lunedì, luglio 17, 2006

SONO TUTTI PULITI!!!!

Anche Moratti telefonò a Bergamo
"Siamo tranquilli, nessuna lamentela"

Anche Massimo Moratti avrebbe telefonato a Bergamo. Lo riferisce "Tuttosport" che fa riferimento a una telefonata intercettata fra la Fazi, ex segretaria Can, e Bergamo, nella quale l'ex arbitro parla di Moratti che lo avrebbe chiamato dicendogli: "So cosa succedeva prima, oggi nessuno si può lamentare, glielo dico io che non ho vinto nulla. Ora siamo davvero nelle condizioni di stare tutti tranquilli..."."

Moratti reclama lo scudetto del 2005/06, ma è davvero così sicuro di poterlo fare?". Questa a somme linee la tesi avanzata da "Tuttosport" che si rifà ad una telefonata intercettata tra Maria Grazia Fazi, l'ex segretaria della Can, e Paolo Bergamo, ex designatore arbitrale finito nello scandalo di "calciopoli" assieme a Pairetto.Secondo la trascrizione dei carabinieri, la Fazi e Bergamo si sarebbero telefonati il 29 marzo 2005 e in quella circostanza l'ex designatore avrebbe parlato chiaramente di una telefonata ricevuta dal patron dell'Inter. E parlando con la Fazi avrebbe riferito testualmente le parole di Moratti: "So cosa succedeva prima, oggi nessuno si può lamentare, glielo dico io che non ho vinto nulla e vuol dire che sono convinto di questo...Rispetto a prima, ora siamo veramente nelle condizioni di stare tutti tranquilli...".

E date alla mano, il marzo 2005 è proprio il periodo che nella sentenza della Caf sarebbe stato indicato come gestito dalla "cupola" Moggi-Giraudo, quindi impossibile che Moratti non si fosse accorto di nulla e che ora invece rivendichi il titolo.

Infine, sempre nella medesima conversazione, Bergamo fa riferimento a un giudizio espresso da Moratti su Abete: "E' un cretino, ma non penserà mica che Carraro gli lascerà la Federazione...c'è un po' di rispetto per il fratello, però lui è considerato uno zero".

W GLI INTERISTI ED IL "SIGNOR" MORATTI

BANDITI A MILANO

Un nuovo articolo di Antonio La Rosa. Come al solito, nessuno commento, anche perchè è impossibile non condividere ogni sillaba....
PARTE PRIMA
Voglio fare una premessa: oggi ho ricevuto ben 183 email, che mi impongono una rispopsta un pò a tutti: l’unico modo di farlo è dare una risposta a tutti sul sito, cercando di rispondere in gran parte ai quesiti più importanti postimi. E proprio perchè è una risposta molto lunga, la divido in due parti, la prima pubblicata oggi, la seconda domani.

Abbiamo sbagliato tutti e abbiamo sbagliato tutto, ammettiamolo. Abbiamo sbagliato tutti perchè forse in cuor nostro speravamo di avere a che fare con persone perbene, ossia uno stimato ex presidente della Consob e ex senatore della Repubblica, un emerito presidente della Corte Costituzionale, un magistrato inquirente passato alla Storia per l’intransigenza ed il rigore mostrato all’epoca di tangentopoli.

Ad onor del vero io mi iscrivo al partito di quelli che non credevano ad un esito diverso da questo, e l’ho detto più volte, i migliori sicari esecutori dei delitti perfetti sono sempre gli insospettabili, e la triade Rossi -Borrelli - Ruperto ha tutti i requisiti per apparire insospettabile quando esegue una sentenza di condanna a morte del calcio.

Perchè di questo si tratta, ne riparleremo fra qualche anno, la sentenza di venerdì sera toglie definitivamente ogni credibilità, basta solo leggerla con attenzione: "già solo dall’analisi di taluni fatti incontrovertibili emerge a chiare lettere ciò che era nella opinione di tutti coloro che gravitavano nel mondo del calcio, e cioè il condizionamento del settore arbitrale da parte della dirigenza della Juventus", questo è uno dei passi deliranti della sentenza.

Insomma siccome tutti dicevano che la Juve condizionava gli arbitri, questo solo fatto diventa verità ed elemento di prova!

Ce ne sono altri passi deliranti che sputtanano totalmente un ex presidente di Corte Costituzionale, ossia uno che per anni e anni è stato abituato a verificare la legittimità costituzionale delle norme di legge, ossia il rispetto dei principi generali sanciti dalla Costituzione della Repubblica.

Leggete ancora:"è concettualmente ammissibile l’assicurazione di un vantaggio in classifica che prescinda dall’alterazione dello svolgimento o del risultato di una singola gara. Infatti, se di certo, la posizione in classifica di ciascuna squadra è la risultante aritmetica della somma dei punti conseguiti sul campo, è anche vero che la classifica nel suo complesso può essere influenzata da condizionamenti, che , a prescindere dal risultato delle singole gare, tuttavia finiscono per determinare il prevalere di una squadra rispetto alle altre. La Procura federale ipotizza che i dirigenti della Juventus e le altre persone indicate nel capo di incolpazione abbiano posto in essere condotte dirette a procurare a tale squadra un vantaggio in classifica ed abbiano poi ottenuto il risultato sperato, con riferimento al campionato 2004/2005, per effetto del "condizionamento del regolare funzionamento del settore arbitrale e la lesione dei principi di alterità, terzietà, imparzialità ed indipendenza tipici della funzione arbitrale"
Tradotto: la Juventus poteva ben vincere sul campo e meritatamente, ma dietro queste vittorie c’era un sostanziale condizionamento della classe arbitrale da parte dei bianconeri. E dunque questo condizionamento di fatto alterava i risultati.

Ne dovrebbe conseguire che tutti gli arbitri indagati dovevano essere squalificati.

ED INVECE NO!

Bertini, assolto; Rodomonti, assolto; Rocchi, assolto; Tagliavento, assolto; Messina, assolto; Paparesta, mesi tre di squalifica per omessa denuncia dei fatti di Reggio Calabria, nulla sul dossier per il quale si era interessato l’ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, su raccomandazione di Galliani. Condannato invece De Santis, arbitro che ci aveva fatto conquistare solo 7 punti su 15 disponibili, oltre ad averci fatto perdere la Supercoppa Italiana. E Dondarini, però per altre gare, dove non era coinvolta la Juventus.

Vi rendete conto?

Insomma chi erano gli arbitri che aiutavano la Juve?

Kollina notoriamente era un arbitro ostile ai bianconeri, Rosetti non può arbitrarla perchè torinese, Racalbuto mai chiamato in causa, Trefoloni idem, Farina idem come sopra (e ricordo che con quest’arbitro avevamo una striscia negativa ancor peggiore di quella di Kollina): vuoi vedere che da quattro - cinque anni ci arbitra sempre De Santis, travestito da qualche altro?

Come vedete, siamo di fronte ad una sentenza che sembra scritta da Fedro, il famoso autore della favola "Il lupo e l’agnello", occorreva giustificare una condanna, non importa se la giustificazione sia logica e fondata.

Qualche amico ha paragonato questo processo con il famigerato processo di Verona del 1944, processo che aveva già la sentenza di condanna a morte scritta verso Ciano e gli altri protagonisti del 25 luglio. L’esempio è calzante, perchè anche stavolta la sentenza era già scritta prima dell’apertura del processo, ma prendo l’esempio come un auspicio ed un augurio, nel senso che quanto prima questi signori abbiano il loro Piazzale Loreto.

Come dicevo, quindi questo epilogo era ampiamente prevedibile: per questo abbiamo sbagliato tutti.

Ha sbagliato per prima la proprietà, gli Elkann, Montezemolo e c. Forse credevano che una semplice operazione di pulizia interna, e di eliminazione della Triade fosse utile a dare una immagine nuova della società e quindi evitare ogni pesante sanzione. Forse credevano che la sobrietà ed il silenzio sarebbero stati graditi a chi doveva decidere, illudendosi, e solo così si spiega la reazione colorita di Cobolli Gigli e al cianuro di Blanc, reazioni un pò tardive ad onor del vero.

Non avevano capito che il vero obiettivo dei mandanti (di cui parlerò oltre), non era un calcio pulito e liberato da condizionamenti veri o presunti, ma un calcio senza Juventus, un calcio dove i soliti perdenti di sempre e i soliti mancati vincenti nonostante dispiego di risorse e di media amici, potranno finalmente fare il bello e il cattivo tempo.

Pensate un pò: alla Juventus hanno applicato ben quattro sanzioni, quando, se i fatti fossero stati veri, la pena logica sarebbe stata questa: revoca scudetto 2004 - 05 ed esclusione dalla serie A 2006 - 07, con assegnazione al campionato immediatamente inferiore, ossia la serie B.

Invece hanno voluto infierire, togliendo anche lo scudetto 2005 - 06 e applicando una penalizzazione di ben 30 punti, come dire mettere fuori causa i bianconeri per almeno tre anni.

Il tutto mentre il Milan viene penalizzato di 44 punti, utili stranamente a rimanere tra le squadre che potranno addirittura partecipare alla coppaUEFA, ed una penalizzazione di 15 punti, che se ci fate caso è uguale al distacco tra rossoneri ed Inter di quest’anno. Come dire, il Milan potrà lottare e vincere il prossimo scudetto, ecco la punizione per i rossoneri.

Già, ma loro hanno schierato tutte le truppe d’assalto mediatiche, da due mesi ci bombardano per far dire una falsità evidente, ossia che le colpe del Milan fossero minime, anzi nulla, che Meani era un monello isolato e non protetto dalla società, che la condotta rossonera era una "legittima difesa", cadendosi in questo nel ridicolo, dato che è sconcertante parlarsi di legittima difesa per la società dell’allora presidente del Consiglio, del presidente di Lega, ove era cresciuto il presidente FIGC, e che è emanazione del gruppo mediatico più importante d’Italia.

La proprietà e la dirigenza bianconera cosa ha schierato a difesa del nome della società? Certi interventi di dubbio gusto di Tardelli? Certe interviste ambigue di Grande Stevens? E così mi ricollego anche all’altro grande errore, ossia l’atteggiamento della stampa torinese, colpevole di non avere ben compreso che c’è anche un occulto obiettivo di ridimensionamento di una città che, tra olimpiadi e squadre di calcio vincenti e protagoniste, rischiava di fare troppa ombra ad altre città meno sulla cresta dell’onda, nonostante la propaganda mediatica (mi riferisco a Milano e Roma).

Tuttosport ha avuto una linea diciamo più difensiva delle ragioni bianconere, ma mai arrivata ai livelli uguali e contrari ai veleni che provenivano da Milano, dove la Gazzetta del Milan ha letteralmente bombardato a tappeto, a difesa dei rossoneri e in accusa alla Juventus, non a caso è uno dei pochissimi, assieme al romanista Luna Riccardo (ognuno ha le compagnie che si merita), ad avere parlato di "Moggiopoli": quindi una difesa direi blanda, quella di Tuttosport, non sufficiente a contrapporsi all’enorme volume di fuoco proveniente da altre parti.

Peggio ancora La Stampa, esageratamente vincolata a criteri anglosassoni di informazione, laddove il criterio tipico dell’informazione nazionale è quello "partenopeo", ossia tirare acqua al proprio mulino e "scurdammoce ’o passato" (naturalmente quello nostro, quello altrui invece da ricordare sempre e faziosamente).

Insomma equidistanza che alla lunga è stata più ignavia che obiettività di informazione, ed in questo non posso non sottolineare in negativo gl iarticoli di oggi in prima pagina a firma Giampiero Boniperti e RobertoBeccantini.

Credo che ormai mi conosciate bene, io sono fortissimamente bonipertiano, l’ho scritto talmente tante volte che non penso sia il caso di ribadirlo; ma il fatto di essere stati maltrattati per anni dalla Triade, non può autorizzare il più grande juventino di sempre a scrivere certe cose, perchè alla fine ha scritto contro la Juventus, non contro Moggi e Giraudo.

Perchè appunto la vera punizione l’ha subita la Juventus, ed in questo mi richiamo all’editoriale di Beccantini, che francamente mi ha ferito non meno della sentenza di ieri.

