domenica, maggio 21, 2006

LA MERDA CONTRO LE MERDE




Oggi, domenica 21 maggio 2006, è previsto un turno cruciale nel campionato di serie B. A Brescia la merda per antonomasia (a destra) ospiterà sul proprio terreno la regina delle squadre dei merda (a destra). Come finira? Il massimo sarebbe una bella bomba sul Rigamonti, ma non sempre i sogni si possono avverare....

Albinoleffe-Crotone
Arezzo-Cesena
Avellino-Vicenza
Brescia-Torino
Catanzaro-Catania (a Lecce)
Cremonese-Ternana
Modena-Piacenza
Pescara-Atalanta
Rimini-Bologna
Triestina-Mantova
Verona-Bari

Classifica:

Atalanta 80 Pescara 52
Catania 72 Triestina 50
Torino 70 Bari 49
Mantova 65 Verona 48
Cesena 63 Vicenza 48
Modena 61 Rimini 47
Brescia 60 Albinoleffe 43
Arezzo 60 Avellino 40
Crotone 60 Ternana 38
Bologna 58 Cremonese29
Piacenza 54 Catanzaro 28
TORO MERDA!!!!!!!!!!!!!!
FORZA JUVE SEMPRE!!!!!!!!!!!!!!!!

sabato, maggio 20, 2006

Intercettazioni: spunta anche l'Inter



Puntualmente, come volevasi dimostrare, anche i piagnucoloni perdazzurri sono finiti nella bufera... Questa intercettazione del Brindellone (a destra) al tefefono con Pairetto (praticamente uguali alle prime uscite su Moggi) fa capire come i perdenti non riuscissero a vincere neanche con l'aiutio di Pairetto ...

