’inizio del campionato per garantirne la regolarità.

“Il rapporto di fiducia tra gli organi d'informazione e i cittadini è la base del lavoro di ogni giornalista”: non tradite la Vostra Carta dandoci un’informazione lacunosa.

Sentiamo l’obbligo di renderVi noto che il presente messaggio sarà diffuso in internet su un pool di siti di tifosi e che future distorsioni della verità saranno segnalate con esposti al Vostro Ordine.

Grazie e cordiali saluti.
Staff Ju29ro Team e utenti dei forum j1897 e giulemanidallajuve
----------------------------------------------------------------------------------------------- Nota: Ricordiamo che la irregolarità dei bilanci, il famoso doping amministrativo, è stata ritenuta da molti osservatori il vero "cancro" del nostro sitema calcio, tant'è che nel 2003 il governo era dovuto intervenire col famoso provvedimento "salva-calcio" bocciato in sede europea.
Sul caso che riguarda l'Inter ricordiamo alcune dichiarazioni dei mesi scorsi: Victor Uckmar, ex presidente della Covisoc: “Per questo caso potrebbero essere presi provvedimenti gravi".
L’avvocato Mattia Grassani (diritto sportivo): “L’illecito amministrativo è un reato gravissimo. Dopo la corruzione di un arbitro, nella scala di gravità c'è un bilancio falso per iscriversi al campionato al quale non si ha diritto".

RISULTATI SONDAGGI

Dopo tanto tempo e moltissimi voti, rimuovo alcuni sondaggi. Non prima, però, di aver dato ampio resoconto dei risultati per ogni quesito:

1) Juve tartassata dagli arbitri. Secondo te, qual'è il motivo?
  • 37% E' l'ultima parte della coospirazione attuata da chi ha creato Farsopoli. La Juve è tornata in A, ma guai a farla tornare a vincere!
  • 30% Colpa dei media: se un arbitro sbaglia pro Juve viene crocifisso dai media, se sbaglia contro i bianconeri no
  • 19% C'è una contro-sudditanza sverso i bianconeri: nel dubbio, sempre contro di loro!
  • 9% Era tutto progettato sin dall'inizio: ci stanno continuando a far pagare le presunte colpe di Farsopoli
  • 5% Nulla di strano, tutto regolare!


2) Come deve intervenire la Juve nel mercato di gennaio?

  • 36% Serve assolutamente un campione in difesa, anche se datato, che dia solidità alla difesa
  • 24% Richiamiamo i giovani migliori e puntiamo su loro, lasciando spazio a qualche super colpo nel mercato estivo
  • 23% Puntiamo su un buon mediano o un trequartista vice-Nedved
  • 13% Servono due buoni difensori, che si giochino il posto con Legrottaglie e Criscito, magari giovani e di prospettiva
  • 4% Serve un attaccante forte che dia il cambio a Del Piero, sul quale puntare anche nel futuro

3) Quale di questi tridenti juventini è per te il migliore?

  • 25% Platini - Rossi - Boniek
  • 23% Nedved - Ibrahimovic - Trezeguet
  • 18% Boniperti - Sivori - Charles 33
  • 17% Zidane - Inzaghi F. - Del Piero
  • 17% Baggio (Del Piero) - Vialli - Ravenelli



Ora le mie scelte: per quanto riguarda il primo sondaggio avevo votato "Colpa dei media". E' il mio pallino e la ragione d'esistere di questo blog. Nel sondaggio su come rinforzare la Juve nel prossimo mercato ho "vinto", in quanto avevo suggerito, coem la maggioranza dei votanti, di acquistare un fuoriclasse in difesa, anche se datato. Certo, l'espolosione di Legriottaglie e Chiellini spostano un pò gli equilibri, ma a mio avviso l'acqueisto di un grande difensore a gennaio resta indispensabile. Infine, nel sondaggio sul miglior tridente, ho votato Nedved-Ibrahimovic-Trezeguet, simbolo di una squadra pazzesca che vinceva le partite come, anzi meglio, dell'Inter di oggi. Un tridente, e una squadra, battuta solo furoi sul campo. Chissà cosa poteva essere quella Juve senza Farsopoli....?

Da oggi un nuovo sondaggio: chi è a vostro avviso il miglior giocatore di questo primo scorcio di campionato?

Mi riservo il diritto di fare le nomination, che come sapete possono essere al massimo 5. Le mie scelte ricadono su Buffon, Legrottaglie, Zanetti, Trezeguet e Iaquinta. La scelta è solo vostra...

lunedì, dicembre 03, 2007

SORTEGGIO PAURA!

Olanda, Italia, Romania, Francia.

Difficilmente poteva andare peggio. Io la butto li: si qualificano Italia e Romania. Vedremo....


juve

juve/


NON UN EURO ALLA GAZZETTA!!!

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