Di fatto il grande giornalista (lo è davvero, non a caso è uno dei due che vota per il pallone d’oro), ha plaudito alla sentenza, pur rilevando l’incongruenza della sostanziale assoluzione del Milan e della disparità ditrattamento: "il prezzo della pulizia è, da ieri sera, davanti al popolo, ed è un prezzo che, come era nelle intercettazioni, paga soprattutto la Juventus ...
Di Guido Rossi non ho capito la frenesia operativa e comunicativa dell’ultima fase, ma il calcio era arrivato a un punto di non ritorno. Serviva il bisturi. L’ha usato. Per fortuna, è stato scongiurato il papocchio dell’amnistia ...
Comincia un’altra Juve. E, lo spero di cuore, un altro calcio" (così testualmente, Beccantini).

Ma veramente Beccantini crede che da oggi ci sarà un altro calcio?

Ci sarà sicuramente un calcio senza Juventus protagonista, come voleva la "cupola dei perdenti cronici", ma dove sta scritto che sarà un calcio migliore?

Davvero Beccantini crede che un ex dirigente dell’Inter, dagli atteggiamenti analoghi ad un dittatorello sudamericano degli anni passati, possa guidare questo mondo, dando spazio ad un ex dirigente della A.S. Roma, Agnolin, circondandosi di persone tutte cresciute nell’alveo milanista (Albertini, Donadoni, Tassotti, Sacchi), che poi è quello del finale campionato 1987 -88, della finale sospetta di Barcellona, della figuraccia di Marsiglia, degli acquisti in nero etc.?

Davvero Beccantini pensa che sarà più pulito il calcio senza Moggi e Giraudo ma con Kollina, Moratti, Oriali, Sensi, Zamparini, Cellino, Preziosi, Dal Cin, Spinelli, Corioni, la sfilza di procuratori che hanno manovrato in questi anni giocatori e giocatori, in modo anche peggiore della tanto vituperata GEA?

Davvero Beccantini crede che non avremo più lobbies televisive condizionanti, quotidiani che imporranno i risultati sul campo, come la Gazzetta del Milan, dopo avere imposto i processi di piazza e le sentenze in anticipo, o gruppi bancari padroni di squadre e dunque potentemente interferenti sui risultati nei rettangoli di gioco?

Se ci crede davvero, debbo desumerne che per lui l’unico marcio del calcio si trovava a Torino, zona Corso Galileo Ferraris, e il resto era tutto un bel paese delle meraviglie.

Caro Beccantini, quello che esce sconfitto da questa sentenza è proprio "l’altro calcio": quello di John Elkann e Jean Claude Blanc, di Marco Tardelli, di Didier Deschamps, ossia quello di chi voleva dare un segnale forte ed immediato al mondo del calcio, ossia che cambiare si può, ma intanto cominciando da sè stessi, mentre invece gli altri si sono arroccati, tutti, ripeto TUTTI, nel loro fortino di sempre.

Peccato davvero, il principale quotidiano torinese poteva fare molto, non dico a difesa della Juventus, ma a difesa della verità e della pulizia seria nel calcio.

Invece con la sua silenziosa connivenza ha di fatto legittimato le accuse, e non a caso uno dei tormentoni di oggi è che "se anche il giornale di proprietà Agnelli non difende la Juve, vuol dire che l’accusa era vera".

Insomma lo stesso concetto scritto nella sentenza di Ruperto, ossia che la pulizia fatta nella società bianconera è prova di ammissione dei fatti d’accusa.

PARTE SECONDA

Anche la difesa processuale della società ha sbagliato. Non nei modi, ma nel non aver compreso che non agiva in una aula giudiziaria seria, davanti ad un tribunale serio e con giudici davvero imparziali.

Io so bene che spesso la strategia difensiva deve avere anche un obiettivo minimale rispetto all’accusa, nel senso che se non si può ottenere il massimo (diciamo l’assoluzione piena), si cerca almeno di salvare il salvabile, e dunque di ottenere una pena quanto più mite possibile: tante volte mi è stato fatto comprendere che una certa condotta ammissiva dei fatti o rispettosa dei giudici in quanto istituzione, per non dirsi collaborativa, poteva essere efficace ai fini di una maggiore indulgenza nella pena, e spesso, nei casi disperati, si fa anche confessare il confessabile agli imputati, per avere almeno una pena più lieve o quanto meno eccessiva possibile.

Ma questo nelle aule giudiziarie serie, non certo davanti ai fantocci messi lì solo per eseguire una sentenza già scritta, nella quale si sono sommate la voglia di rivincita di un gruppo economico che è stato vicino ai vincitori delle elezioni politiche oltre che legato all’Inter, la voglia di vendetta dei soliti gruppi finanziari ed editoriali romani, e il bisogno di non avere una opposizione dura da parte di gruppi politici che di fatto sono stati agevolati dall’avere il Milan come veicolo elettorale.
Perchè di questo si tratta.

La dico in modo ancora più brutale: Prodi e compagni, per tutelarsi gli elettori milan-inter-romanisti di centro sinistra, oltre che certi grandi sponsor elettorali, e per non avere troppi casini dall’opposizione berlusconiana, di fatto si sono venduti il calcio a costoro e si sono venduti i loro elettori juventini, è questa l’amara constatazione.

Fateci caso: Melandra che straparla da un mese, sostenendo che ci si difende nei processi e non dai processi, ignorando che da tempo ci sono le gogne di piazza e che i processi seri non sono mai sorti; il commissario Rossi, in missione per conto di Dio e dell’uomo filo governativo ulivista Petrucci, dapprima con atto arbitrario abolisce un grado di giudizio (in prima istanza c’è la Commissione Disciplinare, che stavolta non è stata coinvolta), poi minaccia le società indagate, invitandole a non rompere troppo le scatole chiedendo di difendersi (testualmente, "quindici minuti bastano a difendersi" così disse il nostro dittatore da repubblica delle banane), infine lancia il segnale di via libera alla esecuzione sommaria, con la sua audizione alla Commissione Cultura della Camera, seguito il giorno dopo da Prodi che invita a punizioni severe; tutto il centro sinistra si schiera a sostegno di questa linea forcaiola, eccettuato Mastella, che da buon volpone di scuola democristiana, capisce che si sta esagerando, e dunque prima parla di amnistia, e poi (notizia di ieri), afferma che la sentenza è assurda, che si è infierito troppo contro la Juventus, che Berlusconi ha giocato di brutto a fare la vittima e così ha intimorito i giudici.

Quindi, in un contesto del genere, dove tutto era prestabilito a priori, avere l’avvocato Zaccone fatto correttamente il difensore, di fatto ha spianato la strada a chi voleva solo estrapolare una parte della sua difesa per utilizzarla contro il suo assistito, e dunque è stato un altro errore tattico.

Questo era un processo nel quale bisognava attaccare immediatamente la legittimazione del Collegio, bisognava immediatamente ricusare un presidente che si permetteva di prendere in giro i difensori mentre parlavano, che di fatto aveva già detto che qualunque cosa avesse detto la difesa, loro sapevano già cosa fare.

Se necessario bisognava platealmente abbandonare il processo convocando conferenze stampa per spiegare le ragioni delle illegittimità compiute da questo Collegio.

Ed infatti l’unica società che si è mossa in questo senso, dicendo ovunque di essere vittima di un complotto, alla fine è uscita sostanzialmente assolta.

Infine abbiamo sbagliato anche noi tifosi.
Abbiamo intanto sbagliato a non capire che occorreva e occorre, nel calcio moderno, essere "lobby", essere soggetto numericamente forte e condizionante in vari campi, compreso quello politico.

Qualcuno mi ha rimproverato il mio costante richiamo alla politica in questa vicenda, ma faccio ciò perchè la politica è ormai entrata a gamba tesa nel calcio.

Questo è stato fin dall’inizio un processo politico, piaccia o no. E lo è stato perchè chi lo ha gestito e organizzato sapeva bene che la tifoseria bianconera non è soggetto politicamente condizionante, a differenza di altre tifoserie.

Fateci caso: chi ha vinto veramente questo processo è la lobby petrolifera, Sensi e l’Italpetroli, Moratti e la Saras: entrambe si sono viste eliminate l’odiata Juve, la Roma ha preso il posto della Fiorentina, e rimane unica squadra in A della Capitale, l’Inter si vede in parte ridimensionata la concorrenza del Milan (oltre non poteva andare, dato che i rossoneri sono fin troppo potenti e protetti).

Fate caso anche ad un altro aspetto: la tifoseria romanista è minoritaria ma compatta ed elettoralmente determinante, come ha ben compreso il finto juventino Veltroni, sindaco che ha avuto anche modo di far visita in ospedale a Totti; quella interista viene vista come contraltare alla berlusconiana tifoseria milanista, e dunque da "curare" con attenzione; quella milanista però è ben coperta da media e forze politiche nate appunto dalla passione calcistica, per cui occorre tenersela buona.

E quella Juventina?
Si ritrova come espressioni importanti uno come Fassino che si defila, o uno come Di Pietro che si lamenta della scarsa durezza della sentenza; il tutto mentre quella romanista ha un agitatore importante in Maurizio Costanzo (quello che minaccia cortei di protesta in caso di assoluzione della Juventus, prima ancora che un processo sia celebrato, dimenticandosi i suoi trascorsi piduistici), quella interista una stampa abitualmente fin troppo buona verso una dirigenza che ha sempre fatto figuracce di proprio e non certo per colpe altrui (e sarebbe questo un aspetto da meglio approfondire, ossia come mai i giornalisti siano sempre buoni con Moratti), quella milanista di fatto controlla l’informazione a 360 gradi.

Figuriamoci, anche la tifoseria viola riesce ad essere condizionante, al punto che il sindaco diessino di Firenze, Dominici, entra in polemica con la collega diessina romanista, ossia la Melandra, pur di difendere la squadra della sua città e dunque del suo bacino elettorale.

Credo quindi sia arrivato il momento di ricordarci tutti che oltre ad essere tifosi juventini, siamo pure elettori, ed in quanto elettori, ricordarci in quelle circostanze come siamo stati trattati da tifosi juventini, e soprattutto ricordarlo a certi tromboni che poi ci vengono a chiedere i voti.

Mi rendo conto, è concettualmente sbagliato, è forse qualunquistico il mio ragionamento: ma altrove è così, e grazie a questo neoqualunquismo calcistico del ventunesimo secolo si sono create anche certe fortune politiche di certi personaggi che oggi fanno a gara a mostrarsi intransigenti e contrari a clemenze, quando ieri chiedevano clemenza e buonsenso per salvare chi falsificava passaporti, o regalava beni costosi agli arbitri, o vinceva scudetti per ragioni di ordine pubblico, o veniva salvata da reati di falso, per ragioni di ordine pubblico.

Prendiamone atto una volta per tutte, e probabilmente si comincerà a pensare diversamente quando c’è la Juventus di mezzo.

Ma abbiamo sbagliato pure nelle scelte delle iniziative di lotta.

Eravamo forse convinti che una civile ed imponente manifestazione sotto il sole cocente potesse servire a far capire quanto calore c’è attorno alla Juventus, che questa squadra è un patrimonio del calcio italiano, non certo un cancro da estirpare, che il meglio del calcio nella storia anche recente è a strisce bianconeri, come ha dimostrato anche la finale ai mondiali.

Ci eravamo illusi, e dovevamo capirlo quando i media hanno minimizzato le presenze, riducendole prima a 12.000, poi a 20.000, infine a circa 40.000, quando chi era presenta sa bene che il numero dei presenti era almeno doppio al massimo indicato dai giornali.

Purtroppo contro l’illegalità e l’arroganza di regime non si può lottares olo con armi legali, ma occorre fare qualcosa di più, cercando di non cadere nell’illegalità: e questo qualcosa di più si chiama DISOBBEDIENZA CIVILE.

E’ inutile parlarci solo fra di noi, è inutile promuovere boicottaggi che conosciamo solo fra di noi, è inutile lanciare operazioni tipo disdette dei contratti con la Tv satellitare, o non comprare quotidiani ostili, se queste cose rimangono all’interno della tifoseria.

La Gazzetta del Milan perderà lettori e acquirenti, ma essendo abituata a manipolare l’informazione, non parlerà di calo di vendite; lo stesso farà Sky Italia, Mediaset premium, Carta + La7 e così via, se noi non ci guadagniamo sul campo gli spazi di informazione su base nazionale.

Purtroppo ormai la televisione crea la verità ufficiale, è drammatico dirlo ma è così; i quotidiani creano l’opinione pubblica, è l’applicazione del teorema goebbelsiano, una menzogna ripetuta sistematicamente ed ossessivamente diventa una verità assoluta per le masse. Quindi se vogliamo far conoscere le nostre verità, abbiamo bisogno di chi le propagandi nelle forme opportune.