Compare anche il nome del presidente dell'Inter Giacinto Facchetti in due intercettazioni fatte dalla Procura di Torino all'arbitro Gigi Pairetto nell'ambito dell'inchiesta sulla frode sportiva, poi archiviata dai giudicitorinesi. Il primo colloquio tra Pairetto (A) e Facchetti (B) è del 15settembre 2004. Sono le 12,59. Al centro della telefonata tra i due ci sono le valutazioni sugli arbitri di Champions League (l'Inter era in un girone con il Valencia, il Werder Brema e l'Anderlecht) e alcune tessere dell'Inter per Pairetto.
omissis
FACCHETTI: «e li han già deciso poi per le prossimepartite?».
PAIRETTO: «sì sulla seconda c'è Meier eh poi ok».
FACCHETTI: «sulla seconda quella con...»
PAIRETTO: «qual è non non».
FACCHETTI: «non con il Valencia».
PAIRETTO: «non quella...l'ult..qual è la terza di di».
FACCHETTI: «la terza»
PAIRETTO: «quella più importante che avete».
FACCHETTI: «la terza è con l'Anderlecht eh la terza è l'Anderlecht».
PAIRETTO: «non allora aspetta te lo...ce l'ho di là infatti avevo detto ho fatto mettere Meier, no allora è la seconda perchè era la partita quella importante».
FACCHETTI: «eh si perchè dovrebbe essere».
PAIRETTO: «allora dovrebbe essere quella adesso te...lo vado a prendere e te lo dico».
FACCHETTI: «me lo dici».
PAIRETTO: «te lo verifico si si si e te lo dico».
FACCHETTI: «grazie».
PAIRETTO: «e te lo dico subito perchè avevo fatto mettere Meier appunto perchè è un arbitro molto...»
FACCHETTI: «si perchè l' a Valencia»
PAIRETTO: «affidabile, no no lì a Valencia è un ambientino...bello tosto, anche se ieri è stato un bel risultato, lui è stato bravo».
FACCHETTI: «sì sì buono abbiamo sofferto fino all'ultimo perchè un gol solo non si sa mai».
PAIRETTO: «sì sì infatti, poi loro in dieci quindi era un pò».
FACCHETTI: «eh però sai si sbagliano».
PAIRETTO: «eh si nel calcio basta un...sbagliare un calcio di rigore»
FACCHETTI: «eh eh»
PAIRETTO: anche psicologicamente no è non è il massimo quindi«.
FACCHETTI: »eh sì ma«
PAIRETTO: »va bene«.
FACCHETTI: »va bene fammi sapere«.
PAIRETTO: »allora ti chiamo e ti faccio sapere«.
FACCHETTI: »fammi sapere grazie«.
PAIRETTO: »per le tessere invece le hai già...«.
FACCHETTI: »si le tessere sono, guarda abbiamo...pensa cheieri hanno consegnato«
PAIRETTO: »si«.
FACCHETTI: »le tessere ai consiglieri sono«
PAIRETTO: »solo fate adesso proprio«.
FACCHETTI: »sono arrivate talmente in ritardo voi preferitemandarle a ritirare magari ?«.
PAIRETTO: »Io posso magari anche chiedere se va aritirarle«.
FACCHETTI: »fammi sapere se«.
PAIRETTO: »magari dico alla persona che può andare aritirare in sede ?«
FACCHETTI: »aspetta aspetta che sento la signora«.
PAIRETTO: »si così eventualmente...«
FACCHETTI: Monica, sono al telefono con Pairetto mi chiedevale loro due te...sono li ? gli dico di mandare a ritirare almenocosì eh ? eh si si allora mi faccio dire il nome di chi viene aritirarle grazie. Eccola se tu sono, erano li pronte».
PAIRETTO: «perfetto allora io adesso»
FACCHETTI: «mi sai dire il nome di chi viene a ritirare».
PAIRETTO: «te lo faccio sapere di chi viene a ritirarle ilnome così».
FACCHETTI: «si perchè non si sa mai».
PAIRETTO: «no no se non passa un altro se le prende èchiaro».
FACCHETTI: «va bene».
PAIRETTO: «va bene allora così ti dico anche l' al...tuttee due le cose anche l' altra».
FACCHETTI: «grazie».
PAIRETTO: «ok grazie»
FACCHETTI: «ciao».
PAIRETTO: «buon appetito ciao».Un' altra telefonata è del 16 settembre 2004. Sono le 9,28 del mattino.
PAIRETTO: «pronto».
FACCHETTI: «si Pierluigi».
omissis
PAIRETTO: «allora la seconda è Anderlecht non èValencia».
FACCHETTI: «la seconda non è ah ero convinto».
PAIRETTO: «no, no infatti mi dicevo porca miseria che abbia confuso io e allora son andato a vedere ad Anderlech c'è Vassaras il greco».
FACCHETTI: «chi è».
PAIRETTO: «Vassaras».
FACCHETTI: «ah Vassaras».
PAIRETTO: «Vassaras si è un top class e la Mayer poi con il Valencia».
FACCHETTI: «e la Mayer»
PAIRETTO: «si che era quello che».
FACCHETTI: «si ho visto ieri».
PAIRETTO: «ha fatto bene».
FACCHETTI: «si si ho visto che».
omissis
FACCHETTI: «chi passa a ritirare le tessere allora ?»
PAIRETTO: «allora Santambrogio».
FACCHETTI: «ah Santambrogio».
PAIRETTO: «sempre Santambrogio».
FACCHETTI: «va bene va bene».

Ringrazio di cuore sia il giornale che il sito della Gazzetta, per non aver pubblicato assolutamente nulla di queste intercettazioni. Vi facci i miei più vivi complimenti. Continuate così.....

FORZA JUVE SEMPRE!!!!

venerdì, maggio 19, 2006

UNA DOMANDA MI SORGE SPONTANEA...


Ma non è che Zio Fester centri qualcosa nella storia delle intercettazioni?

Macchè... Credete che un uomo così distinto possa essere equiparato al mostro d'Italia Moggi? No, assolutamente... Moggi non mi risulta abbia mai chiesto una vittoria a tavolino in champions solo perchè si erano spenti i lampioni dello Stadio.

Lo chiamavano "Stile Milan"....

MEDITATE GENTE, MEDITATE....!!!!


Questa è una lettera trovata in un blog. Leggetela perchè è davvero interessante!