Cosa intendo dire?

Un esempio per tutti: se sabato primo luglio scorso, anzichè finire la manifestazione davanti alla sede della Juve, l’avessimo spostata davanti alla sede RAI di Torino, cercando di ottenere in tutti i modi che una delegazione di tifosi potesse avere spazio e visibilità immediata in una trasmissione diciamo "riparatrice" dopo settimane di linciaggi, probabilmente avremmo avuto una maggiore risonanza; se non ci avessero voluto dare lo spazio televisivo, rimanere in presidio fino a quando quello spazio di libertà l’avessimo ottenuto. Si poteva anche individuare un altro ambito di protesta, che so, il palazzo comunale, e pretendere che il Sindaco Chiamparino facesse come adesso sta facendo Dominici a Firenze; si poteva protestare davanti alle sedi locali di giornali ed emittenti televisive ostili alla Juventus; si possono organizzare "girotondi" a Roma davanti alla sede della Federcalcio, si possono organizzare scioperi della fame, insomma d’ora in avanti se qualcosa bisogna fare, dovrà essere di questo genere, ossia iniziative eclatanti e che ci diano non solo visibilità, ma soprattutto spazi informativi.

Guardate quanto ha pesato per il Milan avere i media al proprio servizio, da due mesi non fanno altro che ripetere ossessivamente certi concetti, la gente è quasi convinta di quei concetti, dimenticando che proprio il Milan in questi cinque anni trascorsi aveva tutto il potere possibile in tutte le sedi, da quella governativa, a quella calcistica. Ed in questo modo sono riusciti a far credere che un ex capostazione fosse più potente e pericoloso del signor Berlusconi Silvio, capo di Forza Italia (partito politico del 24% di italiani), padrone di Fininvest - Mediaset, padrone della Mondadori, padrone del Milan, padrone del presidente di Lega Galliani, e indirettamente padrone della RAI per tramite dei suoi uomini di fiducia.

Quindi non pensiamo più a cortei o a iniziative che rimangano nel chiuso delle nostre stanze: se vogliamo far sentire la nostra voce, in un mondo di sordi o di persone con le orecchie tappate, dovremo gridare ancor più forte. Non abbiamo altra scelta.

E, perchè no, cominciare a lanciare una campagna per far si che prima o poi scoppi "Giornalistopoli" o "Gazzettopoli", in onore al fogliaccio rosa che è stato il braccio armato della "cupola dei perdenti cronici", per fare in modo che una volta per tutte si scopra come certi giornalisti siano a libro paga di Moratti o di Sensi, o di Berlusconi anche se non facenti parte del suo gruppo editoriale; che si scopra come mai certe figlie diventino facilmente giornaliste ed entrino dalla porta principale in certe emittenti televisive.

Sul punto sentite cosa ha dichiarato Enzo Biagi, una autentica istituzione del giornalismo italiano, quello vero, non quello dei caporali di giornata che girano in tante redazioni: intervistato da un giornalista de "Il Tirreno", ha dichiarato che si tratta di "una sentenza pazzesca, e non perchè il calcio sia un ambiente pulito. Una sentenza pazzesca perchè costruita sul nulla, su intercettazioni difficilmente interpretabili e non proponibili in un procedimento degno di tal nome, una sentenza pazzesca perchè punisce chi era colpevole solo di vivere in un certo ambiente, il tutto condito da un processo che era una riedizione della Santa Inquisizione in chiave moderna. E mi chiedo: cui prodest? A chi giova il tutto? Perchè tutto è uscito fuori in un determinato momento? Proprio quando, tra Laziogate di Storace, la lista nera di Telecom, poi Calciopoli, poi l’ex Re d’Italia ed ora, ultimo ma non ultimo, la compagnia telefonica Vodafone che ha denunciato Telecom per aver messo sotto controllo i suoi clienti. Vuoi vedere che per coprire uno scandalo di dimensioni ciclopiche hanno individuato in Luciano Moggi il cattivo da dare in pasto al popolino?"

Questo è il giornalismo serio, e questo spiega perchè l’hanno messo alla porta alla RAI nell’epoca berlusconiana: Biagi è davvero scomodo, a differenza dei vari Travaglio e Beha, ominicchi per non dire ruffiani, per usare il noto concetto del libro di Sciascia "Il giorno della civetta"

Un’ultima cosa, e chiudo questa lunga disamina.

La nostra voce intanto debbono sentirla e in modo forte e chiaro i nostri dirigenti e i nostri calciatori. CHE A NESSUNO DI LORO VENGA IN MENTE DI POTER ANDARE VIA DALLA JUVENTUS DIMENTICANDOSI DI COSA LA JUVENTUS HA DATO A LORO, E SOPRATTUTTO CHE A NESSUNO DI LORO VENGA IN MENTE DI ANDARE ALL’INTER, AL MILAN O ALLA ROMA.

Noi tifosi siamo sempre stati vicini ai nostri campioni, li abbiamo acclamati e difesi sempre e ovunque, ricordiamoglielo. E ricordiamolo soprattutto ai dirigenti: il ritrovarci nel caso peggiore in B e penalizzati non autorizza fughe e svendite, specie se i giocatori sono sotto contratto per altri anni.

Anche a costo di lasciarli fermi per uno o due anni, la dirigenza li deve tenere, nessuno deve scappare dalla Juventus. E su questo dovremo essere nel caso pronti anche a contestare la dirigenza, se dovesse adottare un piano di smantellamento e ridimensionamento.

E-mail: antonio.larosa@libero.it


Una ola non sarebbe sufficiente ad esprimere il mio entusiasmo e la mia ammirazione per Antonio La Rosa. Per gli antijuventini queste parole sono il delirio di uno cretino juventino, ma non è così: basta ragionare, anzi bastarebbe voler ragionare e tutto torna.

Lo dico da molto ormai, ho aperto questo blog per denunciare apertamente la stampa italiana e per dare visibilità a tutto ciò che meriterebbe averne a discapito degli articoli faziosi e volgari (si ,volgari) dei giornalai (si, giornalai) di oggi.

Questo è un EDITORIALE come Dio comanda, non quelli di quei burattini travestiti da giornalisti che mi stanno facendo vergognare di essere italiano, anche in questi giorni di tripudio nazionale e di orgoglio italianistico....

Forse un giorno scoppierà Giornalistopoli e forse un giorno queste persone avranno il meritato contrappasso (in quale inferno dantesco finirebbero?).

Prima, però, dovrebbe cambiare l'Italia e, soprattutto, la mentalità degli italiani....

W ...... QUESTO ARTICOLO!!!!!

MARCO MARCHIONNI: IL NUOVO IDOLO!

Marchionni: «Sono in debito con la Juve»
«Non rinnego la scelta che ho fatto, non penso assolutamente a chiedere alla società di rescindere il contratto. Se i giudici riduranno la penalizzazione, basterà un anno di purgatorio. Altrimenti ne faremo due. In fondo la Juve ha rischiato con me: venivo da sette mesi di infortunio, ora voglio ripagare tanta fiducia in B e dovunque».
«Mi hanno detto: bella scelta di vita che hai fatto. Capita. Restiamo comunque dei privilegiati»
«Vedo soltanto entusiasmo. Nessuno si nasconde che stiamo per scrivere una pagina storica, chi è qui è perché sa a cosa può andare incontro e i rischi che corre. Fra di noi si parla della situazione complicata in cui siamo, tuttavia c'è ottimismo nella sentenza di appello. In ogni caso passeremo tutti alla storia come i primi ad aver giocato nella Juve di B»
«Sono stato con loro fino al 3 giugno. Non posso sentire mia la vittoria, tuttavia può darsi che in futuro sia fra quelli che difenderanno il titolo conquistato a Berlino. Non voglio essere uno spot per i miei compagni di Nazionale, perché ognuno fa le scelte che ritiene opportune e come ultimo arrivato non posso insegnare nulla a nessuno. Però mi piacerebbe che qualcuno decidesse di restare. Piacerebbe molto anche ai tifosi che sanno apprezzare chi ama la maglia e chi è corretto».
Ecco come si fa a diventare degli idoli avedo pronunciato solo delle semplici parole....
Vero Zambrotta?
Vero Buffon?
Vero Cannavaro?
Vero Thuram?
Vero Emerson?
Vero Vieira?
Vero Ibrahimovic?
Vero Mutu?
Vero Trezeguet?
Grazie Marco!!! Sei il nostro nuovo idolo!!!
Ecco, invece, le parole di un ex idolo, uno che si professava una gran persona:
Lilian Thuram ha parlato chiaro: "Ci sono pochissime possibilità che io giochi con la Juventus in serie B". Cosi` il difensore francese, intervenuto domenica a Dakar. `Per adesso non ne ho ancora parlato molto con la societa`` , ha precisato Thuram, che spera `di trovare una squadra in tempo per poter restare nella massima serie`.
A chi accosta il suo nome a quello dei campioni d`Europa in carica del Barcellona, Thuram non da` certezze: `Vedremo, in ogni caso Barcellona sarebbe una bella destinazione per me`, ha detto il difensore transalpino.
Bravo, un vero signore..... Adieu!

MOGGI PARLA E QUALCHE STRONZO COMINCIA A TREMARE....

Moggi: "Inter, Milan, CarraroIl mostro non sono io"
di CARLO BONINI E GIUSEPPE D'AVANZO
Moggi: "Inter, Milan, CarraroIl mostro non sono io"'

FOLLONICA - Un appartamento a piano terra di una casa a schiera. Un tavolo, tre tazzine di caffè, una bottiglia d'acqua.

Come sta, signor Moggi?
"Benissimo. Mia sorella dice che non mi ha mai visto così rilassato come in questi giorni. Sapete perché?"

No, perché?
"Ho deciso che è finito il tempo delle emozioni. Apro un altro ciclo della mia vita".

Quale?
"Quello dell'incazzatura. Sono incazzato nero e ho trovato un nuovo lavoro".

Torna nel calcio?
"Sì, torno nel mondo del calcio come rompicoglioni. Indicandoli con nomi e cognomi, romperò le scatole ai falsi moralizzatori di questo mondo che si vuole pulito soltanto perché si è liberato di Antonio Giraudo e Luciano Moggi. Spazzano via dalla casa polverosa due granelli di sabbia e dicono che la casa è pulita. Io invece vi dico che la casa era messa così e così quando ci sono arrivato e così così la lascio. Per capire come vanno le cose, basta leggere i giornali o quella simpatica rubrichetta della Gazzetta dello Sport firmata da Candido Cannavò: già il titolo - Fatemi capire - è un programma".

Che significa che è "un programma"?
"Fatemi capire, Cannavò è stato per 18 anni il direttore della Gazzetta dello Sport e deve ancora capire? Penso che abbia capito benissimo. Quella sua rubrichetta serve solo per dimenticare e creare falsi bersagli. Parla di calcio pulito e tutta la spazzatura ce l'avrebbe messa Luciano Moggi. Fatemi capire, il passaporto falso di Recoba per cui l'Inter ha patteggiato, che cos'è? Qual è la sola società di serie A che ha cointeressenze con una di B? Non è l'Inter con lo Spezia? Fatemi capire, c'è differenza se Moggi va a cena da Bergamo con lo scudetto già in tasca e Giacinto Facchetti si attovaglia, con Bergamo, mentre l'Inter ancora lotta per un posto in Champions? Le fidejussioni false firmate da Giacinto Facchetti per la Reggina, non sono forse illeciti pieni? E allora perché la presunzione dell'illecito - cioè non il peccato, ma il solo pensiero del peccato - è sufficiente alla giustizia sportiva per condannare? Lo chiedo, badate, non per me, ma per un club come la Juventus condannato con quella penalizzazione in serie B. Io ho molti tifosi che mi chiamano e mi informano. Nel mondo dei tifosi ce n'è di tutti i tipi. C'è chi arriva a fatica a fine mese e, nonostante ciò, compra un biglietto di curva e chi invece bazzica il mondo della finanza e degli affari".