Cominciamo da qui: sono juventino, costante spettatore e regolarmente pagante un abbonamento televisivo. Ne consegue che sull'argomento sono fazioso, come su tanti altri. Meglio dichiararlo apertamente perchè preferisco l'accusa di essere "di parte" al risolino che, sotto ai baffi, si riserva al ridicolo. A Travaglio, ad esempio, che ieri sera ha candidamente confessato che le sue simpatie per i bianconeri sono cessate nel 1994, all'indomani dell'ingresso di Big Luciano in Società: al contrario suo, io posso permettermi di non erigere barricate a difesa della mia personale castità morale e, di conseguenza, mi concedo il lusso di camminare in società con qualche macchia di sugo sulla camicia che continuo a preferire a quelle sulla coscienza. Ma torniamo a Moggi. Il suo caso, come sottolineano giustamente i terribili gemelli, meriterebbe di essere descritto in un documento multilingue e distribuito all'estero perchè spiega molto del nostro Paese e permetterebbe ai parrucconi delle grandi testate straniere di avere in mano la chiave di lettura autentica per decrittare l'italo pensiero. La versione in lingua italiana potrebbe essere questa: 1. Moggi è il caso o un caso? La risposta buona è la seconda. Moggi rappresenta la sublimazione del "contratto sociale" che vincola i paesani dello stivale. Un mix di consociativismo e di piccola (o grande) mafia fatta di relazioni interpersonali autentiche e millantate dove le regole del gioco sono in costante fase di definizione. E' il nostro modo di intendere la competizione, cioè un'arena nella quale si decide di entrare soltanto con la certezza che l'avversario sia stanco e ferito. Tutti sanno che è così, pubblico compreso, ma fino a quando lo spettacolo regge nessuno protesta. Anzi, si applaude convinti perchè l'applauso giustifica le proprie magagne apre le porte ad un domani in cui, magari, potremmo essere richiesti, o desiderare, di entrare nella "famigghia". E' il modo "normale" in cui si decidono carriere, promozioni, appalti e incarichi pubblici. L'importante è che tutto avvenga senza troppa pubblicità per garantirsi il sonno della coscienza (a patto di averne una). L'Italia è un Paese che applica la regola della "pari collateralità" al posto della "pari opportunità" e, di conseguenza, ragiona prevalentemente in termini di clan. 2. E l'indignazione popolare? Anche questa è perfettamente organica alla terza via italiana perchè finisce per costituire una specie di rito di purificazione collettiva. In tutte le società tribali come la nostra, il sacrificio simbolico serve a dare una ripulita alla morale dei singoli. Da noi, va detto per essere sinceri, si tratta di pratiche vissute con notevole intensità, ma incruente. Il soggetto viene messo per un certo periodo alla gogna, sbeffeggiato, deriso, bersagliato di ortaggi e poi rilasciato dopo il predicozzo. Nel frattempo, tutti hanno avuto la loro parte di gloria e consumato la catarsi personale e sociale. Finita la funzione, ognuno torna a casa con l'imene ricucito che, qui, significa essere vergini a tutti gli effetti. Chissà perchè un certo tipo di schema che prevede la relazione: siamo tutti peccatori, i peccatori confessano segretamente le malefatte per evitare la punizione severa, dopo l'ammissione segreta se la cavano tutti con un'Ave e un Pater e ottengono una nuova licenza per peccare abbia riscosso un successo così ampio e duraturo. Ovviamente, arricchito dallo sdegno per chi pecca. 