Signor Moggi faccia capire pure noi, che cosa vuole dire? Che cosa le dicono questi tifosi che capiamo essere persone bene informate? "Chiunque può vederlo. Degli illeciti documentati dell'Inter che, in qualche caso, hanno addirittura prodotto il patteggiamento giudiziario non si parla. Un giornale, partecipato da uno degli ex azionisti dell'Inter, sta conducendo una campagna di falsa moralizzazione che ha trasformato lo scandalo del calcio in "Moggiopoli". Su quello stesso giornale abbiamo letto con 24 ore di anticipo la sentenza della Caf. Il commissario straordinario della Figc che dovrebbe rimettere le cose in ordine è un ex consigliere dell'Inter. I tifosi che mi telefonano pensano che gatta ci cova. E io comincio a crederci".

Moggi, anche lei cade nel complottismo. Ci sta dicendo che in quel che è accaduto c'è la mano dell'Inter di Moratti?
"Non parlo di complotto. Non sono in grado di dire che gli ambienti finanziari e giornalistici vicini all'Inter hanno provocato tutto questo, ma è un fatto che ne stanno approfittando. Dico solo che ci vuole anche in questo un po' di misura. Se si vuole far credere all'opinione pubblica e ai tifosi italiani che il mondo del calcio era sporco ed era sporco perché c'era Moggi, è una menzogna. In questi giorni, ho visto in televisione un procuratore che si è improvvisamente travestito da moralizzatore del mondo del calcio. Questo signore sostiene che i procuratori non debbano avere nella propria scuderia giocatori e allenatori. Bene, questo stesso signore ha appena sistemato un allenatore in serie B e l'allenatore va dicendo in giro che ingaggerà soltanto giocatori di quel procuratore. Non è divertente?".

Ci fa il nome del procuratore?
"No. Nell'ambiente del calcio hanno capito chi è. Chi non è nell'ambiente del calcio deve sapere - ed è quel che conta - che, fuori Moggi e Giraudo, non è cambiato nulla. Per parte mia, comincio a chiedere scusa a tutti i tifosi e a tutti i giocatori. In questi mesi, ai tifosi è stato fatto credere che il campionato fosse una farsa. Che chiunque poteva mettere le mani su uno scudetto andando a cena con Bergamo e Pairetto. Non è vero. Lo spettacolo in questi anni è stato genuino ed è stato onorato dall'impegno dei calciatori. Chi l'ha vinto meritava di vincerlo. Io l'ho vinto perché ero più bravo degli altri e perché la Juve era più forte. Guardate quest'anno. La Juventus ha vinto il campionato di serie A, il campionato Primavera e Allievi e ha portato in finale di Coppa del Mondo i suoi migliori giocatori di oggi e di ieri. Senza contare Marcello Lippi, Ciro Ferrara fino al fisioterapista Aldo Esposito. O vogliamo dire che anche i Mondiali non sono puliti? Vedo, però, che tanti altri responsabili, come me, di come è andato il calcio in questi anni nemmeno si sognano di chiedere scusa".

Ci faccia qualche nome.
"Mica ve ne faccio soltanto uno".

Chi è il primo che dovrebbe chiedere scusa?
"L'ormai ex presidente federale Franco Carraro. Dice che faceva soltanto il vigile urbano e si limitava a dirigere il traffico. Peccato che facesse passare con il rosso chi voleva lui".

Ma all'elezione di Carraro ha contribuito anche lei. "Questa è una barzelletta. Io in Federazione non contavo nulla. Non avevo alcun ruolo e nemmeno la possibilità di partecipare alle assemblee".

Bisogna partecipare alle assemblee per contare? "No. Ma bisogna contare nelle migliaia di società dilettantistiche, per esempio. E io avevo altro da fare. Poi, che io non contassi in federazione lo dice anche Carraro. È l'unica verità che gli ho sentito dire in questi mesi".

Carraro deve chiedere scusa. Chi altro? "Vorrei dedicare un pensierino anche a Galliani e Confalonieri. Confalonieri dice che il Milan è vittima da 15 anni del "regime di Moggi". Stimo Confalonieri per il lavoro che fa. Dovrebbe parlare soltanto di quello e non di cose che non conosce. Se viene a parlarmi di regime - proprio lui, poi - devo ricordargli che il presidente della Lega si chiamava Adriano Galliani. Nome che a Confalonieri non dovrebbe essere sconosciuto. Come non dovrebbe dimenticare che Galliani si dava da fare per sistemare un suo protetto finanche al vertice della Commissione arbitri di serie C. Per non parlare dei diritti televisivi".

Parliamone invece. Per i non addetti, non regge la sua difesa che più o meno suona così: "Il mio concorrente aveva tra le mani quello straordinario strumento di persuasione e business che è la televisione e noi da Torino dovevamo arrangiarci in qualche modo per non essere spazzati via". Ora però, la Juve non ha mai avuto problemi di diritti tv, e allora?
"E allora non avete capito niente. Dovete guardare non alla Juve, ma alle piccole squadre che tirano avanti con i denti e hanno bisogno del denaro della televisione. E quel denaro non lo distribuivo io, lo distribuiva il mio concorrente. Volete una prova? Guardate quel che succedeva in Lega per la nomina del presidente. Diatribe che duravano mesi e poi, d'improvviso, puff: Galliani presidente. Dov'erano più le polemiche? Spazzate via dalla distribuzione dei diritti televisivi. Chi era il più forte allora? Moggi o Galliani? E perché si parla sempre di Moggi e mai di Galliani? Fatemi capire".

Visto che siamo in area Mediaset, racconti una buona volta - e non se ne parli più - del suo incontro con Silvio Berlusconi.
"Berlusconi mi chiama e mi propone una candidatura in "Forza Italia", e vabbé queste sono stupidaggini. Mi chiede di andare al Milan. Sono lusingato, gli dico, ma sono un dirigente di azienda vincolato con un contratto a tempo indeterminato con la Juve. Gli rispondo che ci devo pensare. Lui mi dice che ne parlerà con Galliani".

Lei ha capito se Berlusconi aveva già preso visione o era stato informato del dossier con le prime intercettazioni spedito a Carraro dalla Procura di Torino? "Penso proprio di sì. So che, dopo quel colloquio, Berlusconi ne parla con Galliani e comincia la slavina. Guarda caso, toh!, con le prime indiscrezioni pubblicate dalla Gazzetta dello Sport".

Alla Gazzetta, signor Moggi, hanno fatto solo il loro lavoro. Hanno dato le notizie che avevano.
"Mettiamola così. Mi piacerebbe sapere se, dopo il colloquio con Berlusconi, e il mio possibile arrivo al Milan, non siano stati Galliani e Carraro a scatenare la bufera attraverso la Gazzetta dello Sport".

Lei è furioso, ma il risentimento non può farle dimenticare le sue responsabilità, che vengono da molto lontano. Secondo alcuni, risalgono a vent'anni fa quando lei sostituì il mago Merlino del calcio di allora: Italo Allodi. È così?
"Il sistema Allodi era molto semplice. Era il sistema dell'ascendenza sulle società di calcio. C'era ai suoi tempi e io l'ho ereditato".

Che significa "ascendenza"?
"Il sistema delle regole tacite. Un esempio. Se la squadra A non ha più nulla da pretendere dal campionato e incontra la squadra B che lotta per la salvezza gli lascerà la partita. La giocherà mettendo qualche "primavera" in campo e, in ogni caso, con una formazione non competitiva. Non c'era bisogno di accordi".

Questo nel mondo di Allodi. E nel mondo di Moggi?
"Ognuno tesseva il filo che aveva. Tentando di non farselo tagliare con le forbici. Guardate il mio rapporto con Galliani. Ora dicono che eravamo pappa e ciccia. In realtà lui mi guardava dal buco della serratura e io dalla finestra socchiusa. Il fatto è che io dovevo soltanto proteggere un grande gruppo e una grande società dalle porcate. Questa era la mia preoccupazione costante, oltre a fare grande la squadra".

Non ci dirà adesso che la necessità di avere 20 mila schede telefoniche svizzere nasceva soltanto da un bisogno di protezione dalle aggressioni altrui. Che cosa doveva nascondere?
"È proprio così: mi dovevo proteggere dalle aggressioni. Innanzitutto quelle schede non sono ventimila, ma venti e, normalmente, le buttavo via dopo 15 giorni. Le prendevo soltanto per non rendere facile violare la privacy del mio lavoro. Abbiamo una legge sulla privacy con un Garante che non garantisce e c'è molto spionaggio industriale. L'unico mezzo era eclissarmi. Trattavo in quel periodo Cannavaro, Ibrahimovic ed Emerson. Li volevano anche altri. Anche l'Inter, per esempio. E quando le cose si mettono così, il giocatore o lo si paga troppo o lo si perde. Con quelle 20 schede mi sono soltanto cautelato da intrusioni che pure ci sono state".

E la scheda riservata consegnata al designatore Paolo Bergamo, che c'entra con la privacy e con il mercato?
"Fu Bergamo a chiedermi la scheda per problemi esclusivamente suoi. Quella scheda non la usava per comunicare con me".

Eppure, uno dei suoi colpi di mercato più clamorosi come l'arrivo di Capello sulla panchina della Juve tanto riservato non era, visto che divenne uno scoop di Giorgio Tosatti.
"Non diedi io la notizia a lui. Lui la diede a me. Io avevo già deciso per un altro allenatore. Fu Giorgio a dirmi che se avessi fatto il tentativo con Capello qualcosa avrei raccolto. Così feci".

Questo per Capello. Ma per le "intrusioni", i suoi sono soltanto sospetti?
"No. Sono certezze".

Ci racconti un episodio.
"Ragazzi, non potete pretendere che dica tutto, subito, e in una sola soluzione. Vi ho detto che in futuro voglio fare il rompicoglioni".

Il suo lavoro ha avuto, forse, la migliore definizione con le parole dell'Avvocato. "Quali?"

Non dica che non sa che l'Avvocato diceva di lei che "lo stalliere del re deve conoscere i ladri di cavalli".
"Io non l'ho sentita, ma l'ho letta da qualche parte e comunque è solo una di quelle battute che piaceva fare all'Avvocato. Con lui avevo un eccellente rapporto. Ci sentivamo anche dieci volte al giorno. Ora mi tocca leggere che mentivo finanche a lui".

Beh, non gli disse che stava vendendo Bobo Vieri.
"È falso. Le cose andarono così. Il giorno prima della vendita di Vieri, l'Avvocato mi chiese notizie. Stava andando a una riunione dell'Ifil. Gli dissi che avrei tenuto il giocatore. Il giorno dopo, Vieri viene in sede, vuole tanti miliardi, il posto da titolare e non so che altro. Per di più aveva anche litigato con Lippi. Io alzo il telefono, parlo con l'Atletico Madrid e i 28 miliardi della prima proposta diventano 34. Cercai subito l'Avvocato per dirglielo, ma non lo trovai. Era a Montecarlo. Il tentativo di sporcare anche il mio rapporto con l'Avvocato mi fa molto arrabbiare. Ho sempre ammirato la sua straordinaria passione per la Juve. Voleva sempre la squadra più forte, e se non si spendeva troppo era meglio. È una regola che ho seguito fino allo scorso anno. Squadra forte, bilancio sano. Ricordo che vidi l'Avvocato il giorno prima che morisse. Mi chiamò e mi disse di andare a casa insieme a Marcello Lippi. Ci disse: "Vi ho voluto qui, perché forse non ci vedremo più".

L'atteggiamento della famiglia Agnelli e della società sembra essere cambiato nei suoi confronti.
"L'atteggiamento della Juve è comprensibile. È necessario salvaguardare gli aspetti economici del club. Ma non ho visto nessuna contestazione o censura su come si è comportato il sottoscritto".

Ammetterà che i rapporti tra lei e Lapo Elkann non erano idilliaci. La voleva allontanare dalla Juventus e, come lei saprà, tra le cose che si sentono dire da qualche mese, è che lei avrebbe organizzato la fuga di notizie sull'incidente occorso a Lapo.

"È un'infamia. Io a quel ragazzo voglio bene e sono rimasto umanamente dispiaciuto delle sue difficoltà".

Ammetterà che, quando era in auge, non ha mai smentito dicerie di questo genere.
"È stato un errore. Ho sempre lasciato correre perché provavo piacere nel veder crescere il mito del "Re del mercato". Ho capito troppo tardi che quegli osanna annunciavano il disastro. Non mi sono accorto per tempo che quel mito che circondava ogni mia parola o intenzione o azione - spesso enfatizzato dalla stampa - serviva soltanto a creare il mostro che bisognava distruggere per lasciare tutto come era. Se ho fatto un errore, e sicuramente ne ho fatti, questo è il più grave. Mi sono fatto giocare dalla mia stessa vanità".