3. Esistono gli innocenti? Dipende dal punto dal quale si osservi la situazione e dall'ambito in cui la si voglia relegare. Nel caso specifico, gli innocenti "truffati" sono molti. Le altre società, quelle apparentemente escluse dal sistema, anche se per alcune il sospetto di estraneità fa a cazzotti con le decine di milioni investite nel settore. Il Milan, per esempio, deve aver dormito per 12 anni sebbene abbia vinto in Italia quasi come la Juventus. Gentile omaggio di Lucianone? Galliani, di solito, di cosa si occupa? E' un ingenuo? L'unico al di sopra di ogni sospetto è Moratti, per evidenti incapacità personali. Ma sono innocenti anche i tifosi, quelli che gridano alla truffa e, alla domenica, si prendono a mazzate fuori dagli stadi, accompagnano con i "booo" i calciatori di colore, cantano "Devi morire!" al calciatore rimasto a terra, ma sono sensibili quando si parla di corruzione. Sono innocenti anche i giornalisti, quelli che danno i voti buoni ai calciatori disponibili a rilasciare interviste, a quelli famosi o solo semplicemente simpatici, ma pronti a massacrare chi sta fuori dal coro o non fa audience: Totti prende 9 anche quando sta in panchina mentre Suazo, che ha segnato 22 reti giocando a Cagliari, quando ne fa due in una partita prende 6,5. Sono innocenti i magistrati che indagano, tipo Guariniello, che è passato dalla polvere degli archivi alla ribalta delle prime pagine per aver tenacemente condotto inchieste mirate durate anni che hanno portato esclusivamente assoluzioni piene. E' innocente la politica, che si dà un gran da fare per impiantarsi sulle poltrone delle federazioni sportive e poi dice di essere all'oscuro di tutto, si indigna, costituisce commissioni di indagine e commissaria se stessa per la doverosa assoluzione. Alla fine, qualcuno deve salire sull'altare e pagare per tutti: fortunatamente per lui, il prezzo non è mai fuori portata. Basta cambiare ambito, e si può constatare quanto la vicenda sia simile a troppe altre (qualcuno ricorda Fiorani, Consorte, Tanzi, Cragnotti?). 4. Come si esce da questo tunnel? Certo, non grazie all'organo giudiziario. La magistratura italiana fa parte della combriccola e agisce da sacerdote officiante. Intercettano, pubblicano, scatenano la piazza badando bene a non scontentare mai i propri referenti. Raccolgono indizi, elaborano il teorema e poi cercano di farci entrare la realtà: dei fatti e della verità non importa nulla a nessuno, specie in certi casi e per certi ambienti. Altrettanto certamente, non grazie alla politica, ambiente dove il clan si esprime al meglio. Ancora più certamente non motu proprio delle varie dirigenze, perchè quasi tutti i vertici sono lì grazie al sistema: distruggerlo significherebbe autodistruggersi. Basterebbe che si cominciasse con l'individuale presa d'atto che questo sistema non conviene. Una partita giocata correttamente non presuppone regali costosi, bollette telefoniche astronomiche, arbitri incapaci che per fare carriera servono i potenti (anche senza sollecitazioni esterne), giocatori scadenti che non fanno divertire nessuno, spot continui che ti ricordano che c'è la partita in televisione, guadagni dei calciatori commisurati agli effettivi meriti, meno costi per le società, biglietti e abbonamenti TV meno cari e via di seguito. Sarebbe tutto più divertente e più a buon mercato per tutti. Uscendo dal caso Moggi, ci si può immaginare cosa possa significare avere dirigenze imprenditoriali all'altezza, docenti all'altezza, politici all'altezza? E, facendo un ulteriore sforzo, qualcuno ha mai fatto il conto di quanto costi a questo Paese il privilegio, anche quello minimo, e quanto effettivamente renda? Spendendo la metà di quello che costa la logica della corporazione, vivremmo tutti un molto meglio e anche - perchè no? - un pochino più liberi

Mirko

Presentazione

Ciao a tutti, mi chiamo Mirko.
Apro questo blog per dare voce a tutti noi juventini.
Siamo arcistufi si subire le falsità della stampa italiana e dobbiamo far sentire la nostra voce! Siamo in 15 milioni in Italia, facciamo valere i nostri diritti!!!

P.S.: Per inciso, ritengo che se fossimo colpevoli, dovremmo pagare nella maniera più giusta; ma come noi devono pagare tutte le squadre coinvolte (Milan di sicuro), chi taroccava i bilanci (Roma e Lazio), chi ha avuto passaporti falsi (Inter e Roma), e via dicendo.

Io voglio pulizia, ma la voglio totale!!!!

FORZA JUVE SEMPRE!!!!!!!


juve

juve/


NON UN EURO ALLA GAZZETTA!!!

Example