Che cosa pensa della sentenza della Caf di Ruperto? "
È una sentenza che serve soltanto a colpire, attraverso Giraudo e me, la Juve. È una sentenza che ha selezionato 40 telefonate, secondo convenienza, su una massa di 100 mila. Devo aggiungere altro? Vedete, io leggo "il libro nero del calcio" pubblicato dall'Espresso. Lo annoto e in questo block-notes prende forma il mio libro nero. Appunti contro i falsi moralizzatori. Sarà il mio nuovo lavoro perché questa rivoluzione nel calcio assomiglia a quella storia della fine della Prima Repubblica che ha lasciato credere nella nascita di una Seconda, mentre poi abbiamo scoperto che, se si esclude qualche nome, nulla è cambiato".

Fonte: www.repubblica.it

Primo colpo alle merde..... Presto arriveranno gli altri!

sabato, luglio 15, 2006

LA SENTENZA DI I GRADO


JUVENTUS FOOTBALL CLUB S.P.A., retrocessione all'ultimo posto in classifica del campionato 2005/2006; penalizzazione di punti trenta in classifica nella stagione sportiva 2006/2007; revoca dell'assegnazione del titolo di campione d'Italia 2004/2005; non assegnazione del titolo di campione d'Italia 2005/2006; ammenda di euro 80.000.
A.C. MILAN S.P.A., penalizzazione di punti quarantaquattro da scontare nella classifica 2005/2006 e di punti quindici in classifica da scontare nella stagione sportiva 2006/2007; ammenda di euro 30.000;
A.C.F. FIORENTINA S.P.A., retrocessione all'ultimo posto in classifica del campionato 2005/2006; penalizzazione di punti dodici in classifica nella stagione sportiva 2006/2007; ammenda di euro 50.000;
S.S. LAZIO S.p.A., retrocessione all'ultimo posto in classifica del campionato 2005/2006; penalizzazione di punti sette in classifica nella stagione sportiva 2006/2007; ammenda di euro 40.000.

Queste sono le sentenze del processo di primo grado a Calcipoli, che sono uscite ieri sera (14 luglio 2006) alle ore 21.
Ora, confrontiamole con quelle apparse nella mattina di ieri (quindi scritte nella serata di giovedì 13) sulla Gazzetta dello Sport...

Vi propongo questo gioco: TROVATE LE 7 DIFFERENZE......

"Juventus in serie B con fortissima penalizzazione, retrocessione anche per Lazio e Fiorentina, ma con un handicap inferiore (6-7 punti), Milan in A, privato però dell’Europa. Prima della campana dell’ultimo giro della lunga camera di consiglio della Commissione d’Appello federale, i giudici diretti dall’ex presidente della Corte Costituzionale Cesare Ruperto hanno maturato quest’orientamento sanzionatorio, convinti della colpevolezza di tutti e quattro i club coinvolti nella prima puntata del processo di Moggiopoli, seppure con livelli di gravità differenti. Stasera dopo le 19 sapremo se le ultime ore hanno portato a significative correzioni di rotta o no."

Allora i casi sono 3:

- O nella Gazzetta ci sono degli indovini
- O hanno degli ottimi informatori, quindi sono entrati in possesso di informazioni riservate
- O la sentenza era già scritta.

Il primo caso è altamente improbabile, il secondo caso è possibile, ma tutti sanno che una sentenza scoperta in anticipo può perdere completamente la sua efficacia in appello, quindi sarebbe un grande regalo della Gazzetta alle società condannate.
Infine, il terzo caso.... Ieri sera, dopo le sentenze, è stato molto interssante vedere su Rai 1 lo speciale sulle sentenze, in cui c'erano Verdelli (direttore Gazzetta), Vocalelli (direttore CorSport) e Padovan (direttore Tuttosport). Bene, gli ultimi 2 parevano a dir poco allibiti da come la Gazzetta aveva perfettamente previsto le decisioni dei giudici. Bravura? Mah, anche i 2 direttori hanno sollevato dei legittimi dubbi.

Ultima cosa: la sostanza delle condanne....

Della forma abbiamo già detto, è la più grande ingiustizia mai vista nel calcio (e se ne sono viste, dai Rolex ai bilanci ai passaporti), inoltre con un processo senza quasi dibattimento, svoltosi non in condizione di parità tra le parti, con l'opinione pubblica ed i media schierati da una parte e che premevano per sentenze sanguigne e stra-pieno di vizi.

Beh, la sostanza è davvero deprecabile: per quale ragione (come dicevo ieri) il Milan in A e noi, Lazio e Fiorentina in B? Confermo che forse Moggi non parlava a vanvera (potere dei diritti TV)...

Infine, sono contento che la proprietà bianconera abbia tirato fuori gli artigli, rilasciano dichiarazioni di fuoco. Devo ammettere che sono fiducioso per il futuro, finora abbiamo lasciato fare sperando nell'equità della corte (stessa serie per tutte e 4 le squadre), questa speranza è stata infranta e ora la società si tutelerà con ogni mezzo. PRETENDO IL RICORSO AL TAR E SE NECESSARIO AL TRIBUNALE DI LOSANNA, OLTRE CHE AL CONSIGLIO DI STATO. Me ne fotto se i campionati non partono, ora sta a noi fare casino. E' stata un apresa per il culo a tutti gli effetti: è un errore e gli errori, nella vita, si pagano..... E cari!

Metto anche l'articolo di oggi del grande Antonio La Rosa:


RIBELLARSI, RIBELLARSI, RIBELLARSI!
di Antonio La Rosa

Vi ricordate i miei precedenti "editoriali" dal titolo "Il calcio pulito cheverrà" e "Iosif Vissarionovich Dzhugashvili, meglio noto come Stalin"?

Nel primo tracciavo il panorama del calcio che sarebbe scaturito al termine di questa pagliacciata mediatica, abilmente ispirata nelle segrete stanze dei veri poteri forti del calcio, nel secondo anticipavo i metodi da dittatorello da repubblica delle banane del signor Guido Rossi, personaggio che sta decisamente superando ogni mia peggiore previsione.

Nel calcio pulito che verrà, avevo descritto, in modo semiserio, un panorama futuro che mi pare si stia delineando in modo evidente: panorama dominato dal Milan, che avrebbe fatto valere tutto il suo potere economico sul calcio, ossia gestione dei diritti televisivi, potente alleanza con Murdoch, coperture politiche derivanti non solo dal suo peso elettorale, ma dalla necessità degli avversari di dargli qualcosa in cambio di una minore ostilità nel fare opposizione.

Bene: Berlusconi Silvio ritorna presidente del Milan, il figlio Berlusconi Piersilvio che comincia subito i suoi ricatti alla Lega Calcio non versando la rata di pagamento dei diritti, media e stampa coalizzati per difendere le ragioni del Milan e dunque salvarlo da punizioni per la condotta di Meani e Galliani.

Parte una campagna mediatica gigantesca, al cui cospetto lo sbarco in Normandia è stata una banale scampagnata, si muovono le grandi firme della Gazzetta del Milan, il quotidiano sponsor del Milan e ben prezzolato per pubblicare certe notizie in modo fasullo, la stessa RAI romano-interista, sta al gioco, insomma si prepara un terreno fertile per la sentenza finale che di fatto è un autentico salvataggio dei rossoneri e affossamento per un paio di anni della Juventus, oltre che di Fiorentina e Lazio. Nel contempo, il "milanista" Albertini diventa vice commissario FIGC, il"milanista" Donadoni diventa CT della Nazionale, il "milanista" Tassotti in predicato di guidare l’under 21, il "milanista" di portafoglio Kollina rappresentante italiano alla commissione arbitrale UEFA, il "milanista"Sacchi ritorna nel giro della Federcalcio, quasi certamente come supervisore delle squadre Nazionali.

La "milanista" Mediaset premium potrà continuare a fare il bello e il cattivo tempo con i diritti televisivi in digitale terrestre, lasciando delle buone briciole all’interista Carta+ La7, Sky avrà il monopolio deidiritti in satellitare, che certamente vedranno solo certi club ultrabeneficiati (milanesi e Roma), visto che il resto della A sarà composto da squadre con bacino praticamente solo territoriale; Mediaset ordinaria avrà la gestione della serie A, potendo anche disinteressarsi della CL(vedremo a chi interesserà una CL targata RAI, con Inter, Roma, Chievo e Palermo, sempre ammesso che le ultime due superino i turni preliminari!), i quotidiani sportivi, eccettuato Tuttosport, potranno continuare nel loro proselitismo disinformativo milano-romanista.

Cesura di tutto questo nuovo sistema di potere è la Gazzetta del Milan, che vi ricordo ha cambiato direttore e linea editoriale, misteriosamente, pochi giorni prima che scoppiasse questo scandalo, da tutti definito "Calciopoli", e solo da questo ultimo fogliaccio sciagurato "Moggiopoli".

Al punto che i tempi e i risultati del processo sono stati dettati da questo giornale, compreso il resoconto di cosa facessero i giudici in camera di consiglio (luogo nel quale non vi è alcun accesso possibile e dunque nessuno dovrebbe sapere cosa accade), fino all’anticipazione del contenuto della sentenza, a conferma che era tutto scritto da tempo.

Si capisce bene perchè il signor Palombo Ruggiero era accalorato sugli argomenti, idem il signor Arturi Franco, quello che ha salutato il nuovo C.d.A. della Juve con l’articolo "Bentornata vecchia Signora", dimenticando cosa lui scriveva ai tempi della vecchia Signora di Boniperti; si capisce ancora come mai il signor Cannavò Candido, padre della giornalista Mediasettara Laura Cannavò, è diventato un violento giustizialista, deve garantire la carriera alla figlia nel gruppo televisivo milanista, cosa che compie anche il romanista Luigi Ferrajolo, padre di Giorgia Ferrajolo. Pensate, a Mediaset hanno riabilitato pure il presunto dichiaratoanti berlusconiano di ferro (a parole) Franco Rossi, l’autoproclamatosi "webgiornalista principe": lo si poteva vedere ogni sera a Studio Sport, periodo dei mondiali, cosa strana per uno che diceva di onorarsi di non essere salutatoda Berlusconi Silvio: ma i soldi non puzzano, e dunque anche il nostro Rossi Franco diventa fedele filomilanista.

Insomma un banchetto nel quale tutti i sicari avranno qualcosa, l’Inter magari non avrà lo scudetto, o magari lo avrà solo se il Milan potrà sicuramente evitare i preliminari, la Roma potrà giocare la sua Champion’s League, come premio per i servigi resi dal romanista Luna Riccardo con i suoi articoli deliranti.

Sembrava una visione esagerata, invece è la realtà.E non ci voleva certo chiaro veggenza: questa la azzeccava pure "Do Nascimiento", dato che mai come questa volta l’epilogo della storia era stato scritto ben prima del racconto stesso, bastava solo seguire i passaggi con attenzione.

Bastava insomma vedere i primi comportamenti del signor Guido Rossi, la censura a Cannavaro, le dichiarazioni ed i proclami di dovere fare pulizia prima ancora che le indagini fossero state avviate, i deliri di onnipotenza di uno che più volte ha detto a chiare lettere che è lui a decidere, offendendo ancor di più quel tribunale da avanspettacolo presieduto da Ruperto, che alla sua veneranda età ha accettato di fungere da foglia di fico ad una porcata epocale, ossia una condanna senza accusa, un giudizio senza garanzia per gli incolpati, una punizione data solo perchè una canea ben ammaestrata ha chiesto questo tipo di punizione.

Cari amici bianconeri, è un giorno bruttissimo oggi per tutti noi, ma non perchè ci sia una punizione per colpe, per responsabilità, per illeciti: oggi è stata consumata una vendetta scientificamente pensata ed organizzata dalla "cupola dei perdenti", come efficacemente l’ha definita Moggi in una intervista a Sky trasmessa ieri.

Si è sfruttata una telefonata ove si discuteva una formazione di griglia per un sorteggio, come se questa fosse prova di illecito; si è utilizzato un pettegolezzo, quello delle ammonizioni pilotate, senza neppure verificarsi la fondatezza del pettegolezzo, e senza neppure darsi la possibilità di smentirla; si è parlato di cupola, ed uno dei personaggi della cupola, Carraro, telefonava per chiedere errori arbitrali a danno della Juventus; un altro, Galliani, usava Meani per avere la sua personale influenza nel mondo arbitrale in contrasto alla Juventus; si è coinvolto De Santis, eppure non c’è una intercettazione che lo chiami direttamente in causa; si è scoperto che Facchetti era commensale abituale di Bergamo, e che anche lui telefonava, eppure l’Inter non è sotto processo; si è pure saputo che Pairetto era condizionato da squadre diverse dalla Juventus, ma queste squadre non sono sotto inchiesta.

ECCOLO IL SISTEMA MOGGI! Sistema che ha portato otto calciatori a disputarsi la finale dei Mondialidi Germania, con un allenatore già vincente in bianconero, e altri tre ex giocatori juventini.

Da otto anni che ci stanno tentando in tutti i modo a distruggerci perchè sul campo non riuscivano a batterci: ci hanno provato con la vicenda doping, ci hanno provato con Guariniello bravo ad indagare su tutto quanto riguardasse la Juventus, mentre altrove si falsificavano bilanci e fideiussioni con la copertura di una magistratura che non indagava, ci stanno riuscendo su una vicenda che per gli stessi giudici antijuventini di Torino, ossia Maddalena e Guariniello, era irrilevante sul piano penale, mentre è diventata una manna dal cielo per altri magistrati in cerca d ifacile gloria a Napoli, città nella quale mentre si indaga su Moggi, si fa scappare un pericoloso camorrista.

Il tutto con evidenti coperture politiche, ancor più gravi almeno dal mio punto di vista.

L’input a questa sentenza è stato dato l’altro giorno con l’audizione di Rossi in commissione cultura della Camera: un dirigente che, per il noto principio della separazione dei poteri, non doveva conoscere in alcun modogli atti del processo, mentre invece ha sparato a zero contro gli indagati, addirittura arrivando a parlare di "più grande scandalo della storia".

Ma del resto abbiamo sentito di tutto, da PM che hanno definito Moggi peggio della camorra, a un mediocre stilista indegno fratello ed erede di un grande stilista, definire Moggi peggio di Riina; abbiamo letto in settimana in giornali importanti come L’Espresso, articoli ove ci si chiedeva come mai Ricucci in carcere e Moggi fuori, come se un ex ferroviere diventato dirigente calcistico, d’improvviso fosse diventato più pericoloso di mafiosi, camorristi e affaristi senza scrupoli tutti messi insieme.
E nessuno a scandalizzarsi dell’impostura. Nessuno a denunciare le costanti violazioni di diritti e di norme, comedire, in nome dell’antijuventinismo tutto diventa lecito.

Per me è una delusione ancora più forte, non solo perchè viene colpita la mia squadra del cuore, ma per vedere come vengano calpestati impunemente quei valori e quei principi a cui avevo dato credito in tanti anni.

Vedete, e scusatemi la mia breve digressione personale, nella mia vita finora ho avuto solo "primi ed unici amori", in tutti i campi, da quello sentimentale, a quello sportivo, a quello politico. Come dire, una sola donna, una sola squadra, un solo credo politico.

Stasera vedo la mia Juventus assassinata con la complicità di quelle forze che credevo fossero portatrici di certi valori di rispetto dei diritti, di garanzia per i cittadini, e soprattutto di tutela del diritto di difesa.

Non è così: anche il signor Prodi Romano, oggi capo del governo anche grazie al mio voto (e dovrebbe ricordarselo che è seduto lì per soli 24.000 voti), ha parlato chiedendo condanne, e non giustizia.

Lo stesso ha fatto la Melandri, la ministra più inutile della storia d’Italia.

Va bene, già avevo in mente di dimettermi dal partito in cui sono iscritto,da domani aderirò alla lunga lista degli elettori astensionisti.

Per il resto non posso che chiudere questo mio sfogo, parafrasando il Laurenti Beria (famigerato capo della polizia politica staliniana) del momento, ossia Francesco Saverio Borrelli e invitare tutti i tifosi juventini a lanciare un solo grido e forte, ovunque si trovino:RIBELLARSI, RIBELLARSI, RIBELLARSI!

Antonio La Rosa E-mail: antonio.larosa@libero.it

Come al solito ovazione per La Rosa!!!

venerdì, luglio 14, 2006

NEANCHE UN EURO!!!!!!!!!!!!!!!!!!


Ogni tifoso bianconero che si rispetti ha il DOVERE di aderire all'iniziativa:

NEANCHE UN EURO!!!!
Boicottiamo coloro che danno i soldi al calcio, ovvero SKY e MEDIASET, inoltre boicottiamo la Gazzetta dello Sport, in etrno e non solo adesso. Ogni Juventino deve dire addio alla Gazzetta, loro ci hanno dichiarato guerra smerdandoci ogni giorno e schierandosi con le romane e le milanesi, e noi non possiamo dimenticarci di questo affronto, quindi:
NEANCHE UN EURO!!!!
Ripaghiamoli con la stessa moneta. Vogliono a tutti i costi far del male a noi? Allora il nostro obiettivo sarà far di tutto purchè queste persone stiano male, che ci rimettano soldi e altro.
NON DIMENTICHERO' MAI IL DELITTO CHE AVETE FATTO ALLA JUVE, E LA PAGHERETE!!!!
W L'ITALIA DEI GIORNALISTI CAPACI ED ONESTI (non ce la faccio a scriverla nenache come la solita bauuta ironica conclusiva...... ah ah ah ah ah!!!)

STASERA LE SENTENZE DI I GRADO

IL MONDO ALLA ROVESCIA
Chi vince i Mondiali gioca in C, e chi combatte il terrorismo viene devastato e processato sulla pubblica piazza. Avanti così e tutta l’Italia retrocederà, ma qui non sono palle, signori, sono bombe.

Il mondo alla rovescia, ecco il problema. I campioni del mondo giocheranno in serie C, perché il processo moralistico al sistema e alla “responsabilità oggettiva” esige la ghigliottina. Per i Borrelli e i Rossi non basta punire comportamenti scorretti, eventualmente provati da seri processi, bisogna appunto rovesciare il mondo e dimostrare l’indimostrabile contro il principio di realtà: la palla è quadrata e i campioni del mondo hanno rubato gli scudetti, anche se sono formidabili rigoristi, e hanno il carattere che si è visto. Bene, ma questo è il calcio, è un gioco. Alla fine, pazienza. Se il cretino collettivo ci casca, se la stessa gente che sventola il tricolore e impazzisce per la finale di Berlino poi si piega alla sentenza politicamente corretta, e danna i propri eroi, si merita tutta la mediocrità morale e civile del caso. Ben gli sta, al tifoso che si fa cittadino integerrimo e non capisce la differenza tra radiare una mezza dozzina di Moggi beccati con le dita nel vaso della marmellata e sconvolgere con il solito giacobinismo dei poveri il gioco più bello del mondo, in cui siamo campioni del mondo. A noi piace Buffon, lo scommettitore. Punto.

E passiamo alle cose serie, a quel mondo alla rovescia nel campo della politica estera e di sicurezza il cui rovesciamento potrà avere conseguenze assai gravi sulla credibilità e sull’onore residuo di questo paese sciamannato, che ha trovato l’orgoglio nazionale ma sempre e solo nel pallone, nella palla benedetta e tonda. Nel febbraio del 2003, questa è la incontrovertibile verità che noi possiamo scrivere perché non siamo un organo della ragion di stato né un giornale in lotta tra i poteri e gli apparati che fiancheggia, a Milano è scattata un’operazione coperta dei servizi americani e italiani (Cia e Sismi). Nel segreto e contro la legalità ordinaria, dunque secondo la funzione propria dei servizi di sicurezza, uno strano tipo di imam della moschea di viale Jenner è stato preso di forza e spedito via Aviano e Ramstein in Egitto, in un carcere da cui poi stranamente, un anno dopo, si è fatto vivo per telefono, neanche fosse il Costa Rica.

Non sappiamo la ragione della deportazione forzata, e probabilmente non la sapremo mai: era un pericolo o era un uomo doppio, come alcuni dettagli della sua biografia personale farebbero pensare? Che cosa è andato storto? E’ stato spedito in un paese e in carceri da cui i terroristi islamisti abitualmente non tornano per estrargli segreti decisivi nella lotta ad al Qaida, quindici mesi dopo l’11 settembre, o per infiltrarlo nelle reti parallele del terrorismo internazionale, cucendogli addosso il crisma del leader islamista perseguitato dagli occidentali?

Ma non è questo che conta. Conta il fatto che quell’operazione, giusta o sbagliata, leggibile o obliqua, chiara o sfuggente a ogni interpretazione profana, era appunto una operazione coperta. I magistrati, che sospettavano dell’imam e lo avrebbero eventualmente indagato e processato con i metodi ordinari, che spesso portano al nulla in ragione dell’ordinario e benedetto sistema di garanzie, non dovevano sapere alcunché di questa operazione straordinaria. I giornali dovevano essere rigorosamente esclusi dal gioco o coinvolti nel gioco come si fa in America, dove si negozia per un anno la pubblicazione o meno di notizie riguardanti la sicurezza nazionale. I governi americano e italiano, oltre naturalmente ai capi dei servizi, dovevano essere informati ma dovevano anche essere pronti a negare pubblicamente di saperne alcunché. L’unica forma di controllo accettabile doveva esercitarla il Comitato parlamentare sui servizi, in un patto di ferrea riservatezza.

Circostanze sgradevoli? Sì, certo. E’ sgradevole violare la trasparenza e lo stato di diritto, ma è anche sgradevole perdere la battaglia contro un nemico ferocissimo che abbatte grattacieli, colpisce il cuore dell’occidente, fa saltare le metropolitane, le ambasciate, le navi e predica la logica del terrore divino, o guerra santa, in una comunità o umma di un miliardo e più di musulmani, una parte della quale ha evidentemente accettato o subito, per profonde ragioni storiche, la reviviscenza di una antica e mortale inimicizia verso di noi e verso il nostro famoso modo di vita fondato sulla libertà e le sue radici giudaiche e cristiane.

Ed eccoci al punto, al rovesciamento del mondo. L’operazione coperta è saltata. Nasce lo scandalo. Ma quale sarebbe lo scandalo? Il fatto che il terrorismo è stato combattuto con i metodi sempre invocati dell’intelligence, cioè al confine tra legalità e illegalità, e oltre il confine se necessario. Il fatto che un giornalista semionesto e semilibero, come tutti noi, abbia fatto pasticci inenarrabili, giustificati ora con un tono andreottiano che fa un po’ ridere e qualche elemento di orgoglio che consola, nel tentativo di sbarrare la strada ai prodi combattenti della libertà di stampare le notizie riservate di interesse nazionale. Pazzesco. Lo scandalo vero è un altro, come un bambino dotato di logica elementare dovrebbe capire di primo acchito. Lo scandalo è che la solita alleanza di magistrati democratici e giornalisti democratici, e spezzoni di servizi democraticamente deviati, e viltà varie, ha fatto saltare il gioco e il banco, ma questa non è la roulette, questa è la sovranità dello stato italiano, il privilegio dell’esecutivo, la ragione per cui esiste una politica che in tempi di guerra si attiva e si giustifica a difesa della sicurezza dei pendolari e della stabilità dei grattacieli, con tutto quello che questo significa.

Spiace per i cronisti di Repubblica che “fanno la spola” con il dottor Armando Spataro della procura di Milano e con le Cia parallele di mezza Europa e con qualche carrierista potente negli apparati o qualche codardo del Sismi, e che ora chiedono la rivolta alla redazione del Corriere della Sera perché il suo editorialista Pierluigi Battista non si è prontamente allineato alla scia del loro “fare verità” in nome del “contropotere giornalistico”, ma la favoletta edificante che raccontano fa sorridere. Se c’è uno scandalo non è che un Marco Mancini o un Pio Pompa o un generale Nicolò Pollari del controspionaggio abbiano avallato l’operazione coperta Abu Omar, collaborandovi e informando puntualmente il dottor Gianni Letta e il presidente del Consiglio e il ministro della Difesa, tenuti a negare per ragioni di istituto; lo scandalo, al contrario, è che i servizi si siano fatti intercettare dai magistrati, che nella cloaca delle rivelazioni a comando la diga della funzione civile e politica di istituzioni decisive per la vita dello stato abbia ceduto di schianto alle prime difficoltà, e che alla fine tutto si stia risolvendo nella solita faida & farsa all’italiana dei “non sapevo”, “non c’ero”, e “se c’ero, dormivo”.

La vergogna è che siamo un paese bucato, dove chi vince la coppa gioca in C, e chi combatte il terrorismo secondo il mandato speciale della legge istitutiva dei servizi e la logica della politica estera e di sicurezza viene devastato e processato sulla pubblica piazza, decomponendosi. Se il governo, per il quale il ministro Giuliano Amato ha detto parole di saggezza ricordando la differenza tra un rapimento aggravato e un’operazione di polizia internazionale, non saprà mettere un freno allo scandalo, e trovare i mezzi per proteggere il lavoro di chi si batte contro i jihadisti, impedendo che questa risibile, miserabile faida premi la retorica dei contropoteri democratici, tutta l’Italia giocherà in serie C, ma qui non sono palle, signori, sono bombe.

Giuliano Ferrara


Per la legge dei grandi numeri, è normale trovare un articolo decente e, soprattutto, onesto e in buona fede ogni 1000 fatti con i piedi (per non dire di peggio, molto di peggio).

Stasera escono le sentenze di primo grado, ci sarebbero molte cose da dire... Ad esempio:


Moggiopoli: stasera, dopo le 19, il presidente della Caf Ruperto farà conoscere i verdetti. Juve, Fiorentina e Lazio in B, Milan in A ma senza Champions

ROMA, 14 luglio 2006 - Juventus in serie B con fortissima penalizzazione, retrocessione anche per Lazio e Fiorentina, ma con un handicap inferiore (6-7 punti), Milan in A, privato però dell’Europa. Prima della campana dell’ultimo giro della lunga camera di consiglio della Commissione d’Appello federale, i giudici diretti dall’ex presidente della Corte Costituzionale Cesare Ruperto hanno maturato quest’orientamento sanzionatorio, convinti della colpevolezza di tutti e quattro i club coinvolti nella prima puntata del processo di Moggiopoli, seppure con livelli di gravità differenti. Stasera dopo le 19 sapremo se le ultime ore hanno portato a significative correzioni di rotta o no.

NIENTE OLIMPICO - La giornata di ieri è stata riempita da un rincorrersi di voci sulle pene per le squadre e per i tesserati, ma anche su data, luogo e modalità di comunicazione al pubblico della sentenza. Nel giorno del Golden Gala di atletica, in programma stasera in diretta tv, si è pensato che la soluzione più saggia fosse smarcarsi dall’Olimpico anche per evitare situazioni imbarazzanti con cortei di telecamere a incrociare riscaldamenti di saltatori e quattrocentisti. E così, si è deciso di traslocare l’ultimo atto del processo di primo grado. Spostandosi all’hotel Parco dei Principi, davanti a Villa Borghese, lo stesso dove tra l’altro si svolgerà la seconda puntata a cura della Corte federale, ma anche l’albergo in cui Lippi e un bel po’ di azzurri hanno trascorso la notte dopo l’incredibile festa del Circo Massimo.

DUBBIO MILAN - I giudici di Ruperto - con il presidente emerito della Corte Costituzionale ci sono anche l’ex procuratore federale Carlo Porceddu, il professor Mario Zoppellari, gli ex giudici di Cassazione Michele Lo Piano e Giuseppe Marziale - si sono confrontati nelle ultime ore soprattutto con il dubbio Milan. Convinti che la società rossonera sia all’ultimo posto nella classifica della colpevolezza, si è ragionato intorno alla pena più consona ballando su un confine estremamente precario.

EUROPA VIETATA - Con una Juve in B, seppure con una penalizzazione da incubo (15 punti?), il Milan è in qualche modo "rimbalzato" in serie A per garantire la sintonia fra evidenze processuali, cioè differenti gradi di violazione disciplinare, e traduzione sanzionatoria. Il problema, su cui il lavoro era ancora in corso fino alla notte, è come distribuire la punizione per la società di Berlusconi. Si è ventilato anche l’ipotesi di una sanzione divisa per due: una parte che incida sulla stagione passata e impedisca a Gattuso e compagni di giocare la prossima Champions League; l’altra su quella futura, che costringerebbe i rossoneri a partire in ritardo. Ma è un’eventualità molto remota, per cui è da ritenere più probabile un’altra strada: il Milan viene punito con una penalizzazione che viene tutta scontata nella classifica dell’ultimo campionato per poi ripartire da zero nel prossimo. In pratica: la pena serve per sottrarre sia l’Europa più importante (Champions) sia quella meno (Uefa), alla squadra di Carlo Ancelotti.

SCUDETTI - La soluzione scelta dovrebbe essere quella della non assegnazione degli ultimi due scudetti. Ma il problema di una eventuale riassegnazione dei titoli non compete alla sentenza e al lavoro della Caf, perché rientra nelle prerogative del commissario Guido Rossi, che ovviamente si terrà un tempo congruo per prendere queste decisioni. Diverso è il discorso che riguarda i tesserati perché i giudici Caf sarebbero intenzionati a non sposare in toto le richieste del procuratore Palazzi: in particolare, per Carraro gli anni di inibizione sarebbero due o tre e non cinque come chiesto nella requisitoria del pm sportivo. A sorpresa, ci sarebbe anche l’assoluzione di alcuni degli arbitri sotto inchiesta (Rocchi e Tagliavento?).

NUOVA PARTITA - Superato lo scoglio delle sentenze di primo grado più o meno nei tempi previsti, i fascicoli del processo dovrebbero viaggiare verso la Corte Federale. Tempo di percorrenza: cinque giorni, comprese le controdeduzioni delle difese. Ciò vuol dire che il processo di secondo grado potrebbe cominciare giovedì 20 e chiudersi il 24, praticamente l’ultimo giorno utile per spedire alla Uefa la lista delle abili e arruolate per l’Europa della Champions League e della coppa Uefa. Nel caso si andasse oltre, con Nyon c’è già l’accordo di ritenere esecutive le sentenze di primo grado. Anche se è probabile che nella Federcalcio sempre più rinnovata, non ci si faccia troppe illusioni: quelle spinte verso la B trasferiranno la partita verso Tar e Consiglio di Stato.

Gazzetta.it

Allora, c'è subito da dire che se la Gazzetta fosse a conoscenza della sentenza, questa sarebbe da considerare nulla, in quanto nessuno può sapere in anticipo le decisioni dei giudici, figuriamoci poi se questo accade ad un giornaletto sportivo....

Però, dato che i diritti delle persone sono stati calpestati durante questo processo, mi aspetto ancora di tutto.

A quando la fucilazione?

Secondo punto: per quale arcano motivo il Milan in A e le altre in B? Mah, forse merito delle dichiarazioni sui diritti TV (ma Moggi non aveva detto questo quand'era stato interrogato e nessuno gli aveva creduto)?

Ultima cosa: da quanto ho appreso i tifosi di Lazio e Juve si stanno organizzando, qualora le sentenze definitive fossero quelle preannunciate. Credo che a queste 2 squadre si aggiungerà anche la Fiorentina. La protesta che intendono mettere in atto è sia sulla pesanti penalizzazioni, ma soprattutto per il diverso trattamento ricevuto dal Milan, da tutti ritenuto il vero centro di potere, la squadra da cui tutto è partito e i cui dirigenti sono stati abilissimi a mascherare tutto, grazie anche ai media (tutti o quasi in mano loro).

Il comitato di tifosi di Lazio e Juventus annunciano battaglie e pesanti manifestazioni. Avevo annunciato già tempo fa che se ci fossero state sentenze molto diverse (Milan in A, altre in B) ci sarebbero stati casini nelle piazze e (temo) pure dei morti.

Se dovessero esserci delle vittime, mi piacerebbe che CERTA GENTE si fermasse a riflettere, prima che scaricare la colpa sui beceri tifosi. La colpa non sarebbe degli ultras, ma di altri (dei quali non pronucierò il nome in questa sede).

LA RESA DEI CONTI STA ARRIVANDO. PENSAVATE DI FARLA LISCIA? CI DOVRA RIMETTERE LA FEDERAZIONE, I GIORNALISTI (O GIORNALAI) E SKY/MEDIASET, OVVERO COLORO CHE DANNO SOLDI A QUESTA SCHIFEZZA CHE ALCUNI HANNO ANCORA IL CORAGGIO DI CHIAMARLO CALCIO!
W L'ITALIA DELLE GAZZETTE DELLO SPORT

ODE AL CAPITANO

Alessandro Del Piero, il capitano, la bandiera, il campione del mondo che non abbandonerà la barca mentre affonda.

Alex, sei già entrato nella storia ultracentenaria della Juve, grazie ai tuoi gaol ed alla tua classe, sia in campo che fuori, ma se dovessi scendere in serie B con la Juve avresti la gratitudine di 15 milioni di persone.

Diverresti un Dio in terra, oltre che essere già stato un Dio sul campo di calcio.

Grazie a nome di tutto il popolo bianconero....

ZIDANE-MATERAZZI.... DI CHI LA COLPA?

Non so cosa abbia detto Materazzi a Zidane, ma conoscendo l'interista non posso che giustificare la reazione del francese. Sarebbe il caso di dare qualche annetto di squalifica al caro Materazzi.....

giovedì, luglio 13, 2006

BELUSCONI: "ILCAMPIONATO PARTA COSI' COM'E'!!!"

Non parlo solo del Milan che, in più è stato vittima del sistema, ma di tutti i tifosi della Juventus, della Fiorentina, del Lazio che mi scrivono. Noi tutti non accetteremmo sanzioni ai tifosi, alle squadre, quando da punire sono i singoli che hanno sbagliato. Il campionato deve partire così com'è, poi si vedrà...."

Mi tocca dare ragione a Berlusconi per la 2° volta in poche ore. Ovviamente non ha ragione quando dice che il Milan era una vittima, ma sul resto è ineccepibile....

Bene.... Pugno di ferro!!!

MA DAI? FORSE L'ITALIA SI STA SVEGLIANDO!!!

Dal TG3 Edizione pomeridiana di Mercoledi 12 Luglio.

Dopo lo scandalo scoppiato con la pubblicazione su tutti i quotidiani nazionali delle intercettazioni telefoniche che hanno travolto il mondo del calcio, molti esponenti politici, soubrette e componenti della famiglia Savoia, il governo ed il Parlamento si apprestano a varare una riforma che stabilisca delle regole da rispettare in quella che è orami definita da tutti: "La giungla dell'informazione".

Il Ministro dell' Interno Giuliano Amato ed il Ministro della Giustizia Clemente Mastella hanno manifestato il loro disappunto sulla pubblicazione "disinvolta" di atti che oltre ad essere personali e quindi in netta violazione della legge sulla privacy, sono anche sottoposti a segreto istruttorio.

Dall'inchiesta aperta per accertare la "consueta" fuga di notizie è emerso che molti giornalisti hanno il libero accesso agli archivi informatici delle Procure essendo in possesso delle relative password di autenticazione.

Il Governo si appresta a varare in tempi brevi una riforma che risolva i problemi riscontrati ed imponga il rispetto delle regole promuovendo azioni penali e disciplinari presso gli organi competenti e multando adeguatamente chi pubblicherà intercettazioni, documenti segretati e quant'altro vietato dalla nuova normativa che entrerà presto in vigore.

Ecco il comunicato stampa del MINISTERO DELL'INTERNO:

- Il Ministro dell'Interno Amato condanna la diffusione indiscriminata delle intercettazioni sui giornali
-Trasmessa al Ministro della Giustizia Mastella la comunicazione del Prefetto di Potenza che denuncia collegamenti tra giornalisti e Procure

IL MINISTRO DELL’INTERNO, GIULIANO AMATO, HA TRASMESSO CON UNA SUA LETTERA AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, CLEMENTE MASTELLA, LA COMUNICAZIONE RICEVUTA DAL PREFETTO DI POTENZA CIRCA LA DIFFUSIONE TRA GIORNALISTI DELLA PASSWORD DI ACCESSO AI DOCUMENTI DELLA PROCURA. SARANNO ORA GLI ISPETTORI DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA A IDENTIFICARE LA PROCURA COMPETENTE AD ESAMINARE LA COMUNICAZIONE.

Roma, 11.07.2006

http://www.interno.it/salastampa/comunicat...idarticolo=1109

Io attendo lo sviluppo..... E poi riderò.....

W L'ITALIA DELLE PASSWORD

ALCUNI BLOG CHE CONSIGLIO

Ecco 2 blog molto ben fatti:

http://amicidinessuno.splinder.com/

Il blog di Max, tifoso della Juve. Molto simile al mio, quindi molto bello :-)

e

http://polemicialtronia.blogspot.com/

Il blog di Albergoz, un ragazzo di Bologna che tratta argomenti a 360°


Entrambi i blog sono molto interessanti e ne consiglio una visione quotidiana

IL DECALOGO DELLA CAZZATE DEGLI INTERISTI!!!!

Oggi è giovedì 13 luglio 2006 e sono attese per domani sera le sentenze su Calciopoli. E' un'attesa strenuante, quasi più per gli antijuventini che per noi. Ma obiettivamente, posso capirlo.....

Mi metto nei panni di un interista, che dal 1989 non riesce a vincere la miseria di uno scudetto, che ha dovuto sventolare la bandiera coperta di polvere per festeggiare l'eroica conquista di 2 Coppe Italia, che prende batoste calcistiche da una vita.

Bene , questo è il suo momento: sconfiggere la Juve laddove la può battere, ovvero nei tribunali e non sul campo!

Ci hanno dato degli infami perchè vincevamo fuori dal terreno di gioco (a detta loro), ma se le sentenze fosse di condanna, no avremmo perso sul campo e gli infami diverrebbero altri.

Caro interista, ti faccio alcune domande, chissà se avranno mai risposta.....

1) A Villareal (50.000 abitanti) avete perso per colpa di Moggi? (Nota bene: il solo San Siro fa 85.000 spettatori, quasi il doppio dell'intera città nella quale siete stati inglosiosamente sconfitti in champions league.

2) Con l'Hensilborg, quando foste eliminati dai preeliminari di champions, c'era Moggi? L'errore dal dischetto di Recoba era stato comandato da Giraudo?

3) Quando perdeste il derby per 6 a 0, il Milan era tutelato da Moggi?

4) I giocatori che sono venuti da voi con la nomea di campioni e che per magia si sono trasformati in brocchi, hanno fallito per volere di Moggi? Mi chiedi chi? Ti rispondo che non ho voglia di scrivere per 3 ore tutti i giocatori che avete rovinato, mi limito a ricordarne alcuni: Bergkamp, Davids, Peruzzi, Frey, R.Carlos, Cannavaro, R.Baggio, Van Der Meyde, Vampeta, Keane, Kanu, Adriano, Recoba, Samuel. Non vado avanti per non deprimerti troppo....

5) Tu interista mi insegni che non avete vinto un emerito cazzo perchè noi rubavamo, allora spiegami perchè, dal 1989 in poi, non avete consegiuto un titolo anche quando noi non abbiamo vinto. Se prendi un semplice albo d'oro, capirai come nei 17 anni successivi al vostro storico trionfo, la Juve-Lupin ne vinse addirittura 7 (!!!!), ovvero l'incredibile percentuale del 41%. Nel restante 59%, ovvero nei 10 anni in cui la Juve non ha vinto, voi dove eravate? Volete forse farmi credere che Sampdoria, Napoli, Milan, Lazio e Roma hanno rubato, vi hanno defraudato di 10 meritatissimi scudetti?

6) Ma l'interista è furbo, ha la sicurezza che la Juve rubava perchè in Europa ha sempre fallito, 1 solo successo in 12 anni! Ma siete davvero sicuri? Analizziamo le stagioni europee della Juve dall'avvento del mostro Moggi (1994) ad oggi

1994-1995: La champions ammette sola la squadra vincitrice del campionato nazionale (il Milan), quindi ai bianconeri tocca la U.E.F.A. (ricordo che al tempo in U.E.F.A. andavano dalla 2° alla 5° dei campionati, quindi era una coppa molto più ambita e difficile che adesso). Bene, la Juve arriva in finale con il Parma e la perde con un 1 a 1 seguito da una sconfitta per 2 a 0.
1995-1996: E' l'anno della vittoria in Champions. Sono convinto anche io, come voi, che sia una vittoria casuale, ladrata. Lo sanno tutti che Moggi aveva rubato (solo per quell'anno, si capisce...) anche in Europa. Fatto sta che la Juve torna campione d'Europa. L'Inter da quanto non lo diventa? Sicuramente è colpa di Moggi, dato che nelle Coppe europee Inter e Juve si sono affrontate innumerevoli volte e, ovviamente ladrando, è sempre passata la Signora!
1996-1997: Una super Juve (6 a 1 in trasferta al Milan ed al Paris Saint Germain) perde la finale col Borussia Dortmund, nella partita più incredibile cha abbia mai visto: dominio totale dei bianconeri, 2 rigori negati, ma vittoria ai tedeschi negli unici tiri in porta. Vabbè, ci sta....
1997-1998: La Juve che ruba lo scudetto all'Inter (fallo ???? di Iuliano si Ronaldo, del quale ancora parlate!!!) va, caso strano, ancora in finale della coppa più prestigiosa d'Europa e viene ancora scippata. Il Real Madrid vince 1 a 0 con un gol palesemente irregolare di Mijatovic. Noi perdiamo la coppa, zitti e torniamo a casa. Faceste così anche voi una volta.....
1998-1999: La Juve inguardabile del campionato (7° posto finale, intertoto) finisce l'avventura in Champions alla semifinale per mano di un grandissmi Manchester United, poi campione. 1 a 1 in Inghilterra e vittoria dei Red Devils a Torino per 3 a 2 in rimonta. I bianconeri escono dall'Europa dopo 55 partite consecutive, record storico tuttora imbattuto. Ovviamente, il merito è di Moggi, ma non per le squadre allestite, ma per gli arbitri corrotti che hanno permesso alla Juve di giocare 4 finali consegutive in Europa (3 perse, purtroppo).
dal 2000 al 2002 non merita menzione. La Juve gioca male, prima in UEFA (semifinale), poi in champions.
2002-2003: La Juventus elimina ai quarti il Barcellona, espugnando eroicamente il Camp Nou ai supplementari con Zalayeta, pur essendo in 10 dal 2° tempo per espulsione di Davids. In semifinale, epica battaglia con il Real Madrid (2 a 1 per le merengues al Bernabeu e vittoria storica a Torino per 3 a 1). In finale, i bianconeri cedono al Milan ai rigori... in 8 anni è la 5 finale europea della Juve....
2003-2004: Pessima Juve eliminata agli ottavi dal Deportivo (che poi eliminerà anche il Milan)
2004-2005, 2005-2006: La juve viene eliminata ai quarti di finale prima dal Liverpool futuro campione e l'anno dopo da uno strepitoso Arsenal, poi finalista perdente.

Dunque, in 12 anni abbiamo conseguito:
1 vittoria in Coppa Campioni (1996)
1 vittoria in Intertoto (1999)
4 finali di coppa campioni (1996, 1997, 1998 e 2003)
1 finale di coppa U.E.F.A. (1995)

Inoltre, è bene non scordarlo, abbiamo trionfato in Coppa Intercontinentale (1996) e supercoppa Europea (stesso anno). A voi da quanto mancano queste coppe in bacheca?

Ultima cosa: è bene ricordarvi, qualora l'aveste scordato, che la Juventus è stata la prima squadra a vincere tutte e 5 le coppe europee (Champions, U.E.F.A., Coppa Coppe, Supercoppa Europea e Coppa Intercontinentale) + la coppa Intertoto (che non vale nulla, ma abbiamo anche quella), inoltre ha la striscia di partite consecutive in Europa (55 tra il 1994-95 ed il 1997-98, il che significa che nessuno ci eliminava, se non in finale, in gara secca!) e che è la squadra che ha perso più finali di Coppa Campioni (ben 5 su 7 volte, contro Ajax, Amburgo, Borussia, Real Madrid e Milan, oltre a varie sconfitte nelle finali della altre Coppe).

7) La Juve è la squadra che ha dato più giocatori alla Nazionale Italiana

8) L'ossatura delle Nazionali campioni del mondo era Juventina in ognuno dei mondiali vinti (1934 e 38 la Juve del quinquennio), 2006 e, soprattutto, 1982

9) La Juventus è la squadra i cui giocatori hanno vinto più mondiali (22) e, notare, che non abbiamo quasi mai avuto brasiliani ed argentini, al contrario vostro che ne avete avuti una marea, ma tutti perdenti, come voi!

10) La Juve è conosciuta ovunque, è tifata da oltre 15 milioni di ifosi in Italia ed è la prima squadra come numero di tifosi nel mondo. In tutto questo Moggi e Giraudo non centrano nulla! I tifosi amano lo stile, i giocatori e l'incredibile, nonchè incancellabile storia bianconera.

Una storia che, a differenza della vostra, è leggenda!

Io andrò in B, verro magari anche defraudato ingiustamente di 2 scudetti, ma nella mia testa mi ricorderò solo queste immagini, le uniche vere e valide in eterno.......






W L'ITALIA DEI GIUSTIZIERI E GIUSTIZIALISTI DEL CAZZO!!!!!!

LETTERA DELL'AVVOCATO CESARE ZACCONE

Come tutti ben sanno, la società Juventus è difesa in giudizio dall'avvocato Cesare Zaccone. Una settimana fa costui si lasciò andare in un affermazione strana, interpretata dai media in questo modo: LA JUVE PATTEGGIA LA B.

Tutti i giornali l'hanno scritto a caratteri cubitali, senza curarsi di verificarne la veridicità, e soprattutto senza ragionarci...

Noi juventini ci abbiamo ragionato. Ma come è possibile che il nostro avvocato cheda la B con penalizzazione? Lo vediamo solo noi che non ci sono illeciti?

Bene, un tifoso di un forum gli ha scritto una lettera, in cui chiedeva al signor Zaccone chiarimenti sulla richiesta alla Corte pubblicata sui giornali.

Questa è stata la sua risposta:

Caro Stefano, lei ha perfettamente ragione quando scrive che la società non ha fatto nulla di illecito: purtroppo, come Lei sa, ci sono stati comportamenti sbagliati dei suoi dirigenti; e di questi comportamenti, per la legge sportiva, la società deve inesorabilmente rispondere.
Io ho detto chiaramente in ogni sede e quindi anche alla commissione che non possiamo essere trattati diversamente dalle altre squadre, perché i comportamenti dei nostri dirigenti sono stati identici a quelli di Lazio, Fiorentina e Milan. Anche la società è di questo avviso e quindi non accetteremo un trattamento diverso e peggiore, facendo ogni ricorso in ogni possibile sede.

Cordialmente, Zaccone .

Questa è la prova riprova della malafede dei Media. Come si fa a storpiare cos' la realtà? Ed è così dall'inizio di questa orrenda storia!
Il nostro avvocato non ha patteggiato la B, ma ha richiesto che venga usato lo stesso trattamento e quindi emessa la stessa sentenza per Juve, Milan, Fiorentina e Lazio perchè le colpe dei dirigenti sono le stesse: o tutti in A o tutti in B, poi si può discutere sulla penalizzazione...!
La realtà però è un altra: i media storpiano come al solito la realtà, quindi la Juve passa già per colpevole (per tutti: la Juve in B è ormai inevitabile, anche il suo avvocato l'ha chiesta per paura della C). Le altre società acquistano allegramente giocatori, mentre noi siamo già costretti a svendere i gioielli che hanno vinto tutto in questi 2 anni.

L'ho già detto che mi fate schifo?

Se davvero ci fosse giustizia, ora la Juve avrebbe già piazzato il colpo dell'anno, invece si parla di Buffon e Zambrotta al Milan, Cannavaro ed Emerson al Real e Ibrahimovic all'Inter.

Andate pure, andate a rovinarvi la carriera in quelle squadre! Sarebbe solo quello che vi meritereste per aver tradito la Juve!

Io ancora ci credo, se non alla A almeno al fatto che alcuni rimarranno alla Juve, se così non fosse: addio, e tante brutte cose per il futuro!

I giocatori e dirigenti passano, vincono e tradiscono, la Juve resta. Ed è quello l'importante: sia in A che in B che in C, mi basterà vedere 11 giocatori con la maglia bianconera addosso, fieri di portarla, ed io sarò contento.

FORZA JUVE SEMPRE, ORA PIU' CHE MAI!!!

W L'ITALIA DELL'INFORMAZIONE GIUSTA, ONESTA ED IMPARZIALE!!!


juve

juve/


NON UN EURO ALLA GAZZETTA!!!